Biglietti:
25 euro in loco
22 euro con prevendita
gratuito fino ai 10 anni
ore 21:00
ACCADEMIA CARRARA
piazza Giacomo Carrara, 82, Bergamo
Tel. 035 234396
photo credits: Valentina Cenni
La programmazione estiva di Accademia Carrara si arricchisce di un appuntamento musicale d’eccezione: il concerto del compositore, pianista e cantante italiano Stefano Bollani. Il prossimo 25 luglio il museo bergamasco, già in molte occasioni punto di incontro tra le arti, ospiterà in piazza Carrara l’unica data lombarda del tour, in un nuovo connubio tra arte e musica.
Durante il concerto Bollani presenterà il suo ultimo album, Napoli Trip, un omaggio alla città partenopea. Un progetto che vede la partecipazione di vari personaggi, dal sassofonista e napoletano doc Daniele Sepe, al DJ norvegese Jan Bang, che svela una Napoli diversa, attraverso incursioni sonore spiccatamente contemporanee.
Napoli Trip combina elementi provenienti da mondi differenti grazie all’apporto di molti musicisti: dall’ensemble che rilegge Raffaele Viviani e Nino Taranto, all’inedito quartetto composto da Nico Gori (clarinetti e sax), Daniele Sepe (sassofono e flauti) e Manu Katche (batteria) che interagisce con le nuove composizioni di Bollani create per questo progetto. Non manca una parte più intima, al piano solo, in cui il compositore rivisita le ispirazioni partenopee per eccellenza, da Carosone a Pino Daniele, e infine un omaggio a Lorenzo Hengeller.
Stefano Bollani è nato a Milano nel 1972. Da sempre concepisce la musica come un enorme gioco da re-inventare, in continuazione. Cerca stimoli ovunque, improvvisando a fianco di grandi artisti. Quando non suona, scrive libri e inventa spettacoli teatrali, mentre per la radio ha dato vita al Dottor Djembè, onnisciente musicologo che ha sparso per svariati anni semi di ironia e sarcasmo dai microfoni di RadioRai3.
TUTTI GLI EVENTI AD INGRESSO LIBERO
orari: 18:00 – 24:0o
Tel. 035 237323
info@prolocobergamo.it
www.prolocobergamo.it
Sabato 9 luglio la divisione Art & Culture di Proloco Bergamo con il contributo di Fondazione della Comunità Bergamasca accende la città con la 3° edizione di Art2night 2016 – La Notte Bianca dell’Arte di Bergamo, l’evento che richiama ogni anno in una notte d’estate migliaia di persone, in un percorso attraverso le bellezze artistiche della nostra città: oltre 40 proposte culturali in una sola notte tra pittura, scultura, teatro, musica, cinema, architettura, design, fotografia, arte circense e molto altro saranno i protagonisti indiscussi di questa notte magica.
progetto speciale Bice Bugatti per 57° Premio Internazionale Bugatti Segantini
mercoledì 6 luglio: live performance di GÁBOR LÁZÁR, ore 21:00
Villa Brivio
Piazzetta Prinetti, 4 – Nova Milanese
L’ambiente è uno sfondo dinamico, non un contenitore ma l’animatore di un processo che è il
contenuto stesso. É in continua trasformazione, il terreno di infinite possibilità, eterogeneo e in
movimento, multiforme di natura. Ogni luogo è un linguaggio aperto.
Da questa premessa prende avvio un intervento ideato da Frequente a partire dall’ambiente di
Villa Brivio e realizzato, in collaborazione con Bice Bugatti Club, per la trama del suo spazio.
Auditiva: thirding-as-othering presenta al pubblico un’esperienza ambientale che si snoda
attraverso il suono e che, durante più momenti, abita e invita ad abitare lo spazio di Villa Brivio.
L’intento è proporre al visitatore un percorso libero, con due inizi e una fine centrale.
Tre installazioni sonore site specific sono concepite come sculture ambientali, situazioni espanse
che realizzano il significato della loro presenza nell’ascolto dei fruitori e nel legame con il luogo.
Ambiente, opera e ascoltatore: tre forze dello stesso campo, soggetti aperti e indipendenti,
indissolubilmente legati nel fatto stesso di esserci, ovvero essere presenti. Questi elementi
mettono in atto una specie di trialettica (thirding) non oppositiva e nemmeno collaborativa, che
produce estraniamento (othering) e rompe, così facendo, i confini precisi delle definizioni e dei
ruoli. Ciò che unisce l’ambiente, l’opera sonora e l’ascoltatore non è dunque un processo
intellettuale mediato dall’arte, bensì una coesistenza di tutti i protagonisti che, in una dinamica
reciproca di attivazione, mobilitano la possibilità del luogo e realizzano la socialità nel suo
aspetto più organico, ovvero quello della conquista e della meraviglia, collettiva perché prima di
tutto sentita personalmente.
La scelta stessa di proporre tre artisti per tre siti, completamente differenti e collegati l’uno
nell’altro, manifesta la continuità del movimento che le installazioni sonore sono capaci di
mettere in luce, così come l’invito stesso alla trialettica intesa quale gioco al disordine, che
infrange le categorie, nullifica le opposizioni, conduce alla scoperta e mantiene l’equilibrio
dinamico tra le parti.
Il giardino adiacente l’ingresso da strada ospita dal 15 Giugno al 6 Luglio l’installazione di Seiji
Morimoto: elementi sonori sottili, risultato di meccanismi analogici semplicemente costruiti,
sono dislocati dall’artista e vanno a comporre uno spazio accogliente e perfettamente sistemato
nel protocollo quotidiano dei suoni del giardino. Si tratta di un intervento appositamente
pensato a partire dal luogo di installazione.
Concomitante nello spazio della biblioteca ha luogo l’installazione Migration di Stephen
Cornford. Un gruppo di dittafoni modificati dall’artista, con i loro movimenti e i loro suoni,
sono sistemati per restituire la reminiscenza di una massa di uccelli o insetti in migrazione.
Memore dell’appropriazione del temine “migrazione” come processo di trasmissione dati,
l’opera riflette il movimento globale del consumo dei dispositivi elettronici e il loro rapido
passaggio dall’essere prodotto all’essere rifiuto, dentro cicli di vita sempre più accelerati tra
generazioni nella tecnologia. L’intervento comprende in sé l’elemento visivo inteso come aspetto
del sonoro: questa chiave di lettura è una proposta ulteriore per l’esperienza percettiva del
pubblico, oltre ad essere la specificità propria della ricerca stessa dell’autore.
Infine, a chiudere il progetto, il 6 Luglio alle ore 21 l’installazione-performance di Gábor Lázár
A Trap for your Attention avviene per una sera soltanto nella piazza della corte, spazio connettivo
a Villa Brivio. Questo momento conclude e apre allo stesso tempo: un intervento temporaneo,
con luci al led e suoni elettronici, agisce nelle misure grandi, nei riverberi e nell’aspettativa della
durata limitata di una performance, andando a rivelare il volume di quel vuoto architettonico
capace, insieme ai suoi abitanti, di essere portatore di libertà d’azione.
Frequente
Frequente è un’organizzazione culturale e un centro di ricerca indipendente per le arti sonore e la
diffusione della cultura auditiva.
Promuove la pratica spaziale, le attività performative, la didattica e i progetti capaci di allargare gli orizzonti
delle arti sonore. Frequente è un progetto di Nicola Ratti, Gaia Martino e Enrico Malatesta, in
collaborazione con Attila Faravelli, Standards Studio e O’.
STEPHEN CORNFORD
Artista audiovisivo e ricercatore, indirizza la sua indagine a partire dal fascino per i dispositivi elettronici di
largo consumo: come questi sono diffusi e quanto influiscono sulla percezione della realtà. É ricercatore
presso la Sonic Art Research Unit alla Oxford Brokkes University, dove dirige con Paul Whitty il Festival
annuale Audiograft. Insieme a Samuel Rodgers, inoltre, ha fondato Consumer Waste record label. /
scrawn.co.uk
SEIJI MORIMOTO
Artista sonoro nato a Tokyo, dal 2003 vive e lavora a Berlino. Il suo interesse è rivolto alle apparenze
acustiche instabili che si creano tra l’incontro di oggetti ed elementi inusuali, come ad esempio l’acqua e le
pietre, con diversi mezzi tecnici. Ha preso parte a numerose mostre e festival internazionali in Europa e in
Giappone.
GÁBOR LÁZÁR
Musicista e artista sonoro ungherese attivo da pochi anni, Gábor Lázár è riuscito ad imporsi all’attenzione
internazionale in virtù del riconoscibile e originale apporto che sta fornendo al mondo della ricerca
sonora. Dopo aver concluso gli studi, Gábor ha pubblicato l’album ‘ILS’ e ‘EP16’ nel 2014. Ha collaborato
con Russell Haswell e Mark Fell, presentato il suo lavoro in contesti come CTM festival, ZKM di Karlsruhe,
Empty Gallery di Hong Kong, La Casa Encendida di Madrid e realizzato una mostra personale alla House
of Electronic Arts di Basilea.
INGRESSO LIBERO
opening: venerdì 8 luglio, ore 18:00
apertura straordinaria: sabato 9, ore 18:00 – 22:00
orari: lunedì – venerdì, ore 8:20 – 13:20 – 14:50 – 15:50
Fondazione Credito Bergamasco
Largo Porta Nuova, 2 24122 – BERGAMO
info@fondazionecreberg.it
a cura di Fernando Noris e Angelo Piazzoli
Un racconto visivo immaginato dall’artista con la messa in scena di una riflessione sul cammino dell’Uomo nel suo vagare verso un’uscita, un ingresso o un confine mai raggiunto, ma perseguito con angosciata ostinazione.
INGRESSO LIBERO
opening: venerdì 1 luglio, ore 19:00
Orario: lunedì – giovedì: 14:00 – 19:00
venerdì e sabato: 10 -13 ; 15 -19
via Pignolo, 116 – Bergamo
Tel. 035 247293
Artisti: Aurelio Andrighetto, Dario Bellini, Vincenzo Cabiati, Gianluca Codeghini, Pierluigi Fresia,
Stefano Graziani, Eva Marisaldi, Amedeo Martegani, Giovanni Oberti, Luca Pancrazzi, Alessandra Spranzi
a cura di Elio Grazioli
Questa mostra nasce da una coincidenza. In realtà pensavo a una mostra sul silenzio, in una libreria mi sembrava pertinente. Ho pensato di rileggere il famoso testo di Susan Sontag sull’argomento e nello stesso libro ho visto che c’era un testo su Persona di Ingmar Bergman che non avevo mai letto. Curioso, mi son detto: è da tempo che sono di nuovo attratto da questo regista, ogni tanto mi rivedo un suo film. Sono subito andato a leggere il testo di Sontag, che è magnifico e non scontato, neppure oggi, come la maggior parte dei suoi. Visto che è anche il cinquantenario, perché no? Ho deciso. E del resto “persona” è meglio di “silenzio”, lo ha pensato anche Bergman visto che Il silenzio è il suo film che precede Persona.
Il film, che nel ricordo è lento, silenzioso e quasi esclusivamente fatto dei giochi di inquadrature dei volti delle due protagoniste, che restano comunque immagini di rara bellezza, e degli intrecci delle loro personalità, su cui ci si interroga ancora oggi, così come sull’intreccio di due film, o forse addirittura tre, quello che guarda il bambino, quello che guardiamo noi e quello della prima e ultima parte che vediamo scorrere nella macchina di proiezione, in realtà è ricco di scene e di discorsi, è il prodotto del rapporto tra una persona che deve far fronte al silenzio dell’altra, che la costringere a parlare, a cercare di coinvolgerla e farla reagire, a interrogare e a interrogarsi. Un meccanismo a volte melanconico e affascinante, a volte perverso e insopportabile. Un meccanismo che confonde i tempi e i livelli.
È chiaro che è il meccanismo stesso del cinema, il fronteggiarsi dell’immagine e del sonoro, ma il titolo dice esplicitamente che è anche quello della “persona”, cioè che si tratta di ciò che avviene dentro un’unica persona, ogni persona, che la costituisce. È giusto dunque che non sia narrativo, lineare, come fa notare Sontag.
Questo per il film, che viene esposto in mostra, trasmesso su un monitor in loop. Vi si presta del tutto, mi pare, tanto sono fotografiche le sue immagini e circolare la sua struttura (se si potessero togliere i titoli potrebbe realmente continuare senza soluzione di continuità).
Per il testo di Sontag, ho pensato di esporre anche quello, alcune pagine, lasciando leggere solo alcune frasi che hanno colpito me, e cancellando il resto (andrete a leggervelo per intero voi stessi).
Ho invitato undici artisti tra quelli che conosco di persona (ops!), che ho pensato aderenti all’argomento e che dunque potessero reagire positivamente alla sollecitazione. Ognuno ha fatto una piccola, di dimensioni, opera ad hoc.
Io stesso le vedrò per la prima volta durante l’allestimento, prima di scrivere queste righe – è dunque la parte (anche per me) silenziosa della mostra – e penserò come voi ad ognuna e all’insieme.
Elio Grazioli
Accademia di belle arti G. Carrara
c/o GIACOMO
Via Quarenghi 33, 48c/d – Bergamo
Matteo Maino e Francesca Santambrogio saranno in residenza presso GIACOMO da luglio a fine settembre 2016.
Una serie di opere e di situazioni usciranno dallo spazio occupando le vetrine di giorno in giorno, in un ideale confronto con la strada, fino alla mostra finale in autunno.
Con questa esperienza, l’Accademia lancia GIACOMO anche come spazio laboratorio e residenza per giovani artisti.
a cura di Giuliano Zanchi
Ingresso: intero € 5,00 — ridotto: € 3,00
Orari: da martedì a domenica: 15.00 – 18.30 / lunedì chiuso
Via Pignolo, 76 24121 – Bergamo
Tel. 035 248772
info@fondazionebernareggi.it
www.fondazionebernareggi.it
Come interpretare e raccontare attraverso l’arte le opere di misericordia? L’apprezzato artista bergamasco Andrea Mastrovito è forse il primo dopo Caravaggio a rappresentarle.
Al Museo Bernareggi verranno esposti i disegni originali alla base dello studio che ha portato al risultato finale: una lunga incisione, come un fregio narrativo, in cui le sette scene delle opere di misericordia sono collegate da quattro fili. I quattro fili diventano sia le corde da equilibrista su cui chi, con coraggio, cammina operando misericordiosamente, sia i mezzi tramite i quali le sette opere di misericordia vengono compiute.
La narrazione è trasferita nella modernità, con un linguaggio incisivo e vicino ai giovani.
Così il dare rifugio ai pellegrini è rappresentato in rapporto ai migranti, mentre nel dar da bere agli assetati entra in scena lo stesso Mastrovito, che aziona un pozzo per i bambini di un paese povero.
Spiega l’artista: «Ogni singola immagine è carica di significati simbolici, dal “disegnare” il cibo e l’acqua richiamo all’atto creativo e quindi alla creazione – al cucire vestiti/persone col filo della vita stessa, dal seppellire i morti che qui è reinterpretato riprendendo la Deposizione del Cristo di Caravaggio. C’è poi una scena di recupero di un corpo di profugo da parte della protezione civile. Il visitare i prigionieri l’ho reso con il gesto di tagliare le corde che rendono prigionieri. Il curare gli infermi invece è un malato portato sulle spalle da un sano: cioè racconta la cooperazione tra portatore (sano) e portato (“malato” in questo caso) per mantenere un equilibrio nella vita».
L’attrezzo formale e concettuale di partenza, per l’immaginazione di questo corpus di figure, ha una piccola e coerente storia alle spalle, tutta costruita attorno all’idea della linea come elemento grafico di base del lavoro dell’artista e metafora della vita umana nel suo distendersi temporale. Dalla mostra At the and of the line del 2014, allestita presso la Gamec di Bergamo al fregio realizzato a pallonate con cento bambini su un muro di Brooklyn “Kickstarting”, per finire nel 2015 con il Pacco d’Artista per le Poste Italiane.
È l’invenzione di questo mondo appeso a un filo, in cui come funamboli delle figure umane danno vita alla loro commedia quotidiana, che sta alla base delle scene delle sette opere di misericordia. Anche in questo caso il senso di tutto quello che è umanamente comune sta sospeso su una sottile linea di stabilità, sulla quale, come consumati equilibristi dell’esistenza, gli esseri umani tengono in piedi il mondo esercitando gli umili e più necessari gesti della cura, della sollecitudine, della dedizione.
INGRESSO LIBERO
ore 17:00
Via G. Acerbis, 14 – 24022 Alzano Lombardo
Tel. 334 9233010
info@altartecontemporanea.it
Il ricco itinerario che guiderà alla scoperta dei monumenti storici e delle opere artistiche di Alzano Lombardo, si concluderà con una visita guidata alla collezione di Alt – Arte Lavoro Territorio.
ALt – Arte Contemporanea rimarrà aperto tutti i sabati di luglio, fino al 23 luglio compreso, dalle ore 15 alle 18:30.
INGRESSO LIBERO
Orari di apertura della mostra:
martedì-venerdì, ore 15:00-18:00
sabato e domenica, ore 10:00-13:00 / 15:00-18:00.
Via San Tomaso, 53 Bergamo
Tel. 035 270272
Dal 24 giugno al 17 luglio 2016 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita la mostra personale di Cristiano Vettore, vincitore della quinta edizione del Premio Biennale di Incisione ‘Sandro e Marialuisa Angelini’.
L’esposizione accoglie sedici incisioni centrate sul tema del paesaggio – costante nell’indagine di Vettore –, tra cui l’opera premiata lo scorso anno Buel del lovo (Laguna nord).
Sono lavori che ritraggono luoghi cari all’artista, quelli delle sue radici: dalla Venezia più nascosta e silenziosa alla vette austere delle Dolomiti, ricordo delle vacanze d’infanzia.
Visioni che perdono la propria natura fisica per farsi paesaggi dell’anima, immagini cariche di suggestioni personali che coinvolgono l’osservatore su diversi piani di lettura: lo spazio, il tempo, la luce, l’ombra, la terra, l’orizzonte, l’anatomia dello spazio, la memoria.
Attraverso un segno vibrante, l’autore registra un originale rapporto con il paesaggio in cui la sperimentazione si avvale della conoscenza delle tecniche tradizionali.
Secondo quanto previsto dal regolamento del Premio, l’opera vincitrice entrerà a far parte della Collezione Permanente della GAMeC.
Completano il progetto espositivo alcune delle opere vincitrici delle passate edizioni del Premio, realizzate da Francesca Bartolomeoli, Tommaso Squaiera, Giuseppe Vigolo e Gennaro Bisogno.
Il Premio è stato istituito da Luì, Piervaleriano e Leonardo Angelini in memoria del padre Sandro (1915-2001) – architetto, artista, promotore di molteplici iniziative culturali, a lungo membro del Consiglio di Amministrazione dell’Accademia Carrara, dell’Associazione Amici dell’Accademia Carrara, insegnante di incisione presso l’Accademia Carrara di Belle Arti – e della madre Marialuisa (1925-1988), artista, partecipe dell’impegno culturale del marito.
A cadenza biennale, è riservato a giovani artisti sotto i 35 anni specializzati nell’arte dell’incisione secondo le tecniche tradizionali – predilette da Sandro e Marialuisa Angelini – senza vincoli di contenuto e di stile, né preclusioni nei confronti delle tecniche sperimentali.
Presieduto da Attilio Steffanoni, è promosso dall’Accademia Carrara, dall’Accademia di Belle Arti G. Carrara e dalla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, in collaborazione con l’Associazione Amici dell’Accademia Carrara.
NOTE BIOGRAFICHE
Cristiano Vettore nasce nel 1989 a Venezia, dove vive e lavora.
Diplomatosi nel 2007 presso il Liceo Artistico Statale di Venezia, si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Venezia dove nel 2012 ottiene il diploma di laurea di primo livello in “Arti visive e discipline dello spettacolo – Indirizzo Grafica d’Arte” con il massimo dei voti.
Attualmente frequenta la scuola di grafica d’arte del biennio specialistico presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 2008 partecipa a mostre ed eventi artistici a livello nazionale e internazionale, conseguendo premi e riconoscimenti.
Sue opere grafiche sono presenti in varie collezioni pubbliche e private in tutta Italia.
INGRESSO LIBERO
ore 17:00
Chiostro di Santa Marta
5 Galleria Santa Marta – 24122 Bergamo
Tel: 035 392111
a cura di Enrico De Pascale e Claudio Angeleri
Paola Milzani – voce
Claudio Angeleri – piano
Gabriele Comeglio – sassofoni
Marco Esposito – basso
Vittorio Marinoni – batteria
Per il secondo anno consecutivo il Chiostro di Santa Marta apre alla cittadinanza per ospitare un’importante rassegna musicale. In sintonia con la vocazione originaria del luogo -il Monastero delle suore domenicane di Santa Marta, fondato nel 1340- il programma prevede l’esibizione di sei formazioni (una per ogni prima domenica del mese, da aprile a settembre) imperniate sulla vocalità femminile. Gruppi che offrono una panoramica delle attuali tendenze della musica blues e jazz, valorizzando giovani musicisti e differenti tipi di ensemble: dal duo alla big band. Il blues e il jazz sono due forme musicali inclusive che nel tempo hanno mantenuto inalterata la loro identità influenzando sia la musica colta sia quella popolare, originando il pop e il rock. Si tratta quindi di una musica che valorizza le qualità dei singoli stimolando al tempo stesso lo scambio e il confronto. Un messaggio musicale che va oltre il momento artistico, rappresentando un modello virtuoso di convivenza civile, basato sulla tolleranza, il dialogo e la pace.
Promossa e patrocinata da Banca Popolare di Bergamo, elaborata dal Centro Didattico Produzione Musica -Europe (CDpM) sotto la direzione del Maestro Claudio Angeleri, la rassegna è dedicata alla memoria di Silvia Infascelli (Bergamo1958-2015), splendida voce jazz nonché compositrice, autrice e docente, che proprio in Santa Marta ha tenuto lo scorso settembre uno dei suoi ultimi, applauditissimi concerti.
L’apertura eccezionale del Chiostro rinascimentale di Santa Marta è anche un’imperdibile occasione per ammirare le importanti sculture che vi si conservano: dalla monumentale Unitled (2003) dell’artista anglo-indiano Anish Kapoor, alle Suore che comunicano (1971) di Elia Ajolfi, al Grande cardinale seduto (1984) di Giacomo Manzù.