A cura di Lucrezia Calabrò Visconti
Opening: Venerdì 13 maggio, ore 19.00
Via San Tomaso, 53 Bergamo
“Dear Betty” è il titolo di un dipinto di Umberto Boccioni del 1909 che ritrae Betty, l’amata cagnolina dell’artista, accucciata su un sofà (La Cara Betty, conservato nella collezione permanente della GAMeC). Il soggetto domestico e lo stile disciplinato del ritratto appartengono a una sensibilità pre-futurista, lontana dai dettami macisti, entusiasti del progresso tecnico e esaltati da guerra e velocità leggibili nel coevo primo Manifesto del Futurismo – tanto che il dipinto è spesso stato fonte di disappunto, se non di imbarazzo, nella rilettura accademica dell’intera produzione dell’artista.
“Run fast bite hard” (corri veloce, mordi forte), pur sembrando una proposta in pieno stile futurista, è l’incitazione che Donna Haraway, celebre filosofa legata alle tecnoscienze contemporanee e alle teorie cyber-femministe, prende in prestito dallo sport canino Schutzund come nuovo slogan per vivere sull’orlo della guerra globale: la proposta è quella di guardare alla co-evoluzione tra uomini e cani come un manifesto etico e politico per ripensare il rapporto tra cultura e natura, tecnica e animalità, potere dominante e “significant otherness”.
Dear Betty: run fast, bite hard! è l’arbitraria ricostruzione, nello Spazio Caleidoscopio di GAMeC, dell’ipotetico rapporto tra Umberto Boccioni e il suo cane, le cui voci si alternano e sovrappongono in una installazione video temporizzata. Ne risulta un complesso organismo cinematico, un cervello quasi autonomo che tocca un punto di singolarità, ovvero quel momento in cui l’intelligenza artificiale supera la capacità dell’uomo, così che animale, umano e tecnologico si fondono in un tecnoanimismo inconscio e immersivo.
I video di Dear Betty: run fast, bite hard! propongono narrazioni dialettiche, viziate dall’esasperazione di cliché storico-politici di genere e specie, ma pronte a sradicare gli ecosistemi in cui questi si sono evoluti, a partire dal futurismo per arrivare alle nuove forme di colonialismo. I traguardi e le contraddizioni di queste narrazioni si intrecciano e confondono, oltrepassando il mito della supremazia culturale quanto i dettami del riduzionismo biologico, alla ricerca di un’alleanza e di una strategia di resistenza tra le specie escluse dalla tecnocultura dominante.
Immagine: Ivan Argote, “Two 50 years old white males having emotions” 2013 Courtesy of the artist and Galerie Perrotin, Paris
Orari: Martedì – Sabato: 14:00-19:00
Via Casalino 25 24121 – Bergamo
Tel. 035 247418
www.thomasbrambilla.com
info@thomasbrambilla.com
La Galleria Thomas Brambilla espone nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 Maggio 2016), VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine. Il tarocco associato alla mostra presso la Galleria Thomas Brambilla è quello dell’ Imperatore.
La serie di opere su tela si compone di dieci tele in grande formato, in cui il soggetto principale è la rappresentazione in serie di una silhouette femminile, una sorta di archetipo di donna, emerso dalla reverie erotica dell’artista negli anni Sessanta. Rinke ripete la figura all’estremo su tele in grande formato, in modo da poter rispondere a quell’esigenza storica del far proprio il soggetto, di assimilarlo e poterlo, successivamente, rielaborare in sfumature di colore diverso. Inoltre, questo procedimento, permette all’artista di sublimare l’eros sotteso al desiderio, e allo stesso tempo, innalzare il soggetto a livello universale. Inoltre gli enormi volumi delle tele sembrano contrastare la dimensione di costrizione onirica, costruitasi nel tempo nella mente dell’artista.
La presenza di questo archetipo di donna è stato talmente determinante nell’evoluzione artistica di Rinke, tanto da poterne trovare tracce fra la sua attività pittorica e quella da performer.
Klaus Rinke, è uno degli artisti europei che più personifica al meglio il valore dell’Avanguardia, lavorando con diversi media artistici: pittura, disegno, fotografia, scultura e performance. Il suo lavoro tende ad un continuo bisogno di aggiornamento, sia da un punto di vista formale che linguistico, riuscendo comunque a mantenere la stessa forza innovativa per tutta la sua carriera. La sua poetica sottolinea i legami tra il mondo esterno e l’individuo.
Chiostro di Santa Marta – Piazza Vittorio Veneto
Bergamo
ore 17.00
Ingresso libero
Domenica 1 maggio 2016 alle ore 17.00 la CDpM Europe big band si esibirà nel chiostro di Santa Marta nell’ambito della manifestazione Ladies Sing the Blues, promossa da UBI Banca Popolare di Bergamo.
Il Concerto è incluso nel cartellone dell’International Jazz Day promosso per Bergamo dal CDpM.
La CDpM Europe big band è ormai una bella realtà professionale che riunisce 18 giovani musicisti bergamaschi grazie alla direzione del trombettista Sergio Orlandi, agli arrangiamenti di uno tra i migliori specialisti del settore, Gabriele Comeglio, e la guida ritmica di Vittorio Marinoni alla batteria.
Proprio l’accostamento di alcuni docenti specializzati nel jazz orchestrale haconsentito ai ragazzi di crescere qualitativamente e di ospitare diversi solisti nel corso di questi anni.
Domenica 1 maggio sarà la volta di due vocalist di talento. La prima, bergamasca, èSimona Zambetti non nuova alle frequentazioni jazzistiche sia con l’orchestra sia in piccole formazioni. La sua duttilità vocale le consente di esprimersi nel segno delle grandi interpreti quali Ella Fitzgerald e Sarah Vaughan con personalità e talento.
La seconda, Michelle Paris, ha vinto lo scorso luglio un viaggio studio nella nostra città nel contest del Festival Internazionale di Malta con cui il CDpM è gemellato nell’ambito delProgetto Europe realizzato grazie alla collaborazione dell’Assessorato alla Formazione del Comune di Bergamo. Michelle Paris si unirà alla big band per cantare alcuni brani di Gershwin e Burt Bacharach.
CDpM Europe Big band
Sergio Orlandi, direzione e prima tromba Gabriele Comeglio, arrangiamenti e primo sax alto
Ermanno Novali, pianoforte Alessandro Bottacchiari, Christian Bosio, Pietro Scotti, Gaetano Jocoli, trombe Giuseppe Generoso, Nicholas Lecchi, Andrea Ocera, Marco Scotti, Matteo Mesiti, Marco Gotti, sax Carlo Barcella, chitarra Chiara Bianchi, Simone Pagani, basso Vittorio Marinoni, batteria Michelle Paris, Simona Zambetti, vocal
via Palma il Vecchio 18/e – Bergamo
Tel 035 403374
triangol3@triangoloarte.191.it
Guido Airoldi (Bergamo, 1977), Maurizio L’Altrella (Sesto San Giovanni, 1972), Lorenzo Manenti (Romano di Lombardia, 1978) e Gaetano Orazio (Angri, SA, 1954) si confrontano interpretando liberamente e personalmente il tema della Luna, tratto da una carta dei tarocchi Colleoni- Baglioni.
“La Galleria Triangoloarte inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 Maggio 2016).
La VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, è ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine.
Il tarocco associato a questa collettiva è “La Luna”
A cura di Daniele Maffeis
Spazio Polaresco, ore 20.30
Informazioni:
fabianagerosa@comune.bg.it
tel 035-399674
Mostra del workshop progettuale per giovani artisti condotto da Christian Fogarolli
“E se ti alzassi una mattina essendo un altro? E se lo scoprissi solamente perché è qualcuno a dirtelo? In che modo le immagini, i libri, gli oggetti sono stati usati nel passato o nel presente per definire, determinare e consolidare uno stato di anormalità? Ammesso che questo possa realmente esistere…”
Venerdì 13 maggio 2016 alle ore 20.30, presso lo Spazio Polaresco, inaugura La Mano Occulta prima mostra di POLAREXPO 2016, ciclo di esposizioni organizzato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo, all’interno del progetto JOB-IN 3.0, finanziato da Regione Lombardia nell’ambito dei piani di lavoro territoriale sulle politiche giovanili. La mostra è l’esito del workshop progettuale condotto da Christian Fogarolli e rivolto a cinque giovani artisti selezionati a seguito di una open call: Pietro Bonfanti, Luca Brambilla, Tecalign Gotti, Marco Manzoni, Stefano Parimbelli.
La Mano Occulta inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 Maggio 2016). La VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, è ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine. Il tarocco associato alla mostra di POLAREXPO 2016 è ‘Il Matto’.
Le pratiche e il metodo di ricerca di Christian Fogarolli sono stati il punto di partenza per invitare i cinque giovani artisti a declinare il concetto di anormalità e devianza conformemente alle personali inclinazioni ed esperienze. Il percorso di Fogarolli si caratterizza da un marcato interesse verso l’identità indagata attraverso diverse prospettive e tramite una costante ricerca d’archivio. Il suo lavoro mostra collegamenti con teorie e discipline scientifiche, che spesso ed inconsciamente, si sono servite dell’arte per progredire ed assurgere a scienze. Le opere analizzano dinamiche sulla percezione dell’immagine e dell’oggetto in rapporto alla soggettività, sondano i legami con l’anormalità e la devianza.
I partecipanti sono stati invitati dall’artista ad entrare in contatto con situazioni, persone, contesti, memorie nel difficile tentativo di restituire, senza tradire, violare, stigmatizzare, l’oggetto della loro indagine. Nel corso
del workshop, attraverso il confronto con l’artista e la discussione di gruppo ciascun partecipante ha elaborato un progetto che verrà presentato nello spazio espositivo del Polaresco.
Residenza Casarotto
via Frizzoni, 5
Albegno di Treviolo
dalle 16.30 alle 19.30
(Not) So Close inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 Maggio 2016).
La VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, è ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine.
Il tarocco associato alla mostra nella Residenza Casarotto è “Il Mondo”.
(Not) So Close ruota attorno ad alcuni paradossi dell’epoca digitale: l’illusione di essere costantemente connessi ad eventi e persone su scala globale prodotto dalle tecnologie e la conseguente, e forse, inconsapevole distanza che si è venuta a creare tra individui sul piano del reale.
A cura di Davide Giannella, promosso da Club GAMeC
The Blank Blank Educational
a cura di Sara Tonelli
Col contributo di Fondazione Credito Bergamasco e Regione Lombardia
Durante lo School Day, gli studenti delle 15 classi delle scuole superiori che hanno preso parte al progetto TB Educational | Talk with the Artists, verranno guidati dallo staff di The Blank a scoprire in anteprima le mostre in programma per ArtDate attraverso tre diversi itinerari, per conoscere i luoghi e i protagonisti dell’Arte Contemporanea a Bergamo.
L’obiettivo di The Blank Educational è creare, in sinergia con le scuole, un giovane pubblico attento e partecipativo e favorire un approccio informale e spontaneo al mondo dell’arte contemporanea.
Opening: Sabato 14 Maggio 2016, ore 15:30
BACO – BASE ARTE CONTEMPORANEA
Via Arena 9, Palazzo della Misericordia – Città Alta, Bergamo
A cura di Stefano Raimondi, Mauro Zanchi
Con la collaborazione di Elsa Barbieri, Francesca Gamba
Sabato 14 Maggio, in occasione della seconda giornata della VI edizione di ArtDate, all’interno dell’antico Palazzo della Misericordia di Via Arena 9 a Città Alta, BACO – Base Arte Contemporanea è lieta di presentare al pubblico GREEN ROOM, la prima personale in un’istituzione italiana dedicata all’artista Oscar Giaconia.
Promossa dalla MIA – Congregazione della Misericordia Maggiore con il sostegno ufficiale della Fondazione Credito Bergamasco, la mostra è organizzata da BACO – Base Arte Contemporanea e realizzata in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e con l’associazione The Blank Contemporary Art.
Il progetto espositivo, curato da Stefano Raimondi e Mauro Zanchi, occupa lo spazio del Palazzo presentandosi come un ibrido tra un fondale marino, un chroma key cinematografico e il dispiegamento di una vela nautica.
Nell’esposizione gioca un ruolo di primo piano la presenza di un green screen che domina lo spazio ospitando una varietà di sviluppi possibili. Per sua natura, infatti, il green screen è un fondale in potenza, il luogo dove si esercita la post produzione, la cui finalità è differita e spostata nel tempo. A ribadire la natura interstiziale e fantasmatica dell’esposizione è il materiale stesso di questo grande telo: la salpa, prodotto in-organico generalmente utilizzato nell’industria pellettiera, la cui funzione è l’essere supporto per altri materiali. Di fatto, un sostegno invisibile.
All’interno dello schermo è stato incastonato Colon (2016), una grande scenografia che mostra i resti di un naufragio la cui texture stratificata, realizzata attraverso l’impiego di acidi, fertilizzanti, acqua marina e ossidi, richiama processi minerali sotterranei e invisibili.
Di fronte al green screen, esposta a parete, una doppia scultura-tavolo da gioco (MotherBoard, 2016), allude alla trasformazione, alla metamorfosi, offrendo una congettura sul concetto di board. Dal piano del tavolo fuoriescono dei tubi, che generano un fumo denso e intermittente in grado di creare una cortina che camuffa la messa in scena di un paesaggio fantasma.
Completano l’installazione Colon (FlyPaper, 2016) e Colon (Exquisitor – 2016), rispettivamente delle sculture-acquario contenenti carte istoriate immerse sott’olio e il ritratto di un nostromo/disinfestatore. Quest’ultimo è il ricorso ad un personaggio virale e infestante, senza storia e senza tempo, già comparso in lavori precedenti e in quest’occasione precipitato dentro un’etichetta.
GREEN ROOM inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 Maggio 2016).
La VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, è ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine.
Il tarocco associato alla mostra di Oscar Giaconia è il Diavolo.
BACO – Project Space
Via Nazario Sauro, 1 – Bergamo
Opening: Venerdì 13 Maggio, ore 19.30
A cura di Valentina Gervasoni, Stefano Raimondi, Mauro Zanchi
Con la collaborazione di Elsa Barbieri, Francesca Gamba
Venerdì 13 Maggio BACO – Project Space, lo spazio dedicato alla promozione e valorizzazione degli artisti più interessanti della scena contemporanea internazionale, è lieto di inaugurare BLACK BOX, la prima personale italiana dedicata all’artista statunitense James Hoff (Fort Wayne, 1975. Attualmente vive e lavora a Brooklyn, New York).
La mostra presenta i “virus paintings” della serie Skywiper, ossia dipinti realizzati infettando volontariamente immagini digitali attraverso l’innesto di un virus informatico il cui codice, comportandosi come un agente in grado di modificare il processo di composizione dell’opera, ne stravolge completamente l’aspetto, corrompendo e modificando le forme originarie. Il risultato visivo del contagio, successivamente stampato su di un foglio di alluminio, si presenta come una pittura astratta dal forte impatto espressivo, capace di estendere la definizione di arte concettuale verso i nuovi territori dell’interconnettività e delle minacce che la accompagnano.
L’approccio di James Hoff all’arte è quanto più lontano possibile dall’aspetto fisico e manuale; la sua tecnica è squisitamente concettuale, realizzata attraverso un linguaggio composto da codici distorti, manipolati e riconfigurati con l’obiettivo di interrogare la politica, l’attualità, le sindromi e le patologie della società contemporanea.
Il termine da cui deriva il titolo della mostra curata da Valentina Gervasioni, Stefano Raimondi e Mauro Zanchi, BLACK BOX, è stato scelto dall’artista in riferimento al computer virus Jerusalem, creato in Italia e programmato per essere scatenato a livello informatico esattamente il 13 Maggio di ventotto anni fa. Una delle caratteristiche principali di questo virus è quella di “disegnare” sullo schermo del computer infetto un black box, una “scatola nera” che simbolicamente riconduce al procedimento creativo messo in atto da James Hoff. La scatola nera può definirsi come un sistema di input/output molto simile a quello utilizzato dall’artista per produrre le sue opere. È presente una fase iniziale di “accesso”, ovvero il virus inserito nell’immagine digitale, una fase intermedia di infezione e mutazione, contenuta all’interno del black box e celata agli occhi dell’osservatore, e infine una fase di “uscita”, traducibile come il dipinto finale presentato in mostra.
Promossa dalla MIA – Congregazione della Misericordia Maggiore con il sostegno ufficiale della Fondazione Credito Bergamasco, la mostra è organizzata da BACO – Base Arte Contemporanea e realizzata in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e con l’associazione The Blank Contemporary Art.
BLACK BOX inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 Maggio 2016).
La VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, è ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine.
Il tarocco associato alla mostra di James Hoff è il Diavolo.
Alfredo Pirri, Passi, Ex Centrale Daste e Spalenga, 2016
ph. Mario Albergati
a cura di Paola Tognon
INGRESSO LIBERO
Orari d’apertura: sabato e domenica 10.00 – 13.00; 16.00 – 20.00
Visite guidate: nel weekend durante l’orario d’apertura; in settimana su prenotazione
Tel. 335 6857707
info@contemporarylocus.it
www.contemporarylocus.it
Per la sua decima edizione, l’associazione contemporary locus onlus riapre temporaneamente l’ex centrale termoelettrica di Daste e Spalenga, oggi in abbandono, attraverso un progetto site specific dell’artista contemporaneo Alfredo Pirri – riconosciuto internazionalmente per i suoi progetti su grande scala e per le sue relazioni innovative tra pittura, scultura e opere ambientali.
L’ex centrale di Daste e Spalenga – attiva per quasi 40 anni attraverso la produzione di energia e lasciata al degrado dagli anni ’60 – rappresenta un luogo di particolare interesse, per la sua caratterizzazione di archeologia industriale e per la sua passata attività: il progetto di Alfredo Pirri ne sottolinea il valore, interpretando lo spazio nella sua memoria di cattedrale industriale.
Accanto al progetto espositivo, l’associazione contemporary locus attiva una rete di collaborazione che propone un calendario di attività culturali nel corso dei due mesi di apertura www.contemporarylocus.it
Il progetto di riapertura della centrale elettrica di Daste e Spalenga, supportato dall’Ordine degli Architetti e Paesaggisti di Bergamo, dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bergamo, dal Comune di Bergamo, è sollecitazione importante per la sua memoria e per il suo futuro recupero. Per il progetto espositivo sarà sviluppata un’applicazione per iPhone e iPad scaricabile gratuitamente in italiano e in inglese, quale mezzo di orientamento e catalogo digitale della mostra.