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    L’artista del mese
    SANTIAGO REYES VILLAVECES
    [== SANTIAGO ==== REYES = VILLAVECES =]
    NEWSLETTER MAGGIO 2019
        [== LINK ==]

    Santiago Reyes Villaveces, Harp, 2019.
    Courtesy The artist, The Blank Contemporary Art, Fondazione Amleto Bertoni
    Installation view. Sacrestia ex-chiesa Sant’Ignazio, Saluzzo (CN), Italy

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON SANTIAGO REYES VILLAVECES

    Il progetto Harp consiste nella costruzione di una copia esplosa dell’arpa Tópaga (1680) che va a occupare lo spazio architettonico della Sacrestia della Chiesa di Sant’Ignazio.
    Il design dello strumento è deformato attraverso l’uso di una struttura ellittica con due ponti focali.
    Usando i cassetti aperti, le finestre e la struttura fisica della Sacrestia come scatole di risonanza, Harp diviene un’arpa poliarchica (dall’origine multipla), un flusso di frequenze storiche, architettoniche incarnate e decolonizzanti che mira a destabilizzare la storia d’origine consegnata al “nuovo mondo” dall’arpa gesuita.

    KLAUS RINKE
    [= KLAUS ===== RINKE =]
    NEWSLETTER APRILE 2019
        [== LINK ==]

    Klaus Rinke
    Taking Possession of the Mediterranean for the Arts
    Spain, 1969
    100 x 140 cm
    Courtesy of the Artist

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON KLAUS RINKE

    “Ho scoperto che l’acqua era un materiale scultoreo. Nel maneggiare l’acqua, ho concluso che riempire una scultura con acqua richiede tempo. Una tonnellata, quanto tempo occorre per riempirla? Quanto per svuotarla?” Rinke usa l’elemento dell’acqua come simbolo universale di femminilità e fertilità, purificazione e flusso, spesso concentrandosi sull’evaporazione dell’acqua per rappresentare la sua impermanenza. Nella sua arte, enfatizza l’acqua come elemento essenziale concentrandosi sulla sua importanza per la vita e il benessere umano. Il suo lavoro con l’acqua serve anche a mettere in evidenza le sue preoccupazioni ambientali sottolineando la fragilità, la scarsità e l’interconnessione delle nostre risorse idriche globali.

    NATHALIE DJURBERG & HANS BERG
    [=== NATHALIE === DJURBERG ===== HANS ==== BERG ==]
    NEWSLETTER MARZO 2019
        [== LINK ==]

    Nathalie Djurberg & Hans Berg
    Dark Side of the Moon, 2017
    Stop motion animation
    06:40 min.
    Ed.: 4, II

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON NATHALIE DJURBERG & HANS BERG

    Non c’è bisogno di essere una camera
    per venire infestati –
    non c’è bisogno di essere una casa –
    la mente ha corridoi in quantità.

    Più sicuro è incontrare a notte fonda
    un fantasma esteriore –
    che affrontare l’intima presenza
    di quel più gelido visitatore.

    Più sicuro un galoppo in abbazia –
    rincorsi dalle pietre –
    che incontrare se stessi disarmati –
    in un luogo del tutto solitario.

    L’io che dietro di noi rimane occulto,
    questo è terrorizzante –
    l’assassino nascosto in casa nostra –
    non è poi un così profondo orrore.

    Il corpo impugna a un tratto la pistola –
    mette spranghe alla porta –
    trascurando un fantasma superiore
    ancora più vicino.

    PAOLO ICARO
    [=== PAOLO === ICARO ==]
    NEWSLETTER FEBBRAIO 2019
        [== LINK ==]

    Studio di Paolo Icaro, Tavullia, 2019
    in primo piano
    P. Icaro, Racconto, dal 1969, onice, piombo,
    cm. 116x152x11

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON PAOLO ICARO

    Mi pareva di aver incontrato in quel lingotto di acciaio comune, chiamato comunemente ferro, una proporzione, un’unità direi “simbolica” di tutto il ferro: quel metallo era tutto lì dentro in un’implosione atomica. Quel lingotto non era una forma, non era un oggetto ma una cosa in sé. Così cercai altre materie che mi fossero altrettanto intensamente attraenti, e l’unico criterio formale che mi imposi furono le dimensioni del primo Racconto. […] L’altro criterio fu l’intensità e la soddisfazione dei vari incontri, ora echi di memorie ora di nostalgie, di luoghi e situazioni.

    estratto da Paolo Icaro. Faredisfarerifarevedere, a cura di Lara Conte, Mousse publishing, 2016

    JORGE MACCHI
    [=== JORGE == MACCHI ==]
    NEWSLETTER GENNAIO 2019
        [== LINK ==]

    Jorge Macchi
    Overwhelmed
    2018
    acquerello su carta
    29,7 x 42 cm
    Courtesy the artist and GALLERIA CONTINUA, San Gimignano / Beijing / Les Moulins / Habana
    Photo Ela Bialkowska, OKNO Studio

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON JORGE MACCHI

    El artista toma de la mano al visitante y lo lleva al interior del bosque. El artista lo conoce muy bien (de hecho ha plantado todos los arboles). Lleva al visitante hasta un claro en el medio del bosque. Se quedan allí unos minutos en silencio. Aprovechando un momento de distracción el artista desaparece detrás de unos arbustos y corre entre los árboles por un camino tantas veces transitado por él hasta llegar al limite de su bosque. El visitante repentinamente comprende que está solo en un lugar desconocido. Intenta algunos caminos para salir pero todos lo llevan de nuevo al claro del bosque. Se arrepiente de haberse distraído con esas flores.

    JONATHAN MONK
    [=== JONATHAN ==== MONK =]
    NEWSLETTER DICEMBRE 2018
        [== LINK ==]

    Jonathan Monk, Monk, 2002, Acciaio inossidabile lucidato, Edizione 3, 439,5 x 132 x 38cm, (173 x 52 x 15 in.)

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON JONATHAN MONK

    Molto spesso vedo le opere di altri artisti e penso… mi piace… come posso usarlo e renderlo mio?
    Come posso cambiare il contesto e creare qualcosa di nuovo, qualcosa di Jonathan Monk.
    Sono abbastanza sicuro che molti artisti si sentono segretamente allo stesso modo…
    Alcuni anni fa stavo sfogliando un catalogo di sculture di George Condo e sono rimasto piacevolmente sorpreso dai contenuti: mi piacciono molto i suoi dipinti e sembra un artista ossessionato in modo davvero interessante. Ma le sculture in cui mi sono imbattuto sulla pagina stampata erano profondamente diverse dalle mie aspettative – ho visto grandi lettere tridimensionali ritagliate in acciaio inossidabile lucidato che spiegavano i nomi dei grandi del Jazz – MILES DAVIES, BIRD (Charlie Parker) e MONK come in Thelonious – Il resto penso che tu possa capirlo da solo…

    LORENZO SENNI
    [=== LORENZO = SENNI =]
    NEWSLETTER NOVEMBRE 2018
        [== LINK ==]

    ‘Echoes (Oracle Version)’, by Lorenzo Senni, 2017, Tate Modern, London. Courtesy of Tate Photography

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON LORENZO SENNI

    All my X’s live with hexes.
    This is why I hang
    Myself with jealousy upon a fencepost half mast.
    Fashion: war between
    The guilty and the guilty and the guilty and the guilty
    And the teen.
    Not throwing stones at you anymore.
    Your name’s in lights and I don’t wonder
    Anymore… anymore

    taken from Glassjaw’s song “Tip Your Bartender” (2002)

    MANUELE CERUTTI
    [= MANUELE = CERUTTI =]
    NEWSLETTER OTTOBRE 2018
        [== LINK ==]

    Motus naturalis, 2017-2018, olio su lino, 240 x 325 cm, courtesy l’artista e Guido Costa Projects, Torino

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON MANUELE CERUTTI

    “Giovanni Giudici, La vita in versi”

    Metti in versi la vita, trascrivi
    fedelmente, senza tacere
    particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.

    Ma non dimenticare che vedere non è
    sapere, né potere, bensì ridicolo
    un altro voler essere che te.

    Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano
    complicità di visceri, saettano occhiate
    d’accordi. E gli astanti s’affacciano

    al limbo delle intermedie balaustre:
    applaudono, compiangono entrambi i sensi
    del sublime – l’infame, l’illustre.

    Inoltre metti in versi che morire
    è possibile a tutti più che nascere
    e in ogni caso l’essere è più del dire.

    Collezione Lo Specchio, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1965, p. 170-171

    GIULIA CENCI
    [= GIULIA === CENCI ==]
    NEWSLETTER SETTEMBRE 2018
        [== LINK ==]

    Giulia Cenci, studio view, halfweg 2018
    photo credit Katherina Heil

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON GIULIA CENCI

    Vi sono pezzi di questo e pezzi di quello, ma nessuno si incastra con l’altro. Eppure, molto stranamente, al limite di tutto questo caos, ogni cosa comincia a fondersi di nuovo. Una mela e un’arancia polverizzate sono alla fine la stessa cosa, non è forse così? Non puoi trovare differenza fra un abito ben fatto e uno malfatto se sono entrambi ridotti a brandelli, giusto? A un certo punto le cose si disintegrano in sozzura, polvere o rottami, e quanto rimane è qualcosa di nuovo, qualche particella o agglomerato di materia che non si riesce più a identificare. Rimane un pezzetto, un granello, un frammento del mondo che non c’è: un nulla, una cifra di infinito.

    Paul Auster, Nel paese delle ultime cose.

    DRIANT ZENELI
    [=== DRIANT == ZENELI =]
    NEWSLETTER APRILE 2018
        [== LINK ==]

    Driant Zeneli
    And Then I Found some Meteorites in My Room
    video installation, 22’00” min, live streaming of ISS and sound performance by DJ Sulejmani
    Photo credit Andis Rado, Courtesy The Artist and Bazament Art Space Tirane – 2018

    THE BLANK CONTEMPORARY ART 
    99 PAROLE CON DRIANT ZENELI

    “Perché ti interessa lo spazio?” Mi chiese Flora.
    “Sono curioso di chi lo osserva. Mi piacerebbe sapere cosa c’è nello spazio tra tuo padre Bujar, alto 1.58 a Metallurgjik, e l’altezza massima della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), situata a 400 km di distanza dalla superficie terrestre…”
    “Cos’è l’ISS?”
    “La Stazione Spaziale Internazionale funziona come un laboratorio dove gli esperimenti sono fatti in condizioni di microgravità nell’orbita terrestre. Dedicato alla ricerca scientifica e gestito come progetto congiunto tra cinque diverse stazioni spaziali.”
    E poi il padre di Flora, Bujar, mi chiese a bassa voce:
    “Dunque qual è il senso di tutto questo?”
    “Il tentativo è quello di creare uno spazio in cui l’opera possa condividere con il pubblico una dimensione fisica e mentale. L’intervista sulla tua percezione dello spazio che hai rilasciato a Fatmira Nikolli a Metallurgjik, entrerà in risonanza con con la trasmissione in streaming delle immagini dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), a 400 km di distanza dalla superficie terrestre. Tutto sarà quindi catalizzato dai suoni mixati da tua figlia Flora (DJ Sulejmani) durante l’inaugurazione della mostra. In questo modo, il pubblico non solo parteciperà, ma sarà parte integrante dell’opera d’arte, dato che siamo tutti parte del sistema solare”.

    Gennaio – Mealurgjik Elbsan – 2018
    And Then I Found Some Meteorites in my Room
    dal diario di Driant Zeneli

    ©THE BLANK 2019
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    NEWSLETTER APRILE 2018 | DRIANT ZENELI