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    What’s on
    n = n -> 1
    [=== n ===== n ======= 1 ==]
    STUDIO VANNA CASATI
    10.03.18 - 21.04.18

    Inaugurazione: sabato 10 marzo 2018, ore 18.30 – 20.00
    10 marzo  – 21 aprile 2018
    Via Borgo Palazzo, 42 24125 Bergamo
    tel. +39 035 222333
    lun-ven 16.30-19.30 |sab 11-12.30/16.30-19.30 | martedì chiuso
    vannacasati@fastwebnet.it
    www.vannacasati.it



        [== LINK ==]

    Il cucito come atto estetico fondante è il filo conduttore della ricerca di Guido Nosari, giovane artista nativo di Bergamo che espone in questa mostra i recenti elaborati su tale riflessione. Si tratta di una indagine condotta sugli opposti come dimensione e quindi come scelta di materiali specifici per il grande ed il piccolo formato.

    Tre grandi pannelli, frutto di una stratificazione di tessuti giustapposti, cuciti ed assemblati in un fare artigianale di superficie ma di raffinata sensibilità cromatica all’impatto estetico, costituiscono la parte scenografica dell’insieme. Piccole e preziose carte invece in cui il colore emerge con pudore, celato dalla cucitura di fogli semitrasparenti di acetato, sono l’espressione del fare recondito, del momento emotivo iniziale di un progetto.

    A chiudere, un ciclo di video dove la stratificazione dei livelli audiovisivi diventa oggetto di cucitura della narrazione.

    L’esposizione è accompagnata da un breve testo dell’autore in cui espone le proprie riflessioni sull’atto del cucire come rapporto simbolico con il sé.

    LUOGO_E LA ZONA METAMATERIALE
    [=== LUOGO == E == LA ===== ZONA = METAMATERIALE ===]
    LUOGO_E
    02.03.18 - 28.04.18

    2 marzo – 28 aprile 2018
    Inaugurazione: venerdì 2 marzo, ore 18.30
    Orari: giovedì, venerdì, sabato, ore 14.00 – 18.00
    Via Pignolo 116, 24121 Bergamo
    tel. +39 035 247293
    gio-sab 14.00 – 18.00
    luogo.e@gmail.com
    www.luogoe.com



        [== LINK ==]

    luogo_e la zona metamateriale

    2 marzo – 28 aprile 2018

    giovedì, venerdì, sabato 14 – 18

    Inaugurazione venerdì 2 marzo, ore 18.30

    Virginia Garra, Gabriele Longega, Eva Marisaldi, Giovanni Oberti,

    Sara Ravelli, Joseph Beuys, Wisława Szymborska

    Sii realista, crea l’invisibile.

    Per il tecnico della parola, metamateriale è quel che va al di là del materiale.

    Secondo lo scienziato invece il metamateriale è un materiale composito, creato artificialmente per ottenere proprietà fisiche peculiari.

    Metamateriali specifici sono stati studiati per conseguire un effetto di invisibilità. Manipolando le traiettorie delle onde elettromagnetiche della luce, permettono l’occultamento completo di un oggetto, oltre alla sparizione della sua ombra. In casi simili, i metamateriali costituiscono un invisibility cloak, espressione inglese che rimanda nel contempo al concetto fisico e militare di dispositivo di occultamento, e al mantello dell’invisibilità come icona fantascientifica.

    “Siate realisti, chiedete l’impossibile” scrive Albert Camus nell’opera teatrale Caligola (1936-58).

    Questa frase è diventata il punto di riferimento dei manifesti poetici del Maggio francese nel ’68. In questo imperativo c’è tutto il romanticismo, la ricerca e la sfida delle giovani generazioni di allora e di tutti i tempi.

    Parafrasando: siate realisti, create l’invisibile. Questa era la sfida che molti artisti delle avanguardie, già da qualche decennio, si erano dati. Affrancare l’arte figurativa dall’oggettività dell’esistente per affrontare l’enigma della realtà inesplorata dell’inesistente, del soggettivo e del profondo è stato il loro “impossibile”. La sfida a cercare l’invisibile sopravvive ancor oggi, seppur in altri termini, fino a divenire una prassi di vita per coloro che si muovono appartati e silenziosi nel vortice centripeto del sistema dell’arte.

    Sottrarsi per affermare. La ricerca dell’invisibile a volte si incarna nel poco visibile e nel nascosto, a volte è in bilico tra la trascendenza e la scienza più speculativa.

    Invisibile è quel che non si vede di ciò che abbiamo di fronte. A volte è solo percepito e alluso, a volte si tradisce e lascia qualche traccia. Le tracce del “poco” e del “quasi” che sono poi le opere degli artisti, che da sempre sono sostanza e apparenza e che da sempre, anche quando mostrano, celano. Sono sempre metamateriali.

    I’M YOUR COLLECTION
    [=== I ===== M = YOUR = COLLECTION ===]
    LICEO ARTISTICO STATALE "GIACOMO E PIO MANZù" 
    01.03.18 - 28.03.18

    Liceo Artistico “Statale Giacomo e Pio Manzù” (Sede di via Tasso 18)
    1-28 marzo 2018



        [== LINK ==]

    I’M YOUR COLLECTION
    Liceo Artistico Statale di Bergamo (Sede di via Tasso 18)
    1-28 | marzo | 2018

    “Cosa distingue due oggetti identici? Chi li possiede, lo spazio
    che abitano, lo sguardo che li definisce”

    L’allestimento proposto è un lavoro di composizione e manipolazione di una serie di multipli d’artista presi durante Take me (I’m Yours), mostra concepita da Christian Boltanski e Hans Ulrich Obrist nel 1995 e riproposta negli spazi di Hangar Bicocca dal 1 novembre 2017 al 14 gennaio 2018. Take me (I’m Yours) nasceva dall’esigenza di rendere l’arte uno spazio di scambio, diffusione, condivisione. La collettiva era infatti composta da opere che potevano essere modificate e collezionate, opere dalla natura effimera e mutevole, con cui il fruitore poteva liberamente interagire e che poteva prendere e fare sue.
    La visita alla mostra è stata per il nostro gruppo il primo momento di incontro diretto con i lavori, la produzione e le poetiche dei diversi artisti presi in oggetto.
    E’stato un momento di presenza coinvolgente e di reale costruzione del collettivo, a partire dal nome BE QUIET, dono dell’artista James Lee Byars. Anch’egli presente nell’esposizione milanese con una performance nella quale una donna in abito lungo, si avvicinava ad ogni persona, porgendo dal palmo della sua mano, un dischetto rosa.
    Da quell’esperienza siamo tornati con la “nostra collezione” che abbiamo deciso di riproporre all’interno della scuola, attraverso un lavoro di composizione, associazione, interpretazione e manipolazione delle opere, accompagnate da fotografie documentative dell’interazione con i lavori.
    La selezione non desidera essere né completa, né esaustiva, ma si pone come una restituzione della nostra esperienza.

    Ciò che vi trovate davanti è una collezione possibile, una composizione temporanea a più mani, che al termine dell’esposizione si frammenterà e gli oggetti saranno redistribuiti tra i membri del collettivo.

    IL COLLETTIVO
    BE QUIET: espressione idiomatica inglese
    con il doppio significato di stare in silenzio,
    smettere di parlare, stare tranquillo.
    Condizione di chi è in ascolto.

    BE QUIET è un collettivo artistico, a libera adesione di tutti gli studenti del triennio, nato all’interno del Liceo Artistico di Bergamo con il desiderio di approcciare l’arte in un modo personale, abbandonando i “doveri” scolastici per dare spazio a una partecipazione attiva e volontaria. Abbiamo scelto di fare esperienza dell’arte, della sua storia e delle sue pratiche, di conoscerne i metodi e di applicarne i processi, attraverso esercizi personali, tematiche condivise, esercizi di curatela e scrittura.

    BE QUIET vuole essere un laboratorio, uno spazio di scambio, un cantiere in evoluzione, nel quale essere in relazione con sé stessi e gli altri, in una partecipazione attiva e volontaria, fuori e dentro la scuola.

    ART UP 3/18 JOHN CHILVER
    [== ART == UP = 3 ===== 18 === JOHN === CHILVER ==]
    ART UP – UBI BANCA
    01.03.18 - 30.03.18

    Dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO
    UBI Banca
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    a cura di Enrico De Pascale

    1-30 marzo 2018

    3 JOHN CHILVER (Londra 1964)

    Partition
    1999
    vernice fluorescente ad olio, cera, silicone su tela
    cm 150 x 200
    Bergamo, Collezione Banca Popolare di Bergamo

    La pittura di Chilver, caratterizzata da colori vivaci stesi in piatte campiture, rientra a pieno titolo in quel filone dell’arte contemporanea che ha le sue radici nella Pop Art americana e inglese, nel  mondo dei cartoons e della fotografia pubblicitaria. A differenza degli artisti Pop, tuttavia, Chilver si mostra disinteressato a ogni accentuazione narrativa o ideologica dell’immagine, evitando la citazione diretta delle sue fonti, siano esse di origine pubblicitaria o fumettistica. A dispetto della sua rarefazione formale, in bilico tra minimalismo ed astrazione, la sua opera è il risultato di un originale connubio tra i modelli visivi del linguaggio informatico (essenzialità delle icone, colori artificiali, assenza di tridimensionalità) e un idioma ancora tradizionale, che da un lato rinuncia a ogni intenzionalità di tipo narrativo, dall’altro è pervaso da una sottile vena ironica.

    John Chilver (Londra 1964)

    L’artista è considerato uno dei più interessanti autori della nuova generazione di artisti inglesi della pittura di ispirazione figurativa, accanto ai più famosi Julian Opie e Gary Hume o agli esponenti della Bad Painting. Ha studiato alla Reading University e alla Wimbledon School of Art diplomandosi al Goldsmith College of Art di Londra, istituto da cui negli anni Settanta-Ottanta sono usciti molti esponenti della Young British Art. Nel 1998 espone a Surfacing all’ICA e Whitechapel Open alla Whitechapel Art Gallery, Londra. Nel 2000 partecipa alla collettiva 00, Barbara Gladstone Gallery, New York. Nel 2001  espone alle collettive For once, then, something, The Gallery, Edinburgh; Tatoo Show, Modern Art, Londra; nel 2002 ad Art in the ‘toon age, Kresge Art Museum, Michigan State University, Michigan.

    UBI Banca  

    ART UP è un’iniziativa di carattere culturale con cui UBI Banca intende offrire alla gentile clientela un incontro ravvicinato e “guidato” con le opere della sua collezione d’arte antica e contemporanea. Ogni mese, presso l’ingresso della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8, una nuova opera d’arte (dipinto, scultura, disegno, fotografia, stampa, video, installazione, ecc.), selezionata tra quelle facenti parte della sua raccolta, viene proposta al pubblico e analizzata tramite una scheda storico-critica illustrata e collezionabile realizzata per l’occasione dallo storico dell’arte e curatore Enrico De Pascale.

    La collezione d’arte della Banca, che assomma alcune centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquant’anni, intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare l’attenzione per la produzione artistica locale e nazionale – da Baschenis a Fra’ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con l’interesse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.

     

    OPEN CALL PREMIO MATTEO OLIVERO
    [=== OPEN ==== CALL == PREMIO === MATTEO === OLIVERO ==]

    Premio Matteo Olivero
    40ª edizione
    Ricordare la memoria
    Bando di concorso
    www.theblank.it, www.fondazionebertoni.it

    The Blank Contemporary Art è stata incaricata dalla Fondazione Amleto Bertoni, in collaborazione con i coordinatori del progetto Paolo Infossi e Roberto Giordana, a organizzare la 40ª edizione del Premio Matteo Olivero.

    La 40ª edizione del Premio Matteo Olivero, ospitata dal Comune di Saluzzo (CN), invita attraverso una chiamata pubblica artisti italiani e internazionali, senza limiti di età e di utilizzo dei mezzi espressivi, con opere edite o inedite, alla progettazione di una mostra personale sul tema della memoria, che il vincitore realizzerà nella prestigiosa Cappella Cavassa, una sala rinascimentale inserita nel chiostro del convento di San Giovanni, di grande valore storico e artistico.

    Il curatore della 40ª edizione del Premio Matteo Olivero è Stefano Raimondi, Direttore di The Blank e curatore della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, che succede ad Anna Daneri ed Ettore Favini.

    Il comitato di giuria è composto da curatori di fama internazionale, che verranno resi noti al termine di invio delle candidature, e da membri della Fondazione Amleto Bertoni e del consiglio comunale di Saluzzo.

    Il comitato di giuria individuerà a sua discrezione il miglior progetto, e assegnerà all’artista o al collettivo artistico che l’ha presentato un premio di Euro 5.000,00 per la realizzazione della mostra.

    Linee guida:

    20 marzo 2018 Termine di invio delle candidature
    27 aprile 2018
    Inaugurazione della mostra
    La partecipazione al concorso è gratuita.
    Gli interessati potranno partecipare al concorso inviando la documentazione richiesta (curriculum artistico, progetto, portfolio e modulo d’iscrizione) all’indirizzo premiomatteoolivero@gmail.com.

    Si prega di prendere visione del bando completo e dei suoi allegati (descrizione storica, planimetria e fotografie).

    Info: Fondazione Amleto Bertoni, The Blank Contemporary Art
    Tel: 017543527, 035 19903477
    Email: eventi@fondazionebertoni.it, premiomatteoolivero@gmail.com
    Web: www.fondazionebertoni.it, www.theblank.it

    HANNE LIPPARD
    [=== HANNE === LIPPARD ==]
    NEWSLETTER FEBBRAIO 2018
        [== LINK ==]

    Performance, Mid-afternoon Slump, Coast Contemporary, Kunsthalle Stavanger Cabin, Hurtigruten, 2017 NO
    photo credit Maya Økland

    THE BLANK CONTEMPORARY ART 
    99 PAROLE CON HANNE LIPPARD

    Più parlo e più lo diffondo. Più lo diffondo e più diventa un’altra storia, una storia che non mi appartiene. In questo modo, se ne va via, in un altro modo, ad ogni modo. Più parlo e meno sento. Più parlo e meno sono qui. Nient’altro che una voce. Nient’altro che una sensazione piacevole finché non inizierai a sentire di nuovo le tue ginocchia, ricordandoti che anch’esse fanno parte del tuo corpo, un paio di arti funzionali che fanno del loro meglio per fare da supporto per la tua voce, come un treppiede che supporta un altoparlante.

    SIMON LINKE – SOLO SHOW
    [== SIMON ==== LINKE ====== SOLO === SHOW ==]
    THOMAS BRAMBILLA
    24.02.18 - 06.04.18

    24/02/2018 – 06/04/2018
    Inaugurazione: sabato 24 febbraio 2018, ore18.30
    Orari di apertura: Martedì – Sabato, ore 14:00 – 19:00
    Via Casalino 25, Bergamo
    tel. +39 035 247418
    www.thomasbrambilla.com
    info@thomasbrambilla.com



        [== LINK ==]

     

    La galleria Thomas Brambilla è orgogliosa di presentare la prima mostra personale di Simon Linke che inaugurerà sabato 24 febbraio 2018 alle ore 18.30.

    La mostra sarà composta dall’installazione di una trentina di dipinti ad olio, i quali ripro ducono le copertine della celebre rivista americana Artfor um in scala 1:1.

    Leggermente più piccole rispetto alle originali copertine, le opere di Simon Linke alterano il layout grafico e pulito della fonte attraverso grandi pennellate di pittura a olio ( impasto painting) . Replicando gli annunci nel modo più fedele possibile su una limitata area pittorica, dalle dimensioni quasi comiche, i di pinti di Linke esistono come contraddizione perfetta tra la fiducia del mercato , espressa in modo audace , e la potenziale alienazione dell’artista dalle pres sioni pe r produrre un prodotto coerente. Concentrandosi in gran parte su artisti considerati “ blue chip ” e su gallerie internazionalmente riconoscibili , le dimensioni ridotte dei dipinti sono ironicamente in contrasto con le dimensioni ed il volume schiacc iante del mercato dell’arte contemporanea da cui derivano i loro soggetti. In questo processo artistico, Linke riesce ad evocare inoltre un ideale di stabilità catturando gli iconici numeri della rivista , che mensilmente e d ininterrottamente , celebrano il nuovo panorama artistico.

    Negli ultimi anni, Linke sta sempre più focalizzando il suo lavoro sulla riproduzione di pubblicità che con tengano l’immagine di un’opera d’arte in modo da farli divenire “ dipinti di pubblicità”. L’entusiasmo di Linke per il me zzo pittorico viene racchiuso in una predeterminata superficie, e canalizzato attraverso la rigida disciplina di replica dell’immagine di fondo in matita, alla quale sono sovrappo sti spessi e pastosi strati di pittura ad olio , combinati ad ampie pennellate espressioniste.

    Il progetto di Linke, concepito oltre trent’anni fa, diviene archivio e cronaca duratura dell’effimero sistema dell’arte ed, allo stesso tempo, smaschera sfacciatamente la dipendenza forzata dell’opera d’arte dai sistemi di legittimazione.

    Simon Linke (1958) vive e lavora a Londra. H a recentemente esposto da Karsten Schubert a Londra e da Mireille Mosler a New York. Recentemente il lavoro di Simon Linke è stato soggetto di diverse mostre internazionali, come quella a Le Consortium a Dijon nel 2004 . Inoltre i suoi lavori sono presenti in numerose collezioni museali, fra le quali: Tate Gallery di Londra e la FRAC di Limousin France.

    1968-2018. FIFTY YEARS AGO. GLI STUDENTI DEL LICEO ARTISTICO RILEGGONO IL “68”
    [= 1968 === 2018. ===== FIFTY === YEARS === AGO. ==== GLI === STUDENTI === DEL ==== LICEO = ARTISTICO === RILEGGONO == IL ===== 68 ==== =]
    LICEO ARTISTICO STATALE "GIACOMO E PIO MANZù" 
    18.01.18 - 25.02.18

    Atrio del Liceo Artistico “Statale Giacomo e Pio Manzù”
    18 gennaio – 25 febbraio 2018, ore 8.00-14.00
    entrata libera



        [== LINK ==]

    a cura di Enrico De Pascale

    A cinquant’anni di distanza dal mitico “1968” gli studenti del Liceo Artistico Statale “Giacomo e Pio Manzù di Bergamo” rileggono le storie e i fatti di quel fatidico anno -anno di rivolte, contestazioni e cambiamenti radicali-  da un’angolazione tutta speciale, quella della storia dell’arte. Se è vero infatti che sappiamo tutto o quasi di quanto accadde nei diversi ambiti della vita sociale: politica, religione, scuola, famiglia, sessualità, diritti civili ecc. cosa ricordiamo e cosa sappiamo esattamente di quanto accadde nel mondo dell’arte? Il movimento del Sessantotto è stato infatti un movimento complesso e articolato che ha unito classi sociali e giovani generazioni nella contestazione e in una rinnovata visione del futuro. Anche l’arte partecipò al cambiamento: musica, pittura, teatro, poesia e letteratura, dopo il Sessantotto non saranno più gli stessi; nuove energie creative spinsero gli artisti a guardare oltre, a immaginare un mondo diverso, a praticare nuovi linguaggi e nuovi comportamenti. Per indagare questo specifico settore della vita sociale e culturale gli studenti del Liceo hanno compiuto un’approfondita indagine storica e bibliografica per verificare che cosa venne effettivamente prodotto dagli artisti in quei fatidici 12 mesi del 1968: anno che tra le altre cose vide la dura contestazione, da parte degli artisti, della Biennale di Venezia, accusata di incentivare una irragionevole competizione e una ancor più riprovevole mercificazione dell’opera d’arte. Nel cinema fu l’anno di 2001 Odissea nello spazio (S.Kubrick); C’era una volta il West (S.Leone); Il pianeta delle scimmie (F. J. Schaffner), Hollywood Party (B.Edwards), Teorema (P.Pasolini); Yellow submarine (G.Dunning). Setacciando le biblioteche e il web, gli studenti hanno selezionato cento opere d’arte realizzate nel 1968 da artisti di varie nazionalità e appartenenti alle più diverse correnti artistiche: pop art, land art, arte povera, conceptual art, minimal art, fluxus, situazionismo, process art, narrative art, body art ecc. ecc ….Ne è emersa un’ampia e variegata antologia di opere utile per rileggere l’esplosiva stagione del 1968 attraverso lo sguardo degli artisti. Una prospettiva “ulteriore” per tentare di comprendere, a distanza di mezzo secolo, le ragioni e il lascito di una stagione irripetibile, che ha avuto notevolissime ripercussioni su tutte quelle successive. Il risultato è una godibilissima mostra -visitabile fino al 25 febbraio- di fotografie e video che riproducono opere di artisti diventati negli anni successivi delle autentiche celebrità: Andy Warhol, Joseph Beuys, Michelangelo Pistoletto, Richard Serra, Maurizio Nannucci, David Hockney, Rebecca Horn, Joseph Kosuth, Mario Merz, Giuseppe Penone, Pino Pascali, Alighieri Boetti, Richard Long, Louise Bourgeois, Gilbert & George, Arnulf Rainer ecc. Scorrendo le immagini, colpisce da un lato la grande varietà delle opzioni linguistiche, dei materiali e delle tecniche impiegati: pittura, scultura, fotografie, video, installazioni, happening e performance, dall’altro la carica utopistica, immaginifica e profondamente poetica della gran parte delle opere, impegnate ad esplorare un nuovo modo, alternativo, di osservare, interpretare e vivere la realtà, la natura, il corpo, la città, i rapporti umani, il ruolo stesso dell’artista nella società. Alla mostra è collegato un concorso con ricchi premi in libri agli studenti del Liceo che per primi forniranno un elenco con i nomi e i titoli di almeno trenta delle opere e dei video esposti.

    Atrio del Liceo Artistico “Statale Giacomo e Pio Manzù”
    18 gennaio > 25 febbraio 2018
    ore 8.00 > 14.00
    entrata libera

    JONAS MEKAS – PERSONALE
    [=== JONAS == MEKAS ===== PERSONALE ===]
    THE BLANK & BERGAMO FILM MEETING
    10.03.18 - 15.04.18

    Palazzo della Ragione, Città Alta – Bergamo
    Inaugurazione: venerdi 9 marzo 2018, ore 18.30
    10 marzo – 15 aprile 2018

    INGRESSO LIBERO

    ORARI DI APERTURA
    9 marzo: 18.30 – 21.00
    10 marzo – 15 aprile: 11.00 – 19.00

    GIORNI DI CHIUSURA
    19, 20, 26, 27 marzo – 3, 9, 10 aprile

    SEBASTIAN MEKAS INCONTRA IL PUBBLICO
    Cinema San Marco
    Piazzale della Repubblica 2, Bergamo
    Sabato 10 marzo, ore 15.30



        [== LINK ==]

    In occasione della 36a edizione di Bergamo Film Meeting, la sezione “Incontri: Cinema e Arte Contemporanea”, a cura di The Blank, sarà dedicata a Jonas Mekas (Lituania, 1922), poeta, artista e regista, fondatore del New American Cinema Group e creatore dell’Anthology Film Archive.
    L’artista sarà protagonista della mostra “Jonas Mekas – Personale“, promossa da Comune di Bergamo e organizzata da The Blank e Bergamo Film Meeting.
    Sebastian Mekas, figlio di Jonas, incontrerà inoltre il pubblico del Festival al Cinema San Marco sabato 10 marzo alle ore 15.30 a seguito della proiezione di “Outtakes” (2012) e del film documentario “The Internet Saga, Jonas Mekas” (2015) e porterà un messaggio speciale da parte di Jonas.

    La mostra “Jonas Mekas – Personale”, curata da Stefano Raimondi e Claudia Santeroni, vede la trasformazione dell’ambiente espositivo in un luogo in cui, grazie ad un coinvolgente allestimento, convivono alcuni dei film più significativi dell’artista e le immagini di natura più cinematografica.

    “Jonas Mekas – Personale” è realizzata nei rinnovati spazi del Palazzo della Ragione: la mostra si confronta con l’edificio storico e ne sfrutta le nuove potenzialità allestitive, appositamente ideate per questo luogo.

    L’esposizione vuole presentare la complessità dei mezzi espressivi scelti da Jonas Mekas, artista poliedrico dagli interessi eclettici. Domina la sala la duplice proiezione di “Seasons” (2017): un video composto con un cut up di frammenti della sua intera produzione cinematografica.
    I frame estrapolati dai lavori video dell’artista e impressi su lastre di vetro appartengono alla serie “In An Instant It All Came Back to Me”, mentre le fotografie di “Birth of a Nation” sono estratti dal suo celebre omonimo film del ’97. Conclude la sezione fotografica “To New York with Love”, la serie di immagini dedicate alla città che è stata il palcoscenico del lavoro di Mekas.

    “Jonas Mekas – Personale” è permeata da una traccia composta dall’artista, che agisce da sottofondo all’intera esposizione: l’aspetto musicale è stato mantenuto in relazione alla storia di Mekas, che ricorda come il canto abbia fatto sempre parte della sua vita, dall’infanzia in avanti. A chiudere il corpus di opere esposte, un’isola dedicata alle pubblicazioni realizzate dall’artista, liberamente consultabili dal pubblico, cui è offerta l’occasione unica di accedere all’intera collezione degli scritti di Jonas Mekas, tra i quali “My Night Life”, in cui l’artista, fedele alla sua cifra biografica, racconta i suoi sogni fatti tra il 1978 e il 1979, chiedendo all’amico Auguste Varkalis di illustrarli.

    La mostra “Jonas Mekas – Personale”, è promossa da Comune di Bergamo, Bergamo Film Meeting e The Blank e resa possibile grazie all’indispensabile supporto di A Palazzo Gallery (Brescia), Francesco Urbano Ragazzi e Studio Luca Bombassei.

    IO SONO ECONOMIA
    [= IO === SONO ==== ECONOMIA =]
    SQUAREWORLD
    01.02.18 - 14.02.18
        [== LINK ==]

    “IO SONO ECONOMIA” A cura di Cinzia Benigni

    Artisti:
    João Lucas Baccaro, Mattia Cesaria, Damiano Damu, Paolo Gamba, Tecalign Gotti, Federico Orlando, Carlo Persico, Caterina Pogna, Pietro Vitali

    Inaugurazione: Giovedì 1 Febbraio 2018, ore 18:30

    2 Febbraio – 14 Febbraio 2018
    Porta S.Agostino – Via della Fara, Bergamo

    L’invito e la spinta a discutere in ambito artistico di economia, intesa come scienza sociale, nasce a seguito di un recente viaggio in centro Africa, a Kinshasa, capitale della Repubblica Democratica del Congo. Il confronto, o meglio lo scontro spontaneo, tra la nostra civiltà occidentale e quella africana produce e scatena una infinita serie di quesiti volti a cercare l’esistenza di una regola o di un senso all’interno di queste società contrapposte alla deriva della loro mutazione.

    Da docente di una Accademia di Belle Arti, la curatrice indaga come l’Arte possa collocarsi dentro il sistema sociale, quale ruolo debba ricoprire per servire ad uno scopo, come possa offrire una lettura, una riflessione, una critica o una provocazione su questo immenso fenomeno di costante disuguaglianza e di orrore che spacca la società, nutrendo le libertà personali di pochi privilegiati e il laissez-faire del mercato economico.

    Lo stesso concetto è stato analizzato a fondo da John Maynard Keynes, economista e padre della macro economia, grande pensatore e visionario che sviluppò e analizzò le sue idee anche grazie alla frequentazione di numerosi personaggi, critici, letterati e artisti del suo tempo tra i quali Virginia Woolf, Vanessa Bell e Roger Fry.

    Gli artisti hanno interpretato il rapporto tra arte ed economia con il supporto dei Professori Stefano Lucarelli, Docente del corso di etica e politica economica e del corso di economia monetaria internazionale, e Giancarlo Beltrame, Docente del corso di economia politica e corso di economia monetaria dell’Università degli Studi di Bergamo.

    Con questa manifestazione si vuole dare vita ad una analisi del “problema economico”, quesito che non nasce con la scienza economica, aristotelicamente interpretata come “governo della casa”, ma nasce con l’uomo, con la sua esistenza, ulteriore elemento in comune con le manifestazioni artistiche visibili fin dagli albori della civiltà. L’artista infatti ha da sempre un grande dubbio, una avida preoccupazione, chi deve pagare il suo lavoro, la sua opera?

    Squareworld è un’associazione per la promozione artistica contemporanea, che vede come protagonisti giovani artisti tra i 18 e i 35 anni che operano nelle arti visive.

    Con l’obiettivo di connettere diverse personalità artistiche in una rete di competenze multidisciplinari, l’associazione è impegnata nella costruzione di un network di artisti emergenti e nel sostegno della ricerca artistica, in una dimensione che si proietta verso la fascia pubblica del vivere collettivo, dei territori, della città.

    Il network è nato nel 2016 e da Marzo 2017 si è costituito come associazione per la promozione sociale. Attraverso esposizioni, progetti socio-culturali ed uno spazio di archiviazione del proprio lavoro sul nostro portale web gli artisti vogliono promuovere la cultura coinvolgendo costantemente la società ed il territorio.

    “IO SONO ECONOMIA”

    Inaugurazione: Giovedì 1 Febbraio 2018, ore 18,30 Mostra: 2 – 14 Febbraio 2018
    Orari d’apertura: Lunedì / Domenica ore 11.30 – 18,30 Sito web: www.squareworld.net

    Info/Appuntamenti: +39 339 1827756 – 340 3932080 Email: info@squareworld.net

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    SQUAREWORLD | IO SONO ECONOMIA | 01.02.18 - 14.02.18