lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
INGRESSO LIBERO
Banca Popolare di Bergamo,
Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo
ART UP 12/16 – JOHN ARMLEDER
a cura di Enrico De Pascale
John Armleder, Senza titolo
1998, acrilico e matita su tela, cm 100×100
Collezione Banca Popolare di Bergamo
Come altri artisti della sua generazione Armleder ha intrapreso una riflessione lucida e ironica sulla storia dell’arte, rileggendo a proprio modo la tradizione astratto-geometrica del XX secolo, quella che va da Malevic a Mondrian a Vasarely. In questo leggiadro dipinto una sottile vibrazione luminosa si irradia sulla superficie in un gioco di calcolate corrispondenze tra tonalità calde e fredde, chiare e scure. La composizione letteralmente “gioca” con il linguaggio Optical degli anni Sessanta impaginando la tela con sequenze di pallini colorati (cinque per ciascuna delle cinque file) che definiscono uno spazio ritmico, vibrante e dinamico.
JOHN ARMLEDER (Ginevra 1948)
Esordisce alla fine degli anni Sessanta come co-fondatore del gruppo di artisti di ispirazione Fluxus “Ecart”. Dagli anni Settanta realizza opere che si ispirano alla poetica dei più radicali movimenti d’avanguardia, (il Dadaismo, nato nel suo paese) e della post-avanguardia (Fluxus) che pongono al centro della propria ricerca il rapporto tra arte e vita. Ciò spiega la natura spesso partecipativa e coinvolgente dei suoi lavori, che mirano ad invadere lo spazio della vita quotidiana spezzando il mito di una presunta alterità e sacralità dell’opera d’arte. Per ottenere tale scopo Armleder rinuncia alla mitologia dell’opera-capolavoro e del pezzo unico e inimitabile trasformando l’arte in un comportamento che si dispiega nella quotidianità, come quando alla Biennale di Parigi del 1975 ha servito tazze di tea fumante al pubblico o come quando ha trasformato oggetti domestici e mobili usati, carichi di un proprio vissuto, in una sorta di “nuove nature morte” contemporanee. Artista di punta della generazione post-concettuale ha partecipato tra l’altro alla mostra Ambiente 74 al Kunstmuseum di Winterthur (1974) e alla IX Biennale di Parigi (1975). Nel 1992-93 è stato tra i protagonisti dell’importante mostra itinerante Posthuman a cura di Jeffrey Deitch (Losanna, Rivoli, Atene e Amburgo). Nel 2004-2005 ha realizzato una monumentale opera “site-specific”, Voltes IV, per la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (GAMeC) di Bergamo. Recentemente ha preso parte alle collettive Away, Peggy Guggenheim Collection, Palazzo Venier Dei Leoni, Venezia (2011), e Endless, Museion, Bolzano (2016).
99 PAROLE CON FATMA BUCAK
FATMA BUCAK, THERE MAY BE DOUBTS, 2015, FROM THE SERIES A STUDY OF EIGHT LANDSCAPE, DIGITAL ARCHIVIAL PIGMENT PRINT, 110×140 cm
Varna 1951
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po’ della tua ghiaia
un po’ del tuo sale azzurro
un po’ della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po’ più di speranza
eccoci con un po’ più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.
In Esilio
Nâzım Hikmet (Ran Salonicco, 20 Novembre 1901 – Mosca, 3 Giugno 1963)
A CHI E’ RIVOLTO
Studenti della scuola secondaria di II grado del III, IV e V anno.
CALENDARIO E DURATA
Tre appuntamenti della durata di 2 ore ciascuno da programmare, in accordo con le esigenze dei singoli docenti, tra il 16 Gennaio e il 27 Maggio 2017.
INFORMAZIONI E ISCRIZIONI
associazione@theblank.it
035 199 03477 (da martedì a venerdì 9.00-13.00)
Dopo il successo della prima edizione, che ha visto coinvolti centinaia di studenti in un primo approccio al mondo dell’arte contemporanea, da Gennaio 2017 riparte The Blank Educational.
The Blank Educational è un progetto rivolto agli studenti delle scuole secondarie di II grado e nasce dal desiderio di diffondere la conoscenza e la passione per l’arte contemporanea. Il programma prevede un’introduzione ai linguaggi del contemporaneo, talk e workshop con artisti, studio visit e visite guidate alle mostre temporanee.
Partecipazione gratuita. Iscrizioni entro il 15 novembre.
Martedì – sabato: 10.00 – 13.00 / 16.00 – 19.00
Via San Tomaso, 92 24121 Bergamo
tel. +39 035 0602882
info@trafficgallery.org
www.trafficgallery.org
Traffic Gallery ospita La pelle dell’immagine, prima mostra personale dell’artista e performer partenopea Rosy Rox all’interno dei propri spazi.
La nudità stessa in quanto immagine del mistero – in quanto immagine… di ciò che non ha immagine (Jean Luc Nancy)
La mostra verte principalmente sulla documentazione di due delle più interessanti opere performative dell’artista: La Robe (2012) a cura di Adriana Rispoli e Eugenio Viola, realizzata al Museo Madre di Napoli e Frammento Archetipo (2016) a cura di Angel Moya Garcia e Eugenio Viola presso la Tenuta dello Scompiglio, Lucca.
Lo spunto teorico per entrambe le performance è la figura di James Hillman, psicologo e filosofo americano noto per la sua teoria detta “Psicologia Archetipale” nella quale gli archetipi sono i modelli del funzionamento psichico, le radici dell’anima, le radici dei miti.
Il corpo, nodo centrale della ricerca di Rosy Rox, diviene spunto primario e strumento interpretativo della realtà:
“Concentrandosi su tematiche ascrivibili all’identità femminile, l’artista restituisce un universo frammentato, sospeso tra ironia e seduzione, lussuria e innocenza, aggressività e seduzione. La sua poetica sottende un universo frammentato e straniante, sospeso tra immaginario e simbolico, abitato da opere ammalianti e pericolose, attrattive e repulsive, accattivanti nel loro aspetto vagamente glamour e prezioso ma allo stesso tempo minacciose, che giocano sullo stereotipo della seduzione femminile “fatale” e si caricano di messaggi ambivalenti” (E.Viola)
In mostra verranno esposte due fotografie di scena di medio-grande formato tratte dalla performance La Robe, ovvero il vestito, azione in cui il corpo dell’artista, in un’atmosfera di altissima tensione sottolineata da un suono martellante, si affranca dallo strato superficiale di pelle bianca in una sorta di metamorfosi catartica che si conclude nello struggente raggiungimento della libertà rappresentata dalla nudità del corpo.
Partendo invece dalla performance Frammento Archetipo saranno presentati in galleria undici sculture, calchi in ceramica degli originali adoperati alla Tenuta dello Scompiglio, sospese con catene metalliche che abiteranno lo spazio in una sorta di onirico attraversamento dei simboli che accompagnano la mitologia personale dell’artista.
Infine si aggiungeranno i video delle azioni performative e una sarcastica scultura intitolata “Le Plumen”, ready-made di un piumino da spolvero realizzato con acciaio, legno, pelle sintetica ed immancabili piccole “armi domestiche”, tocco distintivo dell’artista.
“Mi sono innamorato del lavoro di Rosy Rox osservando da spettatore Frammento Archetipo senza aver alcuna chiave interpretativa pregressa, testi, teorie filosofiche alle quali potessi far riferimento. Attraverso la lente di uno sguardo puro, l’emozione, l’enfasi e l’empatia della performance mi ha inconsciamente mosso l’anima attraverso l’intermittenza di simboli ancestrali assimilati dall’immaginario collettivo e che nei secoli hanno costituito ciò che definiamo coscienza collettiva. Ciò che conta è quel lieve e fugace barlume di intuizione che avvolge lo spettatore e lo costringe a fare anima.” (R. Ratti).
Rosy Rox è un’artista visiva nata a Napoli nel 1976, dove vive e lavora.
Scultura, installazione e performance sono i principali linguaggi utilizzati nella sua ricerca artistica. Dal 2011 lavora al progetto partecipativo in progress il dono che con il coinvolgimento di realtà sociali differenti, coniuga ed elabora il rapporto tra vissuto e arte.
Nel 2012 ha vinto il premio Un’opera per il Castello con cui ha realizzato l’opera permanente Tempo Interiore, riattivando nella sua personalissima visione l’antico orologio della Piazza d’Armi e restituendogli un tempo non convenzionale che cortocircuita passato, presente e futuro.
I suoi lavori sono presenti in numerose collezioni pubbliche e private tra cui: Fondazione VAF-Germania; PaBAAC, Mibac-Italia; Museum Biedermann, Germania, Collection Alain Servais, Belgio, Sana Quisisarni New York, Ernesto Esposito, Napoli.
Tra le ultime performance ricordiamo:
• Frammento Archetipo, Tenuta dello Scompiglio, Lucca (2016)
• Monumento di Passaggio, Scala Monumentale Montesanto, Q.i. Napoli (2015)
• Con-Tatto Interiore, Byblos Art Hotel Villa Amistà, Verona (2015)
• La Robe, Museo MADRE, Napoli (2012)
• Please Return to You, CIAC Centro Internazionale per l’Arte Contemporanea, Roma (2012)
• Mi Infrangerò nella tua Sentenza, StadtGalerie Kiel, Kiel (2012)
lunedì – sabato: h. 16.30 – 19.30
martedì chiuso
tel. +39 3296039881
vannacasati@fastwebnet.it
www.vannacasati.it
presentazione di Alessia Locatelli
Nel dispiegarsi della stagione dedicata all’analisi dei linguaggi legati alla scultura lo studio Vanna Casati propone il lavoro di Daniele Salvalai, giovane scultore formatosi all’Accademia di Brera, dove in seguito opererà come docente. Una plasticità piena e potente la sua, in cui disegno, forma e materia si compenetrano dando luogo ad immagini in cui il dato naturalistico di partenza non è celato ma perde ogni riferimento quotidiano per divenire strumento di ricerca. Esempi ne sono la grande testuggine, il toro, il bue squartato recentemente esposto al museo Messina di Milano ed all’Accademia Tadini di Lovere con il tondino di ferro forgiato in una tessitura di linee curve a mo’ di punta di grafite a creare volumi ed il cui procedere ci riporta al segno fluido della matita sulla carta.
La dimensione delle opere, una artigianalità intesa come applicazione costante al lavoro in funzione di un risultato coerente con le premesse rendono le sculture di Salvalai un interessante documento della ricerca plastica contemporanea.
h. 16.00
Per info e prenotazioni:
tel. +29 334 9233010
info@altartecontemporanea.it
Laboratorio per bambini “CON-TATTO”
A sostegno dell’international day for the elimination of violence against women lo Spazio ALT – in collaborazione con l’associazione NidabaArs e il circuito MUS.E.O (circuito musei est orobie) propone a mamme e bambini un’esperienza di racconti e attività di laboratorio. Mentre i bambini si dedicheranno alla rielaborazione di un’opera di Felix Gonzalez-Torres, la mano di un bambino impressa su un foglio apparentemente bianco e vuoto, le mamme saranno guidate lungo un percorso tutto al femminile fra le opere delle artiste contemporanee che denunciano e sottolineano il ruolo femminile nella società odierna.
Opening: venerdì 11 novembre 2016, h. 18.30
lunedì – venerdì: h. 15.00 – 18.00
SPAZIO POLARESCO
via del Polaresco 15 – 24129 Bergamo
Info:
tel. +39 035-399674
fabianagerosa@comune.bg.it
a cura di Daniele Maffeis
Mangiatori di loto è la terza mostra di POLAREXPO 2016, ciclo di esposizioni organizzato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo e rivolto a giovani artisti che risiedono o studiano in Bergamo o provincia.
Francesco Crovetto e Marco Manzoni espongono una serie di progetti inediti nati da un lungo e produttivo confronto reciproco.
I compagni di Ulisse (Odissea, libro IX) mangiavano fiori – fiori di loto. Secondo alcuni si trattava di oppio, secondo altri di una variante mediorientale del giuggiolo, in ogni caso non ci sono ambiguità sulle conseguenze del pasto: perdita della memoria e generale lassismo. Mangiare il loto accelera dunque la naturale traiettoria biologica che porta ogni coscienza al suo inevitabile stato finale: amnesia, apatia e infine disgregazione. Lo sforzo incessante di ogni sistema (individuale o collettivo) per preservare l’organizzazione e l’ordine interno è un processo a regime di entropia crescente, uno sforzo fallimentare che per assicurare un qualche grado di coerenza interna aumenta indefinitamente il disordine esterno, uno sforzo dunque transitorio e globalmente inefficace.
Le opere in mostra cercano senza riuscirci di remare in direzione opposta. Un fallimento calcolato.
Nel video Amen di Marco Manzoni troneggia una ghigliottina che funziona in reverse: invece di staccare, ricuce teste. Ma il lieto fine è molto parziale perché la testa ricucita è una testa animale: una capra, un toro o forse un asino. In ogni caso il risultato è una chimera che non pare debba rallegrarsi della sua venuta al mondo.
Il video si alimenta di riflessioni riguardanti le possibilità dei corpi di gestire l’alterità (assimilare vs. espellere), riflessioni su cui da tempo Marco Manzoni si esercita. Il corpo è innanzitutto corpo biologico individuale e l’integrazione dell’alterità può essere un espediente per sanare un disfunzionamento patologico sotto forma di trapianto di organi altrui, innesto di protesi high-tech e le varie rigenerazioni promesse dalle biotecnologie. Ma anche il corpo sociale reagisce alle minacce di disgregazione con procedure analoghe: gestisce e controlla l’alterità circoscrivendo aree di devianza, identificando folli e capri espiatori in genere. La ferita viene ricucita partorendo un mostro che è in parte divinità, in parte dropout e che in ogni caso è destinato ad una brutta fine.
Su un versante analogo, ma con esiti differenti, si muove l’intervento audio di Francesco Crovetto che inonda e rimbomba lLa ricerca inesausta della sintonia e dell’accordo perfetto sono dunque alla base della manipolazione operata da Crovetto, ma al contrario ciò che si impone e ruba la scena è l’inesatto, il discordante e il fuori fase. Al visitatore non resta che fare i conti con gli esiti ipnotici e disturbanti di tutto ciò.
Time Out intende fare leva sulla percezione che ognuno di noi può avere rispetto a tutte quelle situazioni in cui prevalga un senso di urgenza, diventi oggetto di denuncia e non possa aspettare più altro tempo. Time out!
In concomitanza alla preparazione della mostra, per il prossimo febbraio 2017, dedicata al lavoro di Mario Cresci dagli anni sessanta ad oggi, è stata lanciata la call ”Time Out” aperta a tutti e che ha l’intento di raccogliere le immagini da Instagram, con hashtag #timeoutxcresci, che rispondano al tema del progetto proposto.
L’installazione di quest’opera collettiva con Mario Cresci sarà composta da 1000 cilindri trasparenti, contenenti ciascuno un’immagine selezionata da Instagram , e saldati ermeticamente.
L’idea si rifà a un lavoro del ’69, Environnement alla Galleria Il Diaframma di Milano, dove l’artista racchiuse 1000 immagini che rappresentavano il consumismo dell’epoca.
L’insieme dei cilindri sarà esposto appositamente per la mostra, in una sala della GAMeC e gli autori selezionati saranno pubblicati nel catalogo della mostra.
Verranno selezionate 1000 immagini da Instagram entro e non oltre la fine del mese di novembre 2016
Per poter essere selezionata dall’artista, l’immagine deve essere postata da profilo pubblico e con attiva l’opzione privacy pubblica.
Si sottintende che i partecipanti cedano ogni diritto di riproduzione e utilizzo a Mario Cresci esclusivamente per il progetto “Time Out”.
INFO E PRENOTAZIONI
tel. +39 035 235345
visiteguidate@gamec.it
LONGARETTI 100 – OPERE PUBBLICHE
VISITE GUIDATE
In occasione del progetto Longaretti 100 – Opere Pubbliche, e dopo il successo dei primi appuntamenti di giugno, GAMeC propone due itinerari imperdibili per visitare alcune delle sedi del percorso per ammirare da vicino le opere del Maestro e accedere in esclusiva ad alcuni luoghi abitualmente non aperti al pubblico.
Ad accompagnarvi in questo itinerario sarà Daniela Mancia, guida della GAMeC e della Città di Bergamo.
PROSSIMI APPUNTAMENTI
– Sabato 19/11/2016 – Percorso Città Alta
– Mercoledì 23/11/2016 – Percorso Città Bassa
Scopri gli itinerari sul sito www.gamec.it
Prenotazione obbligatoria
Quota di partecipazione, per ciascun percorso:
Percorso Città Alta: € 10,00
Percorso Città Bassa: € 13,00 (incluso biglietto di ingresso alla mostra LONGARETTI LUNGO UN SECOLO)
Max. 20 partecipanti per gruppo
Pagamento presso la biglietteria della GAMeC entro 48 ore dalla visita.
(lunedì e da mercoledì a venerdì, ore 10:00 – 18:00)
VISITE GUIDATE PER ADULTI E LABORATORI PER BAMBINI IN MOSTRA
– Domenica 6 novembre 2016, ore 15:30
Visita guidata adulti + Laboratorio per bambini
– Giovedì 17 novembre 2016, ore 20:30
Visita guidata adulti
COSTI
Bambini: ingresso € 4,00; laboratorio gratuito
Adulti: ingresso + visita guidata: € 10,00
Prenotazione obbligatoria / Minimo 13 iscritti
CORSI 2016
SFOGHI
Dal 14 novembre al 19 dicembre 2016, ore 17:30 – 19:00
a cura di Clara Luiselli, Artista ed Educatrice museale GAMeC
Sei singoli laboratori, per ragazzi dai 16 anni e adulti, pensati per muoversi nelle sale della GAMeC, senza fretta, in cerca di un dialogo sottile e profondo con le opere esposte che offriranno spunti di riflessione e possibilità di sperimentazione multisensoriale. Il corpo sarà lo strumento privilegiato attraverso il quale entrare in risonanza con lo spazio, le opere e gli altri partecipanti. Si proporranno sperimentazioni grafico-pittoriche per fissare l’esperienza in forma concreta.
COSTI
€ 15,00 a laboratorio
Percorso a numero chiuso (min. 6 – max. 12)
Termine iscrizioni: entro il lunedì antecedente
lunedì – domenica: 10.00 – 19.00
giovedì: 10.00 – 22.00
martedì chiuso
Via San Tomaso, 53 – Bergamo
tel. + 39 035 270272
a cura di Sara Fumagalli e Stefano Raimondi
L’ottava edizione di Artists’ Film International – rassegna di opere video che vede quest’anno la collaborazione di 13 importanti istituzioni internazionali – si apre con la proiezione di Dark Content (2015) di Eva e Franco Mattes, – artisti selezionati dalla GAMeC – per proseguire nelle settimane successive con la presentazione dei lavori degli artisti proposti dalle altre istituzioni: Igor Bošnjak (Belgrade Cultural Centre, Belgrado), Andrés Denegri (Fundación PROA, Buenos Aires), Rohini Devasher (Project 88, Mumbai), Fareeha Ghezal (Center for Contemporary Art Afghanistan (CCAA), Kabul), Igor Jesus (MAAT – Museum of Art, Architecture and Technology, Lisbona), Rachel Maclean (Whitechapel Gallery, Londra), Zeyno Pekünlü (Istanbul Modern, Istanbul), Mateusz Sadowski (Museum of Modern Art, Varsavia), Karin Sander (Video-Forum of Neuer Berliner Kunstverein, Berlino), The Institute for New Feeling (Ballroom Marfa, Marfa – Texas), Tor Jørgen van Eijk (Tromsø Kunstforening, Tromsø) e Mak Ying Tung (Para/Site, Hong Kong).