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    Segnalazioni
    00 RESIDENCY / ROCK & STONE - FRANCESCO FONASSI, URS STAUFFER, ROSA DA LIMA IANNONE
    [=== 00 == RESIDENCY ==== ROCK ======= STONE ==== FRANCESCO = FONASSI ==== URS === STAUFFER === ROSA == DA ==== LIMA === IANNONE ==]
    CONTEMPORARY LOCUS, TEATRO TASCABILE DI BERGAMO, FESTIVAL DANZA ESTATE E NAHR
    25.06.17 - 01.07.17

    Presentazione degli artisti: 25 giugno 2017
    NAHR
    Sottochiesa 135
    24010 Taleggio (BG)

    Evento conclusivo e presentazione dei lavori: 1 luglio 2017
    Monastero del Carmine
    Via Colleoni 21, Bergamo Alta

    Per info:
    tognon.giulia@gmail.com
    +39 338 9780227



        [== LINK ==]

    00 RESIDENCY è un nuovo progetto di residenze d’artista che si sviluppa nel contesto naturalistico della Val Taleggio. Curato da quattro realtà attive nel panorama culturale bergamasco, Contemporary Locus, Teatro Tascabile di Bergamo, Festival Danza Estate e NAHR, 00 RESIDENCY favorisce la relazione fra pratiche e ricerche artistiche come le arti visive, la danza e il teatro, in un tessuto ambientale e di ricerca sensibile al tema della natura quale fonte di ispirazione e misura delle risorse disponibili. Con l’obiettivo di un incontro reale tra discipline diverse, 00 RESIDENCY prevede la chiamata di tre artisti provenienti dai diversi ambiti che, in autonomia di percorso, potranno svolgere specifiche esperienze di ricerca, sperimentazione, scambio e relazione, convivendo per una settimana nell’habitat naturale delle Prealpi Orobie.

    I tre artisti di 00 RESIDENCY, Francesco Fonassi (1986), Urs Stauffer (1961), Rosa Da Lima Iannone (1977), sono stati invitati rispettivamente da Contemporary Locus, Festival Danza Estate e Teatro Tascabile.
    Il tema della prima edizione, rock & stone, prende spunto dal programma internazionale multidisciplinare di residenza estiva inaugurato nel 2015 da NAHR, che ogni anno invita ricercatori e studiosi ad approfondire temi legati ad un elemento naturale e che quest’anno approfondirà due materiali fondamentali nel sistema ecologico della Val Taleggio, la roccia e la pietra.

    Il lavoro degli artisti sarà documentato da testi, immagini e video nei canali degli enti organizzatori e su apposite piattaforme dedicate, con l’obiettivo di condividere con un pubblico allargato il diario di residenza e approfondire i temi e le ricerche che emergeranno spontaneamente durante la settimana.
    Il progetto prevede due momenti pubblici:

    — Domenica 25 giugno, Val Taleggio, ore 15
    Presentazione dei tre artisti e incontro con il gruppo di ricercatori internazionali di NAHR;

    — Sabato 1 luglio, Monastero del Carmine, ore 17- 19
    Condivisione delle ricerche e delle riflessioni elaborate durante la residenza in Val Taleggio che saranno occasione di un incontro vivo tra danza, teatro e arte visive.

    GLI ARTISTI
    Francesco Fonassi (Brescia, 1986) è un artista e sonic researcher che opera nell’ambito dei live media. In una relazione prima di tutto etica al sapere e all’altro, la pratica artistica di Francesco Fonassi opera sulle dinamiche e sui fenomeni della percezione spingendo il reale a scontrarsi con i suoi stessi dispositivi di separazione e relazione che articolano un sentire comune. Lo fa insistendo sull’attitudine umana al subire e al reagire a forme di aggressività e isolamento, interruzione e durata attraverso l’esperienza dell’ascolto, che pone come soglia sulla quale articolare rapporti di attività e passività, e oltre la quale marcare luoghi di co-appartenenza. Per mezzo di azioni, registrazioni, configurazioni ambientali, trasmissioni radio, sessioni di ascolto, e la creazione di spazi sensoriali, Fonassi rende tangibile il luogo in cui conoscenza e immaginazione si rovesciano una nell’altra.
    Tra le istituzioni nazionali e internazionali che hanno presentato il suo lavoro: Palais de Tokyo, Parigi; CoCA, Torun; Viafarini DOCVA e CareOf, Milano; The Emily Harvey Foundation, New York; Färgfabriken, Stoccolma; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; MAXXI, Fondazione Memmo, Auditorium Parco della Musica e Macro, Roma; Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; MAG, Riva del Garda; Museo Pecci, Milano.
    Tra gli interventi e le performance in festival e spazi indipendenti: BB15, Linz; Blockhaus DY10, Nantes; Bunker, Torino; DKSG Galerija e Remont Gallery, Belgrado; A Certain Lack Of Coherence, Porto; Glassbox, Parigi; LocaleDUE, Bologna; Sarajevo Winter Festival, Sarajevo; Bjcem, Skopje; Quadriennale di Roma.
    Tra i programmi di residenza: Le Pavillon, Palais de Tokyo, Parigi; Fondazione Pastificio Cerere, Roma, Cité Internationale des Arts, Parigi; Atelier BLM, Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Real Presence 2007-2010, Belgrado – Castello di Rivoli, Torino.
    È stato finalista del Premio Furla (2015) e del premio LUM (2011) e vincitore del premio 6Artista (2012) e del premio Moroso (2017).
    Francesco Fonassi è invitato da Contemporary Locus.
    Urs Stauffer (Svizzera, 1961) non si sente proprio un danzatore, ma un ricercatore che si nutre di movimento. Dopo il diploma universitario in pedagogia curativa clinica, ha vissuto a Berlino ed è stato uno dei fondatori del festival di danza “Potsdamer Tanztage”. Il suo percorso è stato fortemente influenzato da Steve Paxton, Bonnie Bainbridge Cohen, Dieter Heitkamp, Nancy Stark Smith e Anna Halprin, suoi maestri e punti di riferimento. Nel corso degli anni ha saputo comporre in una sintesi originale la sua esperienza di danza improvvisata con la formazione di Body-Mind Centering®. La natura è da sempre grande fonte di inspirazione per suo lavoro. Attualmente insegna regolarmente per compagnie professionali e non ed in diverse scuole di danza e teatro.
    Le sue performance sono state presentate in Svizzera, Italia, Francia, Germania e Cipro.
    Urs Stauffer è invitato da Festival Danza Estate

    Rosa Da Lima Iannone (Milano, 1977), dopo una formazione in grafica pubblicitaria e arti applicate, si è diplomata in pranoterapia e shiatsu e più recentemente in animazione di pupazzi e burattini per il teatro e la televisione. Nel 2005, insieme a Christian Cestaro, ha fondato il gruppo di teatro di figura “I Burlatti” con il quale ha realizzato spettacoli e condotto laboratori di costruzione e manipolazione di figure animate. Nel 2006 è entrata a far parte del Teatro Tascabile di Bergamo e da allora il suo studio segue i tre filoni principali del lavoro della compagnia: il teatro di ricerca contemporaneo; il teatro in spazi aperti, con le relative indagini sullo spazio scenico e il rapporto col pubblico popolare; l’incontro con la tradizione scenica orientale approfondita in 10 anni di lavoro con la pratica dello stile Bharata Natyam sotto la guida dei maestri Maresa Moglia, Usha Raghavan, Praveen Kumar e Caterina Scotti, attrice del Tascabile. Rosa de Lima Iannone svolge attività pedagogica per la scuola di teatro del Tascabile, con il quale ha realizzato la messa in scena degli spettacoli Amor mai non s’addorme – Storie di Montecchi e Capuleti (2008) e Rosso Angelico. Danza per un viaggiatore leggero (2014), entrambi diretti da Tiziana Barbiero; Sul Dorso della Tartaruga (2015) diretto da Tiziana Barbiero e Caterina Scotti.
    Rosa da Lima Iannone è invitata da TTB – Teatro tascabile di Bergamo

    I PARTNER ORGANIZZATORI
    — Contemporary Locus è un’associazione culturale attiva dal 2012 a Bergamo che realizza progetti d’arte in luoghi dismessi, segreti o dimenticati che vengono temporaneamente riaperti attraverso opere e progetti site-specific di artisti internazionali. Contemporary Locus realizza inoltre residenze, progetti espositivi e di ricerca, talk e pubblicazioni con particolare attenzione all’ambito tecnologico e alla costruzione di una rete di collaborazioni e di pratiche multidisciplinari.
    — Festival Danza Estate è una rassegna dedicata alla danza contemporanea nazionale ed internazionale che si tiene a Bergamo, ormai riconosciuta come uno degli appuntamenti principali dello spettacolo dal vivo. Il Festival, progettato e curato dalla cooperativa C.S.C. ANYMORE, coinvolge luoghi performativi non convenzionali e si propone di diffondere la cultura della danza coinvolgendo in primis la città di Bergamo, ma estendendo la sua azione grazie ad un’importante rete di collaborazioni.
    — Il TTB Teatro tascabile di Bergamo – Accademia delle Forme Sceniche è stato fondato nel 1973 da Renzo Vescovi sul modello del ‘teatro di gruppo’. Il suo lavoro si svolge infatti su un piano di interazione complessiva dei suoi membri secondo il costume delle botteghe d’arte rinascimentali. Fin dalle sue origini ha sede a Bergamo Alta e dal 1996 nel Monastero del Carmine, dove svolge la sua attività sviluppando una ricerca intorno al teatro contemporaneo in spazi aperti, al teatro-danza orientale, alla pedagogia ed alla drammaturgia dell’attore e dedicando una costante attenzione alla trasmissione del suo sapere alle nuove generazioni.
    — Nature, Art & Habitat Residency (NAHR) è un programma internazionale multidisciplinare di residenza estiva in Val Taleggio, aperto ad artisti, ricercatori e scienziati riuniti per lavorare a progetti di studio e confronto con le risorse ecologiche, le pratiche socio-culturali e l’ambiente costruito della Valle. Sostenuto da una forte sensibilità per la natura quale fonte di ispirazione e misura delle risorse disponibili, NAHR si propone di analizzare i profondi legami tra gli organismi viventi per uno sviluppo più resiliente in cui uomo e natura convivono in reciproco supporto.

    LA NOTTE DEL CAMPANELLO - SLEEP CONCERT AL TEATRO DONIZETTI DI BERGAMO
    [=== LA === NOTTE == DEL == CAMPANELLO ==== SLEEP === CONCERT === AL ==== TEATRO === DONIZETTI ==== DI == BERGAMO ==]
    INVISIBLE°SHOW
    17.06.17

    Donizetti Night
    notte del 17 giugno – dalle 24:00 alle 9:00

    Biglietti: 38€
    disponibilità: 200 posti a sdraiare
    esclusivamente su www.invisible-show.tumblr.com



        [== LINK ==]

    A cura di: Invisible°Show
    In collaborazione con: CTRL magazine e Fondazione Donizetti

    Un concerto per pubblico dormiente allestito nella platea senza poltrone del Teatro Donizetti.
    Nell’ambito della Donizetti Night 2017, Invisible°Show in collaborazione con CTRL magazine organizza La notte del campanello, sleep concert ispirato a “Il campanello di notte”, farsa del 1836 di Gaetano Donizetti.

    200 ascoltatori saranno accompagnati nelle diverse fasi del sonno dalla musica di 8 artisti di diversa estrazione che spazieranno dalla lirica all’elettronica, tutti protagonisti del primo sleep concert in un teatro lirico d’Europa.

    Biglietti esclusivamente su www.invisible-show.tumblr.com – €38

    Dopo il successo di M-hotel, sleep concert nel Monastero di Astino in occasione della Donizetti Night 2016, Invisible°Show entra nel teatro dedicato al compositore bergamasco, traendo ispirazione e suggestione da “Il campanello di notte”, farsa donizettiana del 1836.

    Con questa performance senza dubbio inusuale e aperta verso le forme più attuali della musica contemporanea, la Fondazione Donizetti e Invisible°Show salutano il Teatro Donizetti prima della chiusura per lavori di restauro.
    La notte del Campanello costituisce il primo caso di pernottamento del pubblico in un teatro storico italiano e soprattutto il primo progetto di sleep concert in un teatro lirico o sala da concerto europeo, anticipando di un mese un evento analogo nella sala grande della celebre Concertgebouw di Amsterdam, che avrà per unico interprete il compositore Max Richter.

    Il pubblico di ascoltatori-dormienti, coricati nella platea dove nei secoli è risuonata la musica dei grandi compositori da Mozart a Donizetti, Bellini e Verdi, verrà accompagnato nelle diverse fasi del sonno dalle sonorizzazioni appositamente preparate per La notte del campanello da 8 musicisti invitati espressamente per questa occasione: il percussionista Lino Capra Vaccina, figura mitica del minimalismo italiano (membro degli Aktuala e co-autore di Battiato); il compositore Sandro Mussida dialogherà musicalmente con la cantante lirica italo-australiana Olivia Salvadori ed il duo Quasi una fantasia, formato dal compositore belga Pierre-Jean Vranken e dalla cantante austriaca Christina Van Peteghem. La chitarrista Alessandra Novaga e la violoncellista svedese Helena Espvall toccheranno le corde delle diverse fasi del sonno. Le sonorità underground del Nord America, con la producer elettronica di origini sud-asiatiche Beast Nest, il musicista industrial di origini russe Sergey Yashenko e la turntablist peruviana Maria Chavez, completeranno il paesaggio sonoro curato da Invisible°Show che presenta molti artisti al debutto concertistico in Italia. Il risveglio sarà invece sonorizzato con una selezione musicale curata da Andrea “Onga” Ongarato, fondatore dell’etichetta di musica sperimentale Boring Machines.

    Gli artisti si disporranno circolarmente lungo il perimetro della platea per ricercare in una occasione così inusuale la massima condivisione tra musicisti e ascoltatori, tra musica e sonno. Anche sotto l’aspetto tecnico si andrà a ribaltare la normale dinamica monodirezionale del suono in teatro. Si costruirà infatti una filodiffusione circolare, un suono in surround che avvolgerà il sonno pubblico.
    L’allestimento scenico della platea sarà reso possibile grazie a Dorelan, main sponsor dell’evento.
    L’organizzazione consegnerà al pubblico un kit notte di base.

    La musica e il sonno: lo sleep concert
    Lo sleep concert è una sonorizzazione live di un ciclo di sonno di un pubblico dormiente.
    Questa forma concertistica si basa sulla dissoluzione della veglia come requisito per l’ascolto, sviluppatosi nel corso della modernità. Con spirito contrario lo sleep concert si rivolge all’assonnato, al dormiente e al sognatore, recuperando il rapporto ancestrale tra sonno e musica. La musica dialoga con l’ascoltatore dormiente, suggestionandolo e “attraversando” le diverse fasi del sonno interagendo con le onde celebrali e creando episodi onirici, soprattutto nei momenti di dormiveglia durante i quali i sensi e l’immaginazione sono più ricettivi.
    La musica e il sonno, pratiche antiche quanto l’uomo, hanno un rapporto storicamente inestricabile. Con la modernità la musica notturna è andata sempre più allontanandosi dal sonno, visto come il momento del silenzio, negazione di qualsiasi suono. Negli anni ’80 la musica elettronica minimalista scopre di poter dialogare con un nuovo tipo di ascoltatore, il dormiente. Sulla scia dei riti di alcuni popoli primitivi e degli studi sui sogni lucidi, nasce lo sleep concert.

    “Il campanello di notte”, Gaetano Donizetti, 1836
    Il punto di partenza del progetto è la farsa del 1836 “Il campanello di notte” di Gaetano Donizetti, un inganno alla notte: il giovane Enrico vuole impedire che il matrimonio tra l’amata Serafina e l’anziano farmacista Don Annibale venga consumato. Il mattino successivo alle nozze infatti il vecchio partirà per un mese e il vero amore, forse, potrà trionfare. Sfruttando l’obbligo dei farmacisti a rispondere al campanello, Enrico si presenta durante la notte, domandando ogni volta con un’identità diversa, medicine per malanni inventati. Fino all’alba.
    Da questa idea di notte e musica si è sviluppata la creazione di questa inedita performance al Teatro Donizetti prima della sua chiusura.

    Invisible°Show
    Invisible°Show organizza eventi artistici trasversali nell’area di Bergamo, ospitando musicisti sperimentali di fama internazionale, in spazi di diversa natura e fascino. Dal 2011: 50 performance in case private, chiese, musei, fabbriche, ambienti indefiniti, oltre 70 artisti da 25 nazioni, da 5 continenti. In occasione della Donizetti Night 2016, Invisible°Show ha organizzato il primo sleep concert della storia di Bergamo. M-hotel, ovvero Music Hotel, è stato allestito nel Monastero Vallombrosano di Astino, fondato nel 1200. Attraverso M-Hotel il monastero ha riscoperto il suo millenario ruolo di ostello per viandanti.
    Video: https://www.youtube.com/watch?v=XeAjjtzpRos

    GEOMETRIC BANG - INNUMEREVOLI, THE WALL PAINTING
    [=== GEOMETRIC = BANG ===== INNUMEREVOLI == THE = WALL === PAINTING ===]
    SERIGRAFIA TANTEMANI - PIGMENTI
    05.06.17

    tel. +39 3333378828
    davide.pansera@hotmail.it



        [== LINK ==]

    Innumerevoli è un laboratorio narrativo e serigrafico per richiedenti asilo ospitati a Bergamo e provincia. L’esperienza, ideata e realizzata da Serigrafia Tantemani, progetto di Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo, è stata avviata nella primavera 2016 in collaborazione con Cooperativa Ruah e Caritas Diocesana di Bergamo.
    Ad ottobre Serigrafia Tantemani ha realizzato una campagna di crowdfunding sul sito Produzioni dal basso per sostenere l‘edizione 2016/2017 di Laboratorio Innumerevoli e realizzare un’opera su muro con l’artista Geometric Bang. La campagna, andata a buon fine ha coinvolto più di 100 donatori.
    A novembre Serigrafia Tantemani e Pigmenti hanno partecipato al bando indetto dal Comune di Bergamo Street art a Bergamo e il progetto presentato è stato selezionato. Il muro individuato come ottimale per il progetto INNUMEREVOLI | the wall painting è quello di via Giovanni da Campione, presso l’ingresso del parco Via Codussi.

    L’artista Geometric Bang lavorerà con un gruppo di 10 ragazzi richiedenti asilo ospiti sul territorio bergamasco i quali realizzeranno su muro 10 autoritratti contenenti simboli, oggetti, parole che in qualche modo raccontano la loro vita fin qui. Una forma espressiva della propria identità, una ricerca al di là del trauma, un gesto grafico che diventa racconto e confronto.

    “Lo straniero, anche il più bisognoso,
    è ricco di lingue che porta con sé, ricco di odori e sensazioni,
    ricco soprattutto di spiegazioni, di esseri, di oggetti
    di cui diviene, per la magia del viaggio, il rappresentante presso di noi, i suoi ospiti.”
    Tobie Nathan

    Video innumerevoli https://vimeo.com/175381353

    Il laboratorio
    Innumerevoli è un laboratorio creativo, narrativo e serigrafico. A piccoli gruppi di cinque, le persone richiedenti asilo sono accompagnate nella realizzazione di un proprio autoritratto contenente elementi narrativi frutto delle molteplici esperienze di vita che ognuno si sente di raccontare. Innumerevoli, come le esperienze che ci caratterizzano, come le identità che ci rappresentano. Ogni autoritratto viene stampato in serigrafia su maglietta e poster che l’autore porta a casa con sé. Questo permette di seguire e realizzare in prima persona l’intero processo di stampa serigrafica. Infine vengono creati dei momenti ad hoc per la raccolta di piccoli frammenti di storie autobiografiche.
    Durante il laboratorio le persone sono accompagnate nella realizzazione di un proprio autoritratto contenente elementi narrativi frutto delle molteplici esperienze di vita che ognuno si sente di raccontare. Innumerevoli, come le esperienze che ci caratterizzano, come le identità che ci rappresentano. Si parte da una fotografia in primo piano della persona, questa viene stampata in formato A3 e, con l’utilizzo di un lucido, la persona ricalca il contorno del proprio volto. Sempre lavorando sul lucido viene fatto il vero e proprio autoritratto, ognuno è chiamato a comporre il proprio volto utilizzando segni, simboli, oggetti che in qualche modo raccontano della propria vita, del proprio percorso o viaggio. Ogni autoritratto viene stampato in serigrafia su maglietta e poster che l’autore porta a casa con sé. Questo permette di seguire e realizzare in prima persona l’intero processo di stampa serigrafica. Infine vengono creati dei momenti ad hoc per la raccolta di piccoli frammenti di storie autobiografiche.
    L’obiettivo del laboratorio è quello di creare uno spazio in cui le persone richiedenti asilo si sentano incoraggiate ad assumere la propria diversità e a concepire la propria identità come la somma delle proprie diverse appartenenze senza confonderla con una sola che spesso si esaspera e diviene strumento di esclusione.
    Uno spazio in cui, ricorrendo al disegno, al segno grafico, e abbattendo gli ostacoli del linguaggio verbale si possa ritrovare il filo dell’espressione del racconto di sé stessi.

    L’obiettivo è quello di creare uno spazio in cui le persone richiedenti asilo si sentano incoraggiate ad assumere la propria diversità e a concepire la propria identità come la somma delle proprie diverse appartenenze senza confonderla con una sola che spesso si esaspera e diviene strumento di esclusione.
    Uno spazio in cui, ricorrendo al disegno, al segno grafico, e abbattendo gli ostacoli del linguaggio verbale si possa ritrovare il filo dell’espressione del racconto di sé stessi.

    Chi siamo
    Innumerevoli è un progetto di Serigrafia Tantemani, ideato e sviluppato da Cooperativa Sociale Patronato San Vincenzo.
    Tantemani nasce come laboratorio formativo per ragazzi con diverse abilità cognitive e relazionali all’interno di un centro di formazione professionale.
    Durante l’anno scolastico transitano nel laboratorio diversi ragazzi – circa una ventina – ognuno con obiettivi e motivazioni diverse. Tutti però lavorano con noi, a tante-mani.
    La serigrafia è nata come un piccolo laboratorio scolastico all’interno di un corso specifico per ragazzi con difficoltà e poche autonomie. E poi si è ingrandita arrivano anche a fare stampa su commissione e a sviluppare nuovi laboratori, come Innumerevoli e Laboratorio Tantemani e nuovi progetti come Pigmenti(progetto di arte pubblica e workshop creativi).
    La serigrafia è un lavoro artigianale fatto di compiti via via più complessi che bene si adatta alle diverse capacità dei ragazzi. E’ anche qualcosa di “magico” e questo è fondamentale per far appassionare e motivare questi studenti.
    Pigmenti è il progetto di arte pubblica e workshop creativi della Serigrafia Tantemani.

    EDOARDO MANZONI - LUNA, RUTA, TUONO, QUERCIA
    [== EDOARDO == MANZONI ======= LUNA ==== RUTA ===== TUONO === QUERCIA ==]
    SPAZIO MENOUNO
    26.05.17 - 11.06.17

    lunedì – venerdì: 15.00 – 18.00
    sabato e domenica: 15.30 – 18.30

    ufficio.cultura@comune.treviglio.bg.it
    tel. +39 0363 317502
    +390363 317506



        [== LINK ==]

    a cura di Sara Fontana

    In occasione della sua prima personale, Edoardo Manzoni (Crema, 1993) indaga le superstizioni e i riti propiziatori della tradizione popolare italiana. Tali usanze vengono tramandate negli anni, fino ad arrivare agli odierni motori di ricerca. L’artista sfrutta elementi e formule magiche per creare delle opere “portafortuna”, giocando sulla ricerca personale di benessere finanziario e sull’aura magica generata attorno ai lavori d’arte. Fondamentale, per la costruzione della mostra, è l’idea di ricerca – tra sacro e profano – di un “risultato magico” come volontà dell’uomo di dominare la natura.

    La magia, mediante le sue pratiche, si è sempre configurata come un tentativo di ordinare e di comprendere il mondo, forgiando un senso attorno al quale l’esserci possa darsi come un’entità certa e garantita, come presenza. In questo modo il mondo magico rappresenta il primo momento dello sviluppo dell’autocoscienza. Definire ciò in senso negativo come non-cultura o come non-umanità mostra un pregiudizio connaturato al nostro pensiero razionale, pregiudizio che al tempo stesso, però, lo limita nelle possibilità di comprendere realmente il reale, precludendo così ogni accesso verso un’autentica liberazione. Nel rappresentare l’oggetto come alter ego si compie una vera e propria identificazione simpatetica, dove il dramma della nostra presenza evanescente nel mondo viene risolto mediante il riconoscimento di questa stessa presenza nell’oggetto, in modo da poterla riconquistare e trattenere.

    Nella personale trevigliese Manzoni converte lo spazio espositivo in un ambiente magico-protettivo, riflettendo su un possibile parallelismo tra la produzione di opere d’arte e la produzione di oggetti magici. L’azione del ready-made e l’aspetto performativo generano una forza inattesa, alimentata dalla fiducia dell’artista, e di noi tutti, in un determinato oggetto o in una particolare azione, come tentativo di comprendere il reale e di essere compresi.
    Le installazioni in mostra toccano questioni legate al magismo e alla superstizione: le sculture divengono altari per presentare amuleti e intrugli propiziatori; elementi naturali come rami e oggetti antichi recuperati vengono trasformati in opere e proposti come spunto di riflessione sulle credenze popolari, in particolare quelle del mondo contadino, un ambito tematico assai caro all’artista.

    Luna, Ruta, Tuono, Quercia inaugura nell’ambito di The Blank ArtDate – Sacro/Sagra (26 27 28 Maggio 2017).
    La settima edizione di The Blank ArtDate, le tre giornate dedicate all’arte contemporanea organizzate a Bergamo, è strutturata sull’esempio della festa popolare e riflette sul tema del Sacro.

    Edoardo Manzoni nasce a Crema nel 1993. Attualmente vive e lavora a Milano. La sua ricerca artistica parte sempre dal contesto rurale dove è cresciuto, rielaborato in una continua ricerca di nuove forme e immaginari. La sua pratica ruota intorno al recupero, all’accostamento e alla manipolazione, talvolta anche con le tecnologie digitali, di oggetti e materiali differenti. Attualmente frequenta il Biennio Specialistico in Arti Visive e Studi Curatoriali presso NABA – Nuova Accademia di Belle Arti. I suoi lavori sono stati esposti in diversi contesti, tra cui citiamo: The Great Learning, 2017 (Triennale di Milano), Betulla, 2016 (Sonnenstube, Lugano), Teatrum Botanicum / Emerging talents, 2016 (PAV, Torino), CMD+R, 2016 (Fondazione Pini, Milano) e l’edizione 2015 di Academy Awards (CAEROF, Milano).

    DAVIDE ALLIERI - BALANCE
    [== DAVIDE ==== ALLIERI ===== BALANCE ==]
    SPAZIO SAN PAOLO INVEST
    10.06.17 - 15.07.17

    opening: 10.06.2017 – ore 18.30 – 21.00
    INGRESSO LIBERO

    lunedì al venerdì: 10 – 12 / 15 – 17.30
    sabato e domenica su appuntamento

    Sanpaolo Invest
    Via Felice Cavallotti 31B, Treviglio
    info: +39 0363 48160



        [== LINK ==]

    Gli ultimi tre lavori inediti di Davide Allieri sono costituiti come un circuito di contro-bilanciamento che
    soppesa e pone in opposizione immagini esatte del vuoto, equalizzato, corretto rispetto a quel che lo
    sguardo impressiona.
    Attraverso l’installazione di tre lavori (Billdor, dalla serie Empty Support; 0,600, dalla serie Cubic Meters Of
    Nothing; Plain Corner, dalla serie Cast Away) l’artista assume e distanzia i rapporti equivalenti, i legami
    comparati tra la conoscenza che deriva dalla visione oggettiva del mondo e il nostro sentimento soggettivo,
    interiorizzando porzioni di spazio. Balance presenta lavori perfettamente assemblati, in relazione con lo
    schema narrativo che li contiene e in analogia con i materiali che la plasmano, come una super ficie da
    assottigliare o come l’intonaco che rivela i propri difetti, trasformandosi in un passaggio del tempo, parete su
    un’altra parete. Disposti in sequenza diretta, queste tre composizioni che inscenano, da ogni punto di vista,
    la reversibilità della soglia tra interno ed esterno, una linea spezzata ma unica, e sembrano dar luogo a tre
    atti, a tre lunghi gesti fermati sulla messa in scena di una performance, trovando il proprio ritmo a partire dal
    passaggio dall’uno all’altro.
    Nel corso di diverse settimane, l’artista ha smontato e ricomposto piani nello spazio; ha intensi ficato la
    tensione della linea, puri ficato il colore di metallo e impresso il gesso azzurro, livellando calchi frammentati di architettura classica, al fine di poter giungere progressivamente alla totale abolizione della rappresentazione
    iconica e di tutte le coercizioni che impedivano alla serie di lavori precedenti di potersi manifestare come
    un’espressione plastica veramente libera e pura, ovvero in qualità di espressione di una strutturazione.
    In Balance tutto può essere espresso con la linea e il colore in un rapporto equivalente all’interno di una
    composizione nella quale i piani rettangolari, formati dalla pluralità delle linee rette, in opposizione
    ortogonale fra loro e necessari per determinare l’assenza di ogni spettro di colore, si dissolvono in virtù del
    loro carattere uniforme. E il ritmo ne emerge da solo, abbandonando i piani, quale nulla inquadrabile.
    Nelle due sale di SanPaolo Invest, l’unità tridimensionale delle pareti non rappresenta solo un mezzo che ci
    consente di muovere interiormente, secondo più dimensioni, ma si adatta a tre frammenti del particolare; uniti insieme a formare un altro codice, che confonde la nostra percezione della profondità del mondo.
    Queste parti temprano, complessivamente, un’unità di immagini spezzate, percepite in modo automatico come molteplicità di un rapporto variato, alterato. Nel comporre, infatti, Davide Allieri dispone di misurati rapporti dimensionali con il concetto di contenuto, in costante stato di opposizione. Legame che rende visibile quel che prima non c’era e che in quanto mondo astratto non ha bisogno di ri flettere il visibile, ma di inquadrare la porzione di spazio all’interno del quale persino il vuoto sussiste in quanto scomparso del tutto.

    Ginevra Bria

    BEATRICE ZANOLINI - FREE FRIENDS
    [= BEATRICE = ZANOLINI === FREE === FRIENDS ===]
    LADIES SING THE BLUES
    04.06.17

    Chiostro Santa Marta
    Ore 17:00



        [== LINK ==]

    a cura di Enrico De Pascale e Claudio Angeleri

    Prosegue con grande successo l’iniziativa «Domeniche in Santa Marta»: UBI Banca invita bergamaschi e turisti ad unirsi alle visite guidate gratuite di ogni prima domenica del mese e a scoprire così il Chiostro di Santa Marta, autentico gioiello di architettura rinascimentale, parte dell’antico monastero domenicano femminile di Santa Marta (fondato nel 1335-40), ristrutturato dall’architetto Luigi Angelini nel 1935 e dal figlio Sandro nel 1991.

    In sintonia con la vocazione originaria del luogo, da aprile a settembre il Chiostro diventa lo scenario per la terza edizione di «Ladies sing the blues», rassegna musicale elaborata dal Centro Didattico Produzione Musica (CDpM) sotto la direzione di Claudio Angeleri.

    È prevista l’esibizione di sei formazioni imperniate sulla vocalità femminile e verrà offerta una panoramica delle attuali tendenze della musica blues e jazz, valorizzando giovani musicisti e differenti tipi di ensemble: dal duo alla big band.

    Il 4 giugno di scena Beatrice Zanolini Free Friends. Beatrice Zanolini è una cantante: un grande talento ed una trasparente scoperta di sé, della propria natura profonda. La storia di Beatrice inizia con il dono naturale di una voce morbida, pastosa e coinvolgente e si evolve in un lavoro di perfezionamento, di ricerca e di sviluppo delle potenzialità.

    Visite guidate gratuite tutte le prime domeniche del mese dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.

    KISS. Andy Warhol
    [= KISS. = Andy === Warhol =]
    CONTEMPORARY LOCUS - FESTIVAL ORLANDO
    17.05.17 - 21.05.17
        [== LINK ==]

    Contemporary Locus, in collaborazione con il Festival Orlando – identità, relazioni, possibilità – presenta KISS (USA 1963/64) di Andy Warhol.
    Il film è proiettato dal 17 al 21 maggio – dalle ore 19 – sulla parete vetrata della Domus-Bergamo, in Piazza Dante.

    INSPIEGABILI DELIRI POPOLARI E FOLLIA DELLE FOLLE. LA "TULIPOMANIA", UNA CRONACA TRA ORIENTE E OCCIDENTE
    [= INSPIEGABILI ==== DELIRI ==== POPOLARI === E == FOLLIA = DELLE === FOLLE. = LA === TULIPOMANIA ==== UNA === CRONACA ==== TRA === ORIENTE === E ==== OCCIDENTE ==]
    ORTO BOTANICO DI BERGAMO LORENZO ROTA
    03.05.17

    ore 17,30
    Sala Viscontea, Piazza Cittadella, Città Alta



        [== LINK ==]

    RELATORE: prof. Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Bergamo.

    I tulipani sono stati all’inizio del ‘600, quando arrivarono in Europa, oggetto di tale attenzione, che sfociò in quella che è stata definita “La tulipomania”. In Olanda, la commercializzazione dei bulbi, sopratutto quelli rari, raggiunse cifre da capogiro, alimentando la speculazione che alla fine portò ad una crisi finanziaria senza precedenti.

    Un viaggio tra storia, arte e botanica.

    MARIO GIACOMELLI - TERRE SCRITTE
    [=== MARIO = GIACOMELLI === TERRE === SCRITTE =]
    FONDAZIONE MIA
    21.04.17 - 31.07.17

    Complesso Monumentale di Astino

    Il Complesso Monumentale sarà aperto ad orario festivo (cioè venerdì dalle 16 alle 24 mentre sabato domenica e festivi dalle 10 alle 24) fino a martedì 25 aprile e poi per tutto il mese di maggio.



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    a cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi

    Oltre 40 scatti, molti inediti, provenienti direttamente dall’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato (Rita Giacomelli), in una mostra esclusiva, promossa dalla Fondazione MIA, curata da Corrado Benigni e Mauro Zanchi, per raccontare un maestro indiscusso della fotografia italiana.
    Per la prima volta a Bergamo, nella bellissima cornice del Complesso Monumentale di Astino, questa esposizione vuole indagare l’opera di Mario Giacomelli attraverso un percorso inedito che rilegge l’esperienza di questo grande autore, che con i suoi potenti bianco e neri ha rivoluzionato il linguaggio della fotografia.
    Il tema portante della mostra sarà il paesaggio. Questo motivo è stato fondamentale nel percorso creativo di Giacomelli, ricorrendo continuamente nelle sue fotografie. In particolare il paesaggio campestre delle Marche, ripreso in modo personalissimo e interpretato in maniera sempre più grafica. “Cerco i segni nella terra, cerco la materia e i segni, come può fare un incisore”, ha detto lo stesso Giacomelli.
    Il paesaggio di Giacomelli è insieme reale e inventato, così come il suo sguardo è visionario e visivo al contempo. È il pretesto per rappresentare una situazione altra. Le sue sono “terre scritte”, dove l’orizzonte è quasi del tutto eliminato: un incastro di tempo e non-tempo. Nei suoi paesaggi il rapporto tra campagna e memoria, tra Giacomelli e una terra-madre negata e accettata si fa più drammatico, traducendosi in un’asciutta e grande rappresentazione. Della terra egli coglie i segni, la materia, i solchi, tuttavia trovando in essi corrispondenze con i corpi dell’uomo, perché la terra, nella sua poetica, è la carne stessa dell’uomo. In questa serie di scatti, in particolare, partendo dai piccoli dettagli della natura, che veicolano in sé un respiro umano, come un alchimista dello sguardo egli trasforma l’immagine in un “doppio visivo”.
    Il paesaggio di Giacomelli, paesaggio della memoria e della favola, paesaggio di figure nascoste e di prodigi, dialoga perfettamente con il luogo e la natura di Astino. Accanto a questa serie saranno esposti anche gli scatti che fanno parte del ciclo Motivo suggerito dal taglio dell’albero, tra le prove più persuasive del maestro marchigiano e che insieme al paesaggio rappresentano un’indagine profonda sul tema della natura.

    Catalogo edito da Silvana Editoriale (€ 20,00), con testi di Corrado Benigni, Mauro Zanchi, Katiuscia Biondi e un’intervista ad Artuto Carlo Quintavalle (a cura di Corrado Benigni)

    NATURA ALTERA - PINA INFERRERA
    [=== NATURA = ALTERA ====== PINA ==== INFERRERA ==]
    ABITARE BALERI
    11.05.17 - 17.06.17

    orari: 9.00 – 12.00 / 15.00 – 19.00

    via Volta 2/4 Albino (BG)



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    a cura di Roberto Borghi

    Fino al 17 giugno, saranno esposte una trentina di opere realizzate durante gli ultimi cinque anni nel corso di viaggi in Austria, nella regione della Stiria, e in Francia, sulle coste della Normandia e lungo i fiumi della Borgogna. Immagini in cui la vegetazione è colta in rapporto all’acqua e al suo potenziale di rispecchiamento, scatti in cui la natura riverberandosi conosce una sorta di alterazione dei suoi lineamenti, una trasformazione in qualcosa di letteralmente altro che ha tratti spiccatamente pittorici e un’intonazione velatamente metafisica. In queste opere insomma si manifesta – secondo Roberto Borghi, curatore della mostra – una visione «totalmente altra» dal canone romantico della rappresentazione della natura che la vorrebbe «riflesso dell’interiorità dell’artista»: qui invece assistiamo a «una natura che si specchia in se stessa e che non si ritrova, una natura che specchiandosi si tramuta, si dissolve, si perde», ma grazie a tale perdita acquisisce ieraticità e vitalità inconsuete e preziose.

    ©THE BLANK 2017
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    ABITARE BALERI | NATURA ALTERA - PINA INFERRERA | 11.05.17 - 17.06.17