• Italiano
  • English
  • EN/IT
    Eventi
    EVENTI LUGLIO
    [= EVENTI == LUGLIO ==]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    02.07.17 - 15.07.17
        [== LINK ==]

    * Domenica 2 luglio, ore 9:00 e sabato 8 luglio, ore 21:00
    ARCHILOVERS RUN
    A piedi tra le architetture del Novecento della Città

    È cominciato lo scorso weekend il calendario di DiscoveRun: l’ultimo progetto promosso da We Run Bergamo nell’ambito del cartellone di Bergamo Estate del Comune di Bergamo.
    La proposta è semplice: scoprire la città correndo, secondo un format che fa ormai stabilmente parte dell’offerta turistica in numerose città d’Europa e del Mondo.
    Il piacere della scoperta unito a quello di compiere attività fisica all’aria aperta produce anche l’effetto di consentire una tipologia di visita del territorio particolare, in cui la percezione della spazialità e delle distanze è molto chiara al partecipante.

    Domenica 2 luglio alle 9:00 e sabato 8 luglio alle 21:00, sarà la volta di un itinerario ribattezzato ArchiLovers Run e pensato insieme alla GAMeC: il percorso permetterà di ammirare alcuni degli interventi architettonici novecenteschi più interessanti di Bergamo, con cui i podisti avranno prima familiarizzato grazie a un’introduzione al museo: da edifici pubblici come il Palazzo delle Poste o la Casa della Libertà ad abitazioni private come le bellissime Villa Bracciana in via Nullo o la particolare Casa Pizzighettoni, passando per luoghi dismessi come l’ex biblioteca Tiraboschi.

    ArchiLovers Run
    Partenza: GAMeC – Via San Tomaso, 53

    Attività adatta a tutti; non è richiesta una pregressa preparazione atletica

    COSTI E PRENOTAZIONI
    Evento singolo: € 15,00
    Prenotazione obbligatoria tramite EventBrite (www.eventbrite.it)
    Pagamento anticipato, non rimborsabile

    Per informazioni:
    E-mail: info@werunbergamo.it

    * Giovedì 6 luglio, dalle 17:00 alle 22:00
    LIBRO = LIBRO
    VI Edizione

    La GAMeC ospita la VI edizione di LIBRO = LIBRO, l’evento organizzato dall’associazione La Scatola Delle Idee che da anni promuove appuntamenti dedicati alla condivisione dei libri e delle letture, incrementando il libero scambio di libri in città.

    Partecipare è facile: portate con voi un libro che avete letto e apprezzato, per scambiarlo con il libro che più vi colpisce tra quelli disponibili.

    Appuntamento dalle 17:00 alle 22:00 nel cortile del museo.
    Per l’occasione, tutti i partecipanti potranno visitare le mostre in corso con ingresso ridotto (€ 4,00)!
    (Ultimo ingresso in mostra alle ore 21:30)

    www.lascatoladelleidee.it

    * Sabato 8 luglio
    GAMeC per Art2night – La notte bianca dell’arte

    Sabato 8 luglio si svolgerà la quarta edizione di Art2Night, l’evento che richiama ogni anno in una notte d’estate migliaia di persone in un percorso unico attraverso le bellezze artistiche della città di Bergamo.
    Musei, fondazioni, chiese, monumenti, gallerie, spazi espositivi, siti archeologici, teatri, laboratori di restauro, dimore storiche, biblioteche e chiostri apriranno le loro porte al pubblico offrendo la possibilità di fruire delle loro bellezze artistiche in orari insoliti.

    In occasione di Art2Night 2017 la GAMeC propone una visita guidata alle mostre in corso, alle ore 20:30, affiancata da un laboratorio per bambini dai 5 agli 11 anni.
    Il museo resterà aperto fino alle 23:00 (ultimo ingresso alle ore 22:00), con ingresso a pagamento.

    VISITA GUIDATA + LABORATORIO PER BAMBINI
    Bambini: ingresso € 4,00; laboratorio gratuito
    Adulti: ingresso + visita guidata € 10,00
    Prenotazione obbligatoria. Minimo 13 iscritti

    Per informazioni e prenotazioni:
    Tel. +39 035 235345
    Email: visiteguidate@gamec.it

    * Sabato 15 luglio, dalle 20:30 alle 8:30
    UNA NOTTE AL MUSEO – Vietato ai maggiori di 12 anni

    Torna l’appuntamento con Una Notte al Museo, evento dedicato a bambini e ragazzi dai 7 ai 12 anni che, curiosi e temerari, non vedono l’ora di scoprire altri segreti di questo spazio magico, uno straordinario luogo che di volta in volta cambia volto per ospitare mostre di artisti famosi, non dimenticandosi mai dei suoi visitatori più piccoli.
    Per la notte serviranno un sacco a pelo, un materassino, una torcia e, naturalmente, un pigiama!
    Iniziativa a pagamento: € 40,00
    Percorso a numero chiuso (min. 15 – max. 25)

    Per informazioni e iscrizioni:
    GAMeC – Via San Tomaso, 53
    24121 Bergamo
    tel. +39 035 235345
    fax +39 035 236962
    e-mail: servizieducativi@gamec.it

    MOSTRE IN CORSO
    [=== MOSTRE === IN ==== CORSO =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    06.05.17 - 30.07.17

    Lunedì – Domenica: ore 10:00 – 19:00
    Giovedì: ore 10:00 – 22:00 / martedì chiuso

    Via San Tomaso, 53 – Bergamo
    Tel. + 39 035 270272



        [== LINK ==]

    * PAMELA ROSENKRANZ – ALIEN CULTURE
    a cura di Sara Fumagalli e Stefano Raimondi

    Questo progetto site specific rimanda alla storia spirituale dell’edificio che ospita il museo, un ex convento di cui l’artista ha ripreso le finestre ad arco con repliche che irradiano un forte blu RGB. I LED luminosi che brillano nelle sette Alien Blue Windows producono un’esperienza spaziale di grandissimo impatto visivo, che evoca un oceano primordiale e cieli simbolici preminenti in molta iconografia religiosa.
    Composta di schermi retroilluminati senza immagini, questa nuova serie è un ibrido di dipinti e installazione di luce. L’ambiente immersivo che produce evoca un colore digitale prevalente su internet, che qui genera un’esperienza al contempo spirituale e sensuale, trascendendo così la fisicità cromatica. Permeando lo Spazio Zero, l’intensa luce blu ricrea la vista da una finestra che si apre su cieli artificiali in cui si intrecciano allegoria e tecnologia. L’installazione di luce è completata da una nuova serie di dipinti intitolata Creation, Deterioration, Conservation, che approfondiscono l’interesse dell’artista per la pittura rinascimentale, sviluppato inizialmente nel 2015, mentre compiva ricerche per la sua opera Our Product per la Biennale di Venezia. La base di questa serie è il Miracolo della croce caduta nel canale di San Lorenzo di Gentile Bellini (1500 ca.), un quadro che raffigura la sacra reliquia tratta in salvo dalle acque veneziane. L’artista ha lavorato a partire da riproduzioni del dipinto originale di Bellini, che ha trovato attraverso una ricerca su Google Immagini. Sulle stampe ottenute da questi file sono applicati strati di vernice trasparente color carne, che producono una “pelle” tridimensionale e trasparente di pigmenti e polimeri. Il colore della vernice fa riferimento alla carnagione centroeuropea — un colore che l’artista ha utilizzato in opere precedenti come le emblematiche bottiglie d’acqua marchiate e l’installazione per la Biennale di Venezia 2015, per cui ha riempito lo spazio principale di un denso liquido rosa chiaro.

    * ANDY WARHOL – L’OPERA MOLTIPLICATA: WARHOL E DOPO WARHOL
    a cura di Giacinto Di Pietrantonio

    In mostra, le opere prodotte da Warhol sono accostate, in maniera forse provocatoria, a quelle realizzate dopo la sua scomparsa e che, benché non autorizzate né riconosciute ufficialmente, alimentano il mito e il mercato, continuando, allo stesso tempo, quell’opera di fruizione massiva iniziata dall’artista stesso.
    Senza voler esprimere un’opinione sulla legittimità di queste produzioni postume, l’esposizione intende sottolinearne l’esistenza chiedendosi se anche queste non siano parte dell’eredità warholiana.
    I visitatori sono guidati lungo il percorso da celebri citazioni di Warhol, e possono utilizzare le “opere moltiplicate” di un grande autore contemporaneo debitore della sua arte: Damien Hirst. Nelle sale della mostra, infatti, sono presenti le sedie sdraio del marchio Other Criteria, ideate da Hirst – su cui è possibile sedersi per ammirare le opere esposte –, a ulteriore dimostrazione di quanto, anche oggi, l’arte si avvalga del concetto di riproduzione e di “opera moltiplicata”.

    * CON AMORE PIU CHE CON AMORE
    a cura di Giacinto Di Pietrantonio

    La mostra offre al pubblico una nuova occasione per ammirare le opere non esposte della Collezione Permanente: lavori donati dal 2000 ad oggi che – come suggerisce il titolo – testimoniano l’amore per la GAMeC da parte di artisti, collezionisti, enti pubblici e privati.
    Una mostra con cui la GAMeC ricorda al suo pubblico quanto la propria attività espositiva sia intimamente legata allo sviluppo della Collezione Permanente, un orientamento mirato che permette al museo di conservare la memoria della propria attività e di accrescere il valore del proprio patrimonio nel tempo.
    Numerosi i linguaggi – dai dipinti alle fotografie, dai disegni ai video – che consentono una panoramica che attraversa decenni e, persino, due secoli (da Sironi, nato nel 1885, a Marcon, nato nel 1985).
    Artisti italiani e provenienti da ogni parte del mondo – da New York a Ghent, a Tel Aviv, a San Paolo – che raccontano, nelle loro opere, la società dello spettacolo, le relazioni amicali, la poesia malinconica dei paesaggi, la rievocazione dell’Eden, il peso della memoria, la forza del segno grafico, la ricerca spirituale o il dibattito politico, tra discriminazione e affermazione della propria identità.
    Sono cosi esposti autori a cui, negli anni, la GAMeC ha dedicato la propria attenzione attraverso mostre e momenti di studio, ponendo in dialogo figure come Italo Cremona, Achille Funi, Ottone Rosai e Mario Sironi con artisti contemporanei quali Gabriele Basilico, Vanessa Beecroft, Latifa Echakhch, Jan Fabre, Giuseppe Gabellone, Marcello Maloberti, Victor Man, Kris Martin, Ryan McGinley e Adrian Paci, tra gli altri.

    * ARTISTS’ FILM INTERNATIONAL, IX EDIZIONE
    a cura di Sara Fumagalli e Stefano Raimondi

    Continua la partecipazione della GAMeC ad Artists’ Film International, il principale network internazionale legato alla videoarte che, dal 2008, coinvolge prestigiose istituzioni d’arte contemporanea e artisti provenienti da tutto il mondo, alcuni dei quali hanno ottenuto, negli anni, grande successo e importanti riconoscimenti.
    Per la nona edizione della rassegna, GAMeC ha selezionato l’artista Adrian Paci e l’opera The Column (2013), che ha aperto il calendario delle proiezioni ed è rimasto in visione fino al 29 maggio.
    Nelle prossime settimane saranno presentati i lavori degli artisti proposti dalle altre istituzioni coinvolte
    quest’anno:
    Dario Azzellini e Oliver Ressler / Video-Forum of Neuer Berliner Kunstverein, Berlino
    Desire Machine Collective / Project 88, Mumbai
    Ane Hjort Guttu / Tromsø Kunstforening, Tromsø
    Laura Horelli, Nina Lassila, Agnese Luse, Angela Melitopoulos, Eléonore de Montesquiou, Tanja Ostojić, Meggie
    Schneider, Isabell Spengler e Gitte Villesen / Belgrade Cultural Centre, Belgrado
    Mikhail Karikis / Whitechapel Gallery, Londra
    Arjuna Neuman e Denise Ferreira Da Silva / Ballroom Marfa, Texas
    Mary Reid Kelley con Patrick Kelley / Hammer Museum, Los Angeles
    Cengiz Tekin / Istanbul Modern, Istanbul
    Wojciech Bąkowski / Museum of Modern Art, Varsavia

    ART UP 08/17 - DADAMAINO
    [= ART == UP == 08 === 17 === DADAMAINO =]
    ART UP – BANCA POPOLARE DI BERGAMO
    01.08.17 - 31.08.17

    lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO

    Banca Popolare di Bergamo, Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART UP 08/17 – DADAMAINO
    a cura di Enrico De Pascale

    DADAMAINO, Cromorilievo
    1974 – smalto e tasselli di legno su tavola – cm 100 x 100
    Bergamo, collezione Banca Popolare di Bergamo

    Ricollegandosi alle sperimentazioni di carattere cinetico-optical dei primi anni Sessanta, l’artista valorizza in termini ritmico-compositivi il modulo geometrico (in questo caso il cubo) moltiplicato entro uno schema precostituito di forma quadrata. Il rigore costruttivo dell’architettura modulare è in qualche modo destabilizzato dall’effetto percettivamente ambiguo del colore e delle luci, che rende la struttura mutevole, inafferrabile. Finalità dell’arte ottico-cinetica
    è infatti la valorizzazione del ruolo dell’osservatore,
non più contemplatore passivo bensì soggetto attivo
e imprescindibile del “funzionamento” dell’opera d’arte.
Il ricorso a strutture e figure iterate nello spazio è una costante dell’artista, che in molti lavori dei tardi anni Settanta ha utilizzato la superficie come schermo su cui apporre segni impercettibili e quasi uguali, una sorta di alfabeto dell’inconscio chiamato l’Alfabeto della mente.

    Dadamaino (Eduarda Maino, Milano 1935-2004)
    Nel 1957 conosce Piero Manzoni e Enrico Castellani coi quali si lega di amicizia e si avvicina all’avanguardia milanese che ha come punto d’incontro il Bar Giamaica a Brera. Aderisce al gruppo milanese Azimuth, che ha stretti contatti con il Gruppo Zero in Germania e il gruppo
Nul in Olanda. Partecipa al movimento cinetico-programmato internazionale “Nuova Tendenza”. È presente con una sala personale alla Biennale di Venezia (1980). Realizza opere con materiali
    fluorescenti e progetti cinetico-luminosi su scala urbana. Nel 1983 le viene dedicata una antologica al PAC di Milano e partecipa ad Arte Programmata e Cinetica 1953/1963, l’Ultima Avanguardia, Palazzo Reale, Milano. Ampie ricognizioni del suo lavoro sono state allestite alla Fondazione Bevilacqua La Masa e al Museo Guggenheim di Venezia (2002).

    LA NOTTE BIANCA DELL'ARTE A BERGAMO
    [= LA === NOTTE ==== BIANCA ==== DELL === ARTE == A = BERGAMO ===]
    THE BLANK AT ART2NIGHT
    08.07.17

    orari: 17.00 – 21.30
    Via G. Quarenghi, 50 – 24122, Bergamo

    Per info:
    +39 03519903477
    associazione@theblank.it



        [== LINK ==]

    The Blank partecipa ad Art2Night – la notte bianca dell’arte a Bergamo con un’iniziativa si configura nella riproposizione tramite video e fotografia dei migliori momenti della settima edizione del suo festival ArtDate, svoltasi il 26-27-28 maggio a Bergamo.
    Per l’occasione verranno regalate ai partecipanti le tovagliette d’artista realizzate da Marco Basta, Riccardo Beretta e Andrea Mastrovito per la Sagra dell’Arte di The Blank ArtDate 2017.

    CARLO LEIDI, VITE PARALLELE DA FOTOGRAFO - CALVAIRE BRETONI
    [= CARLO === LEIDI === VITE == PARALLELE = DA ===== FOTOGRAFO ====== CALVAIRE === BRETONI ==]
    QUARENGHICINQUANTA
    01.07.17 - 15.07.17

    opening: sabato 1 luglio, ore 18.00
    giovedì – sabato: 15,30 – 19,00

    via Quarenghi 50, Bergamo (interno cortile)



        [== LINK ==]

    Prosegue sino al 22 luglio la rassegna fotografica “Carlo Leidi, vita parallela da fotografo”, con mostre tematiche che si svolgeranno a Bergamo negli spazi espositivi della galleria Quarenghicinquanta, della porta Sant’Agostino e della galleria Ceribelli.
    Questa volta il tema è legato alla religiosità popolare, che Carlo Leidi ha saputo ben interpretare con memorabili immagini scattate in varie occasioni di culto o di viaggio, sia a Bergamo che in altre parti del mondo.
    Quarenghicinquanta, che con l’Archivio Carlo Leidi ha progettato e organizzato tutti gli appuntamenti della rassegna, è lieta di esporre le opere raffiguranti i calvaires bretoni.
    La mostra sarà allestita allo spazio fotografia di via Quarenghi, 50 (interno cortile) dal 1° al 15 luglio. L’inaugurazione si terrà sabato 1° luglio alle 18 e nei giorni successivi si potrà visitare da giovedì a sabato dalle 15.30 alle 19.
    Anche a questa esposizione, come per le altre mostre inserite in questo progetto, è abbinato un evento collaterale: si tratta di un seminario di Mario Cresci sulla figura di Carlo Leidi fotografo in programma mercoledì 5 luglio alle 18 alla sala Galmozzi a Bergamo in via Tasso, 4.
    Gli ingressi alle mostre a agli eventi collaterali sono gratuiti.

    I calvaires bretoni rappresentano un fenomeno unico come la terra che li ha prodotti, la celta Bretagna, e certificano la volontà di preservare integra la propria identità culturale.
    Sono i suoi calvari, presenti nei complessi parrocchiali recintati, simbolo dell’arte cristiana, frutto dell’opera di artigiani e di artisti poco famosi,realizzati tra il XVI e il XVIII secolo nello scuro granito bretone.
    Scolpiti in verticale, i Calvari, raccontavano i testi sacri, la vita di Cristo e dei Santi per immagini, con al centro la Passione e il Calvario. L’obiettivo era quello di farsi capire anche dalla gente semplice che non sapeva leggere. Per questo le figure sono ben definite con le teste sproporzionate rispetto al corpo per facilitare la comprensione delle espressioni. Venivano costruiti e commissionati a scultori e artigiani per ringraziare la divina provvidenza per aver per esempio risparmiato il paese dalla peste o per chiedere perdono per chissà cosa. Spesso ad un calvario é associata una festa del perdono (appunto) a una data precisa dell’anno con processioni e costumi locali. Complessi religiosi di questo tipo sono molto numerosi in Bretagna: ne esistono una settantina soltanto nella Bassa Bretagna.
    Nei complessi parrocchiali bretoni sono presenti elementi riconducibili forse alla religione celtica, in particolare alle concezioni sulla morte che – tra i Celti – non era vista come un evento terribile, ma come un qualcosa strettamente legato alla resurrezione, paragonato al sole che sorge e tramonta e che, quindi, non va nascosta, ma resa il più possibile “familiare”.
    Il fiorire di questo tipo di architettura si deve al fervore religioso della gente e alle missioni evangelizzatrici.
    È collegato inoltre all’ascesa dei commerci marittimi e dell’industria del lino tra il XVI e il XVIII secolo: i commercianti di questi settori fornivano infatti i fondi necessari per la realizzazione dei complessi parrocchiali. Accadeva così che in Bretagna – formata a quei tempi da pochi centri urbani e molti villaggi rurali – le varie parrocchie rivaleggiassero addirittura tra loro per vedere chi costruiva il complesso più bello.
    Alcuni calvari presentano centinaia di personaggi e l’attenzione degli artisti bretoni, in sostanza anonimi artigiani, appare tutta concentrata sui volti, nella espressione degli stati d’animo dei vari personaggi.

    SUBSTRUCTURE - SQUAREWORLD
    [== SUBSTRUCTURE ==== SQUAREWORLD =]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    02.07.17 - 09.07.17

    Opening: 2 luglio 2017 – ore 18.30
    orari: 15:00 – 18:00
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi 33, Bergamo

    Per info Accademia di belle arti G. Quarenghi:
    +39 035 399563
    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it

    Per info Squareworld:
    info@squareworld.net
    www.squareworld.net

     



        [== LINK ==]

    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare Substructure, il quarto dei cinque progetti selezionati tramite bando rivolto a studenti e diplomati dell’Accademia che verranno ospitati negli spazi di Giacomo nel corso del 2017.

    Squareworld è un network di giovani artisti tra i 18 e 35 anni che operano nelle arti visive e performative. Dal 5 giugno gli artisti di Squareworld si sono stabiliti all’interno degli spazi di Giacomo siti in via Quarenghi 33, adibendoli a laboratorio/studio per gli artisti del network. Lo spazio è stato organizzato secondo sia le esigenze del singolo che del gruppo, con postazioni individuali e una zona comune di condivisione, permettendo la convivenza di idee e pratiche differenti.
    L’interesse del progetto è rivolto allo spazio pubblico (urbano) e alle strutture che lo caratterizzano. Durante il periodo della residenza queste dinamiche sono state affrontate con modalità e pratiche differenti, momenti di lavoro individuali e occasioni di condivisione anche con artisti esterni al network.
    ll laboratorio si conclude domenica 2 luglio con l’inaugurazione di Substructure, mostra che apre alla città gli spazi del laboratorio sito in via Quarenghi 33 e restituisce alla città gli esiti del progetto. In occasione dell’inaugurazione lo spazio urbano ospiterà gli interventi di due artisti del network: all’incrocio Largo Medaglie d’Oro sarà esposta la video-installazione Artist’s eyes di Mattia Cesaria a partire dalle 18:30; nella Piazza Cavour Anna Banfi creerà la video proiezione Real light a partire dalle 21:00.

    Espongono: Anna Banfi, Luca Brama, Simona Carrello, Mattia Cesaria, Matteo Concilio, Giulia Davl, Giulia De Martiis, Paolo Gamba, Nicola Ghiradelli, Tecalign Gatti, Jan Hartungen, Federico Orlando, Francesco Penci, Carlo Persico, Marco Pigoli, Caterina Pogna, Francesca Germana Romano, Pietro Vitali.

    ART UP 07/17 - RINO CARRARA
    [= ART === UP === 07 ==== 17 ==== RINO ===== CARRARA ==]
    ART UP – BANCA POPOLARE DI BERGAMO
    03.07.17 - 31.07.17

    Lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO

    Banca Popolare di Bergamo, Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART UP 07/17 – RINO CARRARA
    a cura di Enrico De Pascale

    Rino Carrara, Mosso in blu e nero n. 291
    1988 – trapunto filo di cotone blu e nero, tela blu mossa – cm 100 x 100
    Bergamo, collezione Banca Popolare di Bergamo

    L’opera è emblematica della fase più apprezzata e nota dell’artista, che ha inizio nella seconda metà degli anni Sessanta dopo la stagione informale. Influenzata dalle ricerche spazialiste, la svolta di Carrara porta a una considerazione del quadro come luogo di accadimenti minimali e antinarrativi in cui i fili suggeriscono al tempo stesso tensioni dinamiche e orientamenti strutturali. La reiterazione dei fili-segni secondo diramati percorsi che si incrociano nello spazio configura una trama di qualità musicale, animando la superficie nel duplice senso della melodia (orizzontale) e dell’armonia (verticale). Al tempo stesso l’opera realizza l’obiettivo di sussumere nel linguaggio “colto” dell’arte visuale una tecnica antica e sapiente quale quella sartoriale.

    Rino Carrara (Bergamo 1921-2010)
    Dal 1947 Rino Carrara è a Milano dove frequenta Fontana, Castellani, Manzoni. Partecipa a numerose mostre collettive e tiene personali alla Galleria Totti di Milano (1957) e alla Pater (1958 e 1959) presentate da Emilio Tadini e Franco Russoli. Nel 1959 partecipa all’ultima edizione del Premio Bergamo
e negli anni seguenti alla XXI Biennale Nazionale di Milano e al Premio Michetti. Negli anni
    Sessanta abbandona l’informale per sperimentare nuove pratiche operative che valorizzano la manualità artigianale; inizia a produrre grandi tele monocrome intessute con fili di cotone e seta. Nel 1998 una sua antologica è allestita alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo a cura di Vittorio Fagone. Nel 2001 è stato insignito del Premio Ulisse dalla Provincia di Bergamo.

    DA DUCHAMP A CATTELAN. ARTE CONTEMPORANEA SUL PALATINO
    [=== DA == DUCHAMP == A === CATTELAN. === ARTE === CONTEMPORANEA == SUL === PALATINO ==]
    ALT – ARTE CONTEMPORANEA
    27.06.17 - 29.10.17

    Foro Palatino
    Via di San Gregorio n. 30 – Roma

    Per info:
    collezione@altartecontemporanea.it
    +39 334 9233010



        [== LINK ==]

    a cura di Alberto Fiz e Tullio Leggeri

    L’arte contemporanea torna a confrontarsi con l’archeologia nella mostra Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino curata da Alberto Fiz, che presenta 100 opere -dal 28 giugno al 29 ottobre 2017- tra grandi installazioni, sculture, dipinti, fotografie e opere su carta di artisti provenienti da 25 diverse nazioni.
    Accanto a maestri riconosciuti come Marina Abramović, Gino De Dominicis, Marcel Duchamp, Gilbert & George, Joseph Kosuth, Barbara Kruger, Richard Long, Allan McCollum, Vettor Pisani, Michelangelo Pistoletto, Remo Salvadori, Mario Schifano, Mauro Staccioli, sono proposti i lavori realizzati da alcuni tra i più significativi esponenti delle ultime generazioni quali Mario Airò, Maurizio Cattelan, Anya Gallaccio, Cai Guo-Qiang, Claudia Losi, Paul McCarthy, Sisley Xhafa, Vedovamazzei e Luca Vitone. Non manca, poi, una serie di lavori realizzata da designer e architetti quali Ugo La Pietra, Gianni Pettena e Denis Santachiara.
    All’interno dello Stadio Palatino e del peristilio inferiore della Domus Augustana, con le terrazze e le Arcate Severiane, la mostra articola le sue tematiche essenziali: le Installazioni architettoniche in situ, efficace accostamento tra archeologia e arte contemporanea; le Mani, disegnate, fotografate, dipinte, scolpite, simbolo comunicativo e forza creatrice; i Ritratti, traccia identitaria per eccellenza e genere artistico dove gli antichi romani hanno primeggiato.
    Architettura, identità, comunicazione, creazione sono temi che la contemporaneità interpreta spesso con disinvolta ironia, in maniera destabilizzante, rifiutando ogni dogma: a confronto con le maestose architetture dei palazzi imperiali del Palatino, questi materiali ci interrogano sul senso del tempo e della permanenza. Sono interventi, molti dei quali creati appositamente per questo progetto al Palatino, che non vogliono essere rassicuranti ma, senza chiedere permesso, i segni del presente suggeriscono differenti percorsi di comprensione dell’antico.
    I lavori provengono dal museo ALT creato dall’architetto Tullio Leggeri, tra i maggiori collezionisti italiani che, fin dagli anni ’60, ha caratterizzato il suo rapporto con gli artisti sviluppando i loro progetti e suggerendo soluzioni tecniche e creative. Tra le monumentali rovine, viene esposta una significativa selezione delle oltre 1000 opere che costituiscono la sua raccolta.
    Dopo Post Classici (2013) e Par Tibi, Roma, Nihil (2016), anche Da Duchamp a Cattelan. Arte contemporanea sul Palatino è promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma – Archeologia, Belle Arti e Paesaggio ed Electa, questa volta assieme all’Associazione ALT – Arte Lavoro Territorio.
    L’ideazione è di Francesco Prosperetti e Alberto Fiz.
    Oltre a essere la guida della mostra, il catalogo edito da Electa affronta la relazione tra antico e contemporaneo e vuole essere un invito a riflettere sulla memoria, il significato delle rovine e le visioni della modernità. Insieme al saggio introduttivo di Alberto Fiz, sono pubblicati interviste e interventi di Marcello Barbanera, Alessandro D’Alessio, Ugo La Pietra, Tullio Leggeri, Gianni Pettena, Francesco Prosperetti e Luca Vitone. Le opere in situ sono accompagnate da esaurienti schede critiche e da un ampio apparato fotografico.

    CLOROFILLA 3
    [== CLOROFILLA === 3 ==]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    14.06.17 - 24.06.17

    Mercoledì 14 giugno 2017, h 18.00
    c/o Accademia di belle arti G. Carrara,
    P.zza Giacomo Carrara 82/d, Bergamo
    Apertura: 15 – 16 giugno 2017 dalle 10.00 alle 17.00

    Venerdì 16 giugno 2017, h 18.00
    c/o Giacomo, via Quarenghi 33 e 44 c/d, Bergamo
    c/o QUARENGHI50, via Quarenghi 50, Bergamo
    Apertura: 17 – 24 giugno 2017 dalle 16.00 alle 17.00 (domenica chiuso)



        [== LINK ==]

    L’Accademia di belle arti G. Carrara di Bergamo apre le sue porte alla città presentando al pubblico i lavori realizzati dagli studenti dei corsi di Pittura e di Nuove Tecnologie per l’arte durante l’anno accademico 2016/2017.
    La mostra si conferma un’occasione di collegamento tra la città e l’arte contemporanea, una possibilità per gli studenti di porre i propri lavori in comunicazione con il pubblico, creando un fondamentale confronto costruttivo. Per offrire maggiori possibilità di dialogo, quest’anno la mostra è diffusa su più location e l’opening è organizzato su due giornate.

    Mercoledì 14 giugno alle 18.00 inaugura la mostra nella sede storica dell’Accademia di belle arti G. Carrara in cui si potranno osservare i lavori dei corsi di Anatomia (docente Giovanni De Lazzari), Applicazioni digitali per le arti visive (docente Agustin Sanchez), Linguaggi e tecniche dell’Audiovisivo (docente Alessandro Mancassola), Metodologia progettuale della comunicazione visiva (docente Filippo Emiliani), Pittura (docenti Salvatore Falci e Liliana Moro), Sistemi interattivi (docente Ennio Bertrand), Tecniche dell’incisione – Grafica d’arte (docente Cinzia Benigni).

    Venerdì 16 giugno alle 18.00 inaugurano la mostre dei corsi di Fotografia presso Giacomo via Quarenghi 48 c/d (docenti Luca Andreoni e Roberto Marossi) e del corso di Pittura presso la galleria QUARENGHI50 in via Quarenghi 50 (docente Ettore Favini).
    Negli spazi di Giacomo al civico 33 di via Quarenghi verrà presentato in occasione dell’inaugurazione il video realizzato dal corso di Linguaggi e tecniche dell’Audiovisivo (docente Sara Rossi).

    RENZO NUCARA, CARLA VOLPATI - ARBRE MAGIQUE MADRE NATURA
    [== RENZO == NUCARA == CARLA = VOLPATI ======= ARBRE = MAGIQUE = MADRE == NATURA ==]
    GALLERIA ELLENI
    27.05.17 - 17.06.17
        [== LINK ==]

    Come una madre, la natura genera e si rigenera in un flusso continuo. La sacralità della natura si afferma in antichi miti e riti di devozione dove ciclicità stagionale e religiosità si intrecciano in cerimonie propiziatorie, purificatrici o legate alla rinascita. Oggi passa anche attraverso il profondo rispetto per ciò che ci circonda e al quale apparteniamo senza riserve.
    L’istallazione ARBRE MAGIQUE MADRE NATURA di Renzo Nucara e Carla Volpati alla Galleria Elleni ha come protagonisti alberi di colore diverso a rappresentare le tre grandi fasce climatiche della terra: poli, zona temperata, zona desertica, ai quali si aggiunge il blu di oceani e mari.
    Le silhouette di animali, personaggi, foglie e fiori definiscono la forma iconica dell’albero, che con le sue radici ancorate al suolo e i suoi rami protesi verso l’alto, connette terra e cielo, naturale e soprannaturale.
    L’albero ha un grande valore simbolico non solo per la sua verticalità. E’ albero della vita e della conoscenza nel giardino dell’Eden, rappresenta la vitalità del cosmo nel suo processo di germinazione, crescita ed espansione. E’ il respiro ossigenante del mondo, il rifugio di animali e uccelli. Regala frutti, ristora con la sua ombra, riscalda con il suo legno.
    Il progetto ARBRE MAGIQUE che Renzo Nucara e Carla Volpati portano avanti da alcuni anni nasce dall’incontro dei singoli percorsi artistici: gli animali di Renzo Nucara e i personaggi immaginifici, chiamati Puppet di Carla Volpati. Popolato o ricreato con la leggerezza delle sue sagome sospese, l’albero si trasforma in un Arbre Magique, sorprendendo spettatore e al tempo stesso trasmettendo a chi lo guarda un messaggio. Nel caso specifico rimanda al sacro della natura e al grande tema della sostenibilità.

    Renzo Nucara è tra i fondatori del gruppo Cracking Art.
    Alle installazioni con il gruppo ha sempre affiancato la sua ricerca artistica, che negli anni recenti si è focalizzata su opere in plexiglas: Stratofilm (strati di metacrilato che inglobano oggetti ritrovati o del quotidiano) e Shape (forme e animali che contengono altre forme).

    Carla Volpati ha iniziato il suo percorso artistico alla fine degli anni novanta, con opere composte da “frammenti di natura” (ciottoli, piccoli sassi) dall’impronta quasi zen per arrivare a sequenze più complesse, all’uso deciso del colore e a maggiore varietà di materiali. A partire dal 2010, con la serie “Made in Italy”, realizza cicli di opere: In fila per sette, Puppets e Inabox.

    ©THE BLANK 2017
    SOCIAL
                 
    APP
       
    GALLERIA ELLENI | RENZO NUCARA, CARLA VOLPATI - ARBRE MAGIQUE MADRE NATURA | 27.05.17 - 17.06.17