Opening: sabato 21 maggio, ore 18.30
via Borgo Palazzo, 42 – Bergamo
tel 035 222333
vannacasati@fastwebnet.it
www.vannacasati.it
Strutture tridimensionali polimateriche su carta
INGRESSO LIBERO
Banca Popolare di Bergamo, Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo
Orari dal lunedì al venerdì: dalle 8.20 alle 13.20 – dalle 14.40 alle 16.10
ART UP 6/16
A cura di Enrico De Pascale
OSCAR GIACONIA The Grinder
2015 – olio su carta intelata in teca di neoprene, cm 154 x 250
Collezione Banca Popolare di Bergamo
Avvalendosi prevalentemente della tecnica pittorica, intesa come pratica “digestiva” di altri linguaggi, il lavoro dell’artista orbita intorno a molteplici costellazioni; i concetti di mostro, controfigura e autopsia sono solo alcune delle parole chiave che accompagnano da sempre la ricerca poliedrica dell’artista, caratterizzata anche dall’utilizzo di materiali inusuali quali teche di silicone, vulcanite, nylon, gomma para, gomma di neoprene.
“Ogni cornice è la camera d’aria necessaria all’isolamento dell’immagine. L’utilizzo di materiali plastici richiamano spontaneamente processi sintetico- artificiali sempre in moto. Alludono alla capacità di trasmutazione dei polimeri. Da un solo campione d’olio, in base alla temperatura cui viene sottoposto, si possono ottenere sostanze differenti. Tuttavia l’atto fisiologico digestivo del dipingere mi conduce a liquidare ogni mera nominazione, procedendo oltremodo tra disarticolazioni, perforazioni, carotaggi, prelievi ed innesti,
in un corpo a corpo perpetuo tra sostanze senza nome”. (O.G.)
OSCAR GIACONIA (Milano 1978) “Ogni opera d’arte è un potenziale crimine mancato. Gli artisti, come i criminali, sono individualisti rituali, intrappolati in una coazione a ripetere senza soluzione di continuità. Al contempo l’artista può diventare il detective di quegli atti criminosi da lui stesso compiuti” (Oscar Giaconia). Tra le esposizioni più significative: Alea, Thomas Brambilla Gallery, Bergamo 2012 (personale); MDINA, Palazzo Vilena, Museo di Storia Naturale, Malta 2013; Fuori quadro. Follia e creatività tra arte, cinema e archivio, Sala alla Porta Sant’Agostino, Bergamo 2013; Ogni cosa a suo tempo, capitolo VI (Resume and Rebirth), BACO Base Arte Contemporanea, Palazzo della Misericordia, Bergamo 2013; Too big or not too big; Thomas Brambilla Gallery, Bergamo 2013; Open MIA, BACO Base Arte Contemporanea, Palazzo della Misericordia, Bergamo 2015; Lo Specchio Attraversato, Ex Oratorio di S. Lupo, Bergamo 2015; Happy Ending, FRAC Champagne-Ardenne, Reims; Green Room, BACO – Base Arte Contemporanea, Palazzo della Misericordia, Bergamo 2016.
Per scaricare il bando e la scheda di adesione: http://www.sottoaltraquota.it/moscat-shirt/
Per maggiori informazioni: sottoaltraquota@gmail.com
La Festa del Moscato di Scanzo e dei sapori scanzesi, ormai giunta alla sua undicesima edizione, rappresenta l’appuntamento più atteso dalla popolazione di Scanzorosciate e dai numerosi visitatori che, ogni anno, frequentano per l’occasione il Comune bergamasco.
Per festeggiare questo importante appuntamento enogastronomico, l’associazione Sotto Alt(r)a Quota insieme al Comune di Scanzorosciate e all’associazione “Strada del Moscato di Scanzo”, hanno pensato di promuovere anche quest’anno il concorso di illustrazione denominato “MoscaT-shirt”, un’occasione per tutti i creativi di realizzare un’immagine originale che rappresenti le tematiche e le attività legate all’enogastronomia scanzese, in particolare al Moscato di Scanzo.
L’iniziativa, oltre a voler promuovere le capacità creative dei partecipanti, si propone di diffondere l’interesse per l’arte.
Le magliette verranno presentate e proposte al pubblico durante la Festa del Moscato, un’occasione di ampia diffusione e visibilità (la scorsa edizione ha registrato circa 40.000 presenze) per l’opera vincitrice del concorso.
La candidatura dovrà pervenire entro il giorno martedì 7 giugno 2016 alle ore 12.30.
Al vincitore del concorso verranno riconosciuti:
• la promozione dell’opera tramite i canali divulgativi del Comune di Scanzorosciate e dell’associazione “Strada del Moscato di Scanzo”.
• La produzione di 150 magliette con il proprio disegno.
• La produzione di altre 300 magliette per i volontari in cui verrà stampato un logo più piccolo.
• La presentazione della maglietta durante la conferenza stampa della Festa del Moscato di Scanzo e durante la serata inaugurale.
• La consegna gratuita di 10 magliette.
• Il premio in denaro di 150 euro.
• Uso della grafica per materiale pubblicitario della festa del Moscato.
Rari e splendidi: i tarocchi viscontei della Morgan Library di New York
The Blank ha intervistato per Bergamonews.it William Voelkle, Senior Research Curator del dipartimento di manoscritti medievali e rinascimentali della Morgan Library.
Ogni anno l’associazione culturale The Blank Contemporary Art organizza The Blank ArtDate, un appuntamento della durata di tre giorni dedicato all’Arte Contemporanea ed animato da numerosi eventi fra cui mostre, studio visit, talk, apertura di dimore storiche e collezioni private.
La sesta edizione di ArtDate è contraddistinta dalla creazione di un percorso narrativo fra uno spazio espositivo e l’altro. Minimo comun denominatore “Il castello dei destini incrociati”, breve romanzo fantastico di Italo Calvino pubblicato nel 1969 nel volume “Tarocchi – il mazzo Visconteo di Bergamo e New York” e illustrato tramite la carte dei tarocchi di Bonifacio Bembo, parzialmente conservate alla Morgan Library & Museum di New York.
The Blank: Le carte dei tarocchi conservate presso la Morgan Library sono legate alla corte milanese del XV secolo dei Visconti e degli Sforza. Come sono arrivate queste carte a New York?
William Voelkle: Le 35 carte furono acquistate da Pierpont Morgan per mezzo della ditta antiquaria parigina Hamburger Freres nel 1911.
TB: Quali sono le caratteriste specifiche che distinguono il mazzo Visconti-Sforza dagli altri mazzi di tarocchi viscontei?
WV: Il mazzo Visconti-Sforza è diverso in quanto è stato realizzato per una coppia, ossia per Bianca Maria Visconti e Francesco Sforza, il cui fidanzamento (1432) e matrimonio (1441) decretarono l’unione delle due famiglie, i cui emblemi sono rintracciabili nelle carte. Questo mazzo è il più completo tra i più antichi dipinti a mano ancora esistenti (solo quattro delle 78 carte sono andate perse). Dal punto di vista artistico il mazzo è considerato tra i più belli in assoluto.
TB: Quale può essere stato il loro utilizzo? Esiste una connessione tra il loro stato di conservazione e l’uso che è stato fatto di queste carte?
WV: Le carte furono realizzate come gioco per la nobiltà, e non risulta che esse siano state usate per prevedere la fortuna prima della fine del XVIII secolo. Le carte mostrano segni di usura e in particolare certi colori, come i verdi ed alcuni bianchi, risultano sfaldati. Alcune carte sono attribuite ad una mano artistica differente ed è stato perciò suggerito che esse possano essere carte sostitutive.
TB: La Morgan Library è uno scrigno di tesori preziosi per l’appassionato di miniature medievali e di tarocchi. È possibile per il visitatore entrare a contatto con i tarocchi? In quali occasioni vengono esposti?
WV: Il patrimonio della Morgan Library è vastissimo, e non è possibile mostrarlo se non un una piccola sezione per volta. Attualmente quattro carte sono in esposizione della Sala Est della biblioteca, e tra qualche mese saranno sostituite da un altro gruppo di quattro.
TB: In una collezione di manoscritti prestigiosa e vasta come quella della Morgan Library che valore rivestono i tarocchi viscontei e quali generi di studi ruotano attorno ad essi?
WV: La Morgan Library non possiede una collezione di carte da gioco, ma Pierpont Morgan fu probabilmente attratto da questo particolare mazzo per la sua provenienza, la rarità e la bellezza. John Pierpont Morgan Jr., figlio di Pierpont Morgan conosciuto anche con il nome Jack, acquistò un cofanetto in cuoio del XIV secolo nel quale conservare le carte ed esso è esposto sul tavolo dello studio nella Sala Ovest. Il cofanetto è decorato con scene di coppie intente a giocare a scacchi e a scambiarsi cuori e anelli. Sappiamo con certezza che Pierpont praticava nel suo studio il suo gioco preferito, quello del solitario. L’eroe d’infanzia di Pierpont era Napoleone, che pure giocava a solitario…
TB: In relazione a questa edizione di ArtDate l’arte contemporanea comunica con un’iconografia antica e preziosa quale quella dei tarocchi, ispirandosi ai racconti di Italo Calvino raccolti nell’opera “il castello dei destini incrociati”. Qual è, a suo parere, il vantaggio offerto da quest’operazione di riscoperta e ri-attualizzazione di valori, immagini e simbologie antiche?
WV: Italo Calvino ha di certo mostrato che le carte possono anche essere usate come base di un metodo narrativo intelligente e fantasioso, riconoscendo che le stesse carte sono in grado di evocare una varietà di storie differenti.
TB: Italo Calvino nel suo racconto “Il castello dei destini incrociati” si è concentrato sulla dimensione iconografica dei tarocchi. Oggigiorno i tarocchi sono considerati principalmente per il loro valore simbolico e profetico. All’epoca della loro creazione, quale dimensione (ludica, iconografica, simbolica, materiale etc.) era maggiormente presa in considerazione?
WV: Micheal Dummett e altri studiosi hanno mostrato come l’interpretazione occulta delle carte dei tarocchi si sia originata verso la fine del XVIII secolo, in particolar modo a partire dal lavoro di Antoine Court de Gebelin (1781), che collocò l’origine delle carte dei tarocchi nell’antico Egitto, affermando che il mazzo altro non era che un resto dei mitici Libri di Thot. A seguito furono ovviamente creati dei mazzi di tarocchi che prendevano in considerazione quel genere di iconografia. Per la verità tali letture esoteriche sono ancor oggi molto vitali e, ironicamente, hanno dato ai mazzi di tarocchi del XV secolo una fama della quale non avrebbero potuto altrimenti godere. Le tematiche che si ritrovano sulle carte del XV secolo sono certamente quelle che erano familiari all’epoca ed incorporavano la conoscenza culturale generale della nobiltà.
A cura di: Ton Quik
Orari d’apertura
martedì-domenica: ore 10:00-19:00 / giovedì: ore 10:00-22:00 / lunedì chiuso
Ingresso (valido per tutte le mostre in corso)
Intero: € 6,00 / Ridotto: € 4,00
Via San Tomaso, 53 24121 Bergamo
Dal 6 aprile al 24 luglio 2016, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è lieta di ospitare la mostra Aldo Rossi. La finestra del poeta – Opera Grafica 1973-1997, che raccoglie l’insieme dell’opera grafica del celebre architetto-designer milanese (1931-1997).
Realizzata dal Bonnefantenmuseum di Maastricht in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi di Milano in occasione del ventennale dell’apertura della nuova sede del Bonnefantenmuseum, costruito da Rossi dal 1990 al 1995, la mostra è parte di un progetto itinerante che coinvolge tre sedi: oltre al museo olandese (26 giugno – 15 novembre 2015), Archizoom, spazio espositivo dell’École politechnique fédérale de Lausanne (29 febbraio – 24 marzo 2016) e la GAMeC di Bergamo.
La mostra, a cura di Ton Quik, accoglie 100 stampe dell’architetto e artista italiano – provenienti dalla collezione del Bonnefantenmuseum e da collezioni private – accanto a 40 dipinti e disegni, e alcuni bozzetti e lastre utilizzate per la produzione delle opere.
L’excursus cronologico-tematico si apre con le stampe degli anni Settanta, acqueforti in bianco e nero in cui si fondono studi analitici – come ne Il grande cimitero di Modena, Le due città o nelle diverse Composizioni urbane – e oggetti d’affezione, come ad esempio ne L’architettura domestica, dove tra le architetture compaiono i primi studi delle caffettiere che Rossi disegnerà per Alessi negli anni seguenti.
Tra le stampe degli anni Ottanta, studi architettonici, come The Lighthouse, le sperimentazioni sul tema del frammento – anche nel progetto intitolato Fragments – accanto a due famosi lavori analogici di Rossi: Il Teatro del Mondo, soggetto di cinque stampe che spaziano tra rappresentazioni tecniche e “mentali”, e La città analoga, che è stato oggetto di studio per un progetto multimediale di Dario Rodighiero, collaboratore scientifico dell’École politechnique fédérale di Losanna.
Infine, le opere degli anni Novanta, che presentano temi e soggetti diversi, anche non strettamente legati all’architettura – come Il caffè del Mattino, prima stampa di una scena domestica – accanto a capricci compositivi come Geometrie Romane e Il pesce d’oro, l’ultima che Rossi avrebbe visto finita.
In alcuni casi le opere grafiche sono affiancate dai relativi bozzetti, ma anche dalle lastre di produzione e da varianti dello stesso soggetto. In questo modo, la mostra offre ai visitatori riferimenti sul processo di lavorazione di Rossi, nonché un’introduzione al suo pensiero “analogico”. Le sue stampe mettono in luce un’affascinante relazione tra pezzi unici e multipli, legati concettualmente alla sua idea di architettura come modus operandi, in cui il processo è importante almeno quanto il prodotto.
I diversi soggetti presentati in mostra sono collegati tra loro dall’abilità di Rossi di utilizzare molteplici tecniche di stampa. Rossi non era un purista della grafica, ma era continuamente alla ricerca di nuove possibilità offerte dalle diverse tecniche in uso e infatti la sua Opera Grafica copre l’intera gamma delle tecniche grafiche del XX secolo: incisioni, acquetinte, xilografie, litografie, serigrafie e offset.
La produzione di Rossi è la dimostrazione di una reazione non convenzionale ad impulsi interni, quali la riflessione personale e la sperimentazione tecnica, ed esterni, tra cui le relazioni con amici e collaboratori. Rossi riuscì a fondere gli aspetti professionali della rappresentazione architettonica con il suo immaginario poetico e personale, e le sue stampe offrono uno sguardo individuale sul mondo dell’architetto: quella finestra del poeta che dà il titolo alla mostra e che rappresentava uno dei soggetti da lui preferiti.
La mostra è la parte conclusiva di un progetto più ampio nato dalla collaborazione tra il Bonnefantenmuseum e la Fondazione Aldo Rossi, con lo scopo di studiare i soggetti e le tecniche delle stampe di Rossi, anche indagando nel dettaglio il contesto storico e le ragioni che lo hanno spinto a scegliere questo mezzo espressivo. Un’analisi che ha portato le due istituzioni a ricercare i legami tra le opere in serie Rossi e i suoi disegni, attraverso un’accurata ricerca in collaborazione con l’Istituto Centrale per la Grafica di Roma, l’Archivio del Moderno di Mendrisio, la Van Eyck Academy di Maastricht e l’École politechnique fédérale di Losanna.
La pubblicazione
La collezione quasi completa delle opere grafiche di Aldo Rossi, acquisita nel 2011 dal Bonnefantenmuseum, è stata analizzata e documentata attraverso un progetto di studio internazionale.
Il volume che accompagna la mostra, Aldo Rossi. Opera Grafica. Incisioni, litografie, serigrafie, restituisce gli esiti di questa indagine scientifica e fornisce la prima panoramica dettagliata ed esaustiva dell’Opera Grafica dell’artista.
Edito e distribuito da Silvana Editoriale, contiene quattro testi critici e un’approfondita analisi della produzione grafica di Aldo Rossi, accanto alla biografia dell’artista e ai riferimenti bibliografici.
Include testi di: Germano Celant, Kurt W. Forster, Stijn Huijts, Ingrid Kentgens, Beatrice Lampariello, Ton Quik, Chiara Spangaro, Sandra Suatoni.
A cura di Xiaoyu Weng
opening: 26 maggio, ore 19:00
Via san Tomaso, 53 Bergamo
Ottava edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte, il riconoscimento ideato dalla GAMeC con il sostegno della famiglia Bonaldi volto a sostenere la ricerca di un curatore under 30 e il suo progetto di mostra.
Soft Crash, a cura di Xiaoyu Weng, rende omaggio ai romanzi La mostra delle atrocità (1970) e Crash (1973) di J.G. Ballard, e alla sua visione proattiva sulle relazioni e sulle esperienze umane mediate dalla tecnologia.
Scostandosi da ciò che Ballard descrisse come l’ossessione della produzione meccanizzata – che implica tuttora un rapporto dualistico tra uomo e macchina –, gli sviluppi tecnologici della rete digitale e di informazione, l’intelligenza artificiale, la simulazione e l’animazione computerizzata, oltre a diventare parte della nostra vita, l’hanno anche riorganizzata sistematicamente.
In mostra i lavori di cinque artisti che attraverso media differenti esaminano i concetti di ibrido, imitazione, differenza e ambivalenza di una realtà mediata dalla tecnologia.
a cura di Robero Ratti
Via S. Tomaso, 92 24121 – Bergamo
Tel. 035 0602882
info@trafficgallery.org
Traffic Gallery è felice di ospitare nei propri spazi The Soul of Stars,
mostra tri-personale degli artisti Andreco (Roma, 1978), Eron (Rimini, 1973) e Lucamaleonte (Roma, 1983).
Traffic Gallery inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 Maggio 2016), VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine. Il tarocco associato alla mostra presso Traffic Gallery è quello della Stella.
La mostra prende spunto da un’opera realizzata a sei mani dai tre artisti nel 2014 presso il Museo MACRO di Roma, intitolata “Three ways to see the spirituality”, che esplora la concezione della spiritualità da punti di vista differenti.
Andreco (Roma, 1978) concentra la sua ricerca artistica sulla relazione tra uomo e natura e tra ambiente artificiale e naturale; Eron (Rimini, 1973) conduce una ricerca figurativa realistica con la tecnica dello spray painting: celebre fu nel 2014 il buco dipinto sul muro del Museo d’Arte di Ravenna che venne stuccato da un operaio. Lucamaleonte (Roma, 1983) street artist, attivo dal 2001, maestro nella tecnica stencil è recentemente passato alla tecnica del disegno a mano libera: nel 2008 a Londra per il Cans Festival famoso fu il suo pezzo realizzato difianco a quello di Banksy. All’interno degli spazi di Traffic Gallery verranno presentate tre grandi tele da 200×150 cm realizzate a 6 mani dai tre artisti, e altri tre pezzi di medie dimensioni per ogni singolo autore.
La chiave allestitiva e interpretativa dell’intera mostra sarà giocata sulla capacità di commistione tra i tre diversi stili che caratterizzano il modus operandi di ogni singolo autore. La capacità realista di Lucamaleonte insieme al sapiente gioco delle ombre e dello sfumato tipico di Eron con l’aggiunta del minimalismo organico che caratterizza la ricerca dell’artista-ingegnere ambientale di Andreco. Un mix rappresentativo che ci condurrà ad una interpretazione del concetto di Stella sia dal punto di vista materico e materiale che da quello prettamente metaforico e spirituale. Del resto il titolo della mostra già ci suggerisce l’intenzione e dopo il recente e assai apprezzato intervento eseguito da Eron per l’Istituto Treccani a Roma intitolato “Soul of the Sea” e dedicato al tema dei Migranti, non ci resta che attendere per scoprire le carte e i tarocchi di The Soul of Stars.
Orari di apertura della sezione:
Maggio 10.00 – 12.00 e 14.00 – 19.00
Giugno 10.00 – 12.00 e 14.00 – 20.00
e-mail: ortobotanico@comune.bg.it
Tel.: 035/286060
L’opera vuole dare visibilità a un fenomeno invisibile: la luce del sole.
Il sole marchia a fuoco lo scorrere del tempo. Un dispositivo di visione, il cui risultato finale resta aperto e inaspettato.
L’Orto Botanico inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 maggio 2016).
La VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, è ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine.
Il tarocco associato alla mostra di Ettore Favini “Finito #3” è il Sole.
A cura di Marco Fioretti
Opening: sabato 14 maggio, ore 18.30
via San Giovanni,14 – Bergamo
Orari: Mar – Sab. 15.30 – 19.00
Per informazioni:info@spaghettipop.com
Ho trovato molto Interessante il tema di quest’anno ideato dai curatori di The Blank, l’organizzazione che ha creato l’evento “ART DATE”, giunto alla sesta edizione, coinvolgendo tutte le gallerie pubbliche e private di Bergamo dal 13 al 15 maggio.Minimo comun denominatore Il Castello dei destini incrociati, breve romanzo fantastico di Italo Calvino pubblicato nel 1969 nel volume “Tarocchi – il mazzo Visconteo fra Bergamo e New York”. Durante “Art Date”, ai vari spazi espositivi partecipanti, è stata associata una carta dei tarocchi. Si creerà così un itinerario fra le varie istituzioni, project space, gallerie e spazi espositivi aderenti alla sesta edizione di ArtDate, messi in relazione l’uno con l’altro a formare un’unica mostra diffusa sul territorio della città di Bergamo. Le carte del mazzo Colleoni – Baglioni, dipinte da Bonifacio Bembo, risalgono al 1451 circa, eseguite su commissione degli Sforza. In origine, il mazzo, era composto da 78 carte, ora ne rimangono 74, di cui 35 si trovano alla biblioteca Pierpont – Morgan di New York, 26 presso l’Accademia Carrara e 13 fanno parte di una collezione privata di Bergamo. Alla mia galleria, è stata associata la carta “La ruota della fortuna”, quindi ho selezionato un gruppo di artisti che ritengo molto validi ed ognuno interpreterà “la ruota della fortuna” con il proprio concept: Andy, Dario Arcidiacono, Bacter, Dorothy Bhawl, Ivano Berlendis, Giovanni Bonaldi, Stefano Bressani, Massimo Caccia, Daniela Cavallo, Niki Cooper, Vanni Cuoghi, Michele De Marchi, Francesco De Molfetta, Stefano Martinelli, Anna Muzi Falconi, Fulvio Rinaldi, Mr. Savethewall, Tiziano Soro, Angelo Volpe. Quest’anno, per quanto riguarda la sezione “motori”, ho chiesto la partecipazione del “PDF MOTOCICLETTE” capitanata da Stefano Martinelli con l’ausilio del suo impareggiabile gruppo di collaboratori Marco, Renzo, Tony e Frenky. Per questo evento, Bonazzi Design, presenterà una nuova linea di caschi realizzati con finiture artigianali in foglia d’oro, foglia d’argento e patinati “ruggine” rigorosamente made in Italy. La sede espositiva per l’inaugurazione è presso la Ikonos, agenzia di pubblicità e comunicazione a Treviolo in via C. A. Dalla Chiesa n. 10.
Un grazie a Bergamo Post per l’articolo che realizzerà sulla mostra.
Il catering è curato da “Provino Wine Bar”. La fotografia è curata da Manuela Tura
Marco Fioretti
a cura di Sara Fontana
Spazio menouno (piazza Garibaldi, Treviglio)
Opening: sabato 14 maggio 2016, ore 18.30
Orari di apertura: da martedì a domenica: 15.30 – 19.00
Informazioni:
ufficio.cultura@comune.treviglio.bg.it tel. 0363 317502 – 0363 317506
Sabato 14 maggio 2016 a Treviglio, presso lo spazio menouno, con una performance per uno spettatore alla volta verrà inaugurata la mostra personale di Virginia Zanetti (Fiesole 1981), artista che nel 2014 partecipò alla terza edizione del Premio d’arte “Città di Treviglio” e Concorso Giovani Talenti.
La performance Mind the gap è un passaggio dal fuori al dentro, uno scambio di domanda e risposta, un transito tra richiesta e ascolto, nel quale lo spettatore diviene protagonista.
La medium Tarika guida nella lettura divinatoria dei tarocchi, dove il simbolo della carta è un espediente per mostrare il grado di coscienza di ciascuno di noi.
Il processo che viene messo in scena, con la sua arcana ritualità, spinge a riflettere anche sul ruolo dell’arte e dei suoi meccanismi di fruizione. Quale funzione può avere un’opera d’arte? Quale processo innesca in noi spettatori?
Conclusa la serata inaugurale, la mostra presenterà alcune opere inerenti alla performance.
Mind the gap inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – La Città dei destini incrociati (13-14-15 Maggio 2016).
La VI edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea, è ispirata al romanzo di Italo Calvino “Il castello dei destini incrociati” e ai Tarocchi Colleoni-Baglioni che ne corredano le pagine.
Il tarocco associato alla mostra di Virginia Zanetti è l’Otto di Bastoni.
Virginia Zanetti è nata a Fiesole nel 1981. Laureatasi in pittura con lode all’Accademia di belle arti di Firenze, consegue un diploma specialistico e un master in didattica dell’arte. Collabora con istituzioni italiane e straniere per la cultura e l’arte contemporanea, come il Man di Nuoro, il CCC Strozzina di Firenze, il CAC Luigi Pecci di Prato, la Kunsthalle di Berna, il CACT di Bellinzona ed il Museo Mog di Goa in India. Il suo lavoro è presente in prestigiose collezioni come il MAC di Lissone o i Frigoriferi Milanesi, oltre che nel volume Breve storia della curatela di Hans Ulrich Obrist, per il quale ha realizzato ad acquerello i ritratti dei curatori (postmediabooks 2011).