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orari d’apertura: giovedì e venerdì, ore 16.00 -19.00
sabato 10.30 – 12.30 16.00 – 19.00
99 PAROLE CON MARIO CRESCI
MARIO CRESCI, SEGNIMIGRANTI, 2013, BLOCCHI DI LAVA NERA, DIMENSIONI AMBIENTALI, GIARDINI NAXOS (TAORMINA)
SEGNIMIGRANTI / Intervento su blocchi di lava nera presenti sulla spiaggia di Giardini Naxos (Taormina) Sicilia, realizzato il 6 ottobre del 2013. E’ un intervento nato dall’emozione di una tragedia che ha visto morire in mare quasi cinquecento persone nelle acque di Lampedusa negli stessi giorni in cui stavo passando serenamente un periodo di vacanza. Ho segnato con tempera bianca i corpi neri della lava come se fossero stati depositati sulla spiaggia dalle onde del mare e in cinque ore di ininterrotto lavoro ho visto che ogni segno identificava un corpo e nello stesso tempo gli rendeva omaggio come un volo di gabbiano verso l’alto, verso una dimensione spirituale all’interno di un pensiero totalmente immerso nel dolore di una immane tragedia. Al termine dell’intervento, osservando il paesaggio modificato dai segni dipinti, mi è sembrato per un attimo di aver creato anche un pensiero di riferimento alla pittura corporea del mondo africano in cui i segni bianchi migrano dai corpi delle persone a quelli delle cose. Ho infine fotografato e filmato una serie di percorsi tra i corpi dipinti di un paesaggio momentaneamente trasformato.
ARTE A MERENDA
primavera 2014
MATISSE | BAJ | FONTANA
Ricomincia ARTE A MERENDA, l’appuntamento a misura di famiglia del Museo Adriano Bernareggi.
Dopo il fortunato ciclo autunnale, ARTE A MERENDA torna con nuovi laboratori e nuovi artisti. I Dipartimenti Educativi del Museo Adriano Bernareggi propongono una nuova serie di LABORATORI CREATIVI per famiglie che offrono l’occasione di mettersi faccia a faccia con i grandi maestri dell’arte contemporanea.
Ad ogni incontro si scopre un’opera che rimanda per affinità materiche, tecniche o iconografiche a celebri opere d’arte contemporanea. Come da tradizione ogni pomeriggio si conclude con una buona merenda, gustata insieme e offerta da ASPAN, l’Associazione dei Panificatori di Bergamo.
APPUNTAMENTI
sabato 1, sabato 15 e sabato 22 marzo
DIPINGERE CON LE FORBICI
Henry Matisse
Illustratore, incisore, scultore e pittore: il primo appuntamento dell’edizione primaverile di arte a merenda è guidato da uno dei principali artisti dell’arte moderna, Henri Matisse. Che incredibili colori nelle sue opere! Racconteremo la sua arte e la sua storia, quella di un artista che parlava con i colori utilizzando….forbici e colla! Grazie alla sua particolare tecnica di collage si scoprirà un nuovo linguaggio fatto di forme, colori e materiali per creare nuove e originalissime opere.
sabato 5, sabato 12 e sabato 26 aprile
STRARITRATTI
Enrico Baj
sabato 3, sabato 10 e sabato 17 maggio
FAMMI SPAZIO
Lucio Fontana
La seconda e la terza data si attivano solo con il raggiungimento di 15 coppie alla data precedente. I laboratori richiedono ISCRIZIONI A COPPIA (un bambino e un adulto). Possono partecipare ad Arte a merenda bambini con 3 anni compiuti. È necessaria l’iscrizione entro il venerdì pomeriggio. Gli incontri si svolgono dalle 15 alle 17 presso la sede del Museo Adriano Bernareggi (via Pignolo, 76 Bergamo).
COSTO: 15 euro a coppia
Prenotazione obbligatoria entro il venerdì precedente
Merenda offerta da ASPAN PANIFICATORI BERGAMASCHI
INFO E ISCRIZIONI
035 248772
info@fondazionebernareggi.it
Sabato 22 Marzo, h 19.00-22.00
c/o upper Lab
via Pescaria 1, Bergamo
upperart.bg@gmail.com
h 19.00 Seize live performance di: Susanna Farina, Marzia Pellegrinelli, Marianna Norbis, Andrea Toscano, Clara Scola, Martina
Dierico, Chiara Guzzoni.
H 20.30 Dn2 -Marx Theory- A/V live media di Davide Anni.
Seize è parte di una serie, una raccolta-contenitore chiamata LiveMedia 9080, curata da Davide Anni in tre eventi: White Light/White Heat, Ephemeral Light e Seize.
Seize è un collettivo di giovani artisti, nativi digitali, provenienti dall’Accademia Carrara di Belle Arti di Bergamo. Il lavoro consiste nella ricerca personale della relazione fra suono e immagine, attraverso esecuzioni audio-video dal vivo. Essere nell’attimo, nel momento, l’assorbimento da parte del fruitore, questo significa Seize, cogliere il presente attraverso la luce emessa dal dispositivo in tempo reale.
Queste opere, dimostrano come l’attività dell’artista contemporaneo ha possibilità espressive ancora più ampie e straordinarie, attraverso la manipolazione di suoni inediti e il processo di immagini e video dal vivo.
L’utilizzo di tecnologie digitali è la cornice naturale fra questa arte transitoria e le presenti generazioni di artisti.
Dn2 -Marx Theory- Opera multimediale immersiva che fonda la sua ricerca nella relazione fra la musica
contemporanea e le arti visive cinematografiche, composta da una regia a 2 canali sample video 16 mm
digitale, in sinestesia con una composizione per strumenti analogici quali: synth-oscillatori, envelope
generator, ESP, AM-FM modulation, accompagnati da software sperimentali di computer synthesis
autoprodotti.
In previsione dell’uscita del singolo musicale omonimo, Dn2 -Marx Theory- è un esperienza avventurosa,
inedita, un esperimento sociale di crescita collettiva.
Collaborano al progetto: Luca Viganò (riprese video-regia video live), Federico Cisana e Paolo Gamba (regia video live-improvvisazione sonora).
ART
UP
Incontri ravvicinati con la collezione dʼarte di UBI-Banca Popolare di Bergamo
a cura di Enrico De Pascale
Con il nuovo anno UBI-Banca Popolare di Bergamo vara il progetto ART UP, unʼiniziativa culturale finalizzata a promuovere la conoscenza del proprio patrimonio artistico. Ogni mese, unʼopera dʼarte diversa facente parte della collezione della Banca, verrà esposta al pubblico nellʼatrio della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8, tutti i giorni, negli orari di apertura. Non una semplice presentazone ma un vero e proprio “invito” alla lettura e alla fruizione tramite schede storico-critiche illustrate e collezionabili realizzate per lʼoccasione dallo storico dellʼarte Enrico De Pascale, Curatore responsabile della collezione. Con il progetto ART UP vengono così rese visibili opere dʼarte antica e contemporanea normalmente “inaccessibili” perchè ubicate
negli uffici, nelle filiali, nei caveaux della Banca.
La collezione dʼarte della Banca Popolare di Bergamo, che assomma diverse centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquantʼanni intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare lʼattenzione per la produzione artistica locale e nazionale -da Baschenis a Fraʼ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con lʼinteresse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming.
Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.
Per il suo secondo appuntamento (mese di Febbraio), ART UP propone l’esposizione dell’opera di Stefano Arienti, Paco disteso (1997).
STEFANO ARIENTI (Asola 1961)
Paco disteso 1997
Vernice spray su carta da lucido
cm. 100×180
Collezione UBI-Banca Popolare di Bergamo
L’opera è parte di una serie di dipinti tratti da fotografie eseguiti dell’artista con vernice spray rossa su fogli di carta da lucido. Raffigura un giovane uomo disteso al suolo, ripreso con ripido scorcio di sottingiù e un andamento diagonale da sinistra verso destra, dall’alto verso il basso. Esposti per la prima volta nel 1998, tali lavori traducono in termini pittorici le peculiarità della fotografia, donando all’immagine la trasparenza e l’immediatezza di un antico affresco. Il ricercato
contrasto tra il rosso acceso della figura e l’abbagliante candore del foglio -e l’assoluta assenza dei dettagli d’ambiente-, accentuano il valore iconico dell’immagine, che galleggia libera nel vuoto della
superficie. La classica bomboletta di colore, strumento privilegiato dei writers per eseguire i graffiti murali, è impiegata da Arienti in modo inconsueto per realizzare una figura totalmente destrutturata, dai contorni sfumati e di consistenza gassosa, come una sorta di vaporoso ectoplasma. Al tempo stesso la silhouette rosso-sangue può sollecitare nell’osservatore involontarie associazioni con le immagini dei caduti per mafia o per il terrorismo o con qualche altro evento di cronaca
nera. L’artista opera una consapevole contaminazione tra i linguaggi e le tecniche (nel caso specifico tra fotografia, pittura e graffiti) manipolando immagini provenienti dalle fonti più disparate,
mescolando l’iconografia colta con quella popolare. Lavorare su immagini presistenti -piuttosto che crearne di nuove- è per Arienti una tecnica di resistenza, un modo con cui tentare di sottrarsi alla pervasività delle immagini che quotidianamente ci assediano.
STEFANO ARIENTI (Asola 1961; vive a Milano)
Tra i più importanti artisti italiani degli ultimi trent’anni, ha insegnato all’Accademia Carrara di Bergamo e all’Università IUAV di Venezia. Nel 1985 partecipa alla prima mostra collettiva nella ex fabbrica Brown, Boveri & Cie dove incontra Corrado Levi, il suo primo maestro. Fin dalle sue prime mostre evidenzia un’originale inclinazione a manipolare, modificare, cancellare oggetti d’uso quotidiano e immagini prelevate dal mondo dei mass media (fumetti, pubblicità, cinema, televisione,
internet) o dell’arte stessa. Nel 1986 realizza le Turbine, microsculture di carta costruite con orari ferroviari e albi di fumetti piegati a forma di torri cilindriche. Nel 1989 inizia il ciclo dei Ponghi in cui le immagini di famose opere d’arte riprodotte su posters sono “ridipinte” dall’artista tramite l’applicazione di ditate di plastilina colorata come fossero pennellate di colore. In tutti i casi il procedimento dell’artista consiste nell’intervenire su materiali già dati(cartoline,posters,fotografie,
giornali, fotocopie ecc.) con l’obiettivo di ri-significarli e personalizzarli tramite l’intervento manuale. Ha esposto nei principali musei d’Italia (MAXXI, Mart, Rivoli, Museion, GAMeC, MAMbo, Hangar Bicocca). Tra il 1999 ed il 2002 ha partecipato al Progetto Zingonia, progetto multiculturale e interdisciplinare, attivando un laboratorio artistico in cui ha svolto una ricerca sui nomi dei bambini nati a Zingonia (BG). Un suo intervento murale è presente nella chiesa del nuovo Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
ART
UP
Incontri ravvicinati con la collezione dʼarte di UBI-Banca Popolare di Bergamo
a cura di Enrico De Pascale
Banca Popolare di Bergamo – P.zza Vittorio Veneto 8 – Bergamo
Orari; da lunedì a venerdì: 8:20/13:20 – 14:40/16:10
ARS – ARTE+LIBRI
Via Pignolo, 116 24121 Bergamo
tel. +39 035 247293
mart-ven 15.00-19.00 | sab 10.00-13.00/15.00-19.00
ars.pignolo@libero.it
Federica Mutti
Siamo ancora timidi. Preludio
A cura di Cinzia Benigni
5 marzo – 5 aprile 2014
Inaugurazione 5 marzo 18.30
A cura di: Giacinto Di Pietrantonio
Inaugurazione 6 febbraio 2014, ore 18:30
Conferenza Stampa: 6 febbraio, ore 11.30 presso lo Spazio ParolaImmagine
Dal 7 febbraio al 4 maggio 2013 la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è lieta di presentare Il Classico nell’Arte. Modernità della Memoria dall’arte greca a Bernini, Paolini e Pistoletto, una mostra che anticipa la riapertura della Pinacoteca dell’Accademia Carrara di Bergamo e che intende muovere una riflessione sul quesito, certo non nuovo – ma da affrontare con rinnovato interesse – se un artista contemporaneo possa trarre ispirazione dall’antico e, in questo modo, rinnovare il dialogo con esso e condividerlo con il pubblico.
L’educazione al patrimonio culturale del passato è stata quasi sempre associata all’idea di insegnamento e alla dimensione della memoria intesa come testimonianza. Secondo Esiodo, le Muse sono figlie di Zeus e di Mnemosine, ovvero dell’energia creatrice e della capacità di ricordare. Il museo nasce come dimora delle Muse, assumendo quindi una connotazione matriarcale; è giunto però il tempo di restituirgli la componente maschile, paterna.
Senza dubbio l’artista contemporaneo rappresenta il migliore attore per operare il recupero degli insegnamenti del passato artistico quale ispirazione per il presente: nella sua pratica di attualizzazione, infatti, egli svolge un’ineludibile funzione pedagogica e didattica. Ed è altrettanto naturale che un museo d’arte contemporanea divenga il luogo deputato a fare crescere questa relazione e a incoraggiare il dialogo tra le parti.
Proprio la prospettiva che parte dall’arte del passato è quella che artisti di un passato più vicino alla contemporaneità hanno percorso e percorrono nel senso di un moderno aggiornamento; la persistenza dell’antico è talmente presente da essere quasi divenuta uno slogan. E il futuro del museo è anche questo: passare – finalmente – da una “mera” mediazione dei contenuti a un’educazione che si realizza in forme creative e che rende protagonisti gli allievi.
La mostra intende indagare i modi e le forme attraverso le quali un artista contemporaneo può trarre ispirazione dall’antico, creando così un ponte tra i secoli che contribuisca ad avvicinare opere del passato, a rinegoziarne il senso e a valorizzarne la testimonianza.
Lavori di artisti contemporanei che guardano al passato e che ad esso si ispirano saranno affiancati da opere provenienti dall’Accademia Carrara di Bergamo in un percorso espositivo che pone classico e contemporaneo in stretta connessione.
In mostra, opere di Michelangelo Pistoletto a confronto con la statuaria greca ed etrusca e con un’opera di Giovanni Volpato; lavori di Vanessa Beecroft che guardano ad Antonio Canova posti in dialogo con una scultura di Pietro Bernini e con il Baccanale di Giulio Carpioni; sculture diCharles Avery e i ritratti di Valerio Carrubba in relazione a ritratti cinquecenteschi di artista lombardo di scuola leonardesca; le maschere della Tragedia Greca reinterpretate da Alfredo Pirri; Adrian Paci in dialogo con Giulio Paolini e a sua volta Paolini in relazione a Lorenzo Lotto; lavori di Gianluigi Colin che rimandano a Piero della Francesca, August Sander e Pablo Picasso posti in dialogo con un dipinto di Lorenzo Costa; Ferrario Fréres in relazione a Gustave Courbet; opere di Sam Durant che guardano ai busti celebrativi ottocenteschi e una scultura di Kiki Smith in dialogo con dipinti cinquecenteschi da opere di Michelangelo, quali Leda e il Cigno e la Pietà.
Uno stimolante confronto che intende sottolineare le influenze e le relazioni esercitate dal passato sul presente e viceversa.
GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo
Via San Tomaso, 53
24121 Bergamo
Italia
Tel. +39 035 27 02 72
Mar – Dom
10.00 – 19.00
Giovedì
10.00 – 22.00
Lunedì
chiuso
Esposizione dell’opera Via Crucis di Ferrario Frères
Inaugurazione venerdì 7 marzo ore 19.00
Da venerdì 7 marzo a domenica 27 aprile
Fondazione Adriano Bernareggi
Per tutte le info: 035 248772
Anche per questa 32a edizione Bergamo Film Meeting conferma la sua voglia di scoperta e di attenzione verso un cinema che sa leggere il presente, raccontandone le multiformi e repentine trasformazioni, la profonda complessità. Il Festival sarà come sempre un laboratorio e un luogo di incontro e di confronto: nove giorni di passioni e di divertimento.
Oltre 90 film, per conoscere nuovi autori e le espressioni più originali nel campo della produzione audiovisiva e per rivedere i grandi film del passato. E tante sezioni: la mostra concorso, lo sguardo sull’Europa, omaggi e retrospettive, cult movie, cinema d’animazione, musica dal vivo, workshop, arte e incontri con gli autori.