Photo @ Maria Zanchi
L’Accademia Carrara di belle arti chiude l’anno scolastico e apre le porte alla città, trovando così il suo più naturale compimento: l’incontro con il pubblico.
Le opere proposte si diramano nei più svariati campi dell’arte contemporanea come performance e video, ma riprendono anche tecniche più tradizionali, come l’incisione o il disegno.
i lavori sono stati eseguiti per l’esposizione dagli studenti dei due indirizzi dell’Accademia, Pittura e Nuove Tecnologie per l’arte; esposizione che proseguirà nei due giorni seguenti come banco di prova, momento di confronto e dialogo con il pubblico.
L’intero processo creativo delle singole opere è stato seguito dai docenti dei diversi corsi laboratoriali durante l’anno accademico, mentre la mostra è stata curata dagli studenti stessi, che hanno provato a costruire un percorso espositivo coerente armonizzando tematiche e tecniche disparate.
Inaugurazione:
mercoledì 12 giugno 2013
h 18.00-21.00
Apertura:
13-14 giugno 2013
h 9.30-17.00
www.accademiabellearti.bg.it
tel. 035.399563
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
Via San Tomaso, 53
24121 Bergamo
tel.: +39 035 270272
fax: +39 035 236962
Teatro Sociale
22 – 23 giugno 2013
Inaugurazione: sabato 22 giugno ore 10.00
Via Bartolomeo Colleoni 4, Bergamo
Conferenza stampa: martedì 18 giugno ore 12.00
presso Sala Riccardi nel Teatro Donizetti, Piazza Cavour 15, Bergamo
contemporary locus 4 con Grazia Toderi, artista italiana di fama internazionale, nell’eccezionale spazio del Teatro Sociale di Bergamo, prosegue il percorso di interpretazione del tessuto urbano attraverso l’arte contemporanea.
Dal 22 giugno continua il progetto contemporary locus – luoghi riscoperti dall’arte contemporanea: nella quarta tappa espositiva Grazia Toderi si confronterà con lo spazio del Teatro Sociale, uno dei luoghi più significativi di Bergamo, dando vita, con un’installazione video, a una simultanea fruizione del luogo prima e dopo la sua ristrutturazione.
L’artista è stata invitata a lavorare nello spazio del Teatro Sociale per il progetto contemporary locus 4, con l’obiettivo di proporre una nuova relazione con il luogo e rinnovare la passione e la meraviglia per uno spazio di grande storia e qualità.
Grazia Toderi (Padova, 1963), artista italiana, oggi riconosciuta e attiva nella geografia di musei e manifestazioni internazionali, si distingue per l’essenzialità e l’originalità di una ricerca che, attraverso installazioni immersive, restituisce una dimensione dilatata e onirica dello spazio. Spazio che contiene e trasforma la percezione del pubblico, soggetto coinvolto in una condizione a-temporale, nella quale osservazione e riflessione trovano un’inedita dimensione di accoglienza.
Il Teatro Sociale è oggi uno dei luoghi più significativi e rappresentativi di Bergamo: la sua importante storia architettonica e sociale, la sua collocazione e la sua ristrutturazione ne fanno certamente un luogo di alta intensità nella percezione collettiva.
Il Teatro della Società di Bergamo, progettato nel 1803 da Leopoldo Pollack, architetto austriaco allievo di Giuseppe Piermarini, è un teatro all’italiana dall’armoniosa forma classica. Inaugurato nel 1808, fino la prima metà dell’Ottocento le sue stagioni operistiche si dimostrarono prospere e dagli esiti lusinghieri. Dal 1933 il teatro chiuse i battenti a causa di problematiche di natura finanziaria e solo dopo diversi passaggi di proprietà, nel 1974, l’immobile fu acquisito dal Comune di Bergamo e interessato da lavori di manutenzione. Da allora lo spazio ospitò soprattutto esposizioni e azioni di arte contemporanea, fino all’inizio dell’intervento di restauro, intrapreso nel 2006 per iniziativa congiunta del Comune e della Sovrintendenza ai Beni Culturali. Oggi il restauro ha restituito alla città un teatro storico completamente recuperato nella sua originaria destinazione teatrale.
Su App Store sarà disponibile, in accompagnamento alla mostra, la app gratuita di contemporary locus 4 – Grazia Toderi, intesa come catalogo digitale e mezzo di orientamento, realizzata da Elisa Bernardoni per iPhone/iPad e distribuita in italiano e in inglese.
Credits
Progetto a cura di Paola Tognon
con la collaborazione di Paola Vischetti
Coordinamento progetto Francesca Ceccherini
info@contemporarylocus.it
Responsabile Ufficio stampa Alice Panti
press@contemporarylocus.it
Ufficio stampa Media Project Maddalena Bonicelli
maddalena.bonicelli@gmail.com
Responsabile Guardiania e Servizi Accoglienza Elisa Risi
Assistenza ricerche e supporto Deborah Oberti e Giacomo Regallo
Media project a cura di Elisa Bernardoni
elisa.bernardoni@gmail.com
in collaborazione con Francesca Ceccherini
Visual design Scande
Fotografie Claudio Cristini
Video Giacomo Regallo
Traduzioni Paola Di Bello
Con la collaborazione di
Comune di Bergamo Assessorato alla Cultura e Spettacolo
Bergamo candidata Capitale europea della Cultura 2019
Laboratorio e Casa delle arti, Bergamo
GAMeC – Galleria d’arte moderna e contemporanea di Bergamo
The Blank, Bergamo
Lab 80 Film, Bergamo
Con il patrocinio di
Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Bergamo
Ordine degli Ingegneri della Provincia di Bergamo
contemporary locus 4 è realizzato con il contributo di Daniela Confalonieri DD studio immobiliare.
A cura di Sara Fumagalli e Stefano Raimondi
Inaugurazione: martedì 11 giugno, ore 18:30
Dal 12 giugno al 21 luglio 2013 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è lieta di presentare la quinta edizione di Artists’ Film International, che vede la collaborazione di 15 importanti istituzioni internazionali.
Come nelle precedenti edizioni del progetto, ciascuna istituzione è stata invitata a segnalare un artista del proprio Paese e a presentare il suo lavoro attraverso una selezione di opere che vedono nell’uso dell’immagine in movimento il mezzo privilegiato.
Gli artisti in mostra e le istituzioni coinvolte per questa edizione sono:
Einat Amir / New Media Center, Haifa
Neha Choksi / Project 88, Mumbai
Ana Gallardo / Fundación PROA, Buenos Aires
Murray Hewitt / City Gallery Wellington, Wellington
Kaia Hugin / KINOKINO Centre for Art and Film, Sandnes
Eric e Marc Hurtado / Cinémathèque de Tanger, Tangeri
Bengu Karaduman / Istanbul Modern, Istanbul
Rahraw Omarzad / CCAA – Center for Contemporary Art Afghanistan, Kabul
Alix Pearlstein / Ballroom Marfa, Marfa
Marinella Senatore / GAMeC, Bergamo
Hong-An Truong / Hanoi DOCLAB, Hanoi
Nasan Tur / Neuer Berliner Kunstverein Video-Forum, Berlino
Jessica Warboys / Whitechapel Gallery, Londra
Morgan Wong / Para/Site, Hong Kong
Katarina Zdjelar / Belgrade Cultural Center, Belgrado
La rassegna ospita video, film e animazioni provenienti da contesti culturali diversi, così da ottenere una selezione di quello che è ormai un medium globale con cui gli artisti raccontano la propria e la nostra realtà usando linguaggi diversi come il documentario e la finzione, e registri che spaziano dalla poesia alla critica sociale.
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea
Via San Tomaso, 53
24121 Bergamo
tel.: +39 035 270272
fax: +39 035 236962
Piergiorgio Zangara (Palermo, 1943) è tra i membri del Movimento Madi Italia, raggruppamento nazionale italiano dell’omonimo movimento internazionale fondato da Carmelo Arden Quin nel lontano 1946 a Buenos Aires.
Dopo le prime esperienze figurative la sua pittura si orienta sempre più verso forme geometriche ed essenziali che, con l’avvenuto trasferimento a Milano e la frequentazione della galleria Arte Struktura, nel nuovo contesto culturale, si lega a regole logiche e costruttive. L’apertura delle figure con tagli diagonali e con linee curve gli dà modo di trovare nuove dimensioni nel triangolo, nel rombo e nel cerchio. Con l’ormai impellente bisogno di liberare le immagini nello spazio, le figure geometriche tridimensionali trovano un’ulteriore possibilità di spingersi in alto e in basso, in linea retta e in diagonale, di coniugarsi in avanti e indietro su piani paralleli ed inclinati: un’opera dunque che si appropria dello spazio e ne diviene parte integrante, con l’evidente aspirazione alla realizzazione dell’opera ”totale”. I nuovi materiali utilizzati, come il plexiglas, l’alluminio e la plastica, gli consentono di approfondire esperienze luministiche e cinetiche con trasparenze, rifrazioni e con proiezioni di immagini virtuale.
apertura: 16.03.2013 – 15.05.2013
lun-ven 14.00 – 20.00 | sab. 15.30 – 20.00
ingresso libero
Galleria Marelia arte moderna e contemporanea
Via Guglielmo d’Alzano, 2b | 24122 Bergamo | Italia
www.galleriamarelia.it | info@galleriamarelia.it
+ 39 035 0603115 | + 39 347 8206829
Directing Art as a Music, mostra personale di Guido van der Werve, uno dei più significativi artisti della scena internazionale, rappresenta un’occasione unica per vedere tre importanti video realizzati dall’artista: partendo da ‘Nummer zeven, the clouds are
more beautiful from above’, passando per ‘Nummer acht, everything is going to be alright’ per arrivare all’ultimo ‘Nummer
veertien, home’, un video capace di sintetizzare tutta la ricerca dell’artista.
Guido van der Werve, olandese classe 1977, ha esposto in importanti musei quali il MoMA di New York, la Hayward Gallery di Londra, l’Hirshhorn Museum di Washington e alla Kunsthalle di Basilea.
Inaugurazione:
sabato 18 maggio 2013, ore 10.00
Sala Piatti, Via San Salvatore 6, Città Alta, Bergamo
Orari e sedi:
Basilica di Santa Maria Maggiore, Piazza Vecchia, Città Alta, Bergamo
Palazzo della Misericordia, Via Arena 9, Città Alta, Bergamo
Venerdì e Domenica 15.00 – 18.00 (visite guidate ogni ora)
Sabato 11.00 -13.00 / 15.00 – 18.00 (visite guidate ogni ora)
Altri giorni solo su appuntamento (info@bacoartecontemporanea.it)
DREAMS COME TR
Tekla Aslanishvili
The video-installation DREAMS COME TR by Tekla Aslanishvili focuses on the specific development of the housing system in Albania that began after the collapse of communist regime in 1990 and emerged into an urban phenomenon characterized by oversized, unfinished houses in the suburbs of Tirana.
For her project, the artist invited several local families, living in half-completed houses, to take part in a collective family photograph framed by a unfinished housing unit located in Kombinat, the southwestern suburb of Tirana. The video that documents the photo shoot in process, is combined with the glowing inscription DREAMS COME TR, installed on the upper edge of the projection in order to (re)create the signboard aesthetics of the image. The incompleteness of the text emphasizes the failure of the post communist society’s response to “freedom” and liberalized economy.
The project DREAMS COME TR allows for an observation of the urban reality of Tirana through the lenses of its symptoms of drastic political and economical changes during the last decades. The wave of unfinished houses that emerged from the beginning of the 1990ies, can be read like accidental monuments, symbolizing collective dreams and disappointments of the society. In response, DREAMS COME TR offers a distinct glimpse on how the aspiration for individuality and pursuit of dreams has transformed into this unique public reality.
THEY ALL WAIT FOR ME TO PAY
Gjorgje Jovanovik
THEY ALL WAIT FOR ME TO PAY is an attempt to connect the past and the present by using the format
of singing and story telling. The voice of the past incorporated in the unique form of Iso-Polyphonic
singing with the voice of the present expressed in the poetry of young poet Rubin Beqo, but also the
voice of all the people willing to articulate their opinions and positions regarding the current conditions and problems of their everyday life. THEY ALL WAIT FOR ME TO PAY is an attempt to think about the current conditions and the recent past, the turbulent times of changing systems, the loss or lack of
communication and understanding in the neoliberal context.
The project is developed in two stages. The first part is a collaboration of the Iso-Polyphonic* group
Ansambli Polifonik Demir Zyko and the young poet Rubin Beqo. The second part takes shape as an
event on the opening night of the exhibition PARTICIPATION – PARTICIPATORY PRACTICES AS
ARTISTIC STRATEGY that will gather all the people who want to take the chance to express their social
and political observations of the current condition in Albania by different forms of performances.
*Iso-Polyphonyc music is inspired by the archaic phenomenon of “crying” (“vajtim” in Albanian,) It is one
of the most important strands of the musical and cultural heritage of Albania. It is about people who speak and sing at the same time, that is, an important and unique part of the oral history of Albania.
PINK PARTISANS
EDIT PULAJ
Under the shade of the olive tree , by the junction of Lana bridge and Pazari i RI, surrounded by tray’s of cheese pastry, 2 ladies knit the rainbow, in size 43.
―Edit Pulaj
How to tame a social unease, how to domesticate what is considered off or out of the ordinary, or,
presumably, simply taken for non-existent? How to initiate an attitude change without patronizing or
threatening the traditional perceptions of right or wrong, black or white, how negotiate the in-betweens?
Could one start with “the feet” in order to reach the “heart” and the “mind” of the matter?
Drawing on her practice as a painter, the artist Edit Pulaj takes the colors of the LGBT flag as a point of departure for a commissioning of objects that are ready for function: traditional knitted slippers, a familiar and characteristic object of Albanian home. Discharging the prominent rainbow flag from its original symbolic content, Pulaj extracts the colors Pink | Red | Orange | Yellow | Green | Indigo | Blue one by one in order to splash them over the city, tagging with generous randomness the markets, back alleys, beaches or football fields.
The slippers that range in size and colors only reveal their original reference point if displayed together, in their collectivity. As singular objects however, they develop a “private life” of their own. Following a strategy of integration rather than persuasion, Pulaj is keen to let the object out of hands. The emphasis of PINK PARTISANS does not lay on the actual decryption of the LGTB flag, but on the fact that the slippers will find their way into the Albanian homes of today as objects of utility, with each of them carrying a story in their own right. It’s eventual becoming – a tool against homophobia, a merchandise article, an urban legend, a tourist souvenir – is tendentious.
VOID³
studio203
(Stefano Romano / Itali, Eriselda Çobo / Shqipëri, Guido Affini / Itali)
VOID³ is based on some keywords that are currently swirling through our minds which are: void, full,
pressure, occupation, claim. Furthermore, the inspiration came from David Harvey’s book on Capitalism
against “the right to the city” in which the British Marxist theorist observes that land use is the largest and most effective chance for capital to expand and create surplus value thanks to the huge opportunities for speculation this field offers. Harvey also states that all major economic crises that have hit the western system arose from the crisis in the construction sector. By mixing these considerations and the various terms we had in mind we came up with the idea to realize an artwork about full and empty space. We have structured the work in two opposite and consequent moments, the “full” and the “void” mixed together through an action and a sound. The performance consists in continuously inflating, deflating, and re-inflating a (red) balloon so that the performers’ lung capacity becomes a metaphor of their right and ability to assert a personal living space, one’s own piece of land. The balloon becomes a metaphor for the physical space that each of us occupies within the city. The act of inflating and deflating the balloon and the effort of repeating this action over and over again is also accompanied by the sound of breathing that eventually becomes gasping and by the sound of the air coming out of the balloon when it’s deflating and which is part of the construction of the sound of full and void. The sound literally plays these two moments, in a symbolic and abstract composition that is intertwined with the video in a constant oscillating movement. We worked redoubling and indenting the sound in such a way to highlight once more the full/void concept, capturing the emotions on performers’ faces. It is like if it emerged the inner rhythm of the performers, the heartbeat, and the thought which are never in agreement to the biological rhythm. It is if the physical effort speeded up the inner rhythm.
__________________________________
“ARDHJE” artists-in-residence
LOOKING INTO THE FUTURE!
HENRIJETA MECE
The Balkans is known to be a coffee culture – a culture that revolves around coffee drinking – where
coffeehouses are seen as social, artistic and intellectual hubs. While, in many urban centers it is common
to see several coffeehouses within walking distance of each other, in Tirana one sees them within
pausing distance. But, at this time in Tirana there is more to the coffee than just socializing.
It is election time. And, polls have a lot of say about the future of the masses. They determine if, one gets to keep or, lose his job overnight. Although, the economic future of the masses remains very uncertain, locals have a way of looking into it while, enjoying a nice cup of coffee. They read their futures in the grains of a Turkish coffee residue. If, the grains are red they have nothing to worry about; and if, they are black well, tomorrow’s cup might read better.
This participatory project is a reflection of the country’s current situation. In an attempt to express a
nation-wide post-election anxiety, the artist announced free coffee-cup reading sessions to the general
public. Although, the participants were informed the artist did not have any coffee-cup reading skills and
that for the most part the reading would entail making-up stories, there was a lot of public participation
interest on this project.
DAVID WITHOUT GOLIATH
DRIANT ZENELI
Any action causes a reaction and each reaction builds a relationship. In this case, DAVID WITHOUT
GOLIATH is a performative action, which will be held during the opening of exhibition involving and
excluding the public on it. Everything starts from a very simple, but at the same time violent gesture of
throwing an object toward someone. The performance will take place only when the audience meets the
artwork and the artwork meets the audience.
http://www.tica-albania.org/
Curata da: Claudia Bernareggi, Paola Ubiali
Artisti: Nila Shabam Bonetti | Giovanni Bonaldi | Gianni Cuomo | Claudio Destito
Nicoletta Freti | Pina Inferrera | Margherita Leoni | Mya Lurgo
Danilo Marchi | Emila Sirakova | Arianna Tinulla | Angela Viola
La mostra nasce dalla collaborazione tra differenti realtà del territorio bergamasco, sinergie e competenze che si incrociano trasversalmente con l’obiettivo di presentare, durante il periodo estivo, una visita all’Orto botanico “Lorenzo Rota” inconsueta e rinnovata, che contribuisca alla sensibilizzazione verso le tematiche green in vista dell’Expo 2015 che vedrà Milano e il suo hinterland quale polo internazionale dell’ecologia e della corretta alimentazione.
La straordianaria ricchezza di questo luogo nel quale convivono oltre 900 specie di piante, il suggestivo paesaggio che lo incornicia e l’inaspettata presenza di installazioni interattive, opere di arte contemporanea open air e la possibilità di assistere a performances artistiche, rendono affascinante il percorso ai sensi del visitatore. L’esperienza si completa con la visita al Salone Visconteo dove è allestita una “mostra nella mostra”: la pre-esistente esposizione di parte del patrimonio appartenenente alle collezioni dell’orto quali l’Hortus Pictus Bergomensis e la collezione ceroplastica vengono difatti affiancate ad opere di videoarte e light art che colloquiano le une con le altre in un dialogo tra i secoli.
Presentare l’arte in un orto botanico è per noi occasione di trattare consapevolmente l’argomento alchemico della trasformazione, visto nel rapporto dell’uomo con la natura che lo ospita. Cosa, più dell’arte, riesce a coinvolgere il maggior numero di aspetti della vita dell’uomo focalizzati sul cambiamento, sul percorso di ricerca intima dell’essere umano? L’alchimia, o scienza della trasformazione interiore, nella sua costante ricerca della conoscenza intesa come culmine dell’esperienza umana, viene anche chiamata “Agricoltura celeste”, le sue fasi e le sue teorie tutte ricalcano l’arte agricola. L’arte sarebbe dunque la manifestazione estetica delle fasi di crescita dell’uomo, l’alchimia, la scienza e la natura, con i suoi cicli, diverrebbe in questo senso la base universale da cui tale studio trarrebbe spunto. Fiori e piante non sarebbero altro che il linguaggio della natura, simbolo delle fasi della vita che nasce e muore, così come l’uomo, nella sua esperienza di vita, esprime passioni, dolori e gioie, spirando, infine, nella sua fase invernale.
Le opere presenti in mostra rievocano stati dell’esperienza umana strettamente connessi ai cicli naturali, ambientazioni in cui il dualismo uomo-natura diviene atmosfera di fondo della narrazione estetica e metafora di un percorso di evoluzione e trasformazione che accomuna entrambi gli universi.
Programma:
Inaugurazione: giovedì 6 giugno 2013
ore 21.00, presso Salone Visconteo (Passaggio Torre di Adalberto) apertura
mostra con performance “tree.02” a cura di Nila Shabam Bonetti;
ore 22.00 presso Orto botanico (Scaletta di Colle aperto) performance iniziale
con installazione interattiva “Muco I” a cura di Arianna Tinulla con musiche di
Deen Llüks e Berlikete.
Cocktail inaugurale a cura di Azienda Agricola Savoldi, Scanzorosciate e Chez
Richard Paris, Bergamo
Festa del solstizio estivo: venerdì 21 giugno 2013 ore 21.00 presso Orto botanico (Scaletta di Colle aperto) performance “tree.02” a cura di Nila Shabam Bonetti e performance con installazione interattiva “Muco II” a cura di Arianna Tinulla con musiche di Deen Llüks e Berlikete.
Cocktail a cura di Società Agricola Locatelli e Caffi, Chiuduno e Bio Pasticceria
Anita, Bergamo.
Laboratori didattici: giovedì 20 e 27 giugno, ore 14.30, a cura di Gianni Cuomo, presso Orto Botanico
(in caso di pioggia, presso il Salone Visconteo)
Luoghi mostra e performances: Orto botanico “Lorenzo Rota”
– outdoor: Orto botanico (Scaletta di Colle Aperto, Bergamo Città Alta)
– indoor: Salone Visconteo (Passaggio Torre di Adalberto, Bergamo Città Alta).
Contatti: Direttore Dottor Gabriele Rinaldi | +39 035.286060 | ortobotanico@comune.bg.it
Ufficio stampa: La Lingua verde comunicazione | mob. +39 340.3366063 | info@lalinguaverde.it
Galleria Marelia | mob. +39 347.8206829 | info@galleriamarelia.it
Sabato 18 Maggio all’interno dell’antico Palazzo della Misericordia di via Arena 9, nel cuore di Città Alta, aprirà al pubblico Ogni
cosa a suo tempo. Cap.VI, Atto I (Resume and Rebirth) un nuovo capitolo capace di riassumere le mostre realizzate tra il 2011 e il
2012 nei matronei della Basilica di Santa Maria Maggiore e allo stesso tempo aprire un nuovo dialogo con le opere dei principali
artisti emergenti del territorio bergamasco. Il primo capitolo accoglierà così i lavori realizzati durante la permanenza a Bergamo
da David Adamo, Francesco Arena, Riccardo Beretta, Ettore Favini, Alis/Filliol, Andrea Kvas e Navid Nuur. In aggiunta a questi saranno raccolti e presentati i lavori di artisti come Davide Allieri, Meris Angioletti, Filippo Berta, Emma Ciceri, Giovanni De Lazzari,
Oscar Giaconia, Ferrario Frères, Marco Grimaldi, Clara Luiselli, Andrea Mastrovito, Giovanni Oberti, Francesco Pedrini e Alessandro Verdi, legati alla città di Bergamo, testimoniando la vivacità culturale di un territorio che ha sempre espresso un’autonomia e
un proprio linguaggio distintivo all’interno del sistema dell’arte.
Come il titolo lascia intendere questa mostra sarà il primo atto di un progetto che si svilupperà nell’arco di un anno con diverse variazioni allestitive, implementazione di nuove lavori, confronti tra linguaggi e media differenti. Ogni cosa a suo tempo continua così
nella promozione e nella ricerca delle pratiche artistiche contemporanee, articolando ulteriormente un progetto nato nel 2011 nei
matronei della Basilica di Santa Maria Maggiore e ora sviluppato negli spazi del Palazzo della Misericordia, una struttura storica per la cultura bergamasca, sede fi no al 2007 dell’Istituto Musicale e ora riaperta in occasione della mostra.
Promossa dalla MIA – Congregazione della Misericordia Maggiore, l’esposizione è organizzata da BACO, acronimo di Base Arte
Contemporanea Odierna, un gruppo aperto di lavoro la cui fi nalità è il dialogo e il coinvolgimento di operatori della cultura locale,
nazionale e internazionali attraverso la promozione dei più significativi linguaggi e sperimentazioni della cultura artistica contemporanea.
La mostra è realizzata in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e The Blank Bergamo Contemporary Art, con il sostegno uffi ciale della Fondazione Credito Bergamasco.
Curato da Stefano Raimondi e Mauro Zanchi il progetto si propone di creare una continuità storica con le mostre realizzate nella Basilica di Santa Maria Maggiore, un dialogo tra due luoghi vicini e accomunati da una ricchezza culturale e artistica di primaria importanza per la città di Bergamo. Ogni cosa a suo tempo. Cap.VI, Atto I (Resume and Rebirth) si interroga sull’importanza della
ricerca e della contaminazione artistica, dello scambio e del nomadismo di idee, riuscendo però a tirare le fila di alcuni elementi che accomunano i diversi artisti. Il progetto si inserisce in un contesto più ampio di sviluppo culturale della città, candidata a diventare Capitale Europea della Cultura 2019.
Inaugurazione:
sabato 18 maggio 2013, ore 10.00
Sala Piatti, Via San Salvatore 6, Città Alta, Bergamo
Orari e sedi:
Palazzo della Misericordia, Via Arena 9, Città Alta, Bergamo
Venerdì e Domenica 15.00 – 18.00 (visite guidate ogni ora)
Sabato 11.00 -13.00 / 15.00 – 18.00 (visite guidate ogni ora)
Altri giorni solo su appuntamento (info@bacoartecontemporanea.it)
Maria Francesca Tassi (San Pellegrino Terme, Bergamo 1977) presenta Prehistorica #2, un’installazione site specific nella quale l’artista approfondisce la sua riflessione sulla natura combinando le consuete sculture in carta, alcuni disegni e, per la prima volta, tre grandi sculture in ceramica le cui forme compendiarie evocano il fantasma di tre piante preistoriche. Dietro l’apparente leggerezza e leggiadria dell’installazione e al di là dell’indiscutibile perizia manuale rivelata dalle sue componenti, Tassi lancia un duro atto d’accusa all’umanità, a tutti noi che ci accontentiamo di consumare le energie del pianeta invece di trasformarle virtuosamente, innescando un processo di distruzione senza ritorno,nell’imperdonabile consapevolezza delle nostre azioni. La modellazione di uno spazio armonico e il bianco quasi accecante che riveste ogni forma, esaltati dalla cura maniacale dell’artista nella scelta dei materiali e dalla paziente realizzazione artigianale di ogni singolo pezzo, creano un’atmosfera silenziosa e metafisica, un clima di sospensione tra le opposte polarità dell’idea pura e della materia assoluta.
Sanpaolo Invest Treviglio,
via Cavallotti 31b,
inaugurazione sabato 04.05 h. 19.30
apertura: 04.05.2013 – 31.05.2013
lun-ven 15.00 – 18.00
o su appuntamento tel. 0363 48160
Aperto domenica 19 maggio (Artdate) h 10.00-14.00