a cura di Enrico De Pascale e Claudio Angeleri
Prosegue con grande successo l’iniziativa «Domeniche in Santa Marta»: UBI Banca invita bergamaschi e turisti ad unirsi alle visite guidate gratuite di ogni prima domenica del mese e a scoprire così il Chiostro di Santa Marta, autentico gioiello di architettura rinascimentale, parte dell’antico monastero domenicano femminile di Santa Marta (fondato nel 1335-40), ristrutturato dall’architetto Luigi Angelini nel 1935 e dal figlio Sandro nel 1991.
In sintonia con la vocazione originaria del luogo, da aprile a settembre il Chiostro diventa lo scenario per la terza edizione di «Ladies sing the blues», rassegna musicale elaborata dal Centro Didattico Produzione Musica (CDpM) sotto la direzione di Claudio Angeleri.
È prevista l’esibizione di sei formazioni imperniate sulla vocalità femminile e verrà offerta una panoramica delle attuali tendenze della musica blues e jazz, valorizzando giovani musicisti e differenti tipi di ensemble: dal duo alla big band.
Il 4 giugno di scena Beatrice Zanolini Free Friends. Beatrice Zanolini è una cantante: un grande talento ed una trasparente scoperta di sé, della propria natura profonda. La storia di Beatrice inizia con il dono naturale di una voce morbida, pastosa e coinvolgente e si evolve in un lavoro di perfezionamento, di ricerca e di sviluppo delle potenzialità.
Visite guidate gratuite tutte le prime domeniche del mese dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.
lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
INGRESSO LIBERO
Banca Popolare di Bergamo,
Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo
ART UP 6/17 – JOUSSEF NABIL
a cura di Enrico De Pascale
Joussef Nabil
Cinema Self-portrait (Firenze 2006)
Shirin Neshat (Casablanca 2007)
Stampa alla gelatina d’argento, acquarellata a mano – cm 40 x 27 cad.
Bergamo, collezione Banca Popolare di Bergamo
Come in un diario privato, Nabil esegue immagini di paesaggi, oggetti, ritratti e soprattutto autoritratti, tramite fotografie in bianco e nero che lui stesso colora a mano, con cura artigianale, spesso ispirandosi ai film egiziani della propria adolescenza. Questa presa di distanza dalle manipolazioni tipiche della fotografia digitale (la foto dipinta diviene un unicum) non è però un esercizio nostalgico fine a se stesso ma un espediente espressivo utile a condurre l’osservatore in una dimensione di memoria e di sogno. Nella folta galleria dei ritratti scorrono le celebrities del mondo dello spettacolo, del cinema, della musica, di cui l’artista fornisce un’interpretazione delicata, intimista, decisamente inconsueta, in cui affiorano fragilità, solitudine ed altri aspetti normalmente assenti nelle immagini stereotipate divulgate dai mass media.
Joussef Nabil (Il Cairo 1972)
L’artista osserva la vita come se fosse uno spettacolo, analizzando e testimoniando ogni minuto del suo personale “film”. È affascinato dall’idea che nelle storie del cinema gli attori giochino un ruolo in cui nulla è reale, tutto è illusione. Realizzando che molte delle sue star preferite sono ormai scomparse, coltiva il desiderio di incontrare quelle ancora vive e attive, immortalandole nelle sue fotografie, “prima che sia troppo tardi”. Così facendo, Nabil mette in scena una realtà fittizia che testimonia tuttavia sia i paradossi e le contraddizioni del Medio Oriente contemporaneo, sia le fantasie e le stravaganze delle stelle del cinema egiziano degli anni pre-rivoluzionari. Nel 2009 l’artista ha esposto alla LIII Biennale di Venezia e a Villa Medici a Roma.
The Blank ArtDate 2017 propone oltre 40 eventi, tutti gratuiti.
Di seguito gli eventi su prenotazione:
*UBI – BANCA
VISITA GUIDATA ALLA COLLEZIONE D’ARTE
26/05, ore 15.00
(max 25 partecipanti): booking@theblank.it
*BERGAMO FILM MEETING
GLI OVO SONORIZZANO FRANKENSTEIN (JAMES WHALE, 1931)
26/05, ore 21.30
(max 100 partecipanti): events@bergamofilmmeeting.it
*LORENZO LOTTO: VISITA GUIDATA ALLE TARSIE LIGNEE NELLA BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE
27/05, ore 11.30 – 12.30
(max 20 partecipanti): booking@theblank.it
*VISITA GUIDATA CON INTERPRETE LIS : THE BLANK TR – TRANSIT MESSAGE SHOW
27/05, ore 14.30 – 15.30
(max 20 partecipanti): booking@theblank.it
*GAMEC
PRESENTAZIONE DEL LIBRO E WORKSHOP: UN PATRIMONIO DI STORIE. LA NARRAZIONE NEI MUSEI, UNA RISORSA PER LA CITTADINANZA CULTURALE
27/05, ore 15 – 17
giovanna.brambilla@gamec.it – tel. 03520235345
*TRAFFIC GALLERY
EVA HIDE: DAD IS GOD.
27/05, ore 15 – 19
(due turni, max 15 partecipanti ciascuno): info@trafficgallery.org
*EX MONASTERO DI ASTINO
MARIO GIACOMELLI: TERRE SCRITTE. VISITA GUIDATA NOTTURNA
27/05, ore 22.45 – 24
(max 20 partecipanti): booking@theblank.it
*TOUR DEL SACRO
28/05, ore 9 – 13
(max 15 partecipanti): booking@theblank.it
*GAMeC CLUB BRUNCH
28/05, ore 13
Iniziativa a pagamento – € 30,00
gameclub@gamec.it
*GAMEC
VISITA GUIDATA ALLE MOSTRE IN CORSO: ANDY WARHOL – L’OPERA MOLTIPLICATA E PAMELA ROSENKRANZ – ALIEN CULTURE
28/05, ore 16
Iniziativa a pagamento – ingresso + visita guidata: € 10,00
Su prenotazione (max 40 partecipanti, suddivisi in due gruppi): visiteguidate@gamec.it – Tel. 035 235345
*GABRIELE DE SANTIS: WE’RE SHORT A GUY
28/05, ore 17
(max 18 partecipanti): booking@theblank.it
Contemporary Locus, in collaborazione con il Festival Orlando – identità, relazioni, possibilità – presenta KISS (USA 1963/64) di Andy Warhol.
Il film è proiettato dal 17 al 21 maggio – dalle ore 19 – sulla parete vetrata della Domus-Bergamo, in Piazza Dante.
sabato e domenica: 10.00 – 13.00 / 16.00 – 20.00
lunedì – venerdì su appuntamento
info@contemporarylocus.it
Ex Albergo Diurno
Piazza Vittorio Veneto 13, Bergamo
Contemporary Locus 12_Alvin Curran, Performance_Ex Albergo Diurno ph. Mario Albergati
a cura di Paola Tognon
Contemporary Locus 12 con gli artisti Kader Attia e Alvin Curran si svolge all’interno dell’ex Albergo Diurno, spazio sottostante Piazza Dante, nel centro di Bergamo.
La struttura circolare sotterranea di 1200 metri quadri, a cui si accede attraverso unʼamplia scalinata, fu inizialmente pensata come rifugio antiaereo e poi convertita in Albergo Diurno dal 1949 al 1978, con funzioni igienico-sanitarie, commerciali e ricreative. Vincolato dalla Soprintendenza ai Beni Artistici e Architettonici, lʼex Albergo Diurno è uno dei luoghi più suggestivi della storia sociale della città, presente nella memoria di intere generazioni, ma nascosto da oltre 40 anni agli occhi della comunità.
Kader Attia – (1970, Francia) vive e lavora tra Berlino, Parigi e Algeri – è un artista riconosciuto
internazionalmente per lʼattualità e lʼurgenza dei temi affrontati e proposti con opere di grande impatto (sculture, installazioni ambientali e video) nelle principali manifestazioni internazionali quali Documenta, la Biennale di Venezia – dove è presente anche nel 2017, tra gli artisti invitati dalla curatrice Christine Macel – e con esposizioni personali nei più importanti musei.
Fondamentale nella sua ricerca e nella sua poetica è il concetto di repair (riparazione), non solo fisica ma anche morale. Nel lavoro di Kader Attia repair non implica un ideale di perfezione o ricreazione di una condizione originaria o ideale, ma, al contrario, significa coinvolgere la memoria, la sua forza politica ed evocativa per favorire la sua capacità di “riparare le fratture della storia”. La condizione di totale dismissione dellʼex Albergo Diurno e la sua pianta a panottico sono gli elementi che hanno influenzato il progetto dellʼartista per Contemporary Locus 12: una grande scultura che rimanda a La Colonie (spazio di confronto teorico e artistico aperto a Parigi dallʼartista), lʼinstallazione slide show “The Repair” e la proiezione del film “Reflecting Memory” con il quale lʼartista ha vinto lʼultimo Prix Duchamp. (Il 28 maggio alle ore 21, presso lʼAuditorium di Piazza della
Libertà a Bergamo, si svolge una proiezione speciale del film in una nuova edizione italiana).
Alvin Curran – (1938, Providence) vive e lavora a Roma – compositore, musicista e artista statunitense, pioniere della musica elettronica, ha condiviso la sua sperimentazione con alcune delle personalità d’avanguardia degli anni ’60 come John Cage e Nam June Paik per proseguire lungo tutta la sua carriera con azioni, performance e concerti in ogni parte del mondo. Conosciuto come irrefrenabile sperimentatore e collezionista di suoni estrapolati dalla quotidianità, fondatore di Musica Elettronica Viva e poi vicino alla ricerca minimalista, Curran si distingue per la sua capacità di comporre frammenti sonori e azioni che si tramutano in trasgressivi ed empatici paesaggi sonori. Appartengono alla pratica di Curran anche la straordinaria capacità di coinvolgere artisti, musicisti e autori di diversa origine e ricerca, la volontà di trasformare ogni esperienza colta e sperimentale in unʼopportunità di condivisione che non distingue fra adepti e profani, così come la capacità di governare azioni partecipative complesse.
La struttura circolare dellʼex Albergo Diurno e la sua iperbolica capacità di intrecciare le onde sonore con risonanze inaspettate sono il soggetto di una performance, “Concerto per vasca da bagno e orchestra”, a più musicisti e strumenti – tra cui anche un biliardo – con la collaborazione dellʼIstituto Superiore di Studi Musicali Gaetano Donizetti. La performance, che si svolge il 19 maggio durante lʼopening di Contemporary Locus 12, si trasforma poi in una partitura a più voci che abita lʼex Albergo Diurno per tutta la durata della mostra. Attraverso i suoni registrati, elaborati e ambientati, restituiti nella sequenza serrata delle stanze dellʼex Albergo Diurno, la composizione di Alvin Curran si trasforma in unʼarchitettura sonora che restituisce voce e immaginazione al luogo.
Allʼingresso dellʼex Albergo Diurno, un video di Naked Studio ne interpreta e restituisce la dislocazione sotterranea nel cuore del Centro Piacentiniano, intervento urbanistico che nei primi decenni del Novecento ha riqualificato lʼarea della fiera definendone una nuova centralità sociale amministrativa e commerciale.
In occasione della serata inaugurale, di fronte allʼex Albergo Diurno si svolgerà un cocktail ospitato nello store e nella terrazza di Tiziana Fausti, main partner del progetto da sempre legato allʼarte contemporanea.
Nel corso di tutta lʼesposizione (20 maggio – 23 luglio 2017) Contemporary Locus organizza visite guidate diurne e notturne, attività e laboratori dedicati allʼinfanzia, oltre che incontri dedicati alla storia del luogo e del progetto espositivo.
opening: giovedì 4 maggio 2017 – ore 18.00
Da giovedì a sabato 16:00 – 18:30
c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo
Informazioni: tel. 035 399563
segreteria@accademiabellearti.
www.accademiabellearti.bg.it
Mostra della II edizione del progetto Artist-in-residence Kilometro Rosso
Espongono: Sara Benaglia, Giusy La Licata, Lorenzo Lunghi, Marco Manzoni, Federico Orlando, Francesca Santambrogio.
Progetto promosso da Accademia di belle arti G. Carrara e Kilometro Rosso.
In collaborazione con i partner: Brembo, Intellimech, Istituto Mario Negri, Laboratorio di Meccatronica – Università degli Studi di Bergamo, Petroceramics, Umania.
Con il sostegno di UBI Banca Popolare di Bergamo.
Dopo essere stata presentata al Kilometro Rosso nell’ambito di Bergamoscienza 2016, la mostra finale della II edizione del progetto Artist-in-residence Kilometro Rosso arriva a Bergamo negli spazi di GIACOMO. Accademia di belle arti G. Carrara e Kilometro Rosso hanno scelto un diverso allestimento per offrire a un pubblico più allargato le opere di sei degli artisti che sono stati in residenza – da febbraio a giugno 2016 – presso altrettanti centri di ricerca scientifica e tecnologica, che hanno sede presso Kilometro Rosso.
Singolare apre da GIACOMO con le opere di Sara Benaglia, Giusy La Licata, Lorenzo Lunghi, Marco Manzoni, Federico Orlando e Francesca Santambrogio, gli artisti che si sono confrontati con le ricerca scientifiche, i saperi, i materiali, le tecnologie, che costituiscono il know how delle aziende e dei laboratori partner del progetto. Le opere in mostra sono il frutto del dialogo tra la sperimentazione artistica e le scienze biomediche, umane, dei materiali, la meccatronica, l’informatica.
In matematica si dice “singolare” qualsiasi ente che si comporta in modo diverso dal normale, presentando eccezioni rispetto a qualche proprietà. Singolare è un punto di discontinuità in contrapposizione al regolare. Il titolo della mostra, Singolare, allude al processo innovativo che nasce dall’incontro tra campi diversi di ricerca, l’arte, la scienza e la tecnologia, trascendendo i paradigmi delle discipline. Contribuire a creare le condizioni affinchè questo avvenga è l’obiettivo di Artist-in-residence Kilometro Rosso, programma di formazione rivolto ai giovani artisti, promosso da Accademia di belle arti G. Carrara e Kilometro Rosso.
LE OPERE
Federico Orlando (in residenza presso Brembo) ha sottoposto tre pinze Brembo ad altrettanti trattamenti, eliminandone la funzione, fino a trasformarle in oggetti scultorei (Makara, piombo fuso, 2016; Aramen, rame anodizzato, 2016; Yurugu, ferro magnetizzato, 2016).
Lorenzo Lunghi (in residenza presso Intellimech) ha sonorizzato un macchinario alla ricerca di una possibile melodia, partendo dai suoi rumori naturali. La registrazione di questa sonorizzazione, assieme a materiali di ricerca, sono diventati una fanzine (Metal Machine Music, pubblicazione cartacea, 2016).
Marco Manzoni (in residenza presso Istituto Mario Negri) ha realizzato una sfera con un terreno usato per la coltivazione cellulare in microbiologia, su cui ha inoculato dei microrganismi: il complesso di muffe che ne risulta si trasforma in un campo di lotta tra forze (Champs Elysée, agar agar, fibroblasti, meteorite, 2016).
Francesca Santambrogio (in residenza presso Laboratorio di Meccatronica – Università degli Studi di Bergamo) ha sfruttato i software di progettazione ingegneristica per creare un video d’animazione dove alcuni meccanismi virtuali fanno mostra di sé sui ritmi e le parole di un brano che ne descrive la seduzione, il potere, la natura, il mistero (Passo – passo, video, 15’, 2016).
Il video di Sara Benaglia (in residenza presso Petroceramics) è l’astrazione di un luogo di ricerca industriale e tecnologica in una prospettiva spaziale e estetica, incentrato sulla geometria esagonale che accomuna strutture e fenomeni differenti (Voleva essere infinito, video, 8’ 32’’, 2016).
La struttura di Giusy La Licata (in residenza presso Umania) si compone di parti che rendono visibili discorsi e processi pertinenti all’organizzazione aziendale interna a Umania, altrimenti sfuggenti (Macchina utensile speciale e combinata (cellule architettoniche d’avvicinamento), installazione di libri e legno, plexiglass, carta, tela, tessuto, cartone, vetro, plastilina, acciaio, 2016).
RELATORE: prof. Giovanni Carlo Federico Villa, docente di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università degli Studi di Bergamo.
I tulipani sono stati all’inizio del ‘600, quando arrivarono in Europa, oggetto di tale attenzione, che sfociò in quella che è stata definita “La tulipomania”. In Olanda, la commercializzazione dei bulbi, sopratutto quelli rari, raggiunse cifre da capogiro, alimentando la speculazione che alla fine portò ad una crisi finanziaria senza precedenti.
Un viaggio tra storia, arte e botanica.
Complesso Monumentale di Astino
Il Complesso Monumentale sarà aperto ad orario festivo (cioè venerdì dalle 16 alle 24 mentre sabato domenica e festivi dalle 10 alle 24) fino a martedì 25 aprile e poi per tutto il mese di maggio.
a cura di Corrado Benigni e Mauro Zanchi
Oltre 40 scatti, molti inediti, provenienti direttamente dall’Archivio Mario Giacomelli di Sassoferrato (Rita Giacomelli), in una mostra esclusiva, promossa dalla Fondazione MIA, curata da Corrado Benigni e Mauro Zanchi, per raccontare un maestro indiscusso della fotografia italiana.
Per la prima volta a Bergamo, nella bellissima cornice del Complesso Monumentale di Astino, questa esposizione vuole indagare l’opera di Mario Giacomelli attraverso un percorso inedito che rilegge l’esperienza di questo grande autore, che con i suoi potenti bianco e neri ha rivoluzionato il linguaggio della fotografia.
Il tema portante della mostra sarà il paesaggio. Questo motivo è stato fondamentale nel percorso creativo di Giacomelli, ricorrendo continuamente nelle sue fotografie. In particolare il paesaggio campestre delle Marche, ripreso in modo personalissimo e interpretato in maniera sempre più grafica. “Cerco i segni nella terra, cerco la materia e i segni, come può fare un incisore”, ha detto lo stesso Giacomelli.
Il paesaggio di Giacomelli è insieme reale e inventato, così come il suo sguardo è visionario e visivo al contempo. È il pretesto per rappresentare una situazione altra. Le sue sono “terre scritte”, dove l’orizzonte è quasi del tutto eliminato: un incastro di tempo e non-tempo. Nei suoi paesaggi il rapporto tra campagna e memoria, tra Giacomelli e una terra-madre negata e accettata si fa più drammatico, traducendosi in un’asciutta e grande rappresentazione. Della terra egli coglie i segni, la materia, i solchi, tuttavia trovando in essi corrispondenze con i corpi dell’uomo, perché la terra, nella sua poetica, è la carne stessa dell’uomo. In questa serie di scatti, in particolare, partendo dai piccoli dettagli della natura, che veicolano in sé un respiro umano, come un alchimista dello sguardo egli trasforma l’immagine in un “doppio visivo”.
Il paesaggio di Giacomelli, paesaggio della memoria e della favola, paesaggio di figure nascoste e di prodigi, dialoga perfettamente con il luogo e la natura di Astino. Accanto a questa serie saranno esposti anche gli scatti che fanno parte del ciclo Motivo suggerito dal taglio dell’albero, tra le prove più persuasive del maestro marchigiano e che insieme al paesaggio rappresentano un’indagine profonda sul tema della natura.
Catalogo edito da Silvana Editoriale (€ 20,00), con testi di Corrado Benigni, Mauro Zanchi, Katiuscia Biondi e un’intervista ad Artuto Carlo Quintavalle (a cura di Corrado Benigni)
lunedì – venerdì: 8.20 – 13.20 / 14.40 – 16.10
INGRESSO LIBERO
Banca Popolare di Bergamo,
Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo
ART UP 5/17 – GELITIN
a cura di Enrico De Pascale
GELITIN, Some Like It Hot – LIV Biennale di Venezia 2011
2011, matita, inchiostro, pennarelli indelebili su carta, cm 100×70 cad.
Bergamo, Collezione Banca Popolare di Bergamo
Il ciclo di opere è stato realizzato in occasione della partecipazione del gruppo austriaco alla LIV Biennale di Venezia (2011) durante la quale, nello spazio del Giardino delle Vergini, è andato in scena lo spettacolo-performance Some Like It Hot .
Nel corso di più giorni il collettivo ha celebrato la propria presenza alla rassegna d’arte veneziana con uno psichedelico e “dionisiaco” rituale al cospetto di una improvvisata fornace che ingoiava a getto continuo ogni sorta di materiali vetrosi per realizzare improvvisate sculture, tra musiche, danze, performances di ogni genere. Un’ininterrotta eruzione creatrice, memore di antichi rituali pagani, accompagnata dal sound punk-rock dei Japanther, sostenuta da numerose guest-stars internazionali e da liberi interventi del pubblico.
Gelitin (Vienna 1990)
Gelitin è un gruppo di artisti austriaci nato nel 1990 e formato da Ali, Florian, Tobias e Wolfgang. I quattro vivono e lavorano a Vienna. Hanno esposto con mostre collettive presso la Wiener Secession a Vienna, il Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, la Malmö Konsthall di Malmö, l’Arsenale di Venezia, la Hayward Gallery di Londra, il Centre Pompidou di Parigi e lo S.M.A.K di Gent. I Gelitin hanno rappresentato l’Austria alla 49a Biennale di Venezia (2011). Prossime mostre: Fondazione Prada, Milano (2017); Museo di Villa Croce, Genova (2018).
orari: 9.00 – 12.00 / 15.00 – 19.00
via Volta 2/4 Albino (BG)
a cura di Roberto Borghi
Fino al 17 giugno, saranno esposte una trentina di opere realizzate durante gli ultimi cinque anni nel corso di viaggi in Austria, nella regione della Stiria, e in Francia, sulle coste della Normandia e lungo i fiumi della Borgogna. Immagini in cui la vegetazione è colta in rapporto all’acqua e al suo potenziale di rispecchiamento, scatti in cui la natura riverberandosi conosce una sorta di alterazione dei suoi lineamenti, una trasformazione in qualcosa di letteralmente altro che ha tratti spiccatamente pittorici e un’intonazione velatamente metafisica. In queste opere insomma si manifesta – secondo Roberto Borghi, curatore della mostra – una visione «totalmente altra» dal canone romantico della rappresentazione della natura che la vorrebbe «riflesso dell’interiorità dell’artista»: qui invece assistiamo a «una natura che si specchia in se stessa e che non si ritrova, una natura che specchiandosi si tramuta, si dissolve, si perde», ma grazie a tale perdita acquisisce ieraticità e vitalità inconsuete e preziose.