Il Comune di Treviglio, Assessorato alla Cultura, indice per l’anno 2016 la quarta edizione del “Premio d’arte Città di Treviglio” nella sua nuova cadenza biennale.
Una mostra concorso voluta dal pittore e sindaco di Treviglio Attilio Mozzi nel lontano 1953, che si ripropone ora rinnovata nella forma e negli intenti.
Le iscrizioni al Concorso Giovani Talenti sono aperte fino a martedì 20 settembre 2016.
Le opere selezionate saranno esposte nella Sala Crociera del Museo Della Torre di Treviglio, in altre sedi comunali e nello Spazio SanPaolo Invest dal 29 ottobre al 27 novembre 2016.
La riflessione proposta ai partecipanti dell’edizione 2016 è “Labirinti senza muri”. Una scelta nata d’istinto, quasi percependo una condizione di incertezza sensoriale ampiamente condivisa, ma non per questo necessariamente reale. Da qui nasce l’invito a rileggere un’immagine classica dalle infinite risonanze, di fatto incombente nei peggiori incubi, nella speranza che l’arte possa dimostrarci che i muri non ci sono e che ogni labirinto ha più di una via d’uscita.
L’edizione 2016 del premio conta la presenza degli artisti Anna Valeria Borsari (Bazzano, Bologna 1943), Amalia Del Ponte (Milano, 1936), Bruno Di Bello (Torre del Greco, 1938), Salvatore Falci (Portoferraio, Livorno 1950), Giovanni Frangi (Milano, 1959), Marco Grimaldi (Udine, 1967), Gabriele Jardini (Gerenzano, Varese 1956), Andrea Mastrovito (Bergamo, 1978), Francesco Pedrini (Bergamo, 1973), Anne (nata Houllevigue; Marsiglia, 1942) e Patrick Poirier (Nantes, 1942).
Ai dieci artisti sotto i trentacinque anni è invece riservato il Concorso Giovani Talenti 2016, che prevede i seguenti premi: il vincitore del concorso riceverà dal Comune di Treviglio un premio di 3.000 euro e una personale che verrà allestita nel 2017 presso la Sala Crociera del Museo Civico; sarà inoltre reso disponibile un premio di 1.500 euro da SanPaolo Invest e una personale che verrà allestita nel 2017 presso lo Spazio SanPaolo Invest a Treviglio.
Una commissione di esperti selezionerà i dieci finalisti under 35 e i vincitori fra gli artisti che faranno richiesta di partecipazione.
Opening: venerdì 16 settembre, h. 18.30
Apertura dal 19 al 23 settembre
Orari: da lunedì a venerdì: 15.00 – 18.00
SPAZIO POLARESCO, via del Polaresco 15 – 24129 Bergamo
fabianagerosa@comune.bg.it
tel. +39 035-399674
A cura di Vincenzo Argentieri e Daniele Maffeis
Illa è la seconda mostra di POLAREXPO 2016, ciclo di esposizioni organizzato dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo e rivolto a giovani artisti che risiedono o studiano in Bergamo o provincia.
L’esposizione nasce dalla volontà e dal desiderio di prendere spazio all’interno di uno spazio, per costruire un’architettura bidimensionale nel mondo che ci circonda. Dal Catalano “isola”, Illa è un modo per esprimere una realtà interiore di quattro artisti che decidono di rappresentare la forma della loro identità, e dal latino “quello” per distinguere contemporaneamente un’individualità che spesso fatichiamo a comprendere e che cerchiamo di far trasparire attraverso l’arte. Un’occasione per affrontare il tema sulla frammentarietà della sensibilità umana e sui micromondi che si uniscono tra di loro per formare un atollo di pura questione estetica. Non a caso, il filosofo tedesco Schlegel nel 1798 scriveva che “Un frammento dovrebbe essere una piccola opera d’arte, compiuto in se stesso e separato dal resto dell’universo come un riccio”. Particelle individuali di stili e linguaggi che prendono il posto della figura, quattro serie di opere che rispecchiano la fragilità della realtà che viviamo, la solitudine delle singole dimensioni vista attraverso il filtro grafico, la domanda: può l’uomo esistere dentro il suo macrocosmo?
Polarexpo 2016 è un bando di concorso promosso dall’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo finalizzato alla realizzazione di quattro mostre che verranno realizzate tra maggio e dicembre 2016. La partecipazione al bando è rivolta ai giovani artisti (singoli o gruppi) residenti a Bergamo e provincia o che frequentino Istituti di Istruzione o Università di ogni ordine e grado con sede a Bergamo, con un’età compresa tra i 18 e 30 anni. Il progetto è curato da Daniele Maffeis.
Opening: venerdì 9 settembre, h. 18.30
h. 18.30 – 21.00: Dreams Time Capsule entra in azione. Regala il tuo sogno
h. 21.00: talk con l’artista
h. 22.00: intervento di Teatro Tascabile di Bergamo
Monastero del Carmine, Bergamo
info
www.teatrotascabile.org
tel. +39 3497903295
A cura di Paola Tognon
Si rinnova con un nuovo progetto site-specific all’interno del Monastero del Carmine la collaborazione tra Teatro Tascabile di Bergamo e contemporary locus, nell’ambito di “Arcate d’arte” consonanze di teatro, cultura e arte per esaltare, attraverso le arti, le potenzialità narrative del luogo, sede del TTB dal 1996.
Per la sua undicesima edizione, contemporary locus torna negli spazi del Monastero con un intervento dell’artista Eva Frapiccini (1978 Recanati – attualmente vive e lavora a Leeds, United Kingdom): “Dreams Time Capsule”, progetto partecipativo nato per creare un archivio di sogni, raccolti in diverse parti del mondo. I visitatori sono invitati a “donare” il loro materiale onirico registrandolo all’interno di una struttura gonfiabile, una sorta di navicella luminosa che, ideata per viaggiare facilmente in una valigia, atterra nel centro del chiostro del Carmine.
Nella sala capitolare del Monastero sono invece allestite sette “sculture fotografiche” della serie ongoing Golden Jail. Discovering Subjection (Prigione Dorata | Scoprendo la Sudditanza). La serie nasce dal ripensamento del periodo trascorso dall’artista in residenza al Cairo e in Bahrein tra il 2012 e il 2014, due Paesi che hanno vissuto la “Primavera Araba” e che stanno assistendo impotenti alla rimozione del suo ricordo e al ribaltamento dei suoi presupposti.
Opening: venerdì 1 settembre, h. 18.30
Orari: lunedì, martedì, mercoledì, giovedì: 13.00/19.00
venerdì, sabato: 10.00/13.00 – 15.00/19.00
INGRESSO GRATUITO
Via Pignolo 116, Bergamo
tel. +39 035 247293
A cura di Luciano Passoni
Sono Anime Pesanti quelle che, in vita, hanno assunto su se stesse le fatiche del vivere, le pene che oscurano le gioie. Ancora più appesantite dalla consapevolezza che il vivere travalica la mera individualità e cerca compimento nelle relazioni con l’altro.
Questo afflato verso il sociale, che nasce con l’uomo e che ha caratterizzato lo sviluppo dell’umanità fino ai giorni nostri, sembra oggi affievolirsi sotto la pressione di spinte centripete che vogliono ridurre l’uomo all’individuo e confinare l’intera umanità in piccoli nuclei, enclavi, regioni. Oggi siamo ubriacati da una tecnologia che vorrebbe impadronirsi dell’universo, ma di fatto coltiviamo piccoli orticelli; siamo spacciatori di idee di globalizzazione e non siamo capaci di relazionarci con i vicini di casa.
Le nostre Anime Pesanti invece, in vita, hanno assunto su di loro il compito di forzare le dinamiche sociali nella direzione di una umanità più alta, praticando comportamenti tendenti ad abolire le ingiustizie e i privilegi, a smascherare le falsità e sconfiggere le violenze.
Non ci sono riuscite, ma questo insuccesso, che è il loro fardello, le umanizza e ce le rende care.
Sono Anime, non più corpi, non sono luminose come quelle dei santi, non sono leggere come quelle dei giusti, ma opache e pesanti seguono, come in vita, sentieri angusti e tortuosi, tra errori e ripensamenti, per salire faticosamente alla loro eternità.
La storia è piena di esempi alti, tragici nella loro esemplarità, che hanno nutrito, nel tempo, la letteratura e le arti, ma, sicuramente, molti di noi hanno vissuto accanto a esemplarità più minute che per propria debolezza o per cattiverie altrui sono state sopraffatte. A queste va il nostro pensiero…
Elenia Depedro sul finire degli anni settanta era ancora una bambina e viveva in provincia di Brescia, oggi, da artista, insegnante e sommelier, vive a Berlino. In questa città, nelle relazioni messe in atto, ha avuto modo di conoscere la storia e di sviluppare simpatia per un gruppo di persone che, negli anni della sua infanzia, ha vissuto tragicamente un pezzo di storia che, per lo più, oggi è dimenticato o rimosso. Queste persone sono state militanti di una delle organizzazioni politiche armate (RAF) che operavano in Germania e molti di loro hanno pagato questa militanza con la vita.
Elenia, a partire dalla dichiarazione pubblica della fine dell’esperienza RAF, realizza un video commovente per partecipazione: un omaggio allo stesso tempo leggero e sorprendente nel mostrare come si possa oggi guardare con ammirazione un pezzo di storia così poco amato dai più.
Occorre grande candore per scovare nelle pieghe della storia, nel buio, le tracce di luminosità di vite vissute.
opening: venerdì 16, h. 18.30
INGRESSO LIBERO
La mostra sarà visibile ogni sabato pomeriggio a partire dal 1° ottobre.
Via G. Acerbis, 14 – 24022 Alzano Lombardo
info@altartecontemporanea.it
tel. +39 334 9233010
A cura di Ilaria Bignotti e Tullio Leggeri
ALT è acronimo di Arte, Lavoro, Territorio: oltre a rievocare l’origine industriale dello spazio in cui è esposta parte della collezione dell’Architetto Tullio Leggeri, il nome dichiara una precisa visione della ricerca artistica contemporanea.
L’arte è un lavoro duro: produce problemi e domande che non risolve, sollecita. L’arte è territorio: deve sapersi porre in relazione con l’identità di uno spazio, deve stabilire un contatto con la sua specificità, anche per opposizione.
Se il luogo è un ex opificio dove il lavoro riempiva gli spazi e le opere esposte appartengono alla collezione di un visionario appassionato l’inserimento temporaneo di due lavori di Francesca Pasquali (Bologna, 1980) e di Laura Renna (San Pietro in Vernotico, Brindisi, 1971) deve saper produrre sollecitazioni ulteriori, dialogando con i percorsi già esistenti e provando, anche, a suggerire nuove letture.
Driing (2013) e Stormo vulgaris (2010), rispettivamente di Francesca Pasquali e Laura Renna, sono due opere in movimento reale. La prima, formata da centinaia di campanelli colorati grazie all’attivazione di sensore e vibratori, si scuote e suona al passaggio del pubblico. Ironia e provocazione: nell’epoca dell’iper-stimolazione visuale, sappiamo cosa stiamo vedendo? Sussultiamo, sorridiamo, ci fermiamo a ri-vederla, concedendo tempo alla nostra esperienza estetica.
Stormo vulgaris è un congegno meccanico che fa volteggiare sedici storni tassidermizzati. Si muove sopra alle nostre teste, in una isterica reiterazione di ali e piume: è un lavoro duro, senza orpelli, dove la natura si muove asetticamente guidata da un motore, sempre nel solito modo, sempre nel solito tempo – quello della macchina. Inquietante, lo stormo di uccelli ci avverte con ruvida grazia che il nostro volteggiare nei giorni può non essere ripetizione stanca, ma reinvenzione creativa del tempo.
I due lavori di Francesca Pasquali e di Laura Renna si relazionano così con il luogo e con le opere esposte anche attraverso una precisa direzione di linguaggio: il movimento. Dialogano così con i Rotoreliefs di Marcel Duchamp e le sculture luminose di Nino Calos. Mentre i primi narrano un film senza trama, composto da una serie di dischi ottici rotanti che offrono immagini ipnotiche e giochi di parole, scioglilingua, motti apparentemente insensati, le opere di Calos raccontano la straordinaria ricerca di uno dei protagonisti delle neo-avanguardie ottico-cinetiche: fin dalla fine del secondo dopoguerra seppe utilizzare i proiettori di luce a intermittenza per rendere l’illusione di movimento su superfici costituite da lustrini multicolori applicati su tela.
Attraverso le due opere di Pasquali e Renna, la collezione rilegge così una istanza fondativa dell’arte moderna e contemporanea, quella del movimento.
Ed ecco che anche il nome del Museo ALT si anima di un nuovo, divertito significato: di fronte al moto emozionale,
oltre che visuale, delle opere esposte in movimento, il visitatore deve arrestare il passo. Fermatevi, guardate, prendetevi tempo, stupitevi, ripensatevi: questo l’appello che l’arte da sempre grida, e che forse proprio oggi è necessario ricordare, quando le indagini sul pubblico dei musei denunciano il passaggio veloce, di qualche secondo al massimo,del visitatore davanti ad un’opera. La quale chiede invece di essere esperita nella sua pienezza, nella sua verità, nella sua problematicità, anche.
L’appello è stato lanciato: squilla, trilla, si muove, si dimena. A noi la scelta.
Orari: lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
INGRESSO LIBERO
Banca Popolare di Bergamo, Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo
ART UP 9/16 – ALESSANDRA SPRANZI
a cura di Enrico De Pascale
ALESSANDRA SPRANZI Tornando a casa
1997, stampa a colori su alluminio, cm 120 x 150
Collezione Banca Popolare di Bergamo
Le fotografie di Spranzi rinunciano a ogni pretesa di naturalità e neutralità configurandosi come il prodotto di una manipolazione sottile e perturbante che ha origine nel montaggio di matrice dada-surrealista e nelle pratiche di certa arte concettuale. L’effetto di spaesamento è ottenuto tramite l’impiego di immagini preesistenti (nel caso specifico fotografie tratte da vecchie riviste di arredamento) che l’artista trasforma in scenari di sinistri accadimenti, micro-tragedie domestiche in cui protagonista è il fuoco, la vampa, l’incendio improvviso”. La fotografia, cioè, non registra cio’ che accade o che e’ accaduto, e’ piuttosto un’ipotesi di visione o un incantamento.
“Da anni rifletto sul potenziale, spesso addormentato o consumato, presente nelle immagini, tornando a utilizzare materiale anacronistico o povero con progetti sempre diversi, che svelano il lato nascosto e irrazionale delle cose. Raccogliere, avvicinare, mettere insieme, far incontrare, è un modo per riorganizzare o sorprendere la visione e il pensiero, per rimettere in gioco la natura enigmatica delle immagini che continuamente ci interrogano” (A.S.).
ALESSANDRA SPRANZI(Milano 1962)
La maggior parte delle opere realizzate da Spranzi negli ultimi anni non propongono fotografie originali ma riciclano immagini altrui, provenienti da manuali pratici, libri scientifici, riviste di annunci economici. Sono fotografie che l’artista ha collezionato nel corso degli anni e quindi riutilizzato in vario modo: rifotografandole, ritagliandole, ingrandendole, talvolta impiegandole per dei collage.
Ciò che le interessa è additare una bellezza che esisteva già, non vista, in immagini preesistenti: fotografie anonime e non professionali, o comunque realizzate senza preoccupazioni artistiche. Tra le esposizioni recenti più significative: Da Guarene all’Etna, 1999-2009, Fondazione Re Rebaudengo, Guarene 2009; Terzo paesaggio. Fotografia italiana oggi, GAM, Gallarate 2009; Cosa fa la mia anima quando sto lavorando?, Maga, Gallarate 2010; Riti del caso imperfetto: l’incanto. Sotto la buona stella, Festival della fotografia europea, Reggio Emilia 2010; Il corpo solitario. L’autoritratto nella fotografia contemporanea, MACT/CACT, Bellinzona 2013; Hans-Peter Feldmann, Peter Piller, Joachim Schmid, Alessandra Spranzi, Franco Vaccari. Lumpenfotografie. Per una fotografia senza vanagloria, Galleria P420, Bologna, 2013; Opere e progetti del Museo di Fotografia Contemporanea, Triennale di Milano 2014; Maraviglia, Galleria P420, Bologna, 2015.
h 21.30 visita guidata
h 22.30 azione musicale
Ex Centrale Daste e Spalenga
a cura di Invisible°Show
con contemporary locus
Decisione. Direzione. Passo. Segno. Specchio. Proiezione. Rifrazione.
Seguendo queste linee guida il musicista elettronico Sergio Maggioni interverrà con il suo progetto ambient-industrial Neunau nell’acustica della ex Centrale termoelettrica di Daste e Spalenga, costruita nel 1927 e svuotata del suo ruolo produttivo da oltre 50 anni. Utilizzando gli stessi materiali strutturali (cemento, ferro e legno) di questa cattedrale industriale, Neunau si esibirà in una manipolazione in tempo reale del suono della Centrale e dell’opera PASSI dell’artista Alfredo Pirri, visitabile fino al 24 luglio nell’ambito di contemporary locus 10. L’incontro tra Neunau e Alfredo Pirri ribadisce la collaborazione avviata tra contemporary locus e Invisible°Show, tra ricerca artistica e sperimentazione musicale.
Ingresso + visita guidata: € 10,00
Prenotazione obbligatoria. Minimo 13 iscritti
servizieducativi@gamec.it
Tel. 035 235345
Via San Tomaso, 53 24121 – Bergamo
Percorso esperienziale a cura di Clara Luiselli
In occasione della chiusura ormai prossima della mostra ALDO ROSSI. LA FINESTRA DEL POETA – OPERA GRAFICA 1973-1997 i Servizi Educativi della GAMeC propongono un percorso di visita esperienziale, rivolto ai visitatori adulti, ideato e condotto da Clara Luiselli, educatrice del museo e artista.
Non si tratta di una visita guidata “classica”, ma di un dialogo attivo tra i partecipanti e le opere, un piccolo viaggio entro il quale trovare il proprio spazio, la propria voce e forma, in connessione alle opere e ai temi proposti dal grande architetto.
Per la partecipazione non sono richieste particolari abilità, se non il desiderio di mettersi in gioco.
Narrazioni: ore 20:30 e 21:30
Durata di ciascun percorso: 45 minuti
INIZIATIVA GRATUITA; prenotazione obbligatoria (max 25 persone a gruppo).
iscrizioni: visiteguidate@gamec.it
Tel. 035 235345
Via San Tomaso, 53 24121 – Bergamo
Nell’ambito di Art2Night 2016
In occasione della terza edizione di Art2Night, la Notte Bianca dell’Arte a Bergamo, la GAMeC ospita un percorso di narrazioni prodotte dal seminario teatrale “Dalla Grande Guerra nasce un manuale di Pace”, condotto da Chiara Magri di Teatro del Vento.
Il racconto dell’esodo di più di seicentomila uomini, donne e bambini, che dopo la disfatta di Caporetto del 1917 lasciarono le loro città, sarà al centro delle narrazioni che si snoderanno attorno alla mostra dedicata all’opera grafica di Aldo Rossi.
L’evento, nato da una collaborazione tra Teatro del Vento e Associazione Tartaruga, è realizzato con il contributo del Comune di Bergamo per il progetto Bergamo Estate 2016 e sostenuto dalla Fondazione della Comunità Bergamasca Onlus.
Per l’occasione, il museo resterà aperto a ingresso gratuito.
Via San Tomaso, 53 24121 – Bergamo
Tel. 035 235345
I prossimi 6, 7 e 8 luglio, la GAMeC ospita xCoAx, evento multidisciplinare e internazionale promosso dall’Università degli Studi di Bergamo, che verte sull’informatica, sulla comunicazione, sull’arte e sul misterioso fattore “X” che le collega.
Durante le tre giornate, ricercatori universitari e artisti multimediali di tutto il mondo discuteranno temi quali la cultura digitale, l’estetica, i sistemi interattivi, l’intelligenza artificiale, i videogiochi, nel corso di due incontri a porte chiuse (riservati ai partecipanti al convegno).
Nella serata di giovedì 7 luglio, dalle 20:00 alle 23:00 il museo ospiterà inoltre una PERFORMANCE NIGHT aperta al pubblico, durante la quale sarà possibile visitare le installazioni realizzate dai partecipanti all’evento.