Il Museo Adriano Bernareggi espone le nove tavole commissionate ad Alessandra Cimatoribus per illustrare i vangeli di AVVENTO e NATALE e che accompagnano i cammini di Avvento della Diocesi.
Avvento 2013
SEGUIAMO LA STELLA | contenti della buona notizia
Le opere esposte sono ispirate ai vangeli e ai personaggi chiave della liturgia dei tempi di Avvento e Natale di quest’anno. Le prime quattro tavole raffigurano il profeta Isaia, Maria, Giovanni Battista e Giuseppe, ognuno dei quali incarna un atteggiamento interiore che bambini e ragazzi sono chiamati a coltivare durante l’Avvento.
ISAIA invita incarna la preghiera, pratica che rende”profeti”, capaci di guardare oltre, donando lo sguardo tesso di Dio. MARIA è icona della fede, donna dal cuore accogliente, capace di fare spazio al figlio di Dio vincendo ogni paura e resistenza. GIOVANNI BATTISTA invita alla conversione parlando attraverso la testimonianza di una vita coerente. GIUSEPPE, che si è fidato della promessa di Dio ed è stato costruttore della “casa” di colui che ha posto la sua dimora tra gli uomini, esorta all’accoglienza.
Seguono le tavole con GESÙ BAMBINO e i MAGI, realizzate per il tempo di Natale e che suggeriscono gli atteggiamenti della gioia per la nascita del salvatore degli uomini e dell’adorazione verso il figlio di Dio che si è fatto uomo.
Completano la serie tre tavole realizzate per i cammini della parrocchie che seguono il rito ambrosiano, che raffigurano il profeta ELIA, la FOLLA che interro Giovanni Battista e l’entrata di GESÙ in Gerusalemme.
In occasione della mostra è esposta la serie completa delle 25 illustrazioni dedicate al VANGELO DI LUCA realizzate dall’artista nel 2007.
INAUGURAZIONE
Domenica 1 dicembre 2013 | ore 16
Sala ipogea del Museo Bernareggi (ingresso da via Pignolo, 76)
Sarà presente Alessandra Cimatoribus
Ingresso libero
ALTRI APPUNTAMENTI
WORKSHOP DI ILLUSTRAZIONE
Domenica 19 gennaio 2014 | ore 14.30
Workshop condotto da Alessandra Cimatoribus. Un pomeriggio dedicato ai catechisti dedicato alle tecniche e metodologie di utilizzo dell’illustrazione nell’ambito della catechesi.
Partecipazione gratuita con prenotazione obbligatoria.
PER LE SCUOLE E PER GLI ORATORI
Per le scuole e gli oratori sono stati elaborati LABORATORI CREATIVI. L’intera offerta educativa è consultabile sul sito del museo (www.fondazionebernareggi.it). La partecipazione ai laboratori della mostra è GRATUITA (ad eccezione del costo del biglietto di ingresso) con prenotazione obbligatoria.
I LABORATORI
PER GLI ORATORI
E LA STELLA LI PRECEDEVA | Il cammino dei Magi
lab per bambini dai 6 a 9 anni.
Uno dei viaggi più famosi della storia, quello dei Magi guidati dalla luminosa cometa, sarà il filo conduttore di questo percorso alla scoperta dei legami tra parole e immagini. Un’occasione per rinnovare nei più piccoli l’immaginario legato a questo brano a partire dall’osservazione delle illustrazioni di Alessandra Cimatoribus. Il viaggio dei Magi dietro la stella porterà ogni bambino a creare un libro labirinto che narra la storia dei tre sapienti d’oriente e illustrato attraverso la tecnica del collage.
Il laboratorio è gratuito (info a pastorale@fondazionebernareggi.it).
SENZA PAROLE | lo stupore del Natale
lab per preadolescenti (10-13 anni)
Nell’illustrazione come nel cinema spesso sguardi, gesti e posture comunicano più efficacemente di molte parole. Il laboratorio è incentrato sugli atteggiamenti che scandiscono il cammino d’Avvento dei preado, che saranno aiutati a tradurre concretamente le beatitudini dell’itinerario. un laboratorio in cui a comunicare saranno gli occhi, le mani e il corpo. come tradurre la fede, l’accoglienza e la preghiera in gesti, sguardi e espressioni? i ragazzi troveranno le risposte attraverso diversi linguaggi artistici: l’illustrazione, la fotografia e il cinema. Il laboratorio è gratuito info a pastorale@fondazionebernareggi.it)
PER LE SCUOLE
scuola dell’infanzia e scuola primaria
LE IMMAGINI DEI LIBRI | oggi illustro io!
Chi è un illustratore? Come nascono le sue immagini? Dove si nasconde la loro bellezza?
I colori e le immagini di Alessandra Cimatoribus aiuteranno a comprendere quali sono gli elementi essenziali per raccontare le storie con le immagini. I più piccoli diventeranno giovani illustratori potenziando la loro creatività e facendo correre il più possibile lontano la fantasia. Aiutati dal racconto dei Magi ogni bambino creerà una personalissima tavola illustrata che, unita alle altre, ricostruirà l’intero cammino di Natale.
il laboratorio è gratuito (info a scuole@fondazionebernareggi.it)
ORARI
da martedì a domenica
dalle 15 alle 18
Previa prenotazione, i gruppi scolastici e parrocchiali possono visitare la mostra anche in
orario mattutino.
COSTI
Intero 5 €
Ridotto gruppi 3 €
Ridotto scuole 2 €
Ridotto oratori 2 €
Info e prenotazioni: Museo Adriano Bernareggi via Pignolo,76 Bergamo
tel: 035 243539 | mail: info@fondazionebernareggi.it | www.fondazionebernareggi.it
La mostra segni di segni, a volte graffi allestita negli spazi di AZERO dal 29 novembre al 20 dicembre 2013 è frutto di una scelta tra le opere più recenti di Alessandro Verdi.
Sono opere che indicano un nuovo percorso intrapreso dal pittore.
Fedele ai suoi mezzi espressivi più consoni, la carta e il disegno, nei nuovi lavori Alessandro Verdi ha messo in atto un processo di “riduzione” delle forme espressive, senza tradire la sua poetica di fondo, che anzi si arricchisce e si intensifica.
Nei nuovi lavori i fondi si puliscono e le forme si precisano. Non più aloni, sfumature o “sporchi”; non più gesti rapidi sapientemente controllati, i nuovi sono lavori più meditati, risolti prima nel pensiero e poi nel gesto.
Un gesto rattenuto non più di stampo vitalistico, bensì continuamente limato nella tensione all’essenziale.
E così i suoi corpi sono diventati poco più che “tracce” di presenze; sintesi organiche di un tutto (il corpo umano) ormai troppo complesso in tutti i suoi aspetti per poterlo rappresentare.
I nuovi lavori evocano elementi corporei, a volte, solo forme organiche che lo alludono. Sono forme immerse nel vuoto, spesso ne occupano solo i bordi, quasi fossero lì lì per uscire dallo spazio. Altre volte si àncorano lasciando segni: i graffi, in questo spazio vuoto.
Abbandonata la “maniera nera” Alessandro Verdi ora si avventura in ampi spazi bianchi, in questi spazi bianchi vivono le sue nuove figure.
In mostra sono presenti: un grande lavoro di cm. 280×350 su tela (inedito) del 2006, a testimonianza della forma che stavano assumendo gli ultimi lavori “neri”, quattro opere recenti di medie dimensioni, su tavola, assieme ad altre di più piccolo formato, su tavola e su carta, molte delle quali ancora mai esposte.
Luciano Passoni
29.11 – 20.12.2013
lun – ven su appuntamento
negli orari di studio
inaugurazione 29.11 h. 18.30
Azero, Bergamo,
via Corridoni 19
LUCIANO FABRO
Arte torna Arte – Palladio
Conferenza di Daniel Soutif
già Direttore del Dipartimento di Sviluppo Culturale del Centre Georges Pompidou di Parigi e del Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato
Martedì 10 dicembre 2013, ore 18:00
GAMeC, Spazio ParolaImmagine
Ingresso libero
In occasione della mostra Luciano Fabro. Disegno In-Opera, in visione fino al prossimo 6 gennaio 2014, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è lieta di ospitare la conferenza Luciano Fabro. Arte torna Arte – Palladio tenuta da Daniel Soutif – Storico dell’Arte, Curatore, Critico d’Arte e Critico Musicale e moderata da Giacinto Di Pietrantonio – Direttore della GAMeC.
L’incontro fornirà una chiave di lettura preziosa sul lavoro di Luciano Fabro, partendo da una riflessione attorno all’opera Palladio. Ogni ordine è contemporaneo ad ogni altro ordine, del 1972 – presente in mostra – che intende analizzare la volontà dell’artista di realizzare lavori che sottolineano l’importanza della tradizione dell’arte, sia da un punto di vista contenutistico sia dalla scelta dei materiali utilizzati.
Testimonianza di un aspetto nodale del lavoro di Fabro, messo continuamente a fuoco in ogni suo progetto così come nel libro Arte torna Arte, un insieme di opere e testi in cui l’artista ribadisce la necessità di superare il modernismo di tipo avanguardista volto a interrompere ogni rapporto con il passato, per instaurare – al contrario – un costante dialogo con esso.
Storia, tradizione e radici sono sempre state fondamentali per Fabro, e l’opera Palladio riafferma questa necessità di ritorno al passato, nella scelta dell’artista-architetto da cui prendere ispirazione, in quella della tecnica da utilizzare – in questo caso il disegno – e nell’iconografia che Fabro instaura tra architettura, pittura e scultura, discipline che concorrono a formare un’opera in cui non solo il tempo storico persiste, ma testimonia un’unità delle arti di classica memoria.
Appuntamento martedì 10 dicembre, alle ore 18:00, presso lo Spazio ParolaImmagine della GAMeC.
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Via San Tomaso, 53 – 24121 Bergamo
www.gamec.it
Academy AwardsHomeostasis is not enough Chiara Balsamo, Filippo Bisagni, Matteo Cremonesi, Matteo Gatti, Matteo Maino, Roberto Pesenti, Elena Radice, Giacomo Regallo, Jacopo Rinaldi, Giulio Scalisi, Stefano Serrettaa cura di Daniele Maffeis, Giovanna Manzotti, Giulia Mengozzi
Un progetto di Viafarini DOCVA in collaborazione con Accademia di Belle Arti di Brera, Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e NABA Nuova Accademia di Belle Arti.
periodo: 27 novembre – 7 dicembre 2013sede: Viafarini DOCVA, Fabbrica del Vapore, via Procaccini 4, Milanoorario: dal lunedì al venerdì, dalle 11.00 alle 19.00
La seconda edizione di Academy Awards ha l’obiettivo di facilitare l’incontro e lo scambio tra undici artisti – selezionati tra gli studenti dell’Accademia di Belle Arti di Brera, Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo e NABA Nuova Accademia di Belle Arti – e tre curatori a loro vicini per generazione. Il progetto ha infatti coinvolto due curatori emergenti e un artista (qui in veste di curatore) provenienti dalle tre accademie e ha previsto una fase di workshop propedeutica alla definizione stessa del progetto.
Il termine omeostasi, con le varie sfumature di senso negli specifici ambiti di ricerca, indica generalmente la naturale propensione di un organismo vivente al mantenimento di stabilità e organizzazione delle sue strutture biologiche. In fisica, in particolare, si riferisce a parametri quali la temperatura e l’energia. Rudolf Arnheim, nel suo testo Entropia e Arte (1971) sostiene, riprendendo le parole di C.O. Weber, che l’equilibrio omeostatico consente certo di vivere, ma poco contribuisce a vivere bene. Arnheim aggiunge che, in effetti, l’omeostasi stabilisce un ordine, senza tuttavia indicarne lo scopo. Per una concezione più adeguata dell’umana natura è necessario tener conto degli scopi della vita, dell’impulso verso la crescita e la stimolazione, degli allettamenti della curiosità e dell’avventura, della gioia di esercitare il corpo e la mente e del desiderio di realizzare e conoscere. R. Arnheim, Entropia e Arte, 1971
Si potrebbe pensare agli artisti come a recettori sensibili della temperatura contemporanea. Saperla cogliere, inglobare e rielaborare è ciò che permette loro di intervenire in un sistema complesso che si configura come un flusso entropico dal quale emergono immagini, narrazioni e riflessioni da rimettere in circolo. Allora l’omeostasi non solo non basta, ma necessita continue fasi di tensione che portano a un dissolvimento disordinato, all’innesco imprevedibile di una moltitudine di forme non sempre riducibili a una struttura univoca.
Nessuno degli artisti in mostra esercita una pratica monolitica. Ognuno si relaziona, piuttosto, con l’impossibilità di sintetizzare l’elemento di disordine che connota lo statuto contemporaneo dell’immagine. Sia nel risultato finale, che nelle fasi preparatorie, Homeostasis is not enough tenta di sottrarsi a una struttura semplice, seguendo un andamento rizomatico marcato da contingenze inedite. La mostra è l’epilogo aperto del lavoro di un gruppo di pari. Pur provenendo da contesti accademici differenti, i partecipanti hanno inteso porsi come presupposto comune l’abbattimento del convenzionale diaframma tra artisti e curatori, amplificando la dimensione esperienziale propria del processo formativo.
Tornando all’analisi di Arnheim, egli ci ricorda che mai in nessuna cultura, uno stile artistico maturo è stato semplice. Il cervello umano, l’oggetto più complesso del mondo, non può rappresentarsi con una forma o un gesto facilmente esauribili.
Vorremmo consigliarvi di non ricercare nelle opere una rassicurante omeostasi termica, ma di lasciarvi cogliere da una piccola febbre.
The Blank Bergamo Contemporary Art | Newsletter November 2013
DANIELE MAFFEIS, GLI SCHIAVI DEL VETRO, 2013, IN PROGRESS, DISEGNO A MATITA SU CARTA, 30 X 45 CM
L’ARTISTA DEL MESE: 99 PAROLE (o più…) CON DANIELE MAFFEIS
“È il vetro la rovina di questa civiltà […] Da quando gli indigeni hanno acquisito la capacità di lavorare il vetro, la società tutta ne è stata stravolta […] I costruttori del vetro sono i soli a detenere il potere di fruttificare la terra e lo amministrano con grande tirannia. Carestia e pestilenza si sono diffusi tra la popolazione che, se non vuole morire di fame, non può far altro che obbedire. […] Con il potere della terra hanno assunto il potere di decidere della verità delle cose. Così i costruttori del vetro spargono morte e pestilenza: non nascondono nulla, ma il loro potere è escludere. Nei palazzi di cristallo proclamano: potete controllare le nostre azioni e vedere che sono rette, che lavoriamo per il bene comune. Ma il vetro è il teatro della trasparenza, ed è quindi il suo contrario”
Dal diario di Padre Gonzalo Candia, fine XVI sec.
L’artista del mese è Daniele Maffeis.
Il contributo dell’artista del mese e gli appuntamenti di novembre sono su www.theblank.it
Non perdere gli aggiornamenti della sezione WHAT’S ON del sito www.theblank.it sottoscrivendo il feed RSS: sarai sempre aggiornato sulle attività e le novità di The Blank, le inaugurazioni dei nostri membri e le segnalazioni diconcorsi/opportunità. Tutto ciò che succede nell’arte contemporanea a Bergamo, passa da qui!
Hai un gruppo e ti piacerebbe suonare in uno dei locali di Bergamo? Ti diletti con la pittura o la fotografia ma non hai mai avuto la possibilità di esporre le tue opere dove tutti le potessero vedere? Oppure hai già esposto altre volte e hai voglia di riprovare questa esperienza?
L’Assessorato alle Politiche Giovanili del Comune di Bergamo, in collaborazione con Ascom, Confesercenti e ASL di Bergamo, promuove l’adesione di giovani artisti alla nona edizione diARTWAY, un percorso dedicato alla creatività giovanile all’interno dei locali e dei bar della città la realizzazione di progetti che promuovano stili di vita e di aggregazione consapevoli e orientati al benessere.
Scadenza:
29 novembre
Informazioni:
035.399.674;
fabianagerosa@comune.bg.it
Bando:
http://giovani.bg.it/wp-content/uploads/2013/10/bando_artway_2014.pdf
Modulo cartaceo:
http://giovani.bg.it/wp-content/uploads/2013/10/modulo_artway_2014.pdf
Modulo online:
http://giovani.bg.it/moduloartway2014/
Piera Drusin è una fotografa.
Ne possiede la tecnica, la sensibilità e lo sguardo.
Piera Drusin è una fotografa, giovane.
Il suo mondo è quello dei giovani, il loro modo di fare e di essere. Look, comportamenti, luoghi dell’universo giovanile sono un nucleo importante della sua ricerca. E’ un mondo che vive molto di notte, fatto di relazioni e di solitudine. A volte esagerato, a volte tenero. Comunque sempre visto da vicino, da dentro. Nessuno sguardo indiscreto; quello di Piera è di complicità e condivisione.
Piera è una fotografa colta.
Echi di Nan Goldin, di Jeff Wall nelle sue ricerche di ordine “antropologico”, echi “ghirriani” negli sguardi sul paesaggio; spesso un paesaggio minore, colto in ore di trapasso e in luoghi di confine.
Lo sguardo di Piera a volte è velato dall’emozione o dal pathos, a volte stupito dall’incontro, a volte limpido, cristallino, come nelle opere Picture.
Due foto in cui trionfa la luce, dopo il buio della notte. Una versione contemporanea e fotografica dello sguardo di Vermeer. Luce, serramenti, vetri, pavimenti: stessi ingredienti.
Per certi versi anche qui un’Allegoria della Pittura, ma i quadri sono smaterializzati dalla luce o ancora da dipingere, abbandonati per terra ai piedi di una parete.
Nessuna presenza umana, però; l’umanità di Piera è, per buona parte, quella dei locali notturni, materializzata nei forti contrasti delle luci artificiali, stordita dalla musica e confusa nel vociare del gruppo. Piera ancora non sa chi possa abitare la luce e il silenzio.
Anche quando è frizzante e sbarazzina a testimoniare la freschezza e la semplicità del riconoscersi giovane e viva, il corpo che ritrae è privo di identità, è un corpo collettivo, è simbolo di una femminilità che, pur affermandosi nella sua gioiosità, non può fare a meno di pensare che ci sia dell’altro, più intimo, più indistinto, più intrigante che lo accompagna e che è presente, magari sopra di esso.
Lo sguardo di Piera sa cogliere le Zircostant.
C’è una persona anziana che sta consultando l’orario alla fermata dell’autobus. È una foto in BN. Siamo in una periferia di campagna, su tutto domina un cielo variegato dai bagliori del sole che cerca strada tra le nuvole di un temporale appena passato o in arrivo. La persona anziana ha una borsa, forse una cartella da scolaro. Da questa spunta, tenero e vivo, un mazzo di fiori di campo.
A differenza del Viaggiatore Cerimonioso di Giorgio Caproni, il “nostro”, forse, sta solo iniziando questo suo viaggio, ma confida che qualcuno ci sarà a ricevere in regalo i suoi fiori, all’arrivo.
Piera Drusin è friulana, la sua fotografia è aspra e sonora, come la sua lingua.
inaugurazione: venerdì 18 ottobre 2013, h 18.00
Orario: mar, mer, gio: 14.00 – 18.00
ven, sab: 10.00 – 13.00 15.00 – 18.00
ARS arte+libri,
via Pignolo 116, Bergamo
tel.035247293
Cap. VI, Atto II (Resume and Rebirth)
05.10.2013 – 17.11.2013
Palazzo della Misericordia, Via Arena 9, città alta, Bergamo
Con la collaborazione di Giorgia Benaglia, Irene Boyer, Chiara Fiori e Elena Tosi
Sabato 5 ottobre, in occasione della Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI – Associazione Musei di Arte Contemporanea Italiani, Spazio Baco – Base Arte Contemporanea, ospita all’interno dell’antico Palazzo della Misericordia in via Arena 9, in Città Alta, Ogni cosa a suo tempo. Cap.VI, Atto II (Resume and Rebirth).
Promossa dalla MIA – Congregazione della Misericordia Maggiore, realizzata in collaborazione con la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea e The Blank Bergamo Contemporary Art, con il sostegno ufficiale della Fondazione Credito Bergamasco, la mostra è il secondo atto del precedente capitolo, a sua volta continuazione e, al contempo, sintesi, del ciclo di mostre realizzate tra il 2011 e il 2012 nei matronei della Basilica di Santa Maria Maggiore. Un Resume and Rebirth, quello di Ogni cosa a suo tempo, capace di far emergere contrasti e accordi tra artisti che raggiungono sintesi talvolta opposte, seppur talvolta riconducibili a un unico principio ispiratore.
Il filo conduttore con le precedenti esposizioni è dato dalla riproposizione, sovrapposizione e confronto di artisti già presenti in Atto I, i cui lavori instaureranno un dialogo con le opere di Adrian Paci, Dan Rees Paolo Baraldi, Sara Benaglia, Cinzia Benigni, Davide Casari, Mario Cresci, Simone Longaretti, Daniele Maffeis, Luca Resta, studio203, Maria Tassi, Diego Ferrari e Marco Travali. Non solo; attraverso la selezione di artisti chiamati a partecipare, i curatori, Stefano Raimondi e Mauro Zanchi, vogliono dare voce, e spazio, al dialogo obbligato tra quest’ultimi e il pubblico, affinché sia possibile riflettere sulle ricerche personali e collettive che fanno emergere la vitalità e la multi-contaminazione dell’arte e della cultura contemporanea in atto nella città di Bergamo.
Presentando opere di artisti diversamente legati alla realtà bergamasca, si vuole aprire un quesito sull’importanza della ricerca, della contaminazione artistica e del confronto di mondi diversi. Anche per questo secondo atto c’è la volontà, infatti, di presentare il dialogo e lo scambio continuo che sta prendendo vita all’interno della città tra i principali artisti emergenti dell’ambiente bergamasco e artisti internazionali che hanno un legame personale con il nostro territorio.
Sabato 5 ottobre ore 15.00 – 18.00 Presso il Monumento di Francesco Nullo, Porta nuova, Bergamo performance A memoria di aiuola di Daniele Maffeis
05.10.2013 – 17.11.2013
Basilica di Santa Maria Maggiore, Piazza Vecchia, Bergamo
Con la collaborazione di Giorgia Benaglia, Irene Boyer, Elena Tosi
Dal 14 Settembre al 3o Novembre
SGUARDI: PROPOSTE PER UNA COLLEZIONE 10 AUTORI
Opere di: Rodolfo Arico’, Gabriele Basilico, Mario Cresci, Bruno Di Bello, Franco Fontana, Piero Gilardi, Giorgio Griffa, Marco Lodola, Pino Pinelli, Aldo Tagliaferro