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    Eventi
    EVA & FRANCO MATTES - MY LITTLE BIG DATA | 17.05.2019
    [=== EVA ==== FRANCO = MATTES ===== MY = LITTLE = BIG === DATA ===== 17.05.2019 =]

    [Download Comunicato Stampa]

    Info:

    GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
    Via San Tomaso, 53
    24121 Bergamo

    13.00 – 18.00 Video Proiezione / GAMeC, Sala Proiezioni – Ingresso gratuito
    15.30 – 17.30 Artists’ talk a cura di Claudia D’Alonzo / GAMeC, Spazio ParolaImmagine
    17.30 – 18.00 Presentazione e consegna opera



        [== LINK ==]

    Venerdì 17 maggio 2019 The Blank Contemporary Art, in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e l’Accademia di belle arti G. Carrara, presenta My Little Big Data di Eva e Franco Mattes, con un talk aperto al pubblico e la proiezione in anteprima dell’opera video che entrerà a far parte della Collezione del museo.

    My Little Big Data è un progetto degli artisti Eva e Franco Mattes promosso da The Blank Contemporary Art, vincitore della terza edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo, con il sostegno di Fotomuseum Winterthur e di Biennale di Atene e la collaborazione di GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e di istituzioni internazionali quali: Istituto Italiano di Cultura, Barcellona; Goldsmiths University, Londra; New School University, New York.

    My Little Big Data è una riflessione sul significato del “vivere connessi” e su quanto la nostra vita pubblica e privata stiano diventando quasi indistinguibili.
    Ogni nostra azione online lascia una traccia invisibile sepolta nei dati. Nel loro insieme queste tracce possono rivelare dettagli molto intimi su di noi, ad esempio i cambiamenti negli stati emotivi, le relazioni interpersonali, la visione politica o la posizione geografica. Le nostre informazioni personali sono costantemente raccolte, organizzate, analizzate e vendute da una serie di attori come agenzie governative, social media, istituti bancari o applicazioni per smartphone. Tutte queste entità sono in competizione per influenzare il comportamento degli utenti, traducendolo in profitto e consenso politico. My Little Big Data è un’indagine fai-da-te che mira a rivelare la forma e la misura in cui i nostri dati personali possono essere estratti e sfruttati.

    Negli ultimi dieci mesi Eva e Franco Mattes, in collaborazione con la Share Foundation di Novi Sad, hanno analizzato i metadati di oltre 70.000 e-mail personali inviate e ricevute tra il 2007 e il 2017, ricavandone “psicografici” che interpretano questi dati, i network personali e interpersonali dei due artisti, le loro abitudini comportamentali, i pattern ricorrenti e le anomalie. I risultati dell’analisi sono stati tradotti in un’installazione composta da chilometri di cavi colorati, “psicografici” stampati su mobili per ufficio e un video essay che saranno presentati in manifestazioni culturali internazionali, inclusa la partecipazione all’ultima edizione della Biennale di Atene, una mostra personale presso il Care of di Milano e il Fotomuseum Winterthur di Zurigo, due conferenze accademiche alla Goldsmiths University di Londra e alla New School University di New York e una presentazione all’Istituto Italiano di Cultura di Barcellona.

    Utilizzando strumenti informatici e algoritmi di analisi gli artisti aspirano a creare una nuova consapevolezza dell’attuale sfruttamento dei dati e del loro potenziale utilizzo, trasformando queste tecnologie in uno strumento accessibile a tutti, per dare vita a nuove narrative per comprendere e sperimentare creativamente con esse.

    Il 17 Maggio 2019 dalle 15.30 alle 17.30 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospiterà un incontro con gli artisti, aperto al pubblico, promosso insieme all’Accademia di belle arti G. Carrara nell’ambito del corso di Fenomenologia dei Media della Prof.ssa Claudia D’Alonzo, cui seguirà la presentazione ufficiale del progetto da parte di Stefano Raimondi, presidente The Blank Contemporary Art e di Lorenzo Giusti, Direttore GAMeC.
    Dalle ore 13.00 alle 18.00 il video My Little Big Data sarà visibile in anteprima nella Sala Proiezioni del museo e per l’occasione sarà possibile accedervi gratuitamente.

    PREMIO MATTEO OLIVERO | PROGETTO VINCITORE
    [=== PREMIO == MATTEO === OLIVERO ===== PROGETTO == VINCITORE ==]

    SANTIAGO REYES VILLAVECES (Bogotà, 1986) È IL VINCITORE DEL PREMIO MATTEO OLIVERO – 41° EDIZIONE

    Santiago Reyes Villaveces (Bogotá, Colombia 1986) è il vincitore della 41° edizione del Premio Matteo Olivero, promosso dalla città di Saluzzo e organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni con l’intento di valorizzare il territorio attraverso l’arte. Il Premio Olivero si colloca all’interno di START/storia e arte a Saluzzo, il festival dedicato all’arte in tutte le sue forme che ha luogo nella capitale del marchesato dal 26 aprile al 26 maggio.

    La direzione artistica di START è affidata a Soluzioni Turistiche Integrate che si avvale della collaborazione di Stefano Raimondi per la curatela del Premio Olivero; Raimondi, già curatore della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, è direttore di The Blank Contemporay Art, il principale network italiano di promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea.
    L’Origine, intesa come l’artefatto primo, la causa fondamentale, la matrice, l’elemento ispiratore di un avvenimento è il tema scelto per la 41° edizione del premio, in dialogo con il tema scelto per START cioè il Carattere*, di cui il Premio ne interpreta l’origine.

    La giuria internazionale composta da Chrissie Iles, curatrice del Whitney Museum of American Art di New York, Nicola Ricciardi, direttore artistico di OGR Torino, Arturo Demaria, consigliere della Fondazione Amleto Bertoni, Roberto Giordana, vicedirettore generale della Cassa di Risparmio di Cuneo e Stefano Raimondi, curatore del Premio, ha deciso di premiare all’unanimità il progetto Harp di Santiago Reyes Villaveces, realizzato dall’artista in collaborazione col compositore Nicolás Jaramillo e il musicologo Daniel Villegas Velez: “per aver saputo interpretare in modo innovativo e poetico l’ex Sacrestia della Chiesa di Sant’Ignazio, presentando un’opera che affonda le proprie radici nella storia dei Gesuiti e capace di trattare una tematica complessa, come quella del colonialismo, in modo lirico e originale. Allo stesso tempo Harp interagisce con le tradizioni di Saluzzo quali la musica e l’artigianato e si presenta nella sua monumentalità come un corpo capace di interagire con lo spettatore”.

    Sono quarantuno gli artisti invitati da prestigiosi advisor internazionali che hanno preso parte al premio, provenienti da sedici diverse nazionalità: americani, azeri, brasiliani, britannici, colombiani, coreani, ciprioti, filippini, francesi, iraniani, israeliani, italiani, neerlandesi, polacchi, russi e svizzeri si sono sfidati presentando progetti originali e innovativi per valorizzare una location suggestiva e ricca di storia, la Sacrestia dell’Ex-Chiesa di Sant’Ignazio, divenuta oggi una sala del comune di Saluzzo.

    L’idea prende corpo nella forma di una mostra personale presso la Sacrestia dell’Ex–Chiesa di Sant’Ignazio, visitabile a partire dal 26 aprile, giorno di inaugurazione di START. La conformazione attuale della sala, che fa parte del complesso architettonico comprensivo del Collegio, oggi Palazzo Comunale, risale al 1725 ma è nel 1831 che venne adibita ad archivio senza tuttavia subire mutamenti nella sua struttura. Al suo interno è possibile ammirare ancora oggi due affreschi di Sant’Ignazio sopra le due porte e lo stemma dei Gesuiti, l’ordine che la inaugurò agli inizi del XVIII secolo. Il progetto Harp consiste nella costruzione di una copia esplosa dell’arpa Tópaga (1680) che va a occupare lo spazio architettonico della Sacrestia della Chiesa di Sant’Ignazio. Il design dello strumento è deformato attraverso l’uso di una struttura ellittica con due ponti focali. Usando i cassetti aperti, le finestre e la struttura fisica della Sacrestia come scatole di risonanza, Harp diviene un’arpa poliarchica, un flusso di frequenze storiche e architettoniche che mirano a destabilizzare la storia d’origine. Nel 1725, l’ordine dei Gesuiti inaugurò la Sacrestia della Chiesa di Sant’Ignazio a Saluzzo. Lo stesso anno, il gesuita José Gumilla dirigeva una delle più ambiziose espansioni territoriali alla conquista delle Americhe nella regione di Orinoquía del Nuovo Regno di Granada, una regione contigua condivisa oggi da Colombia e Venezuela. La pratica della musica europea polifonica è stata uno degli strumenti principali utilizzati dai Gesuiti per trasmettere il sistema dei valori europei durante questo periodo di espansione e di evangelizzazione delle Americhe. Tra gli strumenti utilizzati per organizzare i processi di colonizzazione territoriale, culturale e sensoriale, l’arpa si distingueva per la sua portabilità e semplicità strutturale.
    Usando l’arpa come simbolo delle sue antiche origini greche e romane, l’umanesimo dispiegò strategicamente la capacità mimetica dell’arte di (ri)formare le comunità nel “nuovo mondo”. L’arpa rinascimentale ha funzionato come una sineddoche che ha reso presente e udibile l’universo classico della cosmologia europea.
    Harp utilizza i numerosi cassetti e armadietti del mobilio della Sacrestia, aprendoli e rendendo la struttura dell’archivio aperta, visibile e sonora. Lo strumento utilizzerà una serie diversificata di scatole di risonanza: l’edificio stesso, i cassetti e le finestre. In collaborazione con il compositore Nicolás Jaramillo un brano musicale verrà eseguito all’inaugurazione da parte di un coro locale della provincia di Saluzzo. Cantando con la bocca dentro i cassetti aperti, gli artisti usano la vibrazione delle loro voci per far risuonare le corde nello spazio. L’intera struttura di Harp abita lo spazio in cui vive per sostenersi in mezzo a una rete di tensioni fisiche e discorsive per costruire un’esperienza temporale e incarnata che connette due spazi dissonanti e esperienze storiche.  Questo progetto rinnova e risignifica l’arpa attraverso un processo erratico di contro-conquista sensoriale.

    Tra le principali novità della 41° edizione si sottolinea un cambiamento nella modalità di partecipazione, gli artisti sono stati selezionati e invitati a partecipare da ventiquattro importanti advisor internazionali, curatori e direttori d’istituzioni internazionali tra i quali: Solomon R. Guggenheim Museum di New York, MAMbo di Bologna, Whitechapel Gallery di Londra, Castello di Rivoli, Mambo di Bogotà, Heart di Herning, Mart di Trento e Rovereto.

    Nello specifico gli advisor sono: Lorenzo Balbi (direttore artistico del MAMbo, Bologna), Michael Bank Christoffersen (capo delle mostre e curatore esterno presso HEART, Herning), Andrew Berardini (scrittore, curatore), Ginevra Bria (co-fondatrice di FutureDome, Milano), Andrea Bruciati (direttore di Villa Adriana e Villa d’Este, Tivoli), Emily Butler (curatrice alla Whitechapel Gallery, Londra), Domenico De Chirico (curatore indipendente), Julia Draganovic (direttrice della Kunsthalle Osnabrück), Fredi Fischli (co-direttore delle mostre gta, ETH Zurich), Sara Fumagalli (curatrice presso la GAMeC, Bergamo), Giorgia Horn (curatrice), Denis Isaia (curatore al MART, Trento e Rovereto), Ellen Kapanadze (curatrice e co-fondatrice della Why Not Gallery, Tbilisi) Lara Khaldi, (curatrice e direttrice del dipartimento di Media Studies al Alquds Bard College, Gerusalemme), Sam Korman, (scrittore e curatore indipendente), Luca Lo Pinto, (curatore della Kunsthalle Wien, Vienna), Simone Menegoi (direttore artistico presso Arte Fiera Bologna), Bernardo Mosqueira (curatore, scrittore e ricercatore), Alberta Romano, (curatrice indipendente), Sona Sepanyan, (curatrice indipendente), Marianna Vecellio (curatrice presso il Castello di Rivoli), Saverio,Verini (scrittore d’arte, curatore e coordinatore delle mostre presso la Fondazione Memmo a Roma), Eugenio Viola (capo-curatore Mambo, Bogotà), Xiaoyu Weng, (curatrice presso il Museo Solomon R. Guggenheim, New York).

    ITALIAN COUNCIL | EVA & FRANCO MATTES - MY LITTLE BIG DATA
    [== ITALIAN ==== COUNCIL ==== EVA ==== FRANCO ==== MATTES === MY ===== LITTLE === BIG ==== DATA ==]

    “Se l’effetto Panopticon è quando non sai se sei sorvegliato o meno, e quindi ti comporti come se lo fossi, allora l’inverso dell’effetto Panopticon è quando sai di essere sorvegliato, ma ti comporti come se non lo fossi”. Benjamin Bratton.

    My Little Big Data è una riflessione sul significato del “vivere connessi” e su quanto la nostra vita pubblica e privata stiano diventando quasi indistinguibili.
    Oggi sappiamo che ogni byte di informazione generato dalla nostra vita può essere potenzialmente osservato, ma cosa sanno esattamente di noi questi algoritmi e le persone che li gestiscono? È possibile che le nostre scie di dati ci conoscano meglio di noi stessi?

    Ogni nostra azione online lascia una traccia invisibile sepolta nei dati.
    Nel loro insieme queste tracce possono rivelare dettagli molto intimi su di noi, ad esempio i cambiamenti negli stati emotivi, le relazioni interpersonali, la visione politica o la posizione geografica. Le nostre informazioni personali sono costantemente raccolte, organizzate, analizzate e vendute da una serie di attori come agenzie governative, social media, istituti bancari o applicazioni per smartphone. Tutte queste entità sono in competizione per influenzare il comportamento degli utenti, traducendolo in profitto e consenso politico. My Little Big Data è un’indagine fai-da-te che mira a rivelare la forma e la misura in cui i nostri dati personali possono essere estratti e sfruttati.

    Eva e Franco Mattes, in collaborazione con la Share Foundation di Novi Sad, hanno analizzato i metadati di oltre 70.000 e-mail personali inviate e ricevute tra il 2007 e il 2017, ricavandone “psicografici” che interpretano questi dati, i network personali e interpersonali dei due artisti, le loro abitudini comportamentali, i pattern ricorrenti e le anomalie.

    I risultati dell’analisi sono tradotti in un’installazione composta da chilometri di cavi colorati, “psicografici” stampati su mobili per ufficio e un video essay.

    Utilizzando strumenti informatici e algoritmi di analisi gli artisti aspirano a creare una nuova consapevolezza dell’attuale sfruttamento dei dati e del loro potenziale utilizzo, trasformando queste tecnologie in uno strumento accessibile a tutti, per dare vita a nuove narrative per comprendere e sperimentare creativamente con esse.

    My Little Big Data è un progetto degli artisti Eva e Franco Mattes a cura di The Blank Contemporary Art e promosso da GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo e Fotomuseum Winterthur, in collaborazione con istituzioni quali: Biennale di Atene, Atene; Istituto Italiano di Cultura, Barcellona; Goldsmiths University, Londra; New School University, New York. Il progetto è vincitore della terza edizione del bando Italian Council (2018), concorso ideato dalla Direzione Generale Arte e Architettura contemporanee e Periferie urbane (DGAAP) del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, per promuovere l’arte contemporanea italiana nel mondo.

    Eva e Franco Mattes (Brescia 1976. Vivono e lavorano a New York, USA), compongono un duo, inizialmente noto come 0100101110101101.org, che collabora dal 1995. Sono considerati tra i rappresentanti di punta della Net Art. I loro progetti nascono dalla spiccata capacità di comprensione e utilizzo dei nuovi media. Per più di 20 anni hanno costantemente prodotto lavori che rispondono e sviscerano la nostra condizione di vita iper-connessa, esponendone, spesso con umorismo, le più profonde implicazioni etiche e politiche.

    HIGHLIGHTS II OPEN STUDIO | SIMONA ANDRIOLETTI E FILIPPO MARZOCCHI
    [=== HIGHLIGHTS === II ==== OPEN = STUDIO ===== SIMONA == ANDRIOLETTI === E == FILIPPO ===== MARZOCCHI ==]

    15 febbraio 2019, ore 18.00
    spazio QUARENGHICINQUANTA,
    via Quarenghi 50 – Bergamo

    Un progetto di:

    In partnership con:

    Con il sostegno del MiBAC e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per giovani, per la cultura”



        [== LINK ==]

    The Blank è lieta di annunciare l’OPEN STUDIO di Simona Andrioletti e Filippo Marzocchi, vincitori della seconda edizione del programma di residenza d’artista HIGHLIGHTS.

    Il 15 febbraio alle 18.00 in occasione della premiazione e dell’Open Studio finale, ospitato presso lo spazio QUARENGHICINQUANTA, gli artisti presenteranno il progetto artistico realizzato durante la loro permanenza sul territorio.

    Simona Andrioletti presenterà il progetto Google IT! realizzato con gli studenti del Liceo artistico statale Giacomo e Pio Manzù. Il lavoro nasce da alcune riflessioni sull’orazione di Moravia ai funerali di Pasolini, da un video YouTube e da una lettera scritta da Umberto Eco al nipote adolescente al quale spiega l’importanza di allenare la memoria e l’importanza del sapere.
    L’artista ha chiesto agli studenti di formulare delle domande riguardanti argomenti che, secondo loro, è fondamentale conoscere. Domande legate a temi studiati che per loro è stato fondamentale conoscere e che vorrebbero tramandare.

    Filippo Marzocchi durante il suo periodo di residenza si è dedicato alla produzione pittorica in particolare alla serie “Icon”, dove attraverso la struttura iconica del quadro prende in analisi la relazione tra pittura e devices tecnologici, mettendo in risalto il rapporto tra l’uomo e questi oggetti. Fondamentale in questa produzione è la costruzione di telai modellati in una forma riconoscibile per i suoi angoli arrotondati e un uso definito di una precisa paletta di colori e la ricerca di insegne e segnaletica stradale verticale come supporti pittorici.

    Il programma di residenza HIGHLIGHTS è realizzato in partnership con FARE, con il sostegno del MiBACT e di SIAE, nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura”, rivolto ad artisti under35 residenti in Italia. I progetti sono stati selezionati dalla giuria internazionale composta da Domenico De Chirico (curatore indipendente e direttore artistico di DAMA), Stefano Raimondi (curatore e critico) e Driant Zeneli (artista e direttore artistico di Mediterranea18).

    GLI ARTISTI
    Simona Andrioletti, nata a Bergamo nel 1990, vive e lavora a Monaco. Ha conseguito il diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera studiando con Gianni Caravaggio. Ha studiato arti visive presso l’Academie der Bildenden Kunst di Monaco di Baviera con i professori: Gregor Schneider, Simon Starling e Olaf Nicolai. Simona è stata selezionata tra i finalisti del Talent Prize per due anni e ha partecipato alle relative mostre al MACRO di Roma nei mesi di ottobre 2016 e dicembre 2017. Ha esposto alla Fabbrica del Vapore di Milano, alla Nir Altman Galerie, Stiftung Federkiel e al Kunstverein München e.V a Monaco di Baviera, al Réfectoire des nonnes e a Palais Bondy a Lione, al Waterworks Falkenstein ad Amburgo. La sua prima mostra personale “And there was evening and there was morning” è stata ospitata nel 2016 alla galleria Twenty14 Contemporary di Milano. È una delle fondatrici della Residenza d’artista Carloforte, una residenza d’artista sull’isola di San Pietro in Sardegna.

    Filippo Marzocchi è nato nel 1989 a Forlì. La sua pratica si basa su immagini e suoni, sviluppati e approfonditi attraverso la pittura, la performance e progetti site-specific. Il suo lavoro indaga la percezione umana, sviluppando una ricerca sulla struttura della realtà e su come gli uomini percepiscono lo spazio e il tempo in un movimento continuo. Il suo lavoro è stato esposto in istituzioni, gallerie e spazi indipendenti come: Zabludowicz Collection, Londra; PAV Parco Arte Vivente, Torino; Istituto italiano di cultura di Parigi, Parigi; UCA, Canterbury; Piramidon Centre d’Arte Contemporani, Barcellona; MAMbo, Bologna; LOCALEDUE, Bologna; CAR DRDE, Bologna; Sale Docks, Venezia; Gaffdabasso, Milano; Galeria Fran Reus, Palma di Maiorca. Ha partecipato a residenze come: Cripta747, Torino; Progetto Borca, Dolomiti Contemporanee; ManufattoinSitu, Viaindustriae; Esecuzione di Santa Caterina, Viaindustriae. Nel 2016 ha co-creato con Mattia Pajè lo spazio Gelateria Sogni di Ghiaccio a Bologna. È rappresentato da Galeria Fran Reus dal 2016.

    SI RINGRAZIANO:
    Prof. Enrico De Pascale
    Spazio Quarenghi50
    F.lli Allieri

    PER INFORMAZIONI:
    The Blank Contemporary Art
    Via G. Quarenghi 50 – 24122 Bergamo, Italy
    PH +39 035 19903477
    E: info@theblankresidency.it

    NATHALIE DJURBERG E HANS BERG RITES OF PASSAGE
    [== NATHALIE === DJURBERG == E == HANS ==== BERG === RITES == OF ==== PASSAGE =]

    Nathalie Djurberg e Hans Berg
    Bergamo, 9 – 31 marzo 2019 | Sala alla Porta Sant’Agostino – Via della Fara

    INAUGURAZIONE
    venerdì 8 marzo, ore 18.30

    ORARI DI APERTURA
    Dal 9 al 17 marzo: lun. – ven. 15.30 – 19.30 | sab. – dom. 11.00 – 19.30
    Dal 18 al 31 marzo: chiuso il lunedì e il martedì; orari e ingresso invariati
    INGRESSO LIBERO

    Nathalie Djurberg e Hans Berg incontrano il pubblico
    sabato 9 marzo, ore 15.30 | Cinema San Marco – Piazzale della Repubblica, 2

     



        [== LINK ==]

    La sezione dedicata alle contaminazioni tra cinema e arte contemporanea del 37° Bergamo Film Meeting permetterà di conoscere da vicino il lavoro di Nathalie Djurberg e Hans Berg, duo svedese Leone d’Argento alla Biennale di Venezia del 2009, per la prima volta a Bergamo.

    La mostra, curata da Stefano Raimondi e Claudia Santeroni, apre gli spazi della cinquecentesca Porta Sant’Agostino ai mondi fantastici dei due artisti.

    Il sodalizio tra Nathalie Djurberg e Hans Berg inizia nel 2004: il loro lavoro si presenta in grandi installazioni immersive, veri e propri paesaggi dell’assurdo popolati da persone, animali e piante che interpretano pulsioni e contraddizioni dell’animo umano.
    Giocando con il significato storico della Porta Sant’Agostino come luogo di passaggio e di transito, il percorso espositivo di Rites of Passage si sviluppa attorno a una grande proiezione e contemporaneamente mostra la ricerca scultorea portata avanti dagli artisti.

    Nathalie Djurberg e Hans Berg incontreranno il pubblico del Festival sabato 9 marzo alle ore 15.30 presso il Cinema San Marco. Durante l’appuntamento si potranno ammirare una selezione di opere video e ascoltare, attraverso le parole dei protagonisti, le principali implicazioni legate al loro lavoro.

    La mostra è promossa dal Comune di Bergamo ed è realizzata da Bergamo Film Meeting, The Blank e Lab 80 film.
    In collaborazione con Giò Marconi (Milano), con il contributo di Dielle Ceramiche e la partnership tecnica di La Torre tappeti.

    • Nathalie Djurberg (Lysekil, Svezia – 1978) e Hans Berg (Rättvik, Svezia – 1978) vivono e lavorano a Berlino. Nel 2009, hanno partecipato alla 53° Biennale di Venezia “Fare Mondi”, vincendo il Leone d’Argento. Hanno realizzato mostre personali nelle più importanti istituzioni artistiche, tra cui il Moderna Museet di Stoccolma, la Kunsthalle di Francoforte, il MART di Trento e Rovereto, la Tate Britain di Londra, il PICA di Perth, il Garage di Mosca e il Walker Art Center di Minneapolis. Il loro lavoro si trova in collezioni pubbliche quali: Hammer Museum, Los Angeles; Kunsthaus Zuerich, Zurigo; Malmö Konstmuseum, Malmö; Moderna Museet, Stoccolma; MoMA – Museum of Modern Art, New York; Gallery of Modern Art, Brisbane; Borås Konstmuseum, Borås; Solomon R. Guggenheim Museum, New York.

    THE BLANK KITCHEN | RICCARDO BARUZZI - PANE E SALAME
    [= RICCARDO ===== BARUZZI ===== PANE = E ===== SALAME =]

    THE BLANK KITCHEN
    RICCARDO BARUZZI
    PANE E SALAME
    Venerdì 1 febbraio 2019, ore 18-23
    casa-studio di Riccardo Baruzzi
    Bologna



        [== LINK ==]

    Venerdì 1 febbraio, The Blank propone The Blank Kitchen | Riccardo Baruzzi – Pane e salame, appuntamento culinario organizzato presso la casa-studio di Riccardo Baruzzi a Bologna dalle 18.00 alle 23.00.

    The Blank Kitchen nasce con il desiderio di far entrare alcuni dei più interessanti artisti del panorama internazionale in relazione con gli appassionati d’arte e i curiosi attraverso uno strumento trasversale e unificante come quello del cibo e della cucina.

    La casa-studio dell’artista si aprirà al pubblico nella sua autenticità, mostrando le opere dell’artista e quelle della sua collezione privata.

    Il menù sarà composto da pane, salame e vino. Con pane e salame s’intende compiere un elogio alla povertà, le tovaglie di plastica e le stoviglie scoordinate ricreeranno un panorama zingaro, mentre la precarietà delle insegne di frutta e verdura recherà omaggio alla terra natia dell’artista.

    Riccardo Baruzzi, nato a Lugo nel 1976, dipinge disegni e disegna dipinti per rivelare l’origine delle immagini, risalire alla loro essenza segnica. In questo lavoro di analisi e successiva sintesi della struttura nascosta delle cose, capita che Riccardo Baruzzi coinvolga l’umano: le opere performative dell’artista vedono la partecipazione di studenti d’arte, collezionisti, galleristi, incaricati di interagire con il display della pittura o con il momento stesso della sua creazione.
    Fiori, pornografia, Madonne, placcaggi, cavalli, divinità, abachi, tutto trova la propria sublimazione segnica e pittorica in un universo di tele semitrasparenti, pennelli d’invenzione, matite lunghe due metri, cacofonie perfette e ingannevoli eufonie, scatole che tremano e giradischi sormontati delle lamine concave dei piatti.

    L’evento è realizzato in collaborazione con P420.

    THE BLANK KITCHEN
    RICCARDO BARUZZI
    PANE E SALAME
    Venerdì 1 febbraio 2019, ore 18-23
    casa-studio di Riccardo Baruzzi
    Bologna

    PREMIO MATTEO OLIVERO | 41a EDIZIONE - L'ORIGINE
    [== PREMIO == MATTEO ===== OLIVERO ===== 41a === EDIZIONE ==== L ===== ORIGINE =]

    Informazioni e contatti
    Fondazione Amleto Bertoni
    Tel: 017543527
    Email: premiomatteoolivero@gmail.com
    Web: www.fondazionebertoni.it, www.theblank.it



        [== LINK ==]

    Premio Matteo Olivero
    Il Premio è dedicato al pittore Matteo Olivero, esponente del divisionismo italiano, nato nel 1879 a Pratorotondo di Acceglio, in provincia di Cuneo. Negli anni partecipò alle maggiori rassegne dedicate al movimento divisionista, esponendo i propri lavori alla Biennale di Venezia, a Parigi e a Bruxelles. Il Premio è inserito come evento di rilievo nel contesto di start/saluzzo, un evento che ha come intento quello di valorizzare il territorio attraverso l’arte, organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni e dal Comune di Saluzzo. La direzione artistica di Start è affidata a STI – Jobonobo, che si avvale della collaborazione di The Blank Contemporary Art per la curatela e la direzione artistica del Premio Matteo Olivero.
    L’edizione 2018 ha visto vincitori gli artisti Mark Barrow e Sarah Parke. A decretare il progetto vincitore furono coinvolte Eva Fabbris, storica dell’arte e curatrice presso la Fondazione Prada di Milano e Leah Pires, curatrice, scrittrice e Fellow presso il Whitney Museum di New York.

    41a edizione del Premio Matteo Olivero
    La Fondazione Amleto Bertoni, in collaborazione con l’associazione The Blank Contemporary Art e con i coordinatori del progetto Paolo Infossi e Roberto Giordana, presenta la 41a edizione del Premio Matteo Olivero.
    L’edizione 2019 rinnova ulteriormente la struttura del Premio chiedendo a diversi advisor – curatori e direttori di istituzioni internazionali – di selezionare e invitare gli artisti, senza limiti di età e di utilizzo di mezzi espressivi, per la produzione di una mostra personale avente come tema l’Origine, che sarà realizzata presso la Sacrestia della Ex-Chiesa di Sant’Ignazio.
    Il miglior progetto verrà selezionato dalla giuria, composta da: Stefano Raimondi, curatore del progetto, Chrissie Iles, Anne e Joel Ehrenkranz Curator del Whitney Museum of American Art di New York, Nicola Ricciardi, Direttore artistico delle OGR di Torino e da membri della Fondazione Amleto Bertoni e del consiglio comunale di Saluzzo.
    L’inaugurazione della mostra è il 26 aprile 2019.

    Tema
    Il tema individuato per la 41a edizione del Premio è “Origine”.
    Origine intesa come l’artefatto primo, la causa fondamentale, la matrice, l’elemento ispiratore di un fatto o di un avvenimento. Il tema prende spunto dal tema generale di start/saluzzo, che quest’anno è Carattere, un tratto comune ma distintivo, che fa riferimento ad un’unicità in costante evoluzione, ma nel rispetto della tradizione.

    Curatela e organizzazione
    L’organizzazione del Premio è stata affidata a The Blank Contemporary Art e la curatela al suo Direttore, Stefano Raimondi.

    THE BLANK AT BAF – BERGAMO ARTE FIERA 2019
    [= THE === BLANK === AT == BAF ======= BERGAMO == ARTE == FIERA ==== 2019 =]
    12.01.19 - 14.01.19
    BAF – BERGAMO ARTE FIERA

    12 – 13 gennaio: 10.00 – 20.00
    14 gennaio: 10.00 – 12.30

    Fiera di Bergamo, via Lunga – Bergamo
    Ingresso: 10 euro – Parcheggio: 3 euro
    www.promoberg.it
    www.bergamoartefiera.it



        [== LINK ==]

    Da sabato 12 a lunedì 14 gennaio, il polo fieristico ospita la 15a edizione di BAF – Bergamo Arte Fiera.

    La mostra mercato firmata Ente Fiera Promoberg si consolida quale evento di rilievo, sotto la direzione artistica di Sergio Radici.

    Protagonista della 15a edizione di Bergamo Arte Fiera sarà l’Arte Moderna e Contemporanea con una straordinaria selezione di opere di gallerie storiche e numerose proposte inerenti nuove correnti artistiche e pittori emergenti.

    The Blank partecipa a BAF – Bergamo Arte Fiera all’interno della sezione Editoria.

    In questa occasione The Blank è lieta di presentare i lavori di Andrea Mastrovito (Bergamo – 1978) e Vincenzo Simone (Bologna – 1980), artisti che con le loro opere sostengono le attività di The Blank.

    15a edizione BAF – Bergamo Arte Fiera
    Mostra mercato d’arte moderna e contemporanea

    12 – 13 gennaio: 10.00 – 20.00
    14 gennaio: 10.00 – 12.30

    Fiera di Bergamo, via Lunga – Bergamo
    Ingresso: 10 euro – Parcheggio: 3 euro
    www.promoberg.it
    www.bergamoartefiera.it

    ART UP 12/18 OTTONE ROSAI
    [=== ART ==== UP === 12 === 18 === OTTONE ==== ROSAI ==]
    ART UP – UBI BANCA
    03.12.18 - 31.12.18

    Dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO
    UBI Banca
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART UP
    3-31 dicembre 2018
    a cura di Enrico De Pascale

    Ottone Rosai (Firenze 1895 – Ivrea 1957)
    Piazza del Carmine a Firenze
    1927
    olio su tela, cm 109 x 134
    Bergamo, Collezione UBI Banca, Bergamo

    Benché questo angolo della città di Firenze -il popolare quartiere di San Frediano- sia noto per i celebri affreschi di Masolino, Masaccio e Filippino Lippi nella vicina chiesa di Santa Maria del Carmine (Cappella Brancacci, 1424-26) Rosai mette in scena un banale episodio di vita quotidiana interpretato da due anonimi carrettieri, immobili nella luce del pomeriggio. Sullo sfondo, oltre il muro, si intravedono delle case, un cipresso, una striscia di cielo. La ricercata semplicità delle forme e la nitida scansione dei volumi trovano ispirazione nella pittura murale del Tre e Quattrocento italiano, mentre la pennellata costruttiva e la scala cromatica rimandano piuttosto alla lezione di Cézanne. Presentato dal pittore alla IV edizione del Premio Bergamo (1942) il dipinto venne acquisito in tale occasione dalla Banca Popolare di Bergamo per la propria collezione.

    Ottone Rosai (Firenze 1895 – Ivrea 1957)
    Esordisce nella cerchia dei futuristi attratto dal carattere rivoluzionario del loro linguaggio espressivo. Dopo la guerra subisce il fascino del “ritorno all’ordine” che caratterizza il clima culturale europeo degli anni Venti e Trenta. Il suo stile, in linea con i programmi estetici di “Valori Plastici” e del gruppo di Novecento, si caratterizza per una personalissima narrazione di gusto primitivista e neo-medievale che attinge alla tradizione toscana del Tre e Quattrocento (Giotto, Lorenzetti, Masaccio) ma anche alla pittura post-impressionista, in particolare a Cézanne. I suoi scorci urbani e i suoi paesaggi abitati da personaggi umili e silenziosi sono l’antitesi delle immagini piene di retorica e di vacua magniloquenza della figurazione di matrice fascista. Nel 1942 ottiene la cattedra di Pittura all’Accademia di Belle Arti di Firenze; dieci anni dopo una vasta antologica della sua opera è allestita alla Biennale di Venezia.

    EVENTI
    [=== EVENTI ==]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    01.12.18 - 22.12.18
        [== LINK ==]

    Sabato 1 dicembre, dalle ore 15:00
    HIV/AIDS TRA INVISIBILE E VISIBILE

    Ore 15:00
    Conferenza
    GAMeC, Spazio ParolaImmagine
    Ingresso libero

    Ore 16:00
    Inaugurazione mostra
    GAMeC, Spazi Servizi Educativi
    Ingresso libero

    6 dicembre, ore 16:00-18:00
    13 e 20 dicembre, ore 17:00-19:00
    SFOGHI
    Costo: € 12,00 per ciascuna data;
    Il pagamento del biglietto (€ 8,00 salvo riduzioni o gratuità) è previsto solo per la prima partecipazione.
Gli ingressi successivi saranno gratuiti per coloro che prenderanno parte a più appuntamenti.
    Info e prenotazioni: servizieducativi@gamec.it

    Sabato 15 dicembre, ore 15:30
    LABORATORIO PER FAMIGLIE
    GAMeC
    Costo: Biglietto famiglia + € 5,00 € a partecipante per l’attività
    Info e prenotazioni: visiteguidate@gamec.it

    Sabato 15 dicembre, ore 18:00
    PRESENTAZIONE DELLA “GUIDA ALL’ARCHITETTURA DI BERGAMO”
    GAMeC, Spazio ParolaImmagine
    Ingresso libero

    Domenica 16 dicembre, ore 11:00
    VISITA GUIDATA (adulti)
    GAMeC
    Costo: € 12,00
    Info e prenotazioni: visiteguidate@gamec.it

    Martedì 18 dicembre, ore 21:00
    PUBLIC PROGRAM
    ALMOST NOTHING – CERN: EXPERIMENTAL CITY
    Auditorium di Piazza Libertà, Bergamo
    Ingresso a pagamento

    Sabato 22 dicembre, ore 20:30
    UNA NOTTE AL MUSEO
    Per bambini dai 7 ai 12 anni
    GAMeC
    Costo: € 40,00
    Info e prenotazioni: servizieducativi@gamec.it

    www.gamec.it

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    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA | EVENTI | 01.12.18 - 22.12.18