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    L’artista del mese
    LORENZO SENNI
    [== LORENZO ==== SENNI ==]
    NEWSLETTER NOVEMBRE 2018
        [== LINK ==]

    ‘Echoes (Oracle Version)’, by Lorenzo Senni, 2017, Tate Modern, London. Courtesy of Tate Photography

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON LORENZO SENNI

    All my X’s live with hexes.
    This is why I hang
    Myself with jealousy upon a fencepost half mast.
    Fashion: war between
    The guilty and the guilty and the guilty and the guilty
    And the teen.
    Not throwing stones at you anymore.
    Your name’s in lights and I don’t wonder
    Anymore… anymore

    taken from Glassjaw’s song “Tip Your Bartender” (2002)

    MANUELE CERUTTI
    [= MANUELE = CERUTTI ===]
    NEWSLETTER OTTOBRE 2018
        [== LINK ==]

    Motus naturalis, 2017-2018, olio su lino, 240 x 325 cm, courtesy l’artista e Guido Costa Projects, Torino

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON MANUELE CERUTTI

    “Giovanni Giudici, La vita in versi”

    Metti in versi la vita, trascrivi
    fedelmente, senza tacere
    particolare alcuno, l’evidenza dei vivi.

    Ma non dimenticare che vedere non è
    sapere, né potere, bensì ridicolo
    un altro voler essere che te.

    Nel sotto e nel soprammondo s’allacciano
    complicità di visceri, saettano occhiate
    d’accordi. E gli astanti s’affacciano

    al limbo delle intermedie balaustre:
    applaudono, compiangono entrambi i sensi
    del sublime – l’infame, l’illustre.

    Inoltre metti in versi che morire
    è possibile a tutti più che nascere
    e in ogni caso l’essere è più del dire.

    Collezione Lo Specchio, Arnoldo Mondadori Editore, Milano 1965, p. 170-171

    GIULIA CENCI
    [=== GIULIA = CENCI ===]
    NEWSLETTER SETTEMBRE 2018
        [== LINK ==]

    Giulia Cenci, studio view, halfweg 2018
    photo credit Katherina Heil

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON GIULIA CENCI

    Vi sono pezzi di questo e pezzi di quello, ma nessuno si incastra con l’altro. Eppure, molto stranamente, al limite di tutto questo caos, ogni cosa comincia a fondersi di nuovo. Una mela e un’ arancia polverizzate sono alla fine la stessa cosa, non è forse così? Non puoi trovare differenza fra un abito ben fatto e uno malfatto se sono entrambi ridotti a brandelli, giusto? A un certo punto le cose si disintegrano in sozzura, polvere o rottami, e quanto rimane è qualcosa di nuovo, qualche particella o agglomerato di materia che non si riesce più a identificare. Rimane un pezzetto, un granello, un frammento del mondo che non c’è: un nulla, una cifra di infinito.

    Paul Auster, Nel paese delle ultime cose.

    DRIANT ZENELI
    [= DRIANT = ZENELI ===]
    NEWSLETTER APRILE 2018
        [== LINK ==]

    Driant Zeneli
    And Then I Found some Meteorites in My Room
    video installation, 22’00” min, live streaming of ISS and sound performance by DJ Sulejmani
    Photo credit Andis Rado, Courtesy The Artist and Bazament Art Space Tirane – 2018

    THE BLANK CONTEMPORARY ART 
    99 PAROLE CON DRIANT ZENELI

    “Perché ti interessa lo spazio?” Mi chiese Flora.
    “Sono curioso di chi lo osserva. Mi piacerebbe sapere cosa c’è nello spazio tra tuo padre Bujar, alto 1.58 a Metallurgjik, e l’altezza massima della Stazione Spaziale Internazionale (ISS), situata a 400 km di distanza dalla superficie terrestre…”
    “Cos’è l’ISS?”
    “La Stazione Spaziale Internazionale funziona come un laboratorio dove gli esperimenti sono fatti in condizioni di microgravità nell’orbita terrestre. Dedicato alla ricerca scientifica e gestito come progetto congiunto tra cinque diverse stazioni spaziali.”
    E poi il padre di Flora, Bujar, mi chiese a bassa voce:
    “Dunque qual è il senso di tutto questo?”
    “Il tentativo è quello di creare uno spazio in cui l’opera possa condividere con il pubblico una dimensione fisica e mentale. L’intervista sulla tua percezione dello spazio che hai rilasciato a Fatmira Nikolli a Metallurgjik, entrerà in risonanza con con la trasmissione in streaming delle immagini dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS), a 400 km di distanza dalla superficie terrestre. Tutto sarà quindi catalizzato dai suoni mixati da tua figlia Flora (DJ Sulejmani) durante l’inaugurazione della mostra. In questo modo, il pubblico non solo parteciperà, ma sarà parte integrante dell’opera d’arte, dato che siamo tutti parte del sistema solare”.

    Gennaio – Mealurgjik Elbsan – 2018
    And Then I Found Some Meteorites in my Room
    dal diario di Driant Zeneli

    JONAS MEKAS
    [=== JONAS = MEKAS =]
    NEWSLETTER MARZO 2018
        [== LINK ==]

    Jonas Mekas, The Internet Saga curated by Francesco Urbano Ragazzi, installation view, Venice, 2015
    photo credit: Giulio Favotto

    THE BLANK CONTEMPORARY ART 
    99 PAROLE CON JONAS MEKAS

    La prima parola che ci viene in mente pensando a Jonas Mekas è “inesauribile”.
    Inesauribile come la sua opera. Come la narrazioni che se ne possono fare.
    Come l’invenzione di Film Culture, del New American Cinema, degli Anthology Film Archives, dei film diaries.
    Come girare, montare e pubblicare online un film al giorno ogni giorno nel 2007. Come jonasmekas.com.
    Come dipingere fiori su grandi fogli bianchi la notte prima di un’inaugurazione. Come dirci «It’s challenging enogh to say yes» e ribadirlo sempre.
    Inesauribile, ancora più che eterno.

    Francesco Urbano Ragazzi, duo di curatori

    HANNE LIPPARD
    [== HANNE ==== LIPPARD =]
    NEWSLETTER FEBBRAIO 2018
        [== LINK ==]

    Performance, Mid-afternoon Slump, Coast Contemporary, Kunsthalle Stavanger Cabin, Hurtigruten, 2017 NO
    photo credit Maya Økland

    THE BLANK CONTEMPORARY ART 
    99 PAROLE CON HANNE LIPPARD

    Più parlo e più lo diffondo. Più lo diffondo e più diventa un’altra storia, una storia che non mi appartiene. In questo modo, se ne va via, in un altro modo, ad ogni modo. Più parlo e meno sento. Più parlo e meno sono qui. Nient’altro che una voce. Nient’altro che una sensazione piacevole finché non inizierai a sentire di nuovo le tue ginocchia, ricordandoti che anch’esse fanno parte del tuo corpo, un paio di arti funzionali che fanno del loro meglio per fare da supporto per la tua voce, come un treppiede che supporta un altoparlante.

    JOSH TONSFELDT
    [= JOSH == TONSFELDT ==]
    NEWSLETTER GENNAIO 2018
        [== LINK ==]

    JOSH TONSFELDT | RAINDROPS, TAXI | DIGITAL PHOTOGRAPH, 2017
    Courtesy dell’artista, Simon Preston Gallery e Raucci Santamaria

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON JOSH TONSFELDT

    Ciao The Blank,
    mi scuso per essere così in ritardo rispetto alla vostra deadline e spero di essere ancora in tempo per la newsletter. Allego un’immagine che possiamo condividere – la pioggia che si riflette sulla superficie di un iPad che giace in grembo a mio figlio mentre dorme su un taxi.
    Provando a pensare cos’altro dirvi, mi distraggo osservando l’immagine, poi torno alla finestra di quest’email, controllando di tanto in tanto nuovi messaggi ed eliminandone alcuni vecchi. Mi trovo a pensare all’altro lato del messaggio, dove queste parole potrebbero brevemente apparire su altri schermi e finestre, in un ciclo simile di sguardi e momentanea consapevolezza.

    OSCAR SANTILLAN
    [=== OSCAR == SANTILLAN ===]
    NEWSLETTER DICEMBRE 2017
        [== LINK ==]

    OSCAR SANTILLÁN | HAIR OF SAINT CATERINA VOLPICELLI FOUND IN AN ENVELOPE, 2016
    photo credit Vibeke Mascini

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON OSCAR SANTILLÁN

    I crimini di passione sono sempre un errore e la ragione è piuttosto semplice: non restituiscono alcun potere all’assassino.
    Mentre prepara la stanza in cui ha intenzione di uccidere suo marito, una donna confessa al suo complice, “il mio unico rimpianto è che non saprà mai che l’ho ucciso.” Il film è Diabolique.
    A volte, tuttavia, una vittima riconosce la propria morte. Questo è stato il caso di Bernardo Jaramillo, un militante comunista che era candidato alla presidenza della Colombia. Una mattina del 1990, all’aeroporto con sua moglie, Bernardo fu colpito più volte da sicari paramilitari. Mentre gli assassini fuggivano, cercava serenamente lo sguardo della sua compagna:
    – Stringimi, quei figli di puttana mi hanno ucciso.

    Oscar Santillán

    VINCENZO SIMONE
    [=== VINCENZO == SIMONE =]
    NEWSLETTER NOVEMBRE 2017
        [== LINK ==]

    VINCENZO SIMONE – SENZA TITOLO | OIL ON LINEN | 25×35 CM | 2017
    photo credit Vera Roveda

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON VINCENZO SIMONE

    Mi sono suonate strane le tue parole sulla sobrieta’ olandese; oh grappoli deliziosi,
    pesche e
    mele, verdure e pesci – anche se si chiamano naturalistici, non sono forse una
    metafisica?
    Certo, certo che lo sono – ecco l’idea del grappolo, l’idea della mela, ecc. E tutto in
    maniera
    perfettamente rembrandtiana si illumina da se…
    Il momento dell’autoilluminazione non lo nego in queste nature morte; ma in
    contrasto
    Rembrandt, questa frutta e verdura mi sembra che abbia un giusto rapporto con il
    mondo: in
    essa c’è qualcosa della pittura d’icona, qualcosa che è opera della luce.

    Pavel Florenskij
    Le porte regali

    APPARATUS 22
    [== APPARATUS === 22 ==]
    NEWSLETTER OTTOBRE 2017
        [== LINK ==]

    APPARATUS 22 – ESTRATTO DALLA SCENEGGIATURA DI ALL (A TUTTI GLI ARTISTI CHE HANNO LAVORATO NEL XXI
    SECOLO) | 2017 | INSTALLAZIONE AUDIO

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON APPARATUS 22

    Crystal memo 8
    3 luglio

    Black hats
    Black market
    Black sheep
    Black book
    Black day
    Black-and-blue
    Black mark
    Black look
    Black eye
    Black mirrors
    Blackmail
    Black magic – anche se qui sembra che ci sia una tensione bellissima

    quasi ogni cosa associata alla parola nero significa qualcosa di negativo.
    Questo è razzista? qualcuno chiede.
    Beh, credo che l’atto razzista non sia consistito nel coniare queste nozioni, ma nell’attribuire il termine “black” – con i suoi significati figurativi di scuro, straniero e altro e “white” – con i suoi significati figurativi di noto, conosciuto e chiaro, a gruppi di persone la cui pelle è rispettivamente “marrone” o “crema”.

    ©THE BLANK 2018
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    NEWSLETTER OTTOBRE 2017 | APPARATUS 22