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    What’s on
    JONAS MEKAS
    [= JONAS ==== MEKAS ==]
    NEWSLETTER MARZO 2018
        [== LINK ==]

    Jonas Mekas, The Internet Saga curated by Francesco Urbano Ragazzi, installation view, Venice, 2015
    photo credit: Giulio Favotto

    THE BLANK CONTEMPORARY ART 
    99 PAROLE CON JONAS MEKAS

    La prima parola che ci viene in mente pensando a Jonas Mekas è “inesauribile”.
    Inesauribile come la sua opera. Come le narrazioni che se ne possono fare.
    Come l’invenzione di Film Culture, del New American Cinema, degli Anthology Film Archives, dei film diaries.
    Come girare, montare e pubblicare online un film al giorno ogni giorno nel 2007. Come jonasmekas.com.
    Come dipingere fiori su grandi fogli bianchi la notte prima di un’inaugurazione. Come dirci «It’s challenging enough to say yes» e ribadirlo sempre.
    Inesauribile, ancora più che eterno.

    Francesco Urbano Ragazzi, duo di curatori

    TALK WITH THE ARTIST | 2018
    [=== TALK == WITH ==== THE == ARTIST ===== 2018 ==]
    TB EDUCATIONAL
    20.02.18 - 27.05.18

    Calendario: dal 20 Febbraio al 27 Maggio 2018.

    La partecipazione è gratuita.

    Per informazioni:
    associazione@theblank.it
    03519903477



        [== LINK ==]

    Dopo il successo della prime due edizioni, che hanno visto coinvolti centinaia di studenti della scuola secondaria in un primo approccio al mondo dell’arte contemporanea, The Blank Educational è giunto alla sua terza edizione.

    Attraverso un percorso articolato in diversi appuntamenti, gli studenti scoprono la transizione dai linguaggi canonici dell’Arte a quelli sperimentali del contemporaneo e ne approfondiscono le linee di ricerca dialogando con un artista ospitato in classe, grazie alla collaborazione con gli artisti Tea Andreoletti, Maëlle Cornut, Silvia Mariotti, Samuele Menin, Alessandro Roma, Andrea Sala, Serena Vestrucci.

    ATTRAVERSAMENTI
    [= ATTRAVERSAMENTI =]
    TB RESIDENCY
    01.03.18 - 15.07.18
        [== LINK ==]

    Attraversamenti

    The Blank è lieta di annunciare il progetto di scambio di residenza “ATTRAVERSAMENTI,” un progetto nell’ambito di «Viavai+», iniziativa promossa dai cantoni Ticino e Vallese e della Regione Lombardia in collaborazione con la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia.

    Il programma di scambio di residenze favorisce la mobilità di artisti ticinesi, vallesani e lombardi operanti nel campo delle arti visive. Le residenze daranno la possibilità agli artisti selezionati di avere un periodo di tempo di due mesi da dedicare alla creazione, allo sviluppo e al rafforzamento di progetti creativi, entrando in contatto con la regione ospitante e con attori di interesse artistico, culturale e formativo.  La residenza si prefigge di agevolare, condividere, sostenere, valorizzare, promuovere e comunicare lo sviluppo e la mobilità di un progetto capace di essere una sintesi e una fusione di un percorso tra il luogo di partenza e quello di residenza, di promuovere un’ampia serie di interventi per accrescere l’esperienza professionale dell’artista e al contempo permettere una adeguata conoscenza di quello che è il complesso sistema dell’arte contemporanea in Lombardia e in Italia.

    Gli artisti che prenderanno parte al progetto presso la sede di The Blank sono:

    dal 1 marzo al 30 aprile Maëlle Cornut (1986) – Canton Vallese

    Maëlle Cornut (1986) è un’artista svizzera e allieva del CCC Research Master della Geneva School of Art and Design (HEAD). Le sue opere sono esposte regolarmente in Svizzera e altrove, tra cui Italia, Grecia, Bulgaria, Romania e Lituania.

    La sua ricerca si concentra sui concetti relativi a studi di genere, sociologia, biologia e botanica. Maëlle Cornut si ispira anche agli universi mutuati dalla fantascienza per ricreare nuove narrazioni e ampliare la gamma di possibilità.

    Dal 15 maggio al 15 luglio Marta Margnetti (1989) – Canton Ticino

    Marta Margnetti (1989) vive e lavora tra Bern e Lugano.

    La sua pratica è caratterizzata da un forte interesse verso l’intersezione delle arti applicate, del design e dell’artigianato. I suoi progetti spesso dialogano con l’architettura circostante. La perfezione della geometria è costantemente misurata l’artigianato e l’improvisto che esso comporta. In questo modo, le sue opere sono sospese tra la cultura del fai-da-te e l’estetica quotidiana del design industriale moderno, che ha portato in primo luogo l’astratto linguaggio formale del modernismo alle masse. Il suo approccio si trova sulla soglia tra il controllo e l’imprevisto di una tecnica, lasciando spazio e tempo a incidenti, errori, alla ricerca di un equilibrio tra forme definite e possibili.

    Gli artisti italiani invitati da The Blank a partecipare al progetto di residenza VIAVAI+ sono:

    Diego Marcon presso Malévoz Quartier Culturel de Monthe, Canton du Valais

    Tea Androletti presso Sasso Residency, Vairano S. Nazzaro, Canton Ticino

    http://www.viavai-cultura.net/progetto/27/Scambio-di-residenze

    COSIMO TERLIZZI - SMELLS LIKE NEW SPIRIT
    [== COSIMO == TERLIZZI ====== SMELLS === LIKE == NEW === SPIRIT =]
    TRAFFIC GALLERY
    24.03.18 - 31.08.18

    Installation View at Traffic Gallery – Cosimo Terlizzi – Solo Show 2018

    Inaugurazione: sabato 24 marzo, 18:30 – 21:00
    24 marzo 2018 – agosto 2018
    fino al 15 giugno: mart-sab 11.00 – 13.00/16.00 – 19.00
    luglio e agosto: visitabile su appuntamento ai seguenti contatti
    0039 3384035761
    0039 3398382537

    Via San Tomaso 92, 24121 Bergamo
    Tel. +39 035 0602882, +39 338. 4035761
    info@trafficgallery.org
    www.trafficgallery.org



        [== LINK ==]

    – TRAFFIC GALLERY –

    presents

    Smells Like New Spirit

    the new solo show

    by

    COSIMO TERLIZZI

    Opening : Saturday 24 March 2018 | time 18:30 – 21:00 | until August 2018

    Traffic Gallery è orgogliosa di presentare nei propri spazi la quinta mostra personale dell’artista  visivo e regista Cosimo Terlizzi (classe 1973). Al rientro da importanti collaborazioni, mostre e premi, tra i quali ricordiamo il recentissimo Premio Videoinsight® 2018, la partecipazione alla Biennale Danza della Biennale di Venezia 2017 e la mostra Kahuna per il Polo Museale dell’Emilia-Romagna a Bologna, il regista pugliese torna a Bergamo nel tentativo di continuare il percorso tracciato negli ultimi anni alla ricerca di una nuova spiritualità. All’interno degli spazi di Traffic Gallery la mostra sarà divisa in due zone, in una sala verranno esposte tre opere del 2018, due fotografie e una scultura ambientale, e un lavoro video realizzato tra il 2001 e il 2008; nell’altra sala speculare un trittico fotografico con al centro l’opera Sacra Famiglia (2014) – opera acquisita nel 2018 dalla FondazioneVideoinsight®– ed il video Regina Irena Radmanovic (2008), video vincitore della menzione speciale al Festival Internazionale Videominuto 2008 presso il Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci.

    Poesia, Confine, Vuoto, Corpo, Oro, Trascendenza, sono alcune delle parole chiave che potrebbero descrivere al meglio l’universo creato per l’esposizione. La poesia è centrale e assordante nell’opera video S.N. VIA SENZA NOME CASA SENZA NUMERO (2001-2008), un diario visivo girato in Super 8 e diviso in 8 mini episodi, dove l’artista osserva i cambiamenti di una Bitonto – sua città natale – ai confini tra urbs e ruralità attraverso scene di vita quotidiana dei protagonisti suoi parenti. Il sonoro è quello ambientale delle cicale o del mare, a tratti interrotto dall’irrompere delle suonerie dance dei primi telefoni cellulari e dalle hit estive provenienti dalle radio delle automobili. Nonostante l’apparente desolazione e povertà dei luoghi, l’artista ci trasmette serenità e spensieratezza attraverso una luce naturale abbagliante e attraverso la bellezza mutante dei corpi umani che dalla pubertà raggiunge la piena adoloscenza. I due scatti recenti del 2018, Malam in Calce Bianca e Alba del Cane, sono ambientati nello stesso territorio del video S.N. ma non sono ad esso collegato. Qui la forte luce del sole ci restituisce in chiave estatica la presenza di Malam e del Cane, entrambi con gli occhi chiusi in una sorta di calma trascendente. Una trascendenza che nella scultura Il Martirio di San Mattia (2018) diviene sangue dorato che cola da un ceppo di legno dal quale spunta una ascia strumento di morte.

     Recensioni sullo Stand Monografico dedicato a Cosimo Terlizzi ad ArteFiera 2018:

    “…Protagonista, durante i giorni della fiera, la sua opera video girata tra il 2001 e il 2008 costituita da otto episodi che l’artista ha voluto contestualizzare nella nativa Bitonto. Una sorta di presa diretta con il reale che narra i cambiamenti di questo piccolo paese della Puglia, non solo quelli ambientali ma anche quelli dei suoi parenti documentati nelle fasi tra la pubertà e l’adolescenza…”

    • Welcome Dummies, I Tell You a Story : Traffic Gallery : di Francesca Interlenghi on The Dummy’s Tales 

    “…Per contrasto spicca la Traffic Gallery di Bergamo nella scelta di allestire lo stand con soli tre pezzi di Cosimo Terlizzi…”

    • Arte Fiera / Bologna : di Luca Panaro on Flash Art Online

    “…Una esposizione ridotta nel numero, ma densa di contenuti, essenziale ed efficace,  in cui l’artista ripercorre alcune tappe della sua vita, recuperando luoghi e persone familiari, in un tentativo di offrire al pubblico se stesso e la sua storia.”

    • Bologna la carica dei salentini ad Arte Fiera : di Carmelo Cipriani on Quotidiano di Puglia 

    Recensioni sulla mostra collettiva Kahuna curata da Leonardo Regano per il Polo Museale dell’Emilia Romagna a Bologna:

    “…La pietra, così come l’utilizzo del colore oro sono elementi ricorrenti della sua pratica artistica, così come la grazia e la bellezza, che come una aura circondano ogni immagine creata dall’artista….”

    • Kahuna. Dialoghi Sacri tra Arte e Sciamanesimo : di Isabella Falbo on ESPOARTE Online

    “…Basterà l’incoscienza a salvare il boia dalla condanna divina ? Non ci è dato saperlo e ogni nostra domanda si dissolve nell’eterno fluire delle cose come l’aureola del santo che cola dal ceppo sacrificale in cui è ancora impigliata l’accetta del martirio…”

    • La Spiritualità immanente di Kahuna : di Emanuela Zanon on Juliet Art Magazine Online

    “…I pezzi di Cosimo Terlizzi, richiamano la preziosità della forma del diamante, attraverso l’oro che ammanta la quotidianità messa in scena…”

    • Kahuna ex Chiesa di San Mattia : di Cristina Principale on Exibart Online

     “…L’immagine, centrata su identità e corpo, evoca la purezza e la speranza in una nuova umanità. Il bambino illuminato può essere visto e vedere chiaramente; diventa fonte di ispirazione, redenzione, intuizione, luce interiore…”

    Premio Videoinsight 2018, la Sacra Famiglia in mostra a Bologna:  On il Resto del Carlino

     

    COSIMO TERLIZZI-  SELECTED BIOGRAPHY

    Nasce nel 1973 a Bitonto, un piccolo paese del sud italia in provincia di Bari. Il suo fare artistico si manifesta con l’utilizzo di diversi media come la fotografia, la performance, il video e il film. I suoi soggetti spessoumani partono dal singolo per giungere al sociale nel tentativo di trasformare momenti intimi in icone di importanza universale. In questa direzione si può iscrivere il suo personale uso del ritratto come strumento d’indagine della nostra epoca.

    Da ricordare la recente acquisizioneda parte della Fondazione Videoinsight di Torino come vicitore del Premio Videoinsight 2018, l’acquisizione da parte del Musée des Beaux-Arts La Chaux-de-Fonds in Svizzera, l’acquisizione da parte della Collezione UBI Banca Popolare di Bergamo, e il premio ricevuto durante Art Verona 08 selezionato da Anna Mattirolo per un progetto all’interno del MAXXI di Roma svoltosi tra il 14 e il 17 Ottobre 2016.

    Nel 2013 è stato invitato da Fabio Cavallucci all’interno del Performance Day presso il Centre for Contemporary Art Ujazdowski Castle di Varsavia, dove l’artista ha realizzato la Performance “How To”.

    Nel 2015 ha presentato a Torino in anteprima il suo film documentario “Aurora, un percorso di creazione” presso le Fonderie Limone, successivamente proiettato anche a Parigi presso il Theatre de la Cité Internationale (2015) e presso il Centre Pompidou (2017), e a Venezia per la Biennale Danza della Biennale di Venezia (2017).

    Nel 2017 è stato invitato presso il Museo Mambo di Bologna per il progetto “Corpo Sensibile, Barlumi del Documentario” a cura di Marco Bertozzi, e a Forlì come super ospite di Ibrida Festival delle arti intermediali.

    Nel 2018, durante Arte Fiera a Bologna, è stato invitato dal Polo Museale dell’Emilia Romagna alla mostra “Kahuna” presso la ex Chiesa di San Mattia in Bologna dove è nata l’installazione ambientale “Il Martirio di San Mattia”.

    Attualmente Terlizzi è impegnato con la promozione del suo primo film lungometraggio prodotto da Buena Onda (Valeria Golino, Riccardo Scamarcio, Viola Prestieri) intitolato Dei presentato in anteprima il 10 Febbraio 2018 a Milano presso l’Auditorium San Fedele.

     

    EVENTI
    [= EVENTI ===]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    01.03.18 - 31.03.18
        [== LINK ==]

    EVENTI

    Sabato 10 marzo, ore 20:30

    UNA NOTTE AL MUSEO

    Nuovo appuntamento con Una Notte al Museo, l’evento dedicato a bambini e ragazzi dai 7 ai 12 anni che, curiosi e temerari, non vedono l’ora di scoprire tutti i segreti della Collezione della GAMeC.

    Per la notte serviranno un sacco a pelo, un materassino, una torcia e, naturalmente, un pigiama!

    Orario: 20:30-9:00

    Iniziativa a pagamento: € 40,00

    Percorso a numero chiuso (min. 15 – max. 25)

    Per informazioni e iscrizioni:

    Tel. +39 035 270272

    E-mail: servizieducativi@gamec.it

    ________________________________________

    Mercoledì 14 marzo, dalle ore 17:00

    GAMeC & Bergamo Film Meeting

    Bergamo, Auditorium di Piazza Libertà

    Anche quest’anno la GAMeC prosegue la collaborazione con Bergamo Film Meeting, il festival cinematografico internazionale che mette a confronto le tendenze più innovative del cinema contemporaneo con gli stili, i generi e gli autori del passato.

    Due film – un corto e un lungometraggio – parte del Fondo Cinematografico Nino Zucchelli della Galleria saranno presentati all’Auditorium di Piazza Libertà: Mlha (Nebbia, 1966) di Radúz Činčera e Tichá radost (Gioia recondita, 1985) di Dušan Hanák, nomi di riferimento della cinematografia cecoslovacca.

    Ingresso a pagamento: € 7,00 (fascia pomeridiana)

    Info: www.bergamofilmmeeting.it

    Sabato 24 marzo, dalle 14:30

    GAMeC per DOMINA DOMNA

    Bergamo, Spazio Giovanile L’Hobbit (Via Antonio Curò, 2)

    Continua la partecipazione della GAMeC a Domina Domna, il festival multidisciplinare che promuove progetti di teatro, arte, danza e cinema ideati da donne, giunto alla 7a edizione.

    Tra le attività in calendario nei giorni precedenti l’apertura del festival, in programma all’inizio di aprile, sabato 24 marzo lo Spazio Giovanile L’Hobbit di Bergamo ospiterà un laboratorio realizzato in collaborazione con i Servizi Educativi della Galleria.

    Il laboratorio, adatto ad adulti e bambini, intende lavorare in modo divertente e fantasioso sulla creazione di un piccolo mostro che rappresenti una paura. Ogni partecipante condividerà la propria, che verrà presa in carico, attraverso il processo creativo, da un’altra persona, in modo da mettere in moto un’azione di universalizzazione dei timori di ciascuno. Il risultato, senza svelare cosa accadrà, sarà la realizzazione di sagome, una per ogni partecipante, che verranno utilizzate durante la parata di inaugurazione di un murale realizzato dall’artista Camilla Falcini per il festival e, in seguito, esposte in alcuni luoghi del quartiere.

    Laboratorio: ore 14:30-17:30, a ciclo continuo; sarà possibile partecipare fino a un’ora prima della chiusura (ore 16:30).

    Inizio parata e inaugurazione: ore 18:00

    Evento gratuito

    www.dominadomna.it

    MOSTRE
    [=== MOSTRE ==]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    01.03.18 - 31.03.18
        [== LINK ==]

    MOSTRE

    Fino al 6 maggio 2018

    RAFFAELLO E L’ECO DEL MITO

    GAMeC, Galleria e Spazio Zero

    Continua Raffaello e l’eco del mito, il nuovo progetto della Fondazione Accademia Carrara realizzato in collaborazione con la GAMeC e in coproduzione con Electa/Marsilio.

    Partendo dal San Sebastiano dell’Accademia Carrara, l’esposizione – a cura di M. Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra e Giacinto Di Pietrantonio – racconta la formazione del maestro urbinate, la sua attività e la sua fortuna.

    Preziose opere di Raffaello in prestito dai più importanti musei del mondo, tra cui il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, il Staatliche Museen zu Berlin – Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Pushkin State Museum of Fine Arts di Mosca e lo State Hermitage Museum di San Pietroburgo, dialogheranno con opere di grandi maestri dal ‘400 ai giorni nostri.

    Oltre venti lavori originali di Raffaello, opere di Memling, Berruguete, Perugino, Pintoricchio, Signorelli, per citarne alcuni, ricostruiscono con rigore uno spettacolare contesto culturale di altissimo profilo, offrendo al visitatore un percorso emozionante che restituisce Raffaello alla dimensione più alta del mito.

    Il percorso espositivo si completa di un corpus scelto di opere del Novecento e del XXI secolo realizzate dagli artisti che meglio ne hanno raccolto l’eredità. L’influenza dell’artista urbinate si ritrova infatti nei d’après di Luigi Ontani, Salvo e Francesco Vezzoli, nel tratto di Pablo Picasso, nella magia pittorica di stampo classico di Giorgio de Chirico e Antonio Donghi, nella figurazione celebrativa di Carlo Maria Mariani, nella trasposizione fotografica delle performance di Vanessa Beecroft e nelle fotografie digitali di Mariella Bettineschi. E ancora, nelle opere “impacchettate” di Christo, nelle figure femminili ritratte da Omar Galliani, nella ricerca formale combinata a enigma di Pietro Roccasalva e nei lavori di tre artisti concettuali che dialogheranno con l’opera del Sanzio in un excursus attraverso i secoli: Ettore Spalletti, capace di fare propria l’intimità universale che ha attraversato la storia dell’arte; Luciano Fabro, che evoca uno dei capolavori di Raffaello, e Giulio Paolini, che presenta un’opera inedita realizzata proprio a partire dal San Sebastiano.

    www.raffaellesco.it

     

    NELLE INTERMITTENZE DEI SEGNI
    [=== NELLE == INTERMITTENZE ==== DEI == SEGNI ==]
    VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
    03.03.18 - 07.04.18

    3 marzo – 7 aprile 2018
    Inaugurazione: sabato 3 marzo, ore 18.00
    Via Moroni, 16 24121 Bergamo
    tel. +39 347 2415297
    mart – sab 16.00-19.30 | domenica e lunedì su appuntamento
    info@viamoronisedici.it
    www.viamoronisedici.it



        [== LINK ==]

    Calisto Gritti
    Paolo Facchinetti
    Michele Savino

    a cura di Vittorio Raschetti

    Sostando presso tracce di sospensione, pause di contemplazione tra segni inafferrabili. Oltre qualsiasi intenzione, distillati poetici visivi convergenti in improvvisi punti di condensazione. Simulacri di mondi indecisi tra segrete ossessioni, risvegliati oltre il sonno dell’attenzione, sotto la pressione della ripetizione. Pulsioni mai definitivamente spente, mentre il tempo si ripiega su se stesso galleggiando senza peso nella progressiva rarefazione. Armonie pronte a manifestarsi in pienezze e dissonanze seducenti, svelando il potenziale inscritto nell’istinto del tracciare.

    Incontro tra generazioni a velocità differenti, interconnessione di segni, risuonare di simboli nell’incommensurabile differenza significante. Confronto tra alfabeti impossibili da traslitterare, scritture intraducibili si rispecchiano in un’attitudine analoga che attraversa artisti differenti ma situati nel medesimo confronto col foglio aperto che attende segnali di passaggio.

    Oltre la versione letterale delle storie, nulla rimane familiare e l’inconsueto si manifesta dove i segni sembrano riconoscibili eppure già perdutamente diversi. Sofisticati accenni alla realtà, aperture improvvise su universi appartati, attraversando mondi possibili, seguendo impulsi transitori e legami sottesi tra piani contigui e permeabili. Tracce di interpolazioni e cancellazioni tra manoscritti di antiche dottrine perdute nei laboratori del dubbio, ritirate ai margini della leggibilità, confinate dentro camere di contemplazione, tra reticenze e segreti per sempre murati.

    Una linea discontinua, ma attraversata da rimandi latenti e connessioni involontarie, attraversa le pratiche degli artisti, che frequentando il grado zero di una riduzione concettuale ad alfabeti atavici, si ritrovano a fondare linguaggi anteriori alla parola, ma già in grado di indicare direzioni, di alludere a significati installati nella pura evidenza visibile.

    Il movimento musicale di una disposizione di tracce acustiche, armonie tra gravi e acuti, ritmi di pause, intervalli brevi, brevissimi, tra inclusioni e riverberi, nei guizzi delle correnti instabili dei segni di Calisto Gritti: scritture e sottotesti sottotraccia, frammenti instabili, inquieti e zampillanti, vacillanti tra composizione e decomposizione, tra emersione alla superficie del visibile e affondo nell’oblio del silenzio. Un principio di indeterminazione, di dislocazione costitutiva della materia sembra muovere gli sciami elettrici dei segni disseminati in un campo di forze distribuite secondo flussi di addensamenti di intensità. Un timbro di ripetizione differente apre così ad una struttura combinatoria di variazioni, moltiplicazioni di tracce tra pressioni, intervalli, tracciati e silenzi, in una proliferazione di embrioni di segni. Forze centrifughe in allontanamento vorticoso da un centro immobile e silenzioso come l’occhio di un ciclone. Linee di erranza, traiettorie, congiunzioni, dissezioni di segni in una cartografia della dissoluzione analitica di tracce tremanti e vibranti in una risonanza musicale. Segni interrotti, impigliati in altri segni, frammenti instabili in un intreccio di rapporti e configurazioni decentrate e prive di costruzione gerarchica in una variazione continua degli orientamenti dove il centro è dappertutto e in nessun luogo.

    Steli sotterranei superficiali, inflessioni, onde profonde nelle correnti inconsce, nelle campiture di Paolo Facchinetti, emersioni e abluzioni nella materia fluida del divenire traccia. Abrasioni ed emulsioni, stratificazione e dissolvenze attraverso la permeabilità delle superfici congelate e solitarie, rallentate, risucchiate sotto lo strato inattingibile della forma introversa e assorta, capace di manifestarsi solo attraverso sintomi e comunque tradirsi oltre qualsiasi pudore. Accumulando distanza, raccogliendo vicinanza, attendendo il risalire di maree che lentamente dilagano. Così gesti nati impulsivi e impregnati di vita, approdano sull’immagine solo dopo una meditata depurazione. Un’ecografia che lascia apparire il disporsi di vettori, di campi di forza, rendendo intelligibile non tanto la figura, quanto lo scheletro semiotico essenziale.

    Le tracce fantasma di Michele Savino, apparenti ricostruzioni archeologiche che affondano in un antico innominabile, sono, in realtà, germinazioni di un movimento genealogico del segno che si mostra allo stato nascente, che mostra l’origine come enigma, come centro di irradiazione di domande sul senso del tempo, sull’ambiguità del significare. La costitutiva funzione del segno sembra così non tanto l’indicare ma piuttosto l’evocare, rimandando ad una ontologia negativa della non presenza, dell’assenza. Il segno non delimita, non istituisce una rigorosa geometria dei confini e delle appartenenze, ma si situa su una soglia, si trattiene in un’ambigua indecisione: una premessa e una promessa, in transito tra gli spazi, circondata dall’aura di solenne indifferenza del tempo in apnea.

    Il segno è lo stimolo, non l’immagine, capace innescare aspettative, di orientare direzioni delle sguardo. L’indizio si sofferma ad un passo dalla soluzione, pone domande, non cerca risposte, solamente chiede di essere interpretato.

    Pause strutturate con sincronica precisione disposte ad accogliere il silenzio significante gettato incontro al destino. Un viaggio nelle intermittenze dei segni tra inattese apparizioni e improvvise scomparse, dove i simboli si implicano e complicano nascondendosi dietro le strategie di enigmi ancora da decifrare. Stagliati sulla superficie di un campo di sensibilità, eccitabili e mobili, disposti su uno spazio vago di turbolenze e di vitalità elusiva. I segni sono anticorpi contro l’uniformità avvolgente stesa sulla possibilità di firmare il proprio passaggio oltre il perdersi del senso, oltre il perforarsi del tempo. La sensazione che tutto sia troppo breve spinge a trattenersi nei segni come archetipi che ci oltrepassano per durare più a lungo.

    I segni sono tensioni che lasciano risuonare sulla tela l’eccitazione del sistema nervoso degli artisti. Vibrazioni di menti in fuga già pronte ad oltrepassare il proprio alfabeto muto di gesti dove l’autentica intenzione si tradisce attraverso la collisione dei segni, dove il vero senso si scopre inseguendo le migrazioni incessanti dei segni nei sogni.

                                                                                               Vittorio Raschetti
    COSÌ LONTANI COSÌ VICINI
    [=== COS == Œ === LONTANI = COS ==== Œ ==== VICINI ==]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    13.03.18 - 24.03.18

    Inaugurazione: lunedì 12 marzo 2018, ore 17.00
    Apertura: 13 – 24 marzo 2018
    Da lunedì a sabato 16:00-19:00
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo



        [== LINK ==]

    Così lontani così vicini
    Sara Magaiez  e Daria Romanenko 

    Inaugurazione: lunedì 12 marzo 2018 – ore 17.00
    Apertura: 13 – 24 marzo 2018

    Da lunedì a sabato 16:00-19:00

    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo

    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare Così lontani così vicini, progetto espositivo di Sara Magaiez  e Daria Romanenko, studentesse diplomate del corso di Pittura – Arti visive. Così lontani così vicini è il primo dei progetti della stagione espositiva di Giacomo 2018 che sono stati selezionati tramite bando rivolto a studenti e diplomati dell’Accademia.

    Noi tutti dovremmo sapere che è la diversità che rende ricco un arazzo, e dovremmo capire che tutti i fili dell’arazzo sono uguali in valore, non importa quale sia il loro colore. 

    (Maya Angelou) 

    La vicinanza nella differenza è il filo conduttore delle ricerche di Sara Magaiez e Daria Romanenko, nonostante la diversa provenienza, entrambe  le artiste hanno avvertito la necessità di indagare le rispettive origini culturali. Lo spazio espositivo ospita suggestioni  da due mondi distanti: da una parte ci si immergerà nel mondo arabo, dall’altra in quello slavo. Tunisia e Ucraina, contesti diversi ma non del tutto.

    Nella ricerca artistica di Sara Magaiez, vengono indagati elementi tradizionali come l’Hijab, i tatuaggi con l’hennè, la calligrafia e l’architettura islamica.

    Daria Romanenko affronta la propria ricerca utilizzando materiali poveri come sacchi di juta e terra. L’uso del ricamo e il suono delle canzoni popolari richiamano la tradizione ucraina.

    Da questa sensibilità ha origine la performance che avrà luogo nel giorno dell’opening, nel corso della quale le artiste interagiranno tra loro dialogando nei rispettivi idiomi.

    Giacomo

    Nel 2016 grazie al Comune di Bergamo e a Bergamo Infrastrutture, l’Accademia ha inaugurato Giacomo, due nuovi spazi in stretto dialogo con la città, adibiti alla didattica, ad attività laboratoriali, conferenze, sede espositiva e studio per giovani artisti. Gli spazi del civico 48 c/d di via Quarenghi ospiteranno un ricco programma espositivo caratterizzato da progetti di studenti e diplomati oltre che da iniziative promosse dall’Accademia.

    Informazioni: tel. 035 399563
    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it

    SONO SOLO DISEGNI
    [=== SONO === SOLO === DISEGNI ==]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    06.03.18 - 07.03.18

    Inaugurazione: lunedì 5 marzo 2018, ore 17.00
    Apertura: 6 e 7 marzo 2018
    Da lunedì a sabato 16:00-18:30
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo



        [== LINK ==]

    a cura di Francesco Pedrini

    espongono: Elisa Rossoni, Nicole Russo, Beatrice Casirati, Daniela Tasca, Marco Borlini, Ludovico Colombo, Chiara Gualtieri, Elena Maggi, Olmo Erba, Valentina Rossini

    Inaugurazione: lunedì 5 marzo 2018 – ore 17.00
    Apertura: 6 e 7 marzo 2018

    Da lunedì a sabato 16:00-18:30

    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo

    Lo sguardo genera e al contempo distorce il reale, il disegno si inserisce in questo processo di simulazione della realtà.

    GIACOMO ospita i lavori degli studenti del corso di disegno dell’Accademia di belle arti G.Carrara, un’esposizione di animali anomali perché ogni artista ha catturato e portato nel proprio immaginario le forme che popolano il Museo di Scienze Naturali di Bergamo.

    Come nelle camere delle meraviglie tutto ciò che è esposto racconta una storia, disegni di ibridi, piccole protesi, animali immortali etc. sono luoghi di partenza di ricerche personali dove il disegno è una via d’accesso non per nulla scontata e ancor meno preparatoria, ma esperienza vera di un mezzo potente che il contemporaneo cerca di riscoprire…

    Giacomo

    Nel 2016 grazie al Comune di Bergamo e a Bergamo Infrastrutture, l’Accademia ha inaugurato Giacomo, due nuovi spazi in stretto dialogo con la città, adibiti alla didattica, ad attività laboratoriali, conferenze, sede espositiva e studio per giovani artisti. Gli spazi del civico 48 c/d di via Quarenghi ospiteranno un ricco programma espositivo caratterizzato da progetti di studenti e diplomati oltre che da iniziative promosse dall’Accademia.

    Informazioni: tel. 035 399563
    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it

    36a EDIZIONE BERGAMO FILM MEETING International Film Festival
    [= 36a == EDIZIONE ==== BERGAMO === FILM === MEETING == International === Film == Festival ==]
    BERGAMO FILM MEETING
    10.03.18 - 18.03.18

    Per maggiori informazioni
    www.bergamofilmmeeting.it



        [== LINK ==]

    Prende corpo la 36a edizione di Bergamo Film Meeting, che si svolgerà dal 10 al 18 marzo 2018. Alla già annunciata retrospettiva dedicata all’attrice e regista norvegese Liv Ullmann e all’omaggio a Jonas Mekas, artista, regista e poeta, fondatore del New American Cinema Group e creatore dell’Anthology Film Archive, con la mostra Jonas Mekas – Personale (10 marzo – 15 aprile, Palazzo della Ragione, Bergamo), si affiancheranno come di consueto le giovani promesse del cinema contemporaneo.

    Sostenuto anche nel 2018 dall’Unione Europea grazie al sottoprogramma MEDIA di Europa Creativa, il Festival riserverà uno sguardo particolare al cinema del nostro continente, attraverso le novità della Mostra Concorso, dei film documentari, della sezione “Europe, Now!” e dell’approfondimento rivolto all’animazione. La sezione “Europe, Now!” di Bergamo Film Meeting presenterà le personali complete dei registi Adrian Sitaru (Romania) e Stéphane Brizé (Francia), a cui si andrà ad aggiungere un terzo autore, mentre Špela Čadež (Slovenia) sarà la protagonista del focus sul cinema d’animazione.

    9 giorni fitti di proiezioni, per più di 160 film provenienti da tutto il mondo rappresenteranno la proposta di BFM36, che come di consueto sarà arricchito dalla presenza di numerosi ospiti internazionali, incontri con gli autori, eventi speciali, sorprese e anteprime, percorsi di visione per le scuole e gli spettatori under 18, insieme a un vivace contorno di appuntamenti tra arte, musica e fumetti, realizzati grazie al network di collaborazioni ormai consolidate tra il Festival e le numerose realtà culturali del territorio.

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    BERGAMO FILM MEETING | 36a EDIZIONE BERGAMO FILM MEETING International Film Festival | 10.03.18 - 18.03.18