THE BLANK | CAMOUFLAGE | VIDEOS&CHATS
The Blank presenta CAMOUFLAGE VIDEOS&CHATS
un progetto Vegapunk di Simona Da Pozzo e Marisol Malatesta
9 maggio 2015 dalle ore 17.00 alle ore 20.00
artisti: Bianca Bonaschi e Marco Bonaschi, Matilde Ciullo, Toobie (Marta Brunetti e Pietro Trizzullo), Barbara Boiocchi, Emily Ciccarelli,Rachel Howard, Monica Bonomo, Catherine Smith, Giulia Pellegrini, Virginia Garra, Sirio Vanelli, Laura Bianco.
A Bergamo il 9 maggio l’associazione The Blank ospita Camouflage, un’occasione di confronto tra coloro che praticano, insegnano ed esplorano la dimensione video della produzione artistica in diversi paesi e contesti. Attraverso una serie di screenings, talk e mostre, il progetto colleziona e rende visibili i video degli studenti di diverse Accademie.
Nella sede di The Blank Residency sarranno proiettati 12 video, quattro per ogni accademia coinvolta: Accademia di Belle Arti G. Carrara (Bergamo); AUB (Bournmouth, GB) e NABA (Milano).
I lavori presentano forme di verse: alcuni investono i muri delle stanze di The Blank per creare degli ambienti, spazi da contemplare, altri coinvolgono lo spettatore in un arco di tempo, in una narrazione in cui il ritmo diventa un elemento determinante nella percezione dell’opera. Gli artisti e studenti presenti avranno un’occasione di scambio, per raccontare in modo informale il proprio lavoro e confrontarsi con il pubblico.
Camouflage è un progetto Vegapunk nato da Simona Da Pozzo e Marisol Malatesta le quali, lavorando entrambe con il supporto video sia nell’ambito della propria produzione artistica che nell’attività d’insegnamento, desiderano sperimentare una modalità d’incontro che permetta di far viaggiare parallelamente istanze artistiche e professionali nell’ambito specifico della videoarte. Camoufflage vive del coinvolgimento progressivo di altre realtà: l’ambizione del progetto è quella di divenire una sorta di Blob rizomatoso che possa espandersi coinvolgendo mano a mano nuovi territori, accademie, curatori e associazioni per far circolare le opere video dei giovani artisti e creare occasioni socializzanti di scambio critico. Le realtà curatoriali e pedagogiche con cui il progetto entra in contatto vengono invitate a coinvolgere a cascata altre accademie e/o curatori in modo da ampliare il dialogo, moltiplicare le videoproiezioni e implementare gli artisti coinvolti. La finalità dell’operazione è quello di aprire un network per gli studenti attraverso cui possano sperimentare il contesto della distribuzione video indipendente.
Il progetto è dunque aperto, per informazioni: vegapunkmilan@gmail.com
OPERE:
Da Accademia di Belle Arti G. Carrara:
“Clessidra”, di Bianca Bonaschi e Marco Bonaschi,
“Il tempo e fiori finti”, di Matilde Ciullo,
“Terram Meam” di Toobie (Marta Brunetti e Pietro Trizzullo),
“Capolavoro, abbandonare il blu” di Barbara Boiocchi.
Da AUB Art University Bournemouth:
“Sleeping Series” di Emily Ciccarelli,
“#Abtruth _art bullshit truth news channel” di Rachel Howard,
“Mare Cesena” di Monica Bonomo,
“37 1769° N, 3 5900° W” di Catherine Smith.
Da Naba Nuova Accademia di Belle Arti Milano:
”Ecidar” di Giulia Pellegrini,
“Vensòn” di Virginia Garra,
“Blindview” di Sirio Vanelli,
“Il cielo è un tappo bianco su Shanghai” di Laura Bianco.
Vegapunk è un artist run space; è uno studio condiviso; è uno spazio per esporre e conoscere in modo informale persone, progetti e opere. Dal 2013 Simona Da Pozzo porta avanti e cura il progetto “Artist Hosting Artists”: una serie di appuntamenti con cui l’artista accoglie progetti e opere di altri artisti e autori. http://vega-punk.blogspot.it/
Marisol Malatesta e Simona Da Pozzo sono artiste visive e hanno condiviso per un anno Vegapunk.
The Blank riunisce in unico network gli operatori dell’arte sia pubblici che privati attivi sul territorio bergamasco, promuovendo manifestazioni ed eventi culturali per diffondere la passione per l’arte contemporanea e realizzando iniziative che vedono il coinvolgimento congiunto di molteplici operatori. www.theblank.it
Per informazioni: vegapunkmilan@gmail.com
LE DOMENICHE IN SANTA MARTA
6 FEMININE WAYS
Arte e Musica
FABRIZIO GAROFOLI JAZZ FOLK PROJEKT
Domenica 3 maggio alle ore 17.00
Ingresso libero
In sintonia con quanto stabilito dalla Legge Franceschini che prevede, ogni prima domenica del mese, l’ingresso gratuito
in tutti i Musei e nelle Istituzioni artistico-culturali statali, Banca Popolare di Bergamo apre eccezionalmente al pubblico il
quattrocentesco Chiostro di Santa Marta in Bergamo, mettendo gratuitamente a disposizione dei visitatori qualificate
guide che illustreranno e commenteranno le opere d’arte in esso conservate.
Domenica 3 maggio 2015 alle ore 17.00 prende inoltre avvio un ciclo di sei concerti (uno per ogni prima domenica del
mese, fino ad ottobre) tenuti da altrettante formazioni, il cui filo rosso è rappresentato dalla preminenza attribuita alla
voce femminile, in sintonia con l’identità storico-culturale del Monastero (di cui il Chiostro era parte), dedicato a Santa
Marta e abitato per secoli da monache dell’ordine domenicano.
Domenica 3 maggio alle ore 17 è il turno del
FABRIZIO GAROFOLI JAZZ FOLK PROJEKT
Fabrizio Garofoli piano
Carola Caruso vocalist
Massimo Pierini contrabbasso
Stefano Bertoli percussioni
INGRESSO LIBERO
Il Chiostro di Santa Marta è un prezioso scrigno d’arte sito nel cuore della città, ricco di testimonianze storiche, religiose
e culturali, nonché scenario di importanti creazioni della scultura moderna e contemporanea: dal “Grande Cardinale
seduto” di Giacomo Manzù alle “Suore che comunicano” di Elia Ajolfi, all’eccezionale monolito “Untitled” dell’artista
anglo-indiano Anish Kapoor. Ai visitatori verrà donato un opuscolo con brevi schede storico-critiche sul Chiostro e le sue
sculture e un libricino dedicato alla scultura di Anish Kapoor, realizzato nel 2014 in occasione del 10° anno dalla sua
acquisizione da parte della Banca.
Incontri ravvicinati con la collezione d’arte di Banca Popolare di Bergamo a cura di Enrico De Pascale
Incontro n. 5 | 4 – 29 maggio 2015
Yan Pei-MinG
Paysage International
1998 – olio su tela, cm 200 x 250 – Bergamo, Collezione Banca Popolare di Bergamo
Oltre agli autoritratti e ai ritratti di personaggi celebri, da Mao Tse Tung a Papa Giovanni Paolo II, la produzione di Yan Pei-Ming comprende, fin dagli esordi, anche i paesaggi. in quanto genere autonomo, la pittura di paesaggio si è affermata in Occidente solo dal XVII secolo, emancipandosi dal ruolo di mero fondale che la pittura di storia gli aveva tradizionalmente riservato. Non così in Cina, dove il tema naturalistico ha sempre goduto di grande fortuna, identificandosi tout court con l’universo stesso, di cui l’uomo non è che una piccola parte. Con l’obiettivo di rinnovare questa tradizione, Pei-Ming trasforma lo scenario naturale in uno spazio in cui terra, alberi e cielo si fondono in un abbraccio tumultuoso e primordiale, movimentato e trasudante luci e umori. Fedele alla sua tavolozza monocromatica e alle pennellate energiche cariche di impasti, l’artista piega il suo stile impetuoso e “caldo” di matrice neo-espressionista alle esigenze di una regìa sontuosamente teatrale, che dona all’immagine una straordinaria forza drammatica e un’intensa carica evocativa.
YAn PEi-MinG (Shangai, 1960). Ha vissuto gli anni della rivoluzione culturale cinese come pittore di propaganda con un orientamento realista. Nel 1981 emigra in Francia e studia all’Ecole Nationale des Beaux Arts di Digione e all’Institut des Hautes Études en Arts Plastiques di Parigi. Si specializza nella produzione di ritratti di grande formato usando solo il rosso o il nero combinati con il bianco. Coniuga la tradizione occidentale del ritratto con il grande formato tipico della cartellonistica usata dalla propaganda cinese di regime per esaltare i propri eroi. Tale formula produce il sorprendente esito di proiettare il volto dell’effigiato in una dimensione epica, trasformandolo in una sorta di paesaggio“antropomorfo”. Tra i suoi lavori più originali si segnala la serie 108 Brigands (1993) ispirata a un testo della tradizione letteraria cinese. Ha partecipato alla Biennale d’Arte di Venezia del 2003 e del 2005. Nel 2008 una sua ampia personale è stata allestita presso la GAMeC di Bergamo
Banca Popolare di Bergamo promuove il progetto ART UP, un’iniziativa culturale finalizzata alla conoscenza del proprio patrimonio artistico. Ogni mese, un’opera d’arte diversa facente parte della collezione della Banca, verrà esposta al pubblico nell’atrio della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8. Non una semplice presentazione, ma un vero e proprio “invito” alla lettura e alla fruizione tramite schede storico-critiche illustrate e collezionabili, realizzate per l’occasione dallo storico dell’arte Enrico De Pascale, Curatore responsabile della collezione. Con il progetto ART UP vengono così rese visibili opere d’arte antica e contemporanea normalmente “inaccessibili” perché ubicate negli uffici, nelle filiali, nei caveaux della Banca.
La collezione d’arte della Banca, che assomma diverse centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquant’anni, intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare l’attenzione per la produzione artistica locale e nazionale – da Baschenis a Fra’ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con l’interesse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.
Banca Popolare di Bergamo
Banca Popolare di Bergamo, appartenente al Gruppo UBI Banca, opera attraverso 354 sportelli nelle province di Bergamo, Varese, Monza e Brianza, Como, Lecco, Milano, Brescia e Roma. Fondata nel 1869, la Banca ha costantemente svolto il ruolo di Istituto di riferimento per il territorio in cui opera, distinguendosi per il sostegno all’economia locale e per le iniziative di carattere sociale e culturale.
Banca Popolare di Bergamo, Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo
Orari dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
INGRESSO LIBERO
MARTA DORME NEL LETTO DI TRE FIUMI
un progetto di Martina Dierico
curato da MAPS – Museum of Art in Public Space e Daniele Maffeis
nell’ambito di POLAREXPO 2015
Domenica 26 aprile 2015 alle ore 14.30 si apre la stagione di Polarexpo 2015, nell’ambito della Caccia al Libro organizzata dal Servizio Giovani del Comune di Bergamo.
Ancor prima che una mostra, Marta dorme nel letto di tre fiumi è innanzitutto un progetto relazionale e partecipativo, concepito per travalicare i limiti dello spazio espositivo tradizionale e relazionarsi direttamente con la città di Bergamo.
Marta dorme nel letto di tre fiumi è il titolo di un inedito racconto breve che Martina Dierico ha commissionato a Leo Merati, giovane autore bergamasco. Sappiamo che il racconto parla di una ricerca singolare e di un incontro fortuito, sappiamo che la città di Bergamo ne è lo sfondo, o piuttosto un comprimario. Nulla di più.
Esistono 29 esemplari del libro ma ciascun esemplare contiene una ed una sola diversa pagina del racconto. A partire dal 26 aprile in occasione della Caccia al Libro e per tutto il mese di maggio, le 29 edizioni parziali verranno disseminate in luoghi differenti della città di Bergamo: biblioteche, mercatini, librerie, edicole. Chiunque incapperà in uno dei libri potrà liberamente appropriarsene e, comunicando via mail un apposito codice, decidere di sbloccare la propria pagina. Una versione digitale del libro, liberamente accessibile via web, ospiterà esclusivamente le pagine sbloccate fino a quel momento.
Sulla pagina facebook martadorme sarà possibile seguire gli sviluppi del progetto, sapere quando una nuova pagina verrà sbloccata e trovare eventuali indizi sulla distribuzione dei libri in città.
In occasione della Caccia al Libro organizzata in concomitanza con la 56^ edizione della Fiera del Libro, verrà inaugurato il progetto: il ritrovamento del primo dei 29 esemplari incompleti costituirà infatti una delle prove della Caccia al Libro.
Nel mese di giugno l’unica copia completa del libro verrà esposta sotto teca all’interno della MICROGALLERY, la project room di MAPS – Museum of Art in Public Space, accompagnata da un supporto digitale che mostrerà le pagine sbloccate fino a quel momento. A fine anno verrà infine pubblicato un microcatalogo che raccoglierà la documentazione e gli esiti dell’intero progetto.
L’articolata architettura processuale orchestrata da Martina Dierico si dimostra in grado di suscitare riflessioni su dinamiche particolarmente degne di interesse: la produzione, distribuzione e frammentazione delle informazioni e il loro costante – ma spesso discontinuo – travaso dal mondo analogico a quello digitale, e viceversa; la capacità di uno stimolo frammentario di suscitare interesse e ritagliarsi uno spazio di attenzione in mezzo alla sovrabbondanza degli stimoli circostanti; la possibilità di relazionarsi ad un pubblico incidentale e il tentativo di indurlo ad una partecipazione attiva.
Spazio Polaresco: fabianagerosa@comune.bg.it | tel 035-399674
MAPS – Museum of Art in Public Space: www.the-maps.org | mail@the-maps.org | tel 035 399674
Pagina facebook del progetto:
https://www.facebook.com/martadorme
Link alle pagine sbloccate del libro:
http://issuu.com/maps-museumofartinpublicspace/docs/copertina
Polarexpo 2015
Polarexpo è un bando di concorso promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo finalizzato alla realizzazione di 4 mostre che verranno realizzate tra aprile e dicembre 2015. La partecipazione al bando è rivolta ai giovani artisti (singoli o gruppi) residenti a Bergamo e provincia o che frequentino Istituti di Istruzione o Università di ogni ordine e grado con sede a Bergamo, con un’età compresa tra i 18 e 30 anni. Con la finalità di ingaggiare un più proficuo dialogo tra la città e i giovani artisti, l’Amministrazione ha deciso di sperimentare un nuovo formato che si caratterizza per l’interazione con due progetti curatoriali no-profit presenti sul territorio bergamasco: MAPS – Museum of Art in Public Space piattaforma di promozione di progetti d’arte in spazi pubblici ideata e curata dal collettivo DyZeroTre (Stefano Romano, Eri Çobo e Guido Affini) e BACO (Base Arte Contemporanea), progetto curatoriale di Mauro Zanchi e Stefano Raimondi presso il Palazzo della Misericordia, ex sede del conservatorio musicale di Città Alta.
MAPS – Museum of Art in Public Space
MAPS – Museum of Art in Public Space è una piattaforma fondata nel 2014 dal collettivo DyZeroTre con lo scopo di promuovere la ricerca artistica contemporanea che ha come teatro lo spazio pubblico in tutte le sue forme e derivazioni. Un museo esploso nella città che consente agli artisti invitati di confrontarsi ogni volta con zone diverse, ognuna espressione di connotazioni storiche e contemporanee dell’iconografia della città. MAPS è un museo che travolge/coinvolge/trasforma attraverso la produzione di mostre / screening video / conferenze il cui focus è sempre il confronto e dialogo con una zona della città e le sue problematiche territoriali o sociali. Perché l’incontro con l’arte può contenere l’emozione di un insurrezione, o viceversa l’arte è insurrezione perché contiene l’emozione della gente e dei luoghi che incontra.
Quest’anno la dodicesima edizione dello storico ciclo di conferenze, organizzato dalla Fondazione Adriano Bernareggi, è quasi interamente dedicata alle opere presenti nella mostra Dall’oro al Cielo (Museo Adriano Bernareggi 21 marzo – 21 giugno)
venerdì 24 aprile, ore 18.00
Antonio Paolucci
Il Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti nella Cappella Sistina
Centro Congressi Giovanni XXIII
Giovedì 7 maggio, ore 18.00
Emanuela Daffra
Per la devozione domestica. Modelli e botteghe intorno all’altarolo di San Benedetto
Giovedì 14 maggio, ore 18.00
Laura Paola Gnaccolini
Maria “in sole”: arte e devozione nell’ancona dell’Immacolata in Sant’Agata nel Carmine
Giovedì 21 maggio, ore 18.00
Giorgio Fossaluzza
L’immagine di pietà di Giampietro Silvio a Sedrina
Giovedì 4 giugno, ore 18.00
Barbara Maria Savy
Jacopo Palma il Vecchio a Bergamo
La prima conferenza si svolge presso il Centro Congressi Giovanni XXIII, 106 a Bergamo;
tutte le altre presso la sala ipogea del Museo Adriano Bernareggi (ingresso da via Pignolo, 76)
il ciclo è ad ingresso gratuito, fino ad esaurimento posti.
Info: T. 035 248772
mail: info@fondazionebernareggi.it
www.fondazionebernareggi.it
Giovani14 – Decifrare la guerra,mercoledì 15 APRILE 2015, ore 18.00, Museo Storico di Bergamo
a cura di Accademia di belle arti G. Carrara e Fondazione Bergamo nella Storianell’ambito del Progetto Giovani14.
99 cubi bianchi
Atti creativi in giardino
A cura di Salvatore Falci, Eva Marisaldi, Liliana Moro e degli studenti dell’Accademia di belle arti G. Carrara
Venerdì 24 aprile 2015 – ore 10.00-17.00
Giardino dell’Accademia di belle arti G. Carrara
p.zza G. Carrara, 82/2 – Bergamo
In occasione della riapertura dell’Accademia Carrara, l’Accademia di belle arti G. Carrara ha il piacere di presentare il progetto 99 cubi bianchi. Atti creativi in giardino che si terrà nel giardino dell’istituzione venerdì 24 aprile 2015 dalle ore 10.00 alle ore 17.00.
Considerando il giardino come l’elemento che divide/unisce la Pinacoteca e l’Accademia di belle arti, tenendo conto dell’intenzione del conte Giacomo Carrara che, dando vita al doppio polo museo/scuola voleva creare le condizioni per una presenza dinamica dell’arte nella città, l’Accademia di belle arti, con i suoi studenti e docenti, intende presentare un evento il giorno successivo all’inaugurazione del museo che sottolinei l’esistenza di un’energia che spesso si consuma solo all’interno delle aule.
99 cubi bianchi è un’esperienza di uso creativo del giardino, un palinsesto di accadimenti: novantanove cubi bianchi saranno installati nello spazio seguendo varie configurazioni che serviranno da supporto a opere temporanee e performance, mentre altri interventi contempleranno installazioni con materiali di recupero trovati in cortile, videoproiezioni, suoni ambientali, una semina collettiva di fiori misti, azioni sul basamento di cemento che si rifanno alle sculture un tempo presenti nel giardino, cartine di orientamento per percorrerlo, nonché torte cucinate con erbe commestibili raccolte in cortile. Inoltre, i visitatori saranno coinvolti dagli studenti con una domanda, “come vedi il futuro del giardino?”, attraverso un punto didattico di presentazione dei possibili progetti per la riqualificazione del luogo. Gli eventi si susseguiranno nella giornata, intessendo relazioni con lo spazio e con il pubblico invitato a essere parte attiva.
Storicamente il giardino dell’Accademia ha avuto la funzione di luogo comunitario connesso alla vita della scuola. Rimasto inagibile per anni a causa del cantiere, tale ambiente un tempo alberato ha ospitato lezioni all’aperto e opere. Tramite un secondo episodio d’uso, gli studenti e i docenti dell’Accademia esprimono il desiderio di prendersi cura di questo contesto per ridargli vita e funzioni.
99 cubi bianchi è un percorso di libera invenzione da parte degli studenti con il fine di costruire un “giardino in comune”, provando che possa accogliere mostre e opere site specific, ripopolarsi di vegetazione, essere usato per la didattica e per la convivialità, divenire uno “spazio pubblico” aperto alla città.
Il progetto sul giardino s’inquadra nel programma formativo e culturale dell’Accademia di belle arti G. Carrara che rimanda alla funzione delle arti visive come strumento di riflessione critica del presente, delle sue sfere pubbliche e delle sollecitazioni che provengono dal vivere urbano e collettivo.
Palinsesto degli eventi disponibile sul sito dell’Accademia www.accademiabelleartibg.it
Accademia di belle arti G. Carrara
p.zza G. Carrara, 82/d – Bergamo
ARS – Arte + Libri | Manuela Manzini: un progetto per il delfino | 17.04.15 – 09.05.15
ARS espone dal 17 di aprile al 9 maggio un progetto dal titolo La fabbrica della cultura.
Questo progetto nato nel 1995 in Francia dove Manuela abita e lavora, si sviluppa in compagnia
di Pierre Laurent, grafico e Jean-Claude Planchet, fotografo. Finalmente, grazie a Fédéric Schaffar
e Adeline Goyet grafici, trova la forma con la quale oggi La fabrique de la culture si presenta qui a
Bergamo: un sito Internet.
La fabrique de la culture è un progetto d’artista che si vuole participativo e interattivo, il suo
materiale di base è la cultura. Fisicamente si tratta di una piattaforma numerica destinata a
raccogliere contenuti culturali elaborati da noi, gli umani, come un «pallino», una passione unica
consumata con discrezione e lasciata, in certi casi, alla posterità familiare. Questi contenuti
recuperati e valorizzati da grafici, fotografi, scrittori, …. sono destinati alla fabbricazione di oggetti
d’esposizione, i Multiples.
Oggi, Ars presenta la versione italiana del sito la fabrique de la culture e propone una versione
originale dei Multiples : Inclusione – un progetto per il Delfino. Di che cosa si tratta ? Ci direte…
Di una promenade nel quartiere di Pignolo dove si trovano tutti i riferimenti che mi ricollegano
alla mia cultura d’origine, io che sono partita da tanti anni. Come scoprire, riscoprire questi mille
sfoglia che io porto in me, nonostante l’assenza?
In collaborazione con la libreria Ars, abbiamo individuato sul territorio, con epicentro La fontana
del delfino e che si estende a nord fino alla chiesa di San Michele al Pozzo Bianco, a sud alla
Piazzetta Santo Spirito e a est alla Piazza Carrara, una serie di luoghi carichi di storia, di situazioni e
di suggestioni. Su questi luoghi si è invitato una serie di persone e figure professionali, che abitano
nel borgo o su cui gravitano quotidianamente per lavoro, a produrre brevi letture di uno di questi.
Queste letture di inquadramento storico o suggestioni di ordine letterario, impressioni soggettive
o rimandi a citazioni altrui, lavori di scrittura , immagini, video, musica ecc., veri e propri lavori
creativi saranno poi compattati in QR code che verranno esposti in prossimità dei luoghi prescelti
e messi a disposizione dei visitatori della mostra, invitati a percorrere il borgo e a decodificarli col
telefonino. Una mostra interattiva fatta di luoghi, scoperte e condivisioni culturali.
Non dimenticate di scaricare l’applicazione che vi permetterà di leggere i QR code, tipo Mobiletag
In occasione di quanto stabilito dalla Legge “Franceschini” che prevede, ogni prima domenica del mese, l’apertura con ingresso gratuito in tutti i Musei e Istituzioni Culturali statali, Banca Popolare di Bergamo aderisce alla proposta del Ministero aprendo straordinariamente al pubblico il quattrocentesco Chiostro di Santa Marta e mettendo gratuitamente a disposizione dei visitatori alcune qualificate guide che illustreranno e commenteranno le opere d’arte in esso conservate.
Il Chiostro di Santa Marta è infatti un prezioso scrigno d’arte sito nel cuore della città, ricco di testimonianze storiche, religiose e culturali, nonché scenario di importanti creazioni della scultura moderna e contemporanea: dal “Grande Cardinale seduto” di Giacomo Manzù alle “Suore che comunicano” di Elia Ajolfi, all’eccezionale monolito “Untitled” dell’artista anglo-indiano Anish Kapoor.
Domenica prossima, 5 aprile 2015, giorno di Pasqua, il Chiostro resterà eccezionalmente aperto al pubblico sino alle ore 19. Ai visitatori sarà anche offerto, gratuitamente, un opuscolo con brevi schede storico-critiche sul Chiostro e le sue sculture oltre al libricino dedicato alla scultura di Anish Kapoor, realizzato nel 2014 in occasione del 10° anno dalla sua acquisizione da parte della Banca.
In occasione delle prossime aperture in programma ogni prima domenica del mese, Banca Popolare di Bergamo intende proporre ai visitatori del Chiostro iniziative collaterali che valorizzeranno ulteriormente questo sito peculiare nel cuore della città.
Dal 23 aprile 2015 riapre la Carrara.
Pisanello, Mantegna, Raffaello, Lotto, Moroni, Fra Galgario:
un viaggio di cinque secoli nella storia dell’arte italiana.
Il 2015 è l’anno di riapertura di Accademia Carrara di Bergamo, l’anno di inizio di un nuovo percorso, di una nuova
avventura che conferma la Carrara museo vivo, ricco e accogliente.
Nata nel 1796 dall’idea visionaria del nobile bergamasco Giacomo Carrara, che ha dato vita a un’istituzione museale a partire dalla propria passione di collezionista, Accademia Carrara si distingue nel panorama artistico italiano per identità e qualità del suo patrimonio: è da sempre considerata museo del collezionismo italiano e fra le più affascinanti raccolte di arte antica e rinascimentale del mondo.
La nuova Carrara si propone oggi modello di museo per il XXI secolo, patrimonio comune d’Italia e del mondo.
Cinque i campi di intervento principali durante i sette anni di chiusura, un periodo necessario alla realizzazione di lavori, non più rinviabili: il completo aggiornamento dei servizi per il pubblico, la ristrutturazione della sede neoclassica, il nuovo allestimento, la campagna di restauri dei capolavori e la valorizzazione della collezione in Italia e nel mondo.
I lavori riconsegnano agli appassionati un museo dotato di standard di conservazione adeguati allo straordinario patrimonio che custodisce. Un investimento eccezionale da parte del Comune di Bergamo che ha sostenuto l’intervento con oltre 10 milioni di euro, ai quali è da aggiungere il fondamentale finanziamento di 1.250.000 euro della Fondazione Credito Bergamasco che ha consentito di completare l’allestimento museale. Il risultato è un museo innovativo dal punto di vista del percorso e della distribuzione degli spazi, composto da ventotto sale, tredici al primo piano e quindici al secondo. Il completo aggiornamento dei servizi, quali lo spazio didattico, il museum shop, la sala video, ha reso la nuova Carrara accogliente, grazie alla particolare attenzione verso il pubblico di ogni età, ed efficiente, grazie ai supporti e alle innovazioni tecnologiche.
Gli anni di presenza del cantiere non sono stati impiegati esclusivamente per intervenire sullo storico edificio neoclassico, progettato da Simone Elia, al contrario, la Carrara ha messo a frutto il periodo per ripensare il proprio percorso museale, grazie al contributo di una commissione appositamente costituita.
Il risultato è un nuovo ordinamento della collezione permanente che comprende un totale di oltre 600 opere esposte (il 30% in più rispetto alla storica sistemazione) tra dipinti, in larga maggioranza, e sculture; il percorso, a differenza di quello precedente, si sviluppa su un arco cronologico di cinque secoli, dall’inizio del Quattrocento sino alla fine dell’Ottocento, toccando le principali scuole pittoriche italiane, dalla Lombardia al Veneto, dal Piemonte all’Emilia Romagna, dalla Toscana all’Umbria; non mancano sguardi alla pittura d’oltralpe, specialmente alle Fiandre e all’Olanda.
Il nuovo allestimento della Carrara si caratterizza come un percorso storico-artistico ed emozionale, dai grandi nomi della pittura di tutti i tempi agli esempi della ricchezza e vastità della raccolta, da piccoli capolavori assoluti a opere solenni, da spazi caratterizzati da un’atmosfera più raccolta a sale più ampie illuminate da grandi vetrate.
Contestualmente è stata avviata un’eccezionale campagna conservativa, con interventi che hanno interessato una parte considerevole del patrimonio. I restauri hanno coinvolto circa 130 opere tra i più importanti capolavori di Accademia Carrara, oltre a una serie di lavori meno conosciuti perché mai esposti prima. I numerosi interventi di restauro, compiuti in questi anni da eccellenti laboratori italiani, hanno interessato diversi livelli di azione su opere straordinarie come: San Sebastiano di Raffaello (1501), Madonna con bambino di Andrea Mantegna (1480), Ritratto di giovane di Giovanni Bellini (1475-78), Ritratto di gentildonna di Giovan Battista Moroni (1570), Madonna col bambino di Carlo Crivelli (1480-83), Sant’Ambrogio battezza Sant’Agostino di Antonio Vivarini (1435-40), Ritratto di giovinetta con ventaglio di Pitocchetto (1740) oltre a opere di Cima da Conegliano, Pintoricchio, Altobello Melone, Giovan Battista Tiepolo.
Impegnata nella ricerca e nella valorizzazione del proprio patrimonio sia a livello nazionale sia internazionale, la Carrara ha inoltre messo in campo una politica di valorizzazione delle proprie collezioni, organizzando mostre, in collaborazione con alcune delle più prestigiose sedi museali italiane ed estere, dall’Australia, alla Russia, agli Stati Uniti, che hanno coinvolto circa un milione di visitatori. Un’attività che ha permesso di ampliare enormemente la conoscenza di Accademia Carrara a livello mondiale, divenuta ambasciatrice del Rinascimento italiano dentro e fuori i confini e di tessere relazioni e partnership preziose anche per il futuro del museo.
Custode dei grandi nomi della storia dell’arte compresi tra il XV e il XIX secolo, Donatello, Pisanello, Mantegna, Giovanni Bellini, Botticelli, Raffaello, Tiziano, Baschenis, Fra Galgario, Tiepolo, Canaletto e Piccio, rappresentanti delle più importanti scuole artistiche italiane, Accademia Carrara vanta inoltre tra i più ampi corpus al mondo di Lorenzo Lotto e di Giovan Battista Moroni.
LA CARRARA IN NUMERI
23 aprile 2015: si riapre | 1 città: Bergamo
1 fondatore: Giacomo Carrara
4 grandi donatori: Giacomo Carrara, Guglielmo Lochis, Giovanni Morelli e Federico Zeri
236 altri donatori, tra privati e istituzioni
1796 nasce Accademia Carrara
1.796 dipinti in collezione compresi tra il XV e il XIX secolo
più di 130 sculture comprese tra XV e il XIX secolo | 2.824 disegni antichi
777 disegni realizzati, dall’inizio del XIX al XX secolo, da allievi di Accademia Carrara
1.632 calchi | 62 tra gessi, affreschi staccati, grandi cartoni preparatori
circa 7.600 stampe antiche | 1.300 libri antichi | 976 medaglie | 221 monete
46 sigilli antichi | 320 cornici | 180 tra mobili, bronzetti, porcellane, oggetti di oreficeria
60 ventagli | 133 peltri
LA CARRARA: I PROTAGONISTI
Donatello, Pisanello, Antonio Vivarini, Andrea Mantegna, Carlo Crivelli, Giovanni Bellini, Sandro Botticelli, Cima da
Conegliano, Vittore Carpaccio, Raffaello, Tiziano, Evaristo Baschenis, Fra Galgario, Tiepolo, Pittochetto, Canaletto,
Piccio, Pellizza da Volpedo. Tra i più ampi corpus al mondo di Lorenzo Lotto e Giovan Battista Moroni.