Lo Spazio ALT prevede l’apertura domenicale, ad ingresso libero, dalle 15 alle 19.
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The blank contemporary art seleziona profili che si occupino della ricerca, strutturazione, redazione di bandi regionali, nazionali ed europei la cui finalità è in linea con i caratteri statutari dell’associazione.
The Blank contemporary art è un’associazione culturale nata a Bergamo nel 2010 con l’obiettivo di diffondere e ampliare la passione e la curiosità verso l’arte contemporanea, favorire lo scambio e la circolazione di artisti e pratiche artistiche, creare progetti di rete tra istituzioni sia pubbliche che private, finalizzando le proprie attività alla promozione e alla valorizzazione dell’arte contemporanea attraverso i contatti tra persone, enti ed associazioni. The blank si propone come luogo di incontro e aggregazione nel nome di interessi culturali e vuole assolvere alla funzione sociale di maturazione e crescita umana e civile attraverso l’arte contemporanea.
E’ richiesta la disponibilità a partecipare a incontri di formazione, una forte predisposizione all’approfondimento della materia e la conoscenza progettuale-economica necessaria alla partecipazione dei bandi.
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Concorso d’arte “ACQUA: STILE LIBERO”
L’iniziativa invita tutti gli artisti residenti nel territorio bergamasco alla realizzazione di opere d’arte sul tema dell’acqua. Premiazioni il 9 maggio 2013.
Il Consorzio di Bonifica della Media Pianura Bergamasca ha bandito un nuovo concorso d’arte rivolto a tutti gli artisti, professionisti e non, senza limiti di età e residenti nel territorio bergamasco dal titolo “Acqua: Stile Libero”.
Il tema di quest’anno è un’esortazione a cogliere i vari aspetti legati all’acqua. Il titolo rappresenta perciò un’indicazione, un invito per tutti gli artisti alla realizzazione di opere d’arte che abbiano come tema l’acqua nella sua accezione più ampia. Un’esortazione a sperimentare e sviluppare diverse forme artistiche, a fine di collocare l’elemento acqua all’interno del mondo immaginativo e del fare creativo di ogni artista.
Pittura, fotografia, video, scultura, ogni tipologia di opera d’arte viene presa in considerazione. La qualità, la ricerca, la contemporaneità e l’attinenza al tema proposto rappresentano i criteri fondamentali della selezione.
Tramite una votazione che sarà effettuata online a partire dal 25 marzo 2013 sulla pagina del concorso www.amicaacqua.it dagli utenti registrati in Facebook, sarà possibile esprimere la propria preferenza votando le opere d’arte preferite. Le votazioni si chiuderanno il 28 aprile 2013.
Le 20 opere d’arte più votate parteciperanno alla mostra-evento finale presso l’Archivio di Stato di Bergamo. Mostra che verrà inaugurata il 9 e si chiuderà l’11 maggio 2013. Sarà inoltre prodotto un catalogo con testi critici. Saranno infine gli stessi artisti nel giorno dell’inaugurazione a decretare i vincitori.
L’iniziativa, giunta alla quinta edizione, si colloca nell’ambito di quanto il Consorzio sta compiendo per la promozione, la valorizzazione delle risorse acquifere e la salvaguardia del territorio da esondazioni.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il bando del concorso su www.amicaacqua.it
La “piramide” mausoleo funebre per il dittatore albanese Enver Hoxha, costruita nel 1987 verrà demolita. La piramide è uno dei pochi monumenti di architettura socialista rimasti in Albania e la sua rimozione è un sintomo evidente di voler dimenticare, superare a tutti i costi il proprio passato, senza averlo metabolizzato.
Ci siamo arrampicati su un lato della piramide srotolando un telo bianco con la parola HISTERI (Isteria), che in lingua albanese, cambia soltanto una lettera dalla parola HISTORI (Storia). Durante l’azione inaspettatamente alcuni bambini Rom si sono uniti a noi, dopo aver sentito il significato di ciò che stavamo facendo.
Sopra: Studio203, HISTŒRI removing, 2012, video, 3’52’’
Studio203 è un collettivo artistico architettonico il cui fulcro è composto da Stefano Romano (artista) ed Eriselda Çobo (architetto) | studio203 is an artistic and architectural collective whose core is composed by Stefano Romano (artist) and Eriselda Çobo (architect)
I coniugi Kellogg nel 1931 crebbero come fratello e sorella il proprio figlio Donald insieme allo scimpanzé Gua, entrambi di pochi mesi. Luella e Winthrop registrarono il processo di crescita e apprendimento nei due piccoli le cui maggiori differenze comportamentali riguardavano il riconoscimento delle persone (per Donald dipendente dalla faccia e per Gua dai vestiti e dall’odore) e il linguaggio: Gua non sapeva parlare condizionando Donald a copiare i suoi suoni per comunicare con lei. I Kellogg rifiutarono il regresso animale del figlio e li separarono. Gua morì nel 1933 mentre il Dr. Donald Kellogg si suicidò nel 1972.
“Nella ricerca artistica di Erica Battello il percorso esplorativo verso la scoperta della propria identità, all’interno di diversi ambiti culturali e sociali, diventa un punto focale per comprendere la base dei progetti artistici che la giovane artista ha realizzato fino ad ora.La connessione tra Oriente e Occidente è il substrato dove avviare l’indagine verso la scoperta delle proprie origini e delle proprie radici che, crescendo ed articolandosi, si sviluppano da un tempo passato e giungono fino al presente. Per Erica l’articolazione dell’intreccio culturale e territoriale, ereditato dal suo patrimonio genetico, crea un dialogo profondo e riflessivo sul suo ruolo all’interno del mondo e del tempo, in cui la soluzione sembra svelarsi seguendo un filo rosso metaforico che guida e orienta la ricerca. Un chicco di riso racchiude un significato profondo: un simbolo che viene ripetuto con insistenza per sviluppare il ritmo della ricerca ed alimentare la necessità di ricostruire il proprio percorso, avvicinandosi al traguardo di percepire l’identità ibrida e complessa dell’artista. Le opere, in mostra presso lo Spazio ESTRO, ricreano il percorso che l’artista ha intrapreso fino ad ora, proponendo al pubblico un interessante narrazione del viaggio alla ricerca di se stessi.” Lia Ronchi
Inaugurazione:
giovedì 21.02.2013 h. 18.00
Apertura:
martedì – venerdì 18.00 – 21.00
sabato – domenica 16.00 -20.00
Spazio ESTRO
via Zambonate 33
24126, Bergamo
3280617015 – 3482503497
associazioneestro@virgilio.it
www.assestro.it
a cura di Alessandro Trabucco
“L’arte non ripete le cose visibili, ma rende visibile”
Paul Klee, Confessione creatrice, 1920
Questa significativa frase del grandissimo artista svizzero, tra i principali protagonisti del decennio più rivoluzionario del Novecento, estratta dal breve saggio Confessione creatrice pubblicato quasi un secolo fa, è emblematica di un momento storico di straordinario ed irripetibile fermento creativo. Una manciata di anni caratterizzati da enormi stravolgimenti in tutti i campi della creatività umana, da quello riguardante più specificatamente la pittura, sino alla ricerca musicale (si pensi solo all’effetto sconvolgente che ebbe sul pubblico l’ascolto della Sagra della Primavera di Stravinsky alla sua prima esecuzione nel 1913, o alle teorie innovative della dodecafonia di Schönberg, solo di qualche anno dopo), per arrivare alle precoci innovazioni linguistiche avvenute nel campo di un’arte tutto sommato ancora giovane come la fotografia, realizzate da sperimentatori audaci tra i quali Man Ray, Christian Schad e Lazlo Moholy-Nagy.
Una frase eterna, che si addice proprio e soprattutto alla fotografia, da sempre accusata, sin dalla sua nascita avvenuta verso la metà dell’Ottocento, di essere troppo legata ad una pedissequa duplicazione della realtà.
Ecco, già verso i primi anni del Novecento questo pregiudizio era stato sconfessato dalle capacità innovative degli artisti citati (non definibili propriamente come fotografi puri), ma questo si è riverificato anche negli ultimi venti anni dello stesso secolo, con lo sviluppo tecnologico della fotografia digitale, durante i quali questa accusa è stata destituita definitivamente di qualsiasi fondamento.
Ciò che ci troviamo a guardare ora, osservando una fotografia, non è più detto che esista o che sia esistito veramente nella realtà e in un altro tempo, o meglio, la fotografia non assolve più al compito di documentare oggettivamente un luogo o un evento.
La composizione fotografica, nella quale è possibile riconoscere comunque uno spaccato della realtà esterna e non semplicemente l’ombra o la silhouette luminosa di un oggetto reale fissato direttamente dall’artista sulla carta emulsionata nella camera oscura (i rayogrammi di Man Ray per esempio, tecnica che bypassava la fase dello scatto sulla pellicola sensibile), assume una propria autonomia visiva rispetto a ciò che essa esprime, cioè “non ripete le cose visibili, ma rende visibile” un’immagine che prima non esisteva, se non nella mente del proprio artefice.
Ed è proprio ciò che avviene nelle immagini di Aqua Aura, paesaggi glaciali, deserti bianchi, terre desolate prive di una qualsiasi presenza vivente (umana, animale o vegetale) o in alcuni casi solo metaforica (rappresentata da un oggetto o da un residuo di un’attività manuale) esse stesse animate da una propria esistenza, di una propria “reale” vita interiore. Questa presenza nel mondo è però frutto di un’invenzione della mente, di un’effettiva manipolazione che avviene prima nell’insondabile regno dell’immaginazione umana e poi elaborata “fisicamente” nella virtualità elettronica dell’universo artificiale digitale.
Le immagini hanno dunque origine da una serie di suggestioni provocate dalla realtà esterna, la procedura esecutiva seguita da Aqua Aura è, inizialmente, quella canonica del fotografo di paesaggio, il quale percorre in lungo e in largo il globo terrestre alla ricerca di una propria personale interpretazione dello spettacolo naturale che gli si pone di fronte alla vista, realizzando un numero imprecisato (perché non quantificabile) di scatti; nel lavoro di Aqua Aura questi scatti subiscono successivamente dei cambiamenti significativi, la selezione accurata delle immagini porta alla vera e propria creazione di ibridi visivi, singole rappresentazioni assemblate al computer e composte da parti prelevate da differenti scatti, a formare una nuova, inedita e, soprattutto, inesistente realtà.
E’ precisamente ciò che afferma Paul Klee: “rendere visibile” ciò che prima non “era esistente” e che ora finalmente può prendere forma grazie al potere demiurgico dell’artista, capace di infondere energia vitale ad una nuova “creatura”, facendovi scaturire al suo interno la propria scintilla creatrice.
La mostra è articolata sui due piani della galleria (terreno e sotterraneo) secondo una sequenza studiata al fine di accompagnare il visitatore alla scoperta dei suggestivi paesaggi creati da Aqua Aura, seguendo un itinerario che disvela man mano le particolari caratteristiche di ciascuna immagine, ma soprattutto le atmosfere che nell’insieme esse sanno evocare.
Il sentimento del sublime, che ispira la visione degli ambienti glaciali, con i loro forti contrasti tra il bianco più luminoso e il nero più profondo, e i vapori, che richiamano luoghi lontani nello spazio e nel tempo, eventi naturali che affascinano lo sguardo e lo trasportano in silenziose ed immobili visioni romantiche.
Uno sguardo che viene poi stimolato anche dalla presenza di un elemento installativo modulare ed apparentemente estraneo al contesto, che introduce, soprattutto nelle opere esposte nel piano sotterraneo, un aspetto destabilizzante ed alternativo ad una visione esclusivamente statica e contemplativa.
Con questo particolare oggetto Aqua Aura crea un’ambientazione voyeuristica, spingendo lo spettatore ad avvicinarsi alle singole immagini scostando una rossa e scintillante tenda a filo che ne impedisce un’agevole e completa visuale, un’azione di nascondimento col preciso intento di far instaurare con esse una sorta di intimità visiva, di incontro ravvicinato e personale.
L’aspetto onirico che caratterizza queste fotografie è un chiaro e concreto segnale della loro genesi formale avvenuta a livello mentale; ai paesaggi dall’atmosfera romantica l’artista inserisce elementi architettonici o presenze stranianti che ne aumentano notevolmente l’effetto di disorientamento visivo.
Inaugurazione:
Sabato 23.02.2013, h 18.00
Apertura:
Lunedì al Venerdì h 16.30 – 19.30
Sabato: 11.00 -12.30 e 16.30 – 19.30
Martedì chiuso
STUDIO VANNA CASATI
Via Borgo Palazzo, 42 (interno)
24125, Bergamo
Telefono e Fax 035.222.333
vannacasati@fastwebnet.it
www.vannacasati.it
L’Accademia Carrara di Belle Arti presenta al pubblico i lavori prodotti dagli studenti durante il primo semestre nell’ambito dei corsi di Pittura/Arti visive e di Nuove tecnologie per l’arte. La mostra è la prima dei due momenti espositivi che fanno parte della didattica e che si susseguono durante l’anno alla fine del primo e del secondo semestre di studi. La scuola desidera aprire le sue aule alla città di Bergamo e confrontarsi con il pubblico, presentando le ricerche, i pensieri e le forme prodotte dagli studenti, che convivono e dialogano in un unico spazio espositivo.
La mostra nasce dalla collaborazione tra studenti e docenti. L’organizzazione della mostra in tutti i suoi aspetti è stata gestita dagli studenti, con la supervisione dei docenti e dei tutor dell’Accademia.
La mostra intende avere la sostanza del laboratorio, del luogo di sperimentazione di proposte creative non necessariamente cristallizzate in una forma definitiva. Sono presentate ricerche e lavori in crescita, in progress, tappe di un percorso formativo aperto e flessibile, che farà tesoro dell’esperienza della mostra. L’ampiezza degli approcci, dei mezzi e dei linguaggi utilizzati dagli studenti (video, fotografie, elaborazioni digitali, installazioni, disegni, opere su tela, performance, etc.) riflette il progetto formativo dell’Accademia, impostato sulla interdisciplinarità e sulla sperimentazione.
Il rapporto con il pubblico riveste un ruolo decisivo. È un momento di scambio, dialogo e occasione di crescita. Gli studenti dell’Accademia si rendono disponibili a questo confronto, molti di loro – iscritti al primo anno di corso -, per la prima volta.
Inaugurazione:
mercoledì 20.02.2013 h. 18.00
Apertura:
21.02.2013 – 22.02. 2013 h. 9.00 – 17.00
Accademia Carrara di Belle Arti
P.zza G. Carrara 82/d – Bergamo
h 9.30 – 17.00
tel. 035 399563
segreteria@accademiabellearti.bg.it
www.accademiacarrarabellearti.bg.it