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    What’s on
    MOSTRE
    [=== MOSTRE =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    01.04.18 - 30.04.18
        [== LINK ==]

    Fino al 22 aprile 2018
    PREMIO LORENZO BONALDI PER L’ARTE – ENTERPRIZE
    IX EDIZIONE
    SEZIONE SCUOLE CURATORIALI
    SIATE MISTERIOSI
    GAMeC, Spazio Caleidoscopio

    Siate misteriosi, a cura di Luca Gennati, è uno dei due progetti vincitori della Sezione scuole curatoriali della nona edizione del Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte – EnterPrize, grazie alla quale studenti segnalati dalle principali scuole curatoriali italiane hanno avuto la possibilità di presentare un progetto espositivo basato sulla relazione tra opere chiave della Collezione della GAMeC e lavori di altri artisti contemporanei.

    Il progetto ha quale punto di partenza l’opera Le uova sul libro di Felice Casorati e, attraverso il dialogo con i lavori dell’artista Marco Paganini e del collettivo Masbedo, gioca su continui rimandi simbolici, lasciando allo spettatore il compito di indagarne e comprenderne il senso.

    www.gamec.it

    Fino al 6 maggio 2018
    RAFFAELLO E L’ECO DEL MITO
    GAMeC, Galleria e Spazio Zero

    Continua Raffaello e l’eco del mito, il nuovo progetto della Fondazione Accademia Carrara realizzato in collaborazione con la GAMeC e in coproduzione con Electa/Marsilio.

    Partendo dal San Sebastiano dell’Accademia Carrara, l’esposizione – a cura di M. Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra e Giacinto Di Pietrantonio – racconta la formazione del maestro urbinate, la sua attività e la sua fortuna.
    Preziose opere di Raffaello in prestito dai più importanti musei del mondo, tra cui il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, il Staatliche Museen zu Berlin – Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Pushkin State Museum of Fine Arts di Mosca e lo State Hermitage Museum di San Pietroburgo, dialogheranno con opere di grandi maestri dal ‘400 ai giorni nostri.

    Oltre venti lavori originali di Raffaello, opere di Memling, Berruguete, Perugino, Pintoricchio, Signorelli, per citarne alcuni, ricostruiscono con rigore uno spettacolare contesto culturale di altissimo profilo, offrendo al visitatore un percorso emozionante che restituisce Raffaello alla dimensione più alta del mito.
    Il percorso espositivo si completa di un corpus scelto di opere del Novecento e del XXI secolo realizzate dagli artisti che meglio ne hanno raccolto l’eredità. L’influenza dell’artista urbinate si ritrova infatti nei d’après di Luigi Ontani, Salvo e Francesco Vezzoli, nel tratto di Pablo Picasso, nella magia pittorica di stampo classico di Giorgio de Chirico e Antonio Donghi, nella figurazione celebrativa di Carlo Maria Mariani, nella trasposizione fotografica delle performance di Vanessa Beecroft e nelle fotografie digitali di Mariella Bettineschi. E ancora, nelle opere “impacchettate” di Christo, nelle figure femminili ritratte da Omar Galliani, nella ricerca formale combinata a enigma di Pietro Roccasalva e nei lavori di tre artisti concettuali che dialogheranno con l’opera del Sanzio in un excursus attraverso i secoli: Ettore Spalletti, capace di fare propria l’intimità universale che ha attraversato la storia dell’arte; Luciano Fabro, che evoca uno dei capolavori di Raffaello, e Giulio Paolini, che presenta un’opera inedita realizzata proprio a partire dal San Sebastiano.

    www.raffaellesco.it

    L'UOMO INVISIBILE (JAMES WHALE, 1933)
    [== L == UOMO === INVISIBILE ==== JAMES ===== WHALE == 1933 === =]
    LUOGO_E
    06.04.18

    6 aprile 2018, ore 19.00
    Via Pignolo 116, 24121 Bergamo
    tel. +39 035 247293
    gio-sab 14.00 – 18.00
    luogo.e@gmail.com
    www.luogoe.com



        [== LINK ==]
    6 aprile, ore 19

    L’uomo invisibile (James Whale, 1933)

    cineforum, a cura di Andrea Zucchinali
    INFRASOTTILE. L’ARTE CONTEMPORANEA AI LIMITI.
    [= INFRASOTTILE. == L ====== ARTE == CONTEMPORANEA ===== AI ==== LIMITI. ==]
    BACO
    21.04.18 - 19.05.18

    21.04.2018 – 19.05.2018
    Palazzo della Misericordia, via Arena, 9 – Città Alta, Bergamo



        [== LINK ==]

    A cura di Elio Grazioli, Mauro Zanchi e Sara Benaglia

    21.04.2018 – 19.05.2018

    “Oggi prendiamo immagini da qualsiasi parte, le copiamo, le ritagliamo, le montiamo con pezzi di altre, o le lasciamo tali e quali e le facciamo circolare perché ci piacciono, vi abbiamo visto qualcosa che vogliamo condividere. D’altro canto la società dello spettacolo è diventata così pervasiva che tutto si fa per immagine, alla televisione o sulla Rete, e distinguere il senso dal vacuo o la sincerità dalla finta o dalla falsità è diventata questione più che sottile. E ancora: droni e cloni, robot e avatar stanno diventando realtà diffusa. In arte: morte dell’autore, morte dell’arte, di una determinata concezione dell’arte, fine delle avanguardie, creatività diffusa, contraffazione, dispersione, formattazione…”

    Infrasottile è il più recente libro di Elio Grazioli, edito da Postmedia (Milano 2018), il quale tratta dell’arte come capacità dell’artista di vedere e di mostrare diversamente la realtà. Al centro sta la nozione duchampiana di inframince. Essa indica innanzitutto ciò che è all’estremo della percezione, del discernibile, della differenza, ma senza essere né l’invisibile, né l’indiscernibile, né il trascendente, ma invece una presenza al limite, un possibile ma reale, o una compresenza di due stati che «si sposano», dice Duchamp, dando vita a un terzo tutto da cogliere. Attraverso i suoi diversi caratteri si disegna un percorso particolare dell’arte degli ultimi decenni, trasversale, non rispondente a movimenti e tendenze, fatto invece di affinità, di atteggiamento, di sensibilità e di pensiero. Da Rauschenberg, Johns, Warhol, a Nauman, Asher, Barry, Huebler, agli artisti più recenti, Gonzalez-Torres, Dean, Huyghe, Jan Ader; dalla ripetizione alla tautologia, dalla copia al re-enactment, dal concetto alla performance, alla fotografia, l’arte ai limiti di ogni aspetto dell’arte.

    La mostra presentata da BACO è una prospettiva di lettura dell’Infrasottile, che si snoda su tre livelli: uno storico con un collage di estratti da video di artisti storici; il secondo con due invitati d’eccezione con un video ciascuno, Ange Leccia e Eric Baudelaire; il terzo con un panorama italiano più vasto, con opere e installazioni di Franco Vimercati, Davide Mosconi a Marina Ballo Charmet, Alessandra Spranzi, Luca Pancrazzi, Amedeo Martegani, Eva Marisaldi, Luca Vitone, Gianluca Codeghini, Aurelio Andrighetto, Giovanni Oberti.

    In occasione dell’apertura della mostra, Elio Grazioli e Gianni Romano, editore di Postmedia, introdurranno il libro.

    Elio Grazioli, critico d’arte contemporanea e fotografia, insegna Storia dell’arte contemporanea all’Università degli Studi e all’Accademia di Belle Arti di Bergamo. è stato direttore artistico della manifestazione “Fotografia Europea” a Reggio Emilia dal 2007 al 2017. Dirige con Marco Belpoliti il semestrale monografico Riga (Marcos y Marcos editore), di cui ha curato in particolare i volumi dedicati a Marcel Duchamp (1993), Alberto Giacometti (1996), Pablo Picasso (1996), Constantin Brancusi (2001), Francis Picabia (2003), Kurt Schwitters (2009), Andy Warhol (2012), Le scarpe di Van Gogh (2013), e con Riccardo Panattoni il semestrale di cultura visiva Imm’, di cui ha curato i volumi intitolati Not straight (2015), Sovrapposizioni (2016), Live (2017). Tra le sue pubblicazioni: Corpo e figura umana nella fotografia (B. Mondadori, 1998), Arte e pubblicità (B. Mondadori, 2001), La polvere nell’arte (B. Mondadori, 2004), Piero Manzoni (B. Mondadori, 2007), Ugo Mulas (Bollati Boringhieri, 2010), La collezione come forma d’arte (Johan & Levi, 2012), Davide Mosconi (Tri. pli.co., 2015), Duchamp oltre la fotografia (Johan & Levi, 2017).

    RESIDENCY EVENTS
    [= RESIDENCY === EVENTS ===]
    TB RESIDENCY
    20.04.18 - 26.04.18
        [== LINK ==]

    The Blank è lieta di presentare OPEN STUDIO e TB KITCHEN di Maëlle Cornut, artista in residenza all’interno del progetto ” ATTRAVERSAMENTI”, programma di scambio di residenze che favorisce la mobilità di artisti ticinesi, vallesani e lombardi operanti nel campo delle arti visive.

    Venerdì 20 Aprile 2018, ore 17.30
    OPEN STUDIO di presentazione dell’artista Maëlle Cornut.
    Questa fase conclusiva raccoglie le proposte e le idee nate durante il periodo di residenza.

    Giovedì 26 Aprile 2018, dalle ore 19.30
    TB KITCHEN | Maëlle Cornut
    L’artista Maëlle Cornut cucinerà per un gruppo di persone un menù d’artista appositamente pensato per la serata.
    Su prenotazione: associazione@theblank.it

    Il progetto nasce nell’ambito di «Viavai+», iniziativa promossa dai cantoni Ticino e Vallese e della Regione Lombardia in collaborazione con la Fondazione svizzera per la cultura Pro Helvetia.

    LA MORTE DEL SOLE
    [== LA == MORTE === DEL === SOLE ===]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    20.04.18 - 28.04.18

    20 – 28 aprile 2018
    Inaugurazione: giovedì 19 aprile 2018  ore 17.00
    Da lunedì a sabato 16.00 – 18.30
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo



        [== LINK ==]

    Mostra di Erika Bonfanti, Ylenia De Rocco, Valentina Goretti, Diego Gualandris, Umberto Meroni, Giorgio Pagani e Anna Pezzoli

    Inaugurazione: giovedì 19 aprile 2018  ore 17.00

    con set sonoro di Andrea Abate ore 18.00

    Apertura: 20 – 28 aprile 2018

    Da lunedì a sabato 16.00 – 18.30

    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo

    con il contributo di AP design

    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare La morte del sole, progetto espositivo di Erika Bonfanti, Ylenia De Rocco, Valentina Goretti, Diego Gualandris, Umberto Meroni, Giorgio Pagani e Anna Pezzoli. La morte del sole è il secondo dei progetti della stagione espositiva di Giacomo 2018 che sono stati selezionati tramite bando rivolto a studenti e diplomati dell’Accademia.

    In uno spazio sospeso del sistema solare, in prossimità della stella morente, sette personaggi, remoti discendenti del genere umano, dovranno cercare di sopravvivere in un limbo fisico e mentale. Non vi è nessuna missione di salvezza, nessun obbiettivo finale, solo una labirintica concatenazione di allucinazioni…

    A partire dal 3 aprile il gruppo ha soggiornato per sette giorni e sette notti in residenza all’interno dello spazio Giacomo di via Quarenghi. Nel corso della permanenza è stato sviluppato uno psicodramma come gioco di ruolo sperimentando l’immaginazione come costruzione di realtà e l’interazione come forma di narrazione collettiva. L’intento è stato quello di sviluppare uno scenario in grado di connettere le regole del gioco con quelle della vita: gli spazi hanno funzionato da dispositivo stabile per la creazione di un ambiente mentale comune, un collegamento tra due dimensioni. Gli artisti hanno impostato una micro-società basata su una narrazione che si è costruita progressivamente attraverso le regole, le schede dei personaggi, gli appunti, i disegni, le mappe. Il tutto verrà restituito sotto forma di sceneggiatura al termine della residenza.

    Giacomo

    Nel 2016 grazie al Comune di Bergamo e a Bergamo Infrastrutture, l’Accademia ha inaugurato Giacomo, due nuovi spazi in stretto dialogo con la città, adibiti alla didattica, ad attività laboratoriali, conferenze, sede espositiva e studio per giovani artisti. Gli spazi del civico 48 c/d di via Quarenghi ospitano un ricco programma espositivo caratterizzato da progetti ed eventi di studenti e diplomati oltre che da iniziative promosse dall’Accademia.

    Informazioni: tel. 035 399563
    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it

    PINA INFERRERA - NATURA ALTERA
    [= PINA = INFERRERA ===== NATURA = ALTERA ===]
    VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
    21.04.18 - 27.05.18

    dal 21 aprile al 27 maggio 2018
    Inaugurazione: sabato 21 aprile, ore 18.00
    Via Moroni, 16 24121 Bergamo
    tel. +39 347 2415297
    mart – sab 16.00-19.30 | domenica e lunedì su appuntamento
    info@viamoronisedici.it
    www.viamoronisedici.it



        [== LINK ==]

    Approda in viamoronisedici/spazioarte la mostra itinerante di Pina Inferrera. Le fotografie che presenta sono frutto di uno studio attento, di una indagine svolta con circospezione all’interno di una realtà dove la fotografia cerca il silenzio per potersi identificare con la natura che la circonda e coglierne gli aspetti più sorprendenti. In tal modo accosta elementi fra di loro opposti come una terra che appare scura, cupa, desolatamente spoglia come fosse stata ferita da qualche misterioso disastro e l’acqua che, scorrendo vivace, la attraversa.

    Ed è qui che la luce trasforma la realtà perchè, filtrando fra gli alberi e riflettendosi sulla superficie dell’acqua permette di scoprire l’inaspettata aura dorata che la impreziosisce. (Roberto Mutti).

    E’ anche una grande metafora dell’eterno divenire del mondo, del ciclo e riciclo sapiente della natura: la vegetazione marciscente, inzuppata nei rivoli, nelle pozze d’acqua stagnanti e nei ruscelli, come da potente alchimia si trasforma in colate d’oro liquido, puro e prezioso.

    E’ questo l’aspetto della rinascita dopo la morte, è questo l’aspetto di attesa positiva da scoprire nelle potenti immagini   fotografiche di Pina Inferrera. La mostra Natura Altera ospiterà l’Associazione Phoresta onlus che dibatterà i temi più attuali e urgenti riguardo la Natura.

    Sabato 26 maggio questo progetto entrerà a far parte dell’evento ArtDate 2018.

    WINNING PROJECT PREMIO MATTEO OLIVERO
    [= WINNING === PROJECT === PREMIO === MATTEO = OLIVERO ===]

    Mark Barrow e Sarah Parke sono i vincitori della 40ª edizione del Premio Matteo Olivero, Ricordare la memoria.

    Mark Barrow (Stati Uniti, 1982) e Sarah Parke (Stati Uniti, 1981), le cui opere sono presenti nelle più importanti collezioni pubbliche del mondo – tra cui quella del Metropolitan Museum of Art, New York, del Birmingham Museum, dell’Hammer Museum, Los Angeles, dello Yale Museum, New Haven e del Walker Art Center, Minneapolis – sono i vincitori della 40ª edizione del Premio Matteo Olivero con un progetto site specific e altamente poetico.

    La mostra inaugurerà il 27 aprile 2018 e rimarrà visibile fino al 27 maggio 2018.

    Il progetto è stato scelto all’unanimità da una giuria internazionale composta da:

    Stefano Raimondi, fondatore e Direttore di The Blank Contemporary Art. È stato Direttore Artistico di BACO – Base Arte Contemporanea e Curatore presso la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo

    Eva Fabbris, curatrice e storica dell’arte. Dal 2016 fa parte del dipartimento di ricerca e curatela della Fondazione Prada. Scrive su Mousse Magazine, L’Officiel Art Italia e Flash Art

    Leah Pires, curatrice e scrittrice. Vive a New York, dove è dottoranda presso il Dipartimento di Storia dell’Arte della Columbia University e Fellow presso il Whitney Independent Study Program

    Arturo Demaria, Consigliere della Fondazione Amleto Bertoni

    Roberto Giordana, Vicedirettore generale della Cassa di Risparmio di Cuneo 

    per il carattere poetico con cui affronta la tematica della memoria intesa in modo duplice, effimera e persistente, per la resa scenografica ottenuta secondo un approccio minimale e sintetico, per lo studio dello spazio in cui è inserita e per la sua capacità di evocare e rinnovare percorsi, metodologie e opere significative della Storia dell’Arte, fondendo così temporalità diverse.

    Il duo di artisti, compagni nel lavoro e nella vita, hanno avuto la meglio tra gli oltre 336 progetti pervenuti alle selezioni. Un numero straordinario ma secondario rispetto alla qualità degli artisti partecipanti che dimostra come la svolta del Premio, ora finalizzato alla realizzazione di una mostra personale nella prestigiosa Cappella Cavassa (Saluzzo, CN), sia stata recepita e apprezzata dalla comunità artistica nazionale e internazionale.

    Sono oltre 50 i progetti presentati da artisti provenienti da oltre 20 Paesi esteri – tra cui Belgio, Francia, Germania, Grecia, Israele, Regno Unito, Russia, Spagna, Stati Uniti, Ucraina, etc.

    Del totale dei progetti il 43% (145) è stato formulato da artiste donne e il 57% (191) da uomini. La fascia d’età più significativa (40%) è stata quella compresa tra i 26 e i 35 anni. Ben rappresentata anche quella tra i 36 e i 45 (28%).

    Questo nuovo corso del Premio, fortemente voluto dal Curatore Stefano Raimondi, è stato immediatamente sostenuto e condiviso dal Comune di Saluzzo, dalla Fondazione Amleto Bertoni e dai coordinatori del progetto Paolo Infossi e Roberto Giordana.

    Nell’opera di Mark Barrow e Sarah Parke la memoria è intesa come trascorrimento del tempo, definito dal movimento circolare della luce da finestra a finestra. Il progetto sintetizza questo flusso creando composizioni che utilizzano differenti pattern ripetuti di quadrati rossi, verdi, blu e neri. Il progetto, generato pixel per pixel, misura il tempo poco alla volta, e in un certo senso lo “conserva” come la memoria di un computer.

    Mark Barrow (1982) e Sarah Parke (1981) vivono e lavorano a New York.
    Fra le mostre personali espongono all’Independent Régence, Bruxelles, all’Elizabeth Dee, New York e alla ZERO, Milano. Fra le mostre collettive espongono alla Pace Gallery di New York e Londra, alla Kunsthalle Bielefeld, Germania, al Musée d’art Moderne de la Ville de Paris, Parigi, alla Casey Kaplan, New York, alla Galerie Perrotin, Parigi e alla Biennale di Praga.

    Info: Fondazione Amleto Bertoni, The Blank Contemporary Art
    Tel: 017543527, 035 19903477
    Email: eventi@fondazionebertoni.it, premiomatteoolivero@gmail.com

    TRE FOTOGRAFI MESSICANI: CONTRAPPUNTO E ARTIFICIO
    [= TRE ===== FOTOGRAFI == MESSICANI === CONTRAPPUNTO = E === ARTIFICIO =]
    QUARENGHICINQUANTA
    07.04.18 - 21.04.18

    dal 7 al 21 aprile 2018
    da martedì a venerdì ore 15:30 – 19:00
    sabato dalle ore 10:30 – 12:30  15:30 – 19:00
    Galleria Quarenghicinquanta
    via Quarenghi 50 – Bergamo (interno cortile)



        [== LINK ==]

    TRE FOTOGRAFI MESSICANI: CONTRAPPUNTO E ARTIFICIO

    mostra fotografica

    di ANGELA ARZINIAGA, JAVIER GONZALES, EVERARDO RIVERA

    con il patrocinio del Comune di Bergamo e del Consolato del Messico

    Galleria Quarenghicinquanta, via Quarenghi 50 – Bergamo (interno cortile)

    dal 7 al 21 aprile 2018

    apertura da martedì a venerdì ore 15:30 – 19:00

    sabato dalle ore 10:30 – 12:30  15:30 – 19:00

    7 aprile 2018 alle ore 18:00 

    inaugurazione mostra, con la presenza del Console del Messico e dei tre artisti, in residenza presso la galleria  

    8 aprile alle ore 18:00 

    incontro-dibattito: “Fotografia messicana da Manuel Alvarez Bravo ai giorni nostri” condotto da Luigi Erba, storico della fotografia, con la partecipazione dei tre artisti espositori 

    ingresso libero

    Il progetto

    (secondo Ivàn Ruiz)

    Di fronte all’apertura che sta vivendo l’arte della fotografia messicana contemporanea con la sua presenza in vari scenari internazionali e considerando inoltre la ricerca e la sperimentazione che alcuni giovani praticano nella loro opera, che in gran parte trova eco anche fuori dal Messico, sarebbe difficile sostenere che una mostra di fotografi messicani, presentati fuori dai confini del paese – in questa occasione a Bergamo (Italia) – rappresenti o dia una visione nazionale, come sarebbe potuto accadere soltanto alcuni decenni fa. Nel caso di questa mostra, la principale caratteristica che si nota è l’assenza di qualsiasi accenno folcroristico, che è evidenziata simbolicamente con la scelta cromatica in bianco e nero come azione ed effetto in tutte le opere fotografiche che qui verranno esposte. Anche se il lavoro di Everardo Rivera si può considerare giustamente come fotografia-documento, per questa mostra l’artista ha selezionato dal suo ampio repertorio una serie di immagini che evidenziano una tensione  tra  il registrare, il documentare e lo sperimentare dell’autore. In questo modo, una fotografia con sfumature etnografiche, come quella che Rivera ha scattato nelle vicinanze di varie “pulquerias” e nelle cantine di Puebla e vicinanze, contrasta in gran parte con alcune opere nelle quali l’abilità esecutiva si manifesta nei processi di stampa, negli interventi e nei montaggi. Per quanto riguarda Angela Arziniaga, con riferimenti ed alcune allusioni surrealiste con derivazioni di genere (si pensi a certi ricorsi da André Kortész a Francesca Woodman), espone una serie di fotografie estempeiche, dove la scelta di un’angolazione al livello del suolo crea una serie di deformazioni spazio-corporali. Inoltre, le stesse sono il risultato di una sperimentazione più diffusa nel campo delle arti visive. Arziniaga rivisita forme di corpi e di oggetti come delle entità evanescenti e fino a un certo punto ambigue. In conformità a questo ultimo lavoro, la serie di Sergio Javier Gonzàles, concepita come un’esplorazione formale del proprio autoritratto, si potrebbe interpretare come il risultato di una performance dove il corpo dell’artista si espone dietro una vetrina, come fosse in una teca che attenti woyeurs guardano. Questa serie, in particolare, deriva dall’idea del corpo umano visto come materia nell’atto del modellare: concetto che proviene dalla body art, che tuttavia nel caso di Gonzales assume carattere erotico e claustrofobico.

    (Ivàn Ruiz)

    Il progetto

    (secondo Stefania Burnelli)

    Il corpo, la luce, lo spazio. Il gioco, la memoria, la performance. Sono vari i fronti di ricerca degli artisti messicani ANGELA ARZINIAGA, EVERARDO RIVERA, JAVIER GONZALES che usano l’obiettivo fotografico per sperimentare, provocare, raccontare.

    L’evento proposto dalla galleria Quarenghicinquanta a Bergamo, nell’aprire una finestra sull’odierna scena artistica messicana, focalizza sulle specificità di ogni singolo autore, nel segno della soggettività dello sguardo e dell’universalità della visione.

    Non si tratta di un lavoro collettivo ma dell’intersezione di traiettorie diverse di indagine che richiede una riflessione individuale. Si esplorano le prospettive dell’arte fotografica come inquietudine di ricerca, come esercizio formale, come sfida estetica ed etica.

    Tre voci diverse e audaci dialogano sui temi dell’attualità espressiva e degli orizzonti della fotografia tenendosi fedeli all’unicità della propria poetica senza sottrarsi alla contaminazione tra i linguaggi visivi contemporanei. Tre voci figlie di una cultura dalle forti matrici identitarie, radicate nella lezione dei maestri del Novecento americano ed europeo e aperte agli interrogativi connaturati all’evoluzione del mezzo tecnico, nella tensione mai risolta tra autenticità e artificio.

    (Stefania Burnelli, critica d’arte)

    Profilo degli artisti

    ANGELA ARZINIAGA GONZALEZ (1960)

    Laureata presso la Facoltá di Arti Plastiche dell’Universidad Veracruzana. Diplomata in Disegno e Gestione di Esposizioni presso la Benemérita Universídad Autónoma de Puebla. Ha partecipato a numerose esposizioni collettive nella Repubblica Messicana e all’estero. Premio Nazionale Francisco de la Maza, 1988, Ha ottenuto varie borse di studio tra le quali: nel 1993 la Beca Nacional de Producción para Jovanes Creadores del Fondo Nacional para la Cultura y las Artes (FONCA); Nel 1998 e 2004 la Beca para Creadores con Trayectoria del Fondo Estatal para la Cultura y las Artes de Puebla (FOESCAP). Ha ottenuto, inoltre, la lode nella Seconda Biennale Puebla de los Angeles, organizzata dall’Universidad Iberoamerican. Nel 2001, la Beca para Creadores con Trayectoria del governo dello Stato di Veracruz. Vincitrice della Terza Biennale Puebla de los Ángeles per la fotografia. È membro fondatore di Foto Apertura, A. C., del Movimiento Fotografico Independiente, Fundación Puebla, A.C., del Salón Independiente de Arte Erótico, del Gabinete Fotografico e del Gabinete Arte y Cultura, A.C. Collabora con riviste d’arte e di divulgazione scientifica. Le sue opere sono state riprodotte in cataloghi, libri d’arte e di fotografia, e presente in trasmissioni televisive. Ha impartito lezioni sulla fotografia presso l’Universidad de las Américas-Puebla (UDLA), l’Universidad Veracruzana, l’Universidad Iberoamericana e presso il Centro Integral de Fotografia.

    Vive e lavora a Puebla (Messico).

    EVERARDO RIVERA (1949)

    Ricercatore presso l’Istituto di Scienze Sociali e Materie Umanistiche della Benemerita Universidad Autónoma de Puebla. Laureato presso la Scuola di Storia della stessa università. Ricercatore nel campo dell’immagine. Collabora dal 1980 con riviste d’arte e cultura e di divulgazione scientifica. Ha lavorato nel Laboratorio – Studio di Attilio De Stefanis , Milano. Dal 1976 ha partecipato a diverse esposizioni in luoghi come: Caracas, Città del Messico, Germania dell’Est, Università dell’Arizona; Milano, São Paulo, Beogradski Sajam, Sarajevo (Yugoslavia), Sala Espositiva “Virgilio Carbonari” a Seriate (Bergamo) e Il Brunitoio a Ghiffa, Verbania, Italia. È stato selezionato in The 53rd International Photographic Salon of Japan nel 1993, ed ha ottenuto il Premio Speciale per la sua opera Los tiemperos. Premiato alla Biennale di Fotografia dell’Instituto Nacional de Bellas Artes 1988. Premio nell’VIII Concorso di Fotografia Antropologica (1988) della Escuela Nacional de Antropologia e Historia. Nel 1999 ha ottenuto la borsa di studio di Creador con Trayectoria, che rilascia il Fondo Estatal para la Cultura y las Artes dello Stato di Puebla. Ha esposto al Palacio de Bellas Artes nella mostra El Mito de los Volcanes nel 2005 e nello stesso anno presso il Centro de la Imagen con una mostra retrospettiva.

    Vive e lavora a Puebla (Messico).

    SERGIO JAVIER GONZALEZ CARLOS (1950)

    Artista nel campo delle arti visive. Molte sono le mostre personali, tra le quali: Il Diaframma a Milano, il Museo Amparo a Puebla, la Universidad Iberoamericana Golfo Centro, Universidad de las Américas UDLA (Cholula) Puebla, oltre a varie collettive in biennali internazionali di fotografia e arte: nel 1985 Salon Internazionale Cine-Foto Ottica (SRCOF), Milano, e Svetski Bienale Fotografije (BEFU), Yugoslavia. Le sue opere sono state esposte presso il Museo di Arti Decorative di Praga, Il Museo dell’Università Nazionale della Corea. L’ Übersee Museum di Brema e nel Bürgerhalle im Rathaus di Wolfsburg, Germania, Palazzo Municipale, Sala Espositiva “Virgilio Carbonari” a Seriate (Bergamo) e alla galleria Brunitoio a Ghiffa, Italia. Le sue fotografie sono state pubblicate in varie riviste  tra le quali  Flash Art International,  Flash Art in Europa, Art News, Print USA, Critica Elementos, Metapolítica, etc.. Tra le altre pubblicazioni si evidenziano: Museo de Escultura Contemporánea Federico Silva, La Basilica Catedral de la Puebla de los Angeles, a La Luz de la Puebla, Apologia del Teatro Principal de Puebla, Dal Diario Messicano di Mario Benedetti, Josep Bartoli dela Diputació di Barcellona (Spagna), Las Iglesias de Puebla e Vida Eterna, la Capilla de San Ildefonso, Puebla.

    Vive e lavora a Puebla (Messico).

    ART UP 4/18 SILVIO POMA
    [== ART == UP === 4 === 18 == SILVIO ==== POMA ==]
    ART UP – UBI BANCA
    03.04.18 - 30.04.18

    Dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO
    UBI Banca
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    a cura di Enrico De Pascale

    4  3-30 aprile

    Silvio Poma  (Trescore Balneario/Bergamo 1840 – Turate/Como 1932)

    Pascolo sull’Adamello

    1900 ca.

    olio su tela, cm 100 x 175

    Bergamo, Collezione Banca Popolare di Bergamo

    Specialista del genere paesaggistico, Poma impagina i suoi scorci e le sue vedute lacustri con uno stile vivacemente descrittivo, limpido e ordinato, secondo i principi del Realismo in auge nella seconda metà dell’Ottocento. I luoghi prediletti, come dimostra questa tela, sono per lo più i laghi prealpini e la ben coltivata campagna lombarda, amati e frequentati da quella classe borghese cui il pittore stesso apparteneva, e che lo apprezzò e lo sostenne lungo tutta la sua carriera. La composizione è abilmente giocata sulla successione di piani luminosi determinati dal prato in penombra, dallo specchio d’acqua al centro, impreziosito dal gioco di riflessi, e dalla catena montuosa sullo sfondo il cui profilo si staglia sullo schermo chiaro del cielo. Le figurette degli animali, scandite su più piani secondo un andamento diagonale destra-sinistra, guidano lo sguardo nella profondità dello spazio accentuando il sentimento di verità del dipinto.

    Silvio Poma (Trescore Balneario 1840 – Turate 1932) 

    A Milano frequenta i pittori Giovan Battista Lelli e Gerolamo Induno, che aveva conosciuto in guerra in occasione della campagna militare del 1859. Esordisce all’Esposizione di Belle Arti di Brera nel 1869. Ebbe importanti riconoscimenti ufficiali, come il Premio Mylius a Brera nel 1871 ottenuto con il dipinto Macbeth e le streghe del bosco e illustri acquirenti come i Savoia; nel 1877 all’Esposizione Nazionale di Belle Arti a Napoli il suo dipinto Il Monte San Martino (Lago di Lecco) viene infatti acquistato dal re Vittorio Emanuele II. Nonostante l’avvento della Scapigliatura, con le sue aperture ai fuggevoli effetti del plein air, la sua interpretazione del paesaggio rimane legata fino alla fine ai principi di un solido realismo e ai tempi lunghi dello studio in atelier.

    UBI Banca  

    ART UP è un’iniziativa di carattere culturale con cui UBI Banca intende offrire alla gentile clientela un incontro ravvicinato e “guidato” con le opere della sua collezione d’arte antica e contemporanea. Ogni mese, presso l’ingresso della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8, una nuova opera d’arte (dipinto, scultura, disegno, fotografia, stampa, video, installazione, ecc.), selezionata tra quelle facenti parte della sua raccolta, viene proposta al pubblico e analizzata tramite una scheda storico-critica illustrata e collezionabile realizzata per l’occasione dallo storico dell’arte e curatore Enrico De Pascale.

    La collezione d’arte della Banca, che assomma alcune centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquant’anni, intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare l’attenzione per la produzione artistica locale e nazionale – da Baschenis a Fra’ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con l’interesse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.

     

    IL GIOVANE LEKË TASI
    [= IL === GIOVANE == LEK ==== TASI =]
    VAKU PROJECT SPACE
    17.03.18 - 18.03.18

    Sabato 17 marzo, ore 18.30
    Domenica 18 marzo, ore 10-13/16-19
    Vaku Project Space
    Via San Lorenzo 12 B, 24129, Città Alta – Bergamo
    Ingresso gratuito
    Parcheggio in Via Fara e/o in Piazza Mercato del Fieno



        [== LINK ==]

    “La serietà è un nemico mortale della fantasia” – Lekë Tasi


    Lekë Tasi nasce nel 1929 ad Atene da genitori albanesi. Con la famiglia ritorna a Tirana nel 1941 e in seguito agli studi di conservatorio diventa violoncellista presso l’Orchestra dell’Opera. Nel 1967 viene allontanato per la sua dissidenza rispetto al regime comunista e fino al 1990 si dedicherà al lavoro agricolo. É in questo periodo che Tasi si avvicina alla pittura e nel 1992, con la caduta del regime, viene invitato ad esporre alla Galleria Nazionale di Tirana. Si ricorda la partecipazione nel 2001 e nel 2004 al Premio Onufri, Esposizione Internazionale d’Arte di Tirana; si ricordano le mostre alla Galleria Exit di Pajë (Kosovo, 2005), alla galleria Josef di Durazzo (2005), alla Galleria Didart di Tirana (tra il 2008 e il 2012), e più recentemente l’inaugurazione presso la casa natale dell’artista Adrian Paci, oggi ArtHouse, luogo di esposizione e incontro tra artisti, galleristi, critici e operatori culturali (Scutari, 2017).

    Lekë Tasi ha oggi 90 anni e sarà ospite con un’apertura speciale presso gli spazi di Vaku Project Space, centro per la sperimentazione e produzione artistica multidisciplinare, luogo per l’esperienza estetica, sociale, culturale e espressione di un’idea di protagonismo giovanile territoriale.

    In mostra una selezione di dipinti e il film “A mund t’ia nisim prej fillimi”: un documentario sul maestro in lingua originale sottotitolato per l’occasione e firmato dai registi Stefan Capaliku e Ervin Coba.

    L’artista incontrerà il pubblico durante la serata d’apertura sabato 17 marzo.

    —

    Il giovane Lekë Tasi
    da un’idea di Alban Gjata e Durim Taci
    a cura di Alberto Ceresoli

    media partner:bludiprussia.org| Contemporary Art Magazine

    Vaku Project Space Via San Lorenzo 12 B, 24129, Città Alta Bergamo

    Orari di apertura:

    Sabato 17 marzo ore 18.30
    Domenica 18 marzo ore 10.00-13.00/16.00-19.00

    Ingresso gratuito
    Parcheggio in Via Fara e/o in Piazza Mercato del Fieno

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    VAKU PROJECT SPACE | IL GIOVANE LEKË TASI | 17.03.18 - 18.03.18