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    Eventi
    OUR NAME IS ZERO, FOR WE ARE MANY. CYBERFEMMINISMO, XENOFEMMINISMO E...
    [=== OUR = NAME = IS ===== ZERO ===== FOR === WE == ARE ==== MANY. == CYBERFEMMINISMO === XENOFEMMINISMO === E... =]
    LUOGO_E
    28.01.18

    Domenica 28 gennaio 2018, ore 17
    Orari: giovedì, venerdì, sabato, ore 14.00 – 18.00
    Via Pignolo 116, 24121 Bergamo
    tel. +39 035 247293
    gio-sab 14.00 – 18.00
    luogo.e@gmail.com
    www.luogoe.com



        [== LINK ==]

    domenica 28 gennaio 2018, ore 17
    Our Name is Zero, for we are Many. Cyberfemminismo, Xenofemminismo e…
    gruppo di lettura, a cura di Ilaria Zanella

    Gruppo di lettura a partire dal recente Manifesto Xenofemminista (2015) di Laboria Cuboniks, collettivo di teoriche, artiste e ricercatrici. In questo esperimento di scrittura critica plurale, le autrici ripensano alcune tematiche femministe cruciali a fronte della complessità tecnologica del Ventunesimo Secolo, e invitano a una “politica per l’alienazione”.

    TEORIA DEL VENTO (STUDIO I)
    [== TEORIA ==== DEL == VENTO == STUDIO === I === ==]
    LUOGO_E
    12.01.18

    Venerdì 12 gennaio, ore 18.30
    Orari: giovedì, venerdì, sabato, ore 14.00 – 18.00
    Via Pignolo 116, 24121 Bergamo
    tel. +39 035 247293
    gio-sab 14.00 – 18.00
    luogo.e@gmail.com
    www.luogoe.com



        [== LINK ==]

    12 gennaio 2018, ore 18.30
    Teoria del vento (Studio I)
    sonoro, di Enrico Boccioletti

    Presentazione di una ricerca sonora nata da riflessioni e appunti sulla percezione del vento come evento mediato.

     

    CONFERENZE
    [= CONFERENZE =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    11.01.18 - 27.01.18
        [== LINK ==]

    Giovedì 11 gennaio, ore 20:30

    ODISSEA NELL’ARTE – LEZIONE INAUGURALE APERTA AL PUBBLICO

    GAMeC, Spazio ParolaImmagine

    Al via la seconda annualità di Odissea nell’Arte, il corso a cura di Giovanna Brambilla – Responsabile dei Servizi Educativi del museo – che quest’anno vi farà scoprire artisti e movimenti della storia dell’arte dal Quattrocento al Settecento.
    Per questa prima lezione inaugurale, aperta al pubblico, il neo Direttore della GAMeC Lorenzo Giusti condurrà l’intervento L’arte, a che serve? Trentamila anni di inutilità.
    Docenti del corso sono professori dalle comprovate capacità didattiche: Giovanna Brambilla, Responsabile Servizi Educativi GAMeC e Docente di Storia dell’Arte; Silvia Gervasoni, Educatrice Accademia Carrara e Docente di Storia dell’Arte; Manuela Bandini, Architetto, Educatrice GAMeC e Docente di Storia dell’Arte; Daniela Mancia, Educatrice GAMeC, Guida Accademia Carrara e Guida Turistica.
    Inoltre, Paolo Plebani, conservatore della Fondazione Accademia Carrara, e Giuliano Zanchi, Segretario Generale della Fondazione “A. Bernareggi”, saranno special guest del corso, e affronteranno snodi e questioni cruciali con interventi di ampio respiro.

    QUI il calendario degli appuntamenti.

    Odissea nell’Arte
    Dall’11 gennaio al 6 dicembre 2018
    Orario: 20:30-22:30
    Quota di partecipazione: € 230 (ridotta: € 200)
    Corso a numero chiuso – min. 25 – max. 80 iscritti
    Modulo di adesione scaricabile dal sito www.gamec.it
    Tel. 035 270272 / E-mail: servizieducativi@gamec.it

    Ingresso libero per la conferenza d’apertura, fino ad esaurimento posti.

    TERMINE ISCRIZIONI: 11 GENNAIO


    Lunedì 15 gennaio, ore 18:00

    RAFFAELLO CONTEMPORANEO

    Conferenza condotta da Giacinto Di Pietrantonio

    GAMeC, Spazio ParolaImmagine

    Ultimo appuntamento con il ciclo di conferenze gratuite in preparazione alla mostra Raffaello e l’eco del mito, che aprirà al pubblico il prossimo 27 gennaio.
    Condotto da Giacinto Di Pietrantonio, curatore della sezione dedicata alle influenze del maestro rinascimentale sull’arte contemporanea, l’incontro svela il fascino che nei secoli il maestro ha propagato, come un’eco, fino ai giorni nostri.

    Ingresso libero, fino ad esaurimento posti.

     

    Sabato 27 gennaio 2018, ore 16:30

    GAMeC PER IL GIORNO DELLA MEMORIA 2018

    RACCONTARE L’INENARRABILE

    In collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Bergamo

    Confindustria Bergamo / Via G. Camozzi, 64

    GAMeC stimola una riflessione sui temi del ricordo, della narrazione e dell’identità, dando voce a due scrittrici d’eccezione, chiamate a dialogare attorno ai segni del passato e alla loro possibile permanenza nei linguaggi del contemporaneo.
    Helena Janeczek continuerà ad sviluppare la sua riflessione sul racconto della Shoah, accompagnata da Michela Murgia, scrittrice e conduttrice televisiva, da sempre attenta ai temi della memoria collettiva.

    Ingresso gratuito
    Prenotazione obbligatoria su eventbrite.it

    www.gamec.it

    MOSTRE
    [= MOSTRE =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    01.01.18 - 31.01.18
        [== LINK ==]

    Fino al 25 febbraio 2018

    GIORGIO MORANDI

    GAMeC, Spazio Caleidoscopio

    Fino al 25 febbraio 2018 lo Spazio Caleidoscopio della Collezione Permanente della GAMeC ospita il dipinto Natura morta (1941) di Giorgio Morandi.
    L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Palazzo Magnani e la GAMeC, che ha contemporaneamente concesso all’istituzione reggiana il prestito del celebre Spitz-Rund di Wassily Kandinsky per la mostra Kandinsky-Cage. Musica e Spirituale nell’Arte.
    L’opera, di proprietà di Paola Giovanardi Rossi, ben si presta al dialogo con l’omonimo dipinto di Morandi datato 1959 e conservato nelle sale della Raccolta Spajani, favorendo un’opportunità di confronto tra due differenti periodi, modi di elaborazione e ricerca su uno dei soggetti prediletti dall’artista.
    La Natura morta in prestito è stata realizzata negli anni della guerra e presenta tonalità brune quasi monocrome, che caricano di sottile drammaticità la scena. Gli oggetti sono disposti frontalmente, in maniera serrata e compatta; al centro, tra le bottiglie e una brocca, risalta il rosso di una scatola che si ritrova nei piccoli segni sul vaso bianco, unici dettagli decorativi della composizione. Il dipinto del 1959, che il collezionista Gianfranco Spajani donò alla GAMeC nel 1999, fornisce invece una preziosa testimonianza dell’ultima fase pittorica dell’artista: qui emerge il prevalere di tonalità chiare, con forme che sembrano alleggerirsi, fino quasi a smaterializzarsi.
    La Collezione Permanente della GAMeC è visitabile tutti i giorni, tranne il martedì, dalle 9:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 18:00, con ingresso libero.

    www.gamec.it


    Dal 27 gennaio 2018

    RAFFAELLO E L’ECO DEL MITO

    GAMeC, Galleria e Spazio Zero

    Apre al pubblico il prossimo 27 gennaio Raffaello e l’eco del mito, il nuovo progetto della Fondazione Accademia Carrara realizzato in collaborazione con la GAMeC e in coproduzione con Electa/Marsilio.
    Partendo dal San Sebastiano dell’Accademia Carrara, l’esposizione – a cura di M. Cristina Rodeschini, Emanuela Daffra e Giacinto Di Pietrantonio – racconta la formazione del maestro urbinate, la sua attività e la sua fortuna.
    Preziose opere di Raffaello in prestito dai più importanti musei del mondo, tra cui il Louvre di Parigi, la National Gallery di Londra, il Staatliche Museen zu Berlin – Gemäldegalerie di Berlino, il Metropolitan Museum of Art di New York, il Pushkin State Museum of Fine Arts di Mosca e lo State Hermitage Museum di San Pietroburgo, dialogheranno con opere di grandi maestri dal ‘400 ai giorni nostri.
    Oltre venti lavori originali di Raffaello, opere di Memling, Berruguete, Perugino, Pintoricchio, Signorelli, per citarne alcuni, ricostruiscono con rigore uno spettacolare contesto culturale di altissimo profilo, offrendo al visitatore un percorso emozionante che restituisce Raffaello alla dimensione più alta del mito.
    Il percorso espositivo si completa di un corpus scelto di opere del Novecento e del XXI secolo realizzate dagli artisti che meglio ne hanno raccolto l’eredità. L’influenza dell’artista urbinate si ritrova infatti nei d’après di Luigi Ontani, Salvo e Francesco Vezzoli, nel tratto di Pablo Picasso, nella magia pittorica di stampo classico di Giorgio de Chirico e Antonio Donghi, nella figurazione celebrativa di Carlo Maria Mariani, nella trasposizione fotografica delle performance di Vanessa Beecroft e nelle fotografie digitali di Mariella Bettineschi. E ancora, nelle opere “impacchettate” di Christo, nelle figure femminili ritratte da Omar Galliani, nella ricerca formale combinata a enigma di Pietro Roccasalva e nei lavori di tre artisti concettuali che dialogheranno con l’opera del Sanzio in un excursus attraverso i secoli: Ettore Spalletti, capace di fare propria l’intimità universale che ha attraversato la storia dell’arte; Luciano Fabro, che evoca uno dei capolavori di Raffaello, e Giulio Paolini, che presenta un’opera inedita realizzata proprio a partire dal San Sebastiano.

    www.raffaellesco.it

    TO BID OR NOT TO BID – CONTEMPORARY CURATED
    [= TO === BID === OR ==== NOT ==== TO === BID ====== CONTEMPORARY ==== CURATED ==]
    THOMAS BRAMBILLA
    16.12.17 - 10.02.18

    16/12/2017 – 10/02/2018
    Inaugurazione: sabato 16 dicembre 2018, ore 18.30
    Orari di apertura: Martedì – Sabato, 14.00-19.00
    Via Casalino 25, Bergamo
    tel. +39 035 247418
    www.thomasbrambilla.com
    info@thomasbrambilla.com



        [== LINK ==]

    Lasciando fare a giornalisti, psicanalisti e ad un bel gruppo di psicologi, sparirebbero le bellezze costruite dall’uomo: quadri, statue, lampade, sedie, scontrini dell’autobus, libri e manoscritti. Sparirebbero ingoiati dall’ordine iconoclasta del tempo che distrugge e butta tutto in discarica. Invece, e per fortuna, al mondo esistono i collezionisti che, incuranti degli ammonimenti di psicologi e medici vari, comprano, conservano e accumulano. Certamente le implicazioni sessuali e compulsive sono evidenti, ma se anche il grande Freud passò un’esistenza di passione nel cercare, acquistare, e quindi possedere un’ingente collezione di reperti archeologici, perché stigmatizzare l’archeologia del presente di chi conserva lamette da barba?

    Comprare quadri e sculture appartiene allo stesso meccanismo di “dominio del proprio parco giochi”, ma ha una necessità stringente ad ineludibile, proprio per il nostro essere uomini, civilizzati appunto, e non cavernicoli, che ci porta a voler modellare e modificare il mondo rendendolo più bello, allo sguardo e al pensiero. Essendo, il collezionista, fortunatamente impegnato nel proprio lavoro, non ha né il tempo né la capacità di dipingere, modellare, colorare ad arte, ma per fortuna ha i soldi e con quelli vuole concorrere a costruire e a trasmettere la bellezza prodotta dagli uomini.
    Per rendere ancora più eccitante e competitiva questa nobile missione sono state inventate le aste. L’estasi del possesso è diventata estasi della paletta, introducendo finalmente la giusta dose di adrenalina, un’ulteriore energia per compiere il proprio “dovere” di complice nella bellezza. La versione moderna delle aste si è fatta ancora più intrigante, non solo perché ha moltiplicato il palcoscenico, ma perché ha aumentato le possibilità manipolative e speculative, facendole assomigliare anche ad un grande ed eccitante casinò, ovvero, una situazione che sembrava un compassato club per soli uomini spesso diventa una bisca clandestina.
    Per ovviare ai rischi eccessivi, ai bad bid che ti lasciano senza soldi e con la fuffa in mano, per dirla alla Larry Cohen in To Bid or Not To Bid (1995), pubblicazione da cui prende spunto la mostra, le gallerie sono ancora il vero selezionatore, il discrimine tra l’eccesso e la prudenza. Le gallerie forniscono ed aggiornano il metro di giudizio a disposizione per il collezionista.
    Tuttavia oggi, chi vuole una situazione tranquilla, consolidata, senza rischi e quindi senza guadagni, non si rivolga all’arte, ma direttamente alla finanza! Se invece vuole divertirsi, eccitarsi contribuendo alla persistenza dell’arte nel mondo deve fare una cosa sola: comprarla.

    La mostra To bid or not to bid? include i seguenti artisti:

    Phillip Allen, William Anastasi, Lynda Benglis, Thomas Bernstein, Charlie Billingham, Alain Biltereyst, Alighiero Boetti, Greg Bogin, Joe Bradley, Marco Cingolani, Thomas Demand, Peter Fischli/David Weiss, Oscar Giaconia, Ron Gorchov, Thomas Helbig, Raffi Kalenderian, Naoto Kawahara, Tomasz Kowalski, Simon Linke, Simon Morley, Mario Nigro, David Novros, Anatoly Osmolovsky, Angel Otero, Gabriele Picco, Edoardo Piermattei, Lisa Ponti/Giulia Currà, Mary Ramsden, Joe Reihsen, Klaus Rinke, Erik Saglia, Josh Smith, Gert e Uwe Tobias.

    ART UP 1/18 - ERIK SAGLIA
    [= ART ===== UP == 1 === 18 === ERIK === SAGLIA =]
    ART UP - UBI BANCA
    02.01.18 - 31.01.18

    Dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO
    UBI Banca
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    a cura di Enrico De Pascale

    2-31 Gennaio 2018

    1 ERIK SAGLIA (Torino 1989)

    Untitled
    2016
    pittura spray, pastelli a olio, nastro adesivo resina epossidica su tavola
    cm. 250
    Bergamo, Collezione Banca Popolare di Bergamo

    Lopera è parte di un ciclo ispirato a Le Cosmicomiche di Italo Calvino, in relazione alla xilografia di Albrecht Dürer, Il disegnatore della donna sdraiata (1538), copertina del testo Palomar dello stesso Calvino. La xilografia diventa metafora del vedere scientifico dellUomo, il quale per conoscere deve riquadrare la Realtà, mentre la griglia diviene lo strumento per rappresentare in modo bidimensionale la tridimensionalità della realtà.  Partendo da queste riflessioni Scaglia crea una sorta di planisfero utilizzando i il suo rinomato stile, costituito da griglie geometriche a cui sovrappone forme fustellate e successivamente colorate da un frottage realizzato con pastelli ad olio. Il risultato è una Cosmogonia di linee che sintersecano, di trame ordinate del disordine dellesistente, dove lincrocio delle ascisse e delle ordinate organizza la visione dellartista, divenendo misura geometrica e universale della realtà.


    ERIK SAGLIA  (Torino 1989)

    Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Torino laureandosi nel 2014. Ha partecipato a diverse collettive, fra le quali Too big or not too big presso la galleria Thomas Brambilla di Bergamo (2013); Sphères, Galleria Continua Les Moulins, Parigi (2014); Face to Face, Palazzo Fruscione, Salerno (2016), Premio Lissone, MAC Lissone, Monza Brianza(2016); The Blank Contemporary Art, Bergamo (2017). La sua prima mostra personale, SNIFFINGLUE si è tenuta presso la galleria Thomas Brambilla, Bergamo (2014). Altre personali recenti: Abstract Existence, spazio BACO, Bergamo, (2015); Ceiling 1, Tile Project Space, Milano (2016), Odissea nella mia stanza, Spazio Buonasera, Torino, (2016); Grande Cosmogonia Portatile, galleria Thomas Brambilla, Bergamo, (2016).

    UBI Banca
    ART UP è un’iniziativa di carattere culturale con cui UBI Banca intende offrire alla gentile clientela un incontro ravvicinato e “guidato” con le opere della sua collezione d’arte antica e contemporanea. Ogni mese, presso l’ingresso della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8, una nuova opera d’arte (dipinto, scultura, disegno, fotografia, stampa, video, installazione, ecc.), selezionata tra quelle facenti parte della sua raccolta, viene proposta al pubblico e analizzata tramite una scheda storico-critica illustrata e collezionabile realizzata per l’occasione dallo storico dell’arte e Curatore Enrico De Pascale.

    La collezione d’arte della Banca, che assomma alcune centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquant’anni, intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare l’attenzione per la produzione artistica locale e nazionale – da Baschenis a Fra’ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con l’interesse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.

    HAPPY CHRISTMAS AND HAPPY NEW YEAR
    [=== HAPPY ==== CHRISTMAS ==== AND === HAPPY === NEW === YEAR ==]

    Andrea Mastrovito for The Blank



        [== LINK ==]

    The Blank vi augura buone feste e un 2018 da trascorrere nel segno dell’arte e della cultura.

    INCONTRO CON IRENE FENARA E CRISTINA ROTA
    [= INCONTRO = CON === IRENE = FENARA = E ===== CRISTINA == ROTA ===]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    07.12.17

    Giovedì 7 Dicembre 2017, ore 9.30 – 12.30
    Accademia di belle arti G. Carrara
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 33 – Bergamo



        [== LINK ==]

    Per il ciclo di incontri organizzati nell’ambito del corso di Sistemi Editoriali per l’Arte, condotto da Marco Mancuso, giovedì 7 Dicembre 2017 è in programma l’incontro con l’artista Irene Fenara e con Cristina Rota, project manager dei programmi di residenza presso The Blank, per presentare il libro d’artista dal titolo Who Needs Eyes When You Have Sapphire Crystal Lenses?, prodotto in edizione di 20 copie durante il periodo di residenza The Blank Project Proposal.

    Un’occasione unica, aperta a tutti gli studenti di tutte le scuole e gli anni dell’Accademia Carrara di Bergamo, nell’ambito del primo corso accademico in Italia che si occupa dei sistemi editoriali multimediali a cavallo tra carta e tecnologia, tramite un percorso di conoscenza con i principali protagonisti della scena artistica, culturale ed editoriale indipendente del nostro paese.

    Who Needs Eyes When You Have Sapphire Crystal Lenses? è una raccolta di immagini provenienti da videocamere di sorveglianza e salvate dal flusso continuo che le cancella ogni 24 ore. Il libro presenta un immaginario inquietante e distopico di un mondo apparentemente senza esseri umani, incentrato sullo sviluppo della tecnologia in relazione all’accrescimento delle proprie potenzialità tramite il web. Una delle principali problematiche del cosiddetto Internet of Things è il rapporto sempre reversibile tra chi osserva e chi viene osservato, in quanto tutti i dispositivi che crediamo di utilizzare in realtà sono in grado di utilizzare noi e i nostri dati, rendendoci tutti implicati, in un certo senso, nella sorveglianza.

    Interessata a differenti medium espressivi, con un’attenzione particolare a video e fotografia, Irene Fenara (1990) crea installazioni incentrate sul concetto di tempo e memoria, lavorando con immagini che ribaltano i punti di vista e generano situazioni di disorientamento spaziale. L’orientamento nello spazio fisico, i rapporti di vicinanza e lontananza e la conseguente necessità di movimento sono il punto di partenza della sua ricerca che spesso genera prospettive verticali che portano lo sguardo della mente verso l’alto. L’utilizzo dei dispositivi ottici ed elettronici di diverso tipo, spesso in maniera impropria e profanandone la funzione basilare, diventa strumento di osservazione del mondo, alla ricerca di un piccolo significato poetico. Tra le esposizioni nel 2017 la mostra personale “Le interne differenze”, P420, Bologna; “Family Matters” il progetto di Gelateria Sogni di Ghiaccio, Bologna; Essere politico, a cura di Filippo Maggia e Chiara Dall’Olio, Fondazione Fotografia Modena, Modena. Nel 2016 ha partecipato a “Give me yesterday” a cura di Francesco Zanot, Fondazione Prada Osservatorio, Milano; “La disfatta dell’immagine” a cura di Carlo Sala, Cà dei Ricchi, Treviso; la mostra personale “Se il cielo fugge” curata da Amerigo Mariotti e Daniela Tozzi, Adiacenze, Bologna. Dal 2012 è borsista presso la Fondazione Collegio Artistico Venturoli dove ha il suo studio.

    http://www.accademiabellearti.bg.it/incontri-e-seminari1/1487-incontro-con-irene-fenara-e-cristina-rota

    SABINA SALA - FAZZOLETTO DI TERRA
    [=== SABINA == SALA === FAZZOLETTO = DI = TERRA =]
    STUDIO VANNA CASATI
    16.12.17 - 10.02.18

    Inaugurazione: sabato 16 dicembre 2017, ore 18.00 – 20.00
    16 dicembre 2017 – 15 febbraio 2018
    Via Borgo Palazzo, 42 24125 Bergamo
    tel. +39 035 222333
    lun-ven 16.30-19.30 |sab 11-12.30/16.30-19.30 | martedì chiuso
    vannacasati@fastwebnet.it
    www.vannacasati.it



        [== LINK ==]

    Alla sua seconda personale presso lo studio Vanna Casati l’artista, percorrendo le tecniche più disparate, ci accompagna nel suo mondo arcano, un po’ mistero ed un po’ evocazione (ci parla di odori ) di erbe, foglie, di una natura che la pervade in un totale abbandono come si evince nelle sequenze del video “Ofelia in vacanza”. E tale è lo spirito del fazzoletto di terra, lembo reale reso dalla fotografia ma rinchiuso in una dimensione domestica, il cassetto, in cui i fazzoletti di tela sono il supporto di
    un disegno preciso,da calligrafista orientale,intima emanazione dell’immagine.
    Titolo di questo ciclo è “Memorie olfattive” a cui si affianca una serie di lavori definiti “Gesti” su fazzoletti emulsionati con paziente alchimia in un raffinato sfumato di grigi che suggeriscono allo spettatore posture, particolari del corpo dell’artista. Un ambito importante dell’operare di Sabina Sala è il video, in mostra vi sono il già citato “Ofelia in vacanza” e “Prepararsi all’attesa”, racconti di immagini sospese che ci introducono al mondo ed alla sensibilità delle singole opere esposte.

    e - Francesca Battello, Paola Di Bello, Florence Henri, Larsen Albedo, Gabriel Stöckli
    [= e ==== Francesca === Battello ===== Paola == Di ===== Bello === Florence === Henri ==== Larsen = Albedo ==== Gabriel == St === ckli =]
    LUOGO_E
    24.11.17 - 28.01.18

    Inaugurazione: venerdì 24 novembre, ore 18.30
    24 novembre 2017 – 28 gennaio 2018
    Orari: giovedì, venerdì, sabato, ore 14.00 – 18.00
    Via Pignolo 116, 24121 Bergamo
    tel. +39 035 247293
    gio-sab 14.00 – 18.00
    luogo.e@gmail.com
    www.luogoe.com



        [== LINK ==]

    e
    Francesca Battello, Paola Di Bello, Florence Henri, Larsen Albedo, Gabriel Stöckli

    E c’è un piccolo spazio che circonda la e quando si scrive e un piccolo intervallo di tempo quando si parla. Proprio a quel piccolo intervallo, a quel minuscolo spazio, a quella goccia in cui la e galleggia, va la nostra attenzione.
    Nel nostro nome, luogo_e, da una parte si lega a ciò che la precede, dall’altra si dona a ciò che potrà seguire. Da una parte è breve e sicura, dall’altra è indefinita e titubante.
    È questa esitazione che amiamo nella nostra e; è il suo essere soglia, il suo essere ancella.
    Ci piace il suo suono piano, quasi un respiro prolungato, ci piace quando è flebile e ci spaventa un po’ la sua certezza quando si accenta.
    Ma ancora di più ci piace quando è muta. Quando nei giochi dei bambini, nell’alfabeto muto, è uno svelto accarezzarsi l’occhio e la palpebra, tra il pollice e l’indice.
    La nostra e è questa carezza. È questa e dell’occhio che ci piace, la e delle cose che lo sguardo scopre.
    La prima mostra che inauguriamo – e che ci inaugura – è allora uno sguardo sulle varie declinazioni della e, non verbo accentato, ma congiunzione implicita nella cura di una mostra.
    Il raccordo di pensieri e forme che si riuniscono in un luogo.
    La e di Francesca Battello è una vista sul contemporaneo che ha perso il senso della e, sull’unione delle bandiere che non corrisponde all’unione dei territori.
    La e di Paola Di Bello è lo sguardo che non basta, il toccare con le dita che scalfisce la materia e trasforma l’astrazione della mappa in un territorio vissuto con il corpo.
    La e di Florence Henri è lo “spazio tra”, lo “spazio per”; è un diaframma, l’intervallo di cui la rappresentazione necessita, la distanza che riesce a colmare o accentuare.
    La e di Larsen Albedo non sta nell’alfabeto, non è fra le parole; è piuttosto un glifo, un simbolo: la si può trovare in un’equazione, fra le altre è la e che come + sta fra gli addendi 1 e 1.
    La e di Gabriel Stöckli è l’amalgama di definizioni note che si aprono a interpretazioni nuove; ma è anche è la convivialità, lo sfiorarsi di bicchieri che brindano al primo incontro.
    La non-e di Georges Perec ci insegna che una lettera proibita è vincolo e occasione.

    ©THE BLANK 2018
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    LUOGO_E | e - Francesca Battello, Paola Di Bello, Florence Henri, Larsen Albedo, Gabriel Stöckli | 24.11.17 - 28.01.18