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    GAMeC - PALAZZO DELLA RAGIONE | CORY ARCANGEL THIS IS ALL SO CRAZY, EVERYBODY SEEMS SO FAMOUS | 31.03.-28.06.2015
    [= GAMeC ====== PALAZZO === DELLA == RAGIONE ===== CORY ===== ARCANGEL ==== THIS == IS ===== ALL = SO === CRAZY == EVERYBODY ===== SEEMS === SO ==== FAMOUS ====== 31.03. === 28.06.2015 =]

    CORY ARCANGEL

    THIS IS ALL SO CRAZY, EVERYBODY SEEMS SO FAMOUS
    A cura di Stefano Raimondi

    Inaugurazione: 31 marzo 2015, ore 19:00

     1 APRILE – 28 GIUGNO 2015
    Palazzo della Ragione / Sala dei Giuristi
    Piazza Vecchia – Bergamo
     

    Dal 1 aprile al 28 giugno 2015, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo è lieta di presentare This is all so crazy, everybody seems so famous, la prima personale in un’istituzione italiana dell’artista americano Cory Arcangel (Buffalo, 1978. Vive e lavora a New York).
    Arcangel è uno tra i più influenti artisti della New Media Generation, tanto che il Whitney Museum di New York gli ha dedicato una personale nel 2011.

    Il suo lavoro ruota attorno al concetto di salvaguardia dell’identità e della memoria digitale e fisica; intende recuperare l’importanza della tradizione attraverso l’interesse per la relazione tra tecnologia e cultura, territorio e innovazione, nonché attraverso l’appropriazione e il riutilizzo dei media. Le opere riflettono e agiscono all’interno di una società contemporanea fortemente digitalizzata, liquida e continuamente mutevole, in cui il valore effettivo delle cose è destinato a perdersi in poco tempo, per lasciare spazio a nuovi prodotti-simulacri di valore. Arcangel è interessato a salvare dall’obsolescenza gli oggetti tecnologici che fino a pochi anni fa sembravano all’avanguardia e che, ora, giacciono inutilizzati, condannati a un’atemporalità quasi metafisica e non più accessibile. Nonostante sia cresciuto durante il boom tecnologico – quando cellulari, videogiochi, computer, internet e i relativi aggiornamenti e upgrade hanno iniziato a diffondersi – l’approccio di Arcangel verso la società dei consumi e della comunicazione di massa non è quello del fruitore o dello spettatore, bensì quello dell’hacker capace di manipolare i dati e, quindi, di conferire agli stessi un nuovo significato. Questo agire è visibile, per esempio, nel noto lavoro Super Mario Clouds (2002-) in cui il celebre gioco viene modificato: la maggior parte degli elementi architettonici viene rimossa, per lasciare spazio solo alle nuvole fluttuanti sullo sfondo azzurro. In questo modo, per la prima volta, viene data importanza alla rappresentazione e allo spazio pittorico nei videogiochi. Per l’artista, manipolazione è anche condivisione: le istruzioni e i codici sorgente per la realizzazione di diversi lavori sono disponibili sia sul suo sito internet sia in una serie di pubblicazioni intitolata The Source. Questo tentativo di salvaguardia e azione è ripreso anche dal titolo della mostra – This is all so crazy, everybody seems so famous – citazione tratta da una hit dell’icona della musica teen pop Miley Cyrus. La smania di raggiungere i famosi “quindici minuti di celebrità” tanto auspicati da Andy Warhol nasconde in sé l’obsolescenza inscritta in quel tempo così limitato e vacuo rispetto all’incessante divenire.

    La mostra ideata per la GAMeC, curata da Stefano Raimondi, rientra tra i principali appuntamenti culturali della città in vista di EXPO 2015 – accanto alla grande retrospettiva dedicata a Kazimir Malevič che il museo presenterà in autunno – e sarà eccezionalmente ospitata nella Sala dei Giuristi di Palazzo della Ragione, nel cuore di Città Alta, per secoli centro politico di Bergamo.
    Il progetto espositivo si innesta in primo luogo sul contrasto e sul dialogo che può esistere tra uno dei più importanti edifici storici della città, il più antico palazzo comunale italiano, edificato a partire dalla fine del XII secolo, e tra le ultra-contemporanee installazioni dell’artista americano. Lo spazio della sala è concepito come una grande piattaforma, il cui centro è interamente occupato dall’opera Photoshop CS: 1060 by 2744 centimeters, 10 DPC, RGB, square pixels, default gradient “Spectrum”, mousedown y=1800 x=6800, mouseup y=8800 x=20180 (2015), parte della serie Photoshop Gradient Demonstration: un tappeto concepito attraverso l’indagine e la collaborazione con aziende del territorio, ripercorrendo i processi tecnici e tecnologi della tessitura che fino a pochi anni fa rappresentava uno dei settori produttivi più floridi della provincia e che ha subìto negli anni un processo di rinegoziazione.

    Una superficie calpestabile di oltre 200 metri quadrati che ricopre l’intero pavimento della sala e che si sviluppa in una progressione abbagliante di colori, creando una cassa di risonanza per le antiche pitture a fresco che la decorano. Un’opera che avvolge completamente lo spettatore, portandolo – prendendo in prestito un concetto tipicamente futurista – “al centro del quadro”.

    L’installazione della mostra si svilupperà, poi, lungo il perimetro dello spazio, dove l’artista affiancherà le proprie opere agli affreschi presenti, invitando lo spettatore a una lettura simultanea dei due livelli di creazione, quello antico e quello contemporaneo. La moquette realizzata con i pattern colorati e cangianti delle sue opere pittoriche si struttura, così, per blocchi di colori, ma l’estetica formale è puramente concettuale, poiché la fonte di riferimento è uno dei gradienti di Adobe Photoshop CS.

    La conversione di un “oggetto” digitale in un oggetto concreto è doppia nella mostra concepita per la GAMeC: Arcangel, infatti, oltre a questo lavoro, realizzerà un foulard di seta in edizione limitata (100 esemplari) con il gradiente “Russell’s Rainbow” usato per la creazione di una moquette esposta in occasione della mostra all’HEART, Herning Museum of Contemporary Art: un multiplo d’artista che racconta ulteriormente la pratica trans-mediale di Arcangel.

    Tra le opere presentate in occasione della mostra, i lavori più recenti sono parte della serie Screen-Agers, Tall Boys, and Whales e della serie Lakes, ma sono esposti anche due lavori appartenenti alla serie dei primi anni Duemila che presenta le alterazioni sulla consolle Nintendo, Super Mario Clouds (2002-) e Totally Fucked (2003), entrambi presentati su monitor CRT dell’epoca.

    Opere che offrono una panoramica quasi completa della poetica creativa di Cory Arcangel degli ultimi quindici anni.
     
    La serie Screen-Agers, Tall Boys, and Whales (2011-2015) riflette la mondanità contemporanea con un pizzico di nostalgia: i lunghi tubi di plastica utilizzati come galleggianti in piscina vengono trasformati in personaggi, icone effimere della contemporaneità, agghindati con collane, must-have elettronici e abiti di marca, musica e bottiglie di birra casualmente disposte nella stanza.

    La serie Lakes (2011-2015) è costituita da installazioni con monitor a schermo piatto – simbolo onnipresente della società dei consumi – letteralmente capovolti e disposti verticalmente: alle immagini rubate alla cultura pop l’artista ha applicato il famoso filtro Java “lago”, ripescandolo dagli anni Novanta, che crea un effetto mosso, come se qualcosa si riflettesse su una superficie liquida. L’immagine che ne risulta non è né in movimento – come ci aspetteremmo di vedere in un monitor – né statica, bensì un ibrido tra le due; l’immagine su cui galleggia e ondeggia la società contemporanea.
    A corredo della mostra, un catalogo-opera in doppia versione italiano e inglese, altrettanto sui generis: molto più simile a un magazine per adolescenti che a una classico catalogo, comprende una serie di interventi critici accanto a elementi tipici delle pubblicazioni rivolte a un pubblico giovane quali poster, adesivi e gadget.
    Edito da GAMeC Books, include testi di Andrew Berardini – Scrittore, critico d’arte e curatore; Jacob Ciocci – Artista e musicista; Lauren Cornell – Curatore, New Museum, New York; Giacinto Di Pietrantonio – Direttore, GAMeC, Bergamo; Aleksandra Domanovic – Artista; Valentina Gervasoni – Assistente curatore, GAMeC, Bergamo; Raphael Gygax – Curatore, Migros Museum für Gegenwartskunst, Zurigo; Ruba Katrib – Curatore, SculptureCenter, Long Island City, New York; Sam Korman – Curatore indipendente e scrittore; Tina Kukielski – Co-curatore di Carnegie International 2013; Hanne Mugaas – Direttore e curatore, Kunsthall Stavanger; Oliver Laric – Artista; Olia Lialina – Artista, critico d’arte e curatore; Barbara London – Curatore associato del Dipartimento Media e Performance Art, The Museum of Modern Art, New York; Daniel Lopatin – Musicista sperimentale, compositore e produttore; Seth Price – Artista; Alessandro Rabottini – Curatore esterno, MADRE, Napoli; Stefano Raimondi – Curatore, GAMeC, Bergamo; Lorenzo Senni – Musicista, compositore e produttore.
    L’opera intende stravolgere il concetto di catalogo d’arte tradizionale a favore di uno strumento più accessibile, sintetico, contemporaneo. La grafica sarà coloratissima, con i testi molto brevi distribuiti in modo vivace e intervallati da molte immagini. Il linguaggio dei contributi critici sarà colloquiale, simile a quello usato nella corrispondenza.
    Tutto sarà pubblicizzato con il tono dei comunicati stampa, anche quando non si tratterà di una pubblicità: ogni notizia apparirà come “nuova”, “eccezionale”, “di tendenza”, e, proprio come la mostra, “da non lasciarsi sfuggire”.

    This is all so crazy, everybody seems so famous è stata realizzata grazie al generoso supporto di Radici Pietro Industries & Brands SpA.
    La mostra è parte di una serie in onore di Arturo Toffetti.
    Cory Arcangel ha esposto nelle principali gallerie e istituzioni museali internazionali, tra cui: Foundation DHC/Art, Montreal (2013); Carnegie Museum of Art, Pittsburgh (2013), Whitney Museum, New York (2011), Hamburger Bahnhof, Berlino (2010), Barbican Centre, Londra (2010), MoCA, Miami (2010), Migros Museum, Zurigo (2005).
     
    CORY ARCANGEL
    THIS IS ALL SO CRAZY, EVERYBODY SEEMS SO FAMOUS

     
    Palazzo della Ragione / Sala dei Giuristi
    Piazza Vecchia – Bergamo
     
    Ingresso libero

    Orari di apertura
    martedì – venerdì: ore 10:00 – 18:00 / sabato e festivi: ore 10:00 – 20:00
     
    www.gamec.it

    CONTEMPORARY LOCUS | 07 - DAVIDE BERTOCCHI, HEIMO ZOBERNIG - PORTA SANT’ALESSANDRO | 28.03-24.05.2015
    [=== CONTEMPORARY === LOCUS === 07 ===== DAVIDE === BERTOCCHI === HEIMO == ZOBERNIG ===== PORTA ==== SANT ====== ALESSANDRO === 28.03 === 24.05.2015 =]

    contemporary locus 7|
    Davide Bertocchi, Heimo Zobernig|
    Porta Sant’Alessandro, Bergamo |
    a cura di Paola Tognon |
    28 marzo – 24 maggio 2015
    Largo Colle Aperto 6, Bergamo Alta

    Inaugurazione: sabato 28 marzo, ore 11

    Davide Bertocchi (Modena, 1969) e Heimo Zobernig (Mauthen, Carinzia, 1958) sono i protagonisti del settimo episodio di contemporary locus, curato da Paola Tognon, a Bergamo dal 28 marzo al 24 maggio 2015.

    contemporary locus invita artisti, italiani e internazionali, a svelare e interpretare con progetti  site-specific un luogo segreto o abbandonato. Dopo l’ex Chiesa di San Rocco, chiusa da 80 anni e riaperta con gli interventi di Margherita Moscardini e Jo Thomas, è la volta di Porta Sant’Alessandro, inserita nell’imponente cinta delle Mura veneziane e storico accesso alla città di Bergamo.

    Le quattro Porte di Bergamo rappresentano un sistema preciso, che ancora oggi caratterizza l’immagine e l’identità della città. Punti di accesso della fortificazione, mantengono la loro funzione di ingresso al cuore medievale di Bergamo Alta.  La Porta di Sant’Alessandro fu edificata dal 1560 sulla demolizione dell’antica basilica paleocristiana già dedicata al martire, patrono di Bergamo. Attraversata dall’acquedotto magistrale, la sua fronte esterna, in arenaria grigia, è alta 10 metri e il suo passaggio tripartito è percorso ancora oggi da pedoni e automobili. Un grandioso salone con una pregiata copertura in legno sovrasta la porta e il suo passaggio. Spazio vuoto e chiuso al pubblico dai primi del ‘900, dismesse le sue funzioni daziarie, oggi riapre e risveglia il suo passato per la settima edizione di contemporary locus  grazie all’intervento di Davide Bertocchi e Heimo Zobernig.

    I due artisti invadono in maniera distinta ma complementare lo spazio. Bertocchi utilizza il suono come veicolo d’interazione con il luogo, connettendo la dimensione presente a quella passata, la parte alta – segreta e silente – con la bassa – movimentata e vivace. Zobernig occupa il salone con una grande installazione che gioca con la luce e le forme, scegliendo di intervenire con un grande lavoro realizzato in vetro soffiato di Murano, prezioso materiale che evoca e riporta all’origine stessa del luogo. Colore, forma e suono riempiono lo spazio interagendo con la sua storia e le sue funzioni. Memorie di Venezia che ci riportano alle origini della costruzione, accanto a suoni che, agiti dai passanti, restituiscono un’architettura sonora abitata.

    Davide Bertocchi (Modena, 1969) vive e lavora principalmente a Parigi. Ha studiato a Bologna all’Accademia di Belle Arti, con Alberto Garutti, e in parallelo anche al DAMS. Quindi ha frequentato la “Hogeschool voor de Kunsten” di Utrecht dove ha iniziato le prime sperimentazioni legate al suono. Nel 1996, dopo un periodo a New York e Los Angeles, si è traferito a Milano, in Via Fiuggi: un basement convertito in abitazione-studio con altri artisti della sua generazione, poi considerato punto di partenza di una nuova scena milanese. Dal 1998 al 2000 ha vissuto nella casa di Maurizio Cattelan a Milano e, su suo consiglio, si è candidato al programma di residenze dell’Ecole de Beaux Arts di Nantes, diretto da Robert Fleck, Stephanie Moisdon e Philippe Lepeut. Nel 2000 è stato scelto tra i 10 artisti italiani per lo Studio Program del PS1-MoMa a New York. Nel 2002 è stato in residenza al National Contemporary Art Centre Villa Arson, a Nizza. Dal 2003 al 2004 ha partecipato al programma di residenze “Le Pavillon” al Palais De Tokyo di Paris.

    www.davidebertocchi.com

     

    Heimo Zobernig (Mauthen, Carinzia, 1958) vive e lavora a Vienna. La sua ricerca spazia dalla pittura, alla scultura, al video, all’installazione. Maestro del minimalismo austriaco, con la sua attività d’insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Vienna ha influenzato diverse generazioni di artisti del nord Europa.

    Ha esposto in alcune delle più prestigiose grandi mostre internazionali, come la Biennale di Venezia (1988 e 2001) – di cui sarà di nuovo protagonista nel 2015 quale artista del Padiglione austriaco – Documenta a Kassel (1992 e 1997) e Skulptur Projekte Münster (1997). Al suo lavoro sono state dedicate importanti retrospettive e mostre personali, tra le più recenti quelle al Museo Reina Sofía a Madrid (2012), alla Kunsthaus di Graz (2013), al Mudam Luxembourg e al Kestnergesellschaft di Hannover (entrambe nel 2014).

    www.heimozobernig.com

     

    Il luogo:  Porta Sant’Alessandro

    Porta Sant’Alessandro è uno dei quattro accessi a Bergamo Alta, attraverso le Mura costruite tra 1561 e 1588 dalla Serenissima Repubblica di Venezia. Si trova in Colle Aperto, all’inizio della strada storica per Lecco, Como, i paesi della Valle di San Martino e il fiume Adda. Con le altre porte di Città Alta – Sant’Agostino, San Giacomo e San Lorenzo – forma un sistema preciso, invariato nei secoli, che ancora distingue l’immagine della città. Le Mura proteggevano concretamente e simbolicamente la Terraferma di Venezia dal confinante Ducato di Milano e da altre possibili minacce. La costruzione fu affidata all’ingegnere fiorentino Bonaiuto Lorini (1537/44-1611). Le porte furono collocate più o meno in corrispondenza di quelle precedenti, romane e medievali. Tutte presero nome da chiese vicine, demolite – tranne quella di Sant’Agostino – per lasciar spazio alle Mura. Sant’Alessandro era una basilica paleocristiana, costruita nel VI secolo sul sepolcro del martire, patrono di Bergamo. Fu abbattuta nel 1561 come parecchie abitazioni, fra le energiche proteste dei bergamaschi. Porta Sant’Alessandro integra con precisione architettura, ingegneria e paesaggio: nel sottotetto furono unificati diversi acquedotti per la costruzione dell’acquedotto Magistrale della città. Fungeva anche da confine daziario. Nel 1915 subì un restauro generale diretto da Ciro Caversazzi e nel 1952, per favorire la viabilità pedonale fu aperto il fornice nord. Nel 1961, quarto centenario dalla costruzione delle Mura, si aggiunse alla fronte esterna un Leone di San Marco, altorilievo di Piero Brolis (Bergamo, 1920-1978) in marmo bianco di Zandobbio. I restauri conservativi eseguiti durante il ’900 hanno riguardato principalmente caratteri tecnici e materici. La fronte esterna è costituita fino a 10 metri di altezza da arenaria grigia, per la restante parte da pietra gialla delle cave di Castagneta. La fronte su Colle Aperto è caratterizzata da materiali misti di recupero (pietre e laterizio). Il volume si sviluppa su base quadrata, il passaggio centrale  è coperto da una volta a crociera e quelli laterali sono sormontati da volte a botte, interamente in laterizio. Il salone del sottotetto ha una pregiata copertura in legno, restaurata di recente. Lo spazio, oggi vuoto e non fruibile al pubblico, in passato era percorribile, collegato ai giardini delle Mura per consentire spostamenti lungo il perimetro della fortificazione. La storica funzione d’accesso di Porta Sant’Alessandro si è protratta nel tempo, rimanendo nodale per la viabilità di pedoni e veicoli. Anche per questo il luogo è tuttora punto d’incontro e di attività commerciali-ricreative, oltre che ideale punto di partenza per la visita a Bergamo medievale.

    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA DI BERGAMO | MOSTRA COLLETTIVA DEGLI STUDENTI | 4-6.02.2015
    [=== ACCADEMIA ==== DI === BELLE == ARTI ==== G. == CARRARA === DI === BERGAMO === MOSTRA === COLLETTIVA == DEGLI ==== STUDENTI ====== 4 === 6.02.2015 ==]
    Photo Credit: João Lucas Baccaro

    Photo Credit: João Lucas Baccaro

    Photo Credit: João Lucas Baccaro

    Photo Credit: João Lucas Baccaro

    valentina gamba 1

     

    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA DI BERGAMO
    MOSTRA COLLETTIVA DEGLI STUDENTI

    Inaugurazione: Mercoledì, 4 Febbraio 2015 18.00/22.00

    Apertura mostra:
    Giovedì, 5 Febbraio 2015 9.00/17.00
    Venerdì, 6 Febbraio 2015 9.00/17.00

    L’accademia di Belle Arti G. Carrara di Bergamo apre le sue porte alla città presentando al pubblico i lavori realizzati dagli studenti dei corsi di Pittura e di Nuove Tecnologie per l’arte durante il primo semestre dell’anno accademico 2014/2015.

    La mostra si conferma come un’occasione di collegamento tra la città e l’arte contemporanea. Essa è una possibilità per gli studenti di porre i propri lavori in comunicazione con il pubblico, creando un confronto costruttivo e fondamentale. I lavori esposti non vanno intesi come entità chiuse, ma come
    frutto di ricerche aperte al dialogo con i fruitori.

    Luogo espositivo:
    Accademia di Belle Arti G. Carrara
    Piazza G. Carrara, 82/d – Bergamo
    tel 035.399563
    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it

    POLAREXPO 2015 | BANDO PER LA SELEZIONE DI OPERE E PROGETTI ESPOSITIVI | DEADLINE: 20.03.2015
    [= POLAREXPO = 2015 ===== BANDO === PER == LA ===== SELEZIONE ==== DI == OPERE = E === PROGETTI = ESPOSITIVI ====== DEADLINE ===== 20.03.2015 =]

    POLAREXPO 2015
    Bando per la selezione di opere e progetti espositivi
    promosso dall’Amministrazione Comunale di Bergamo, Settore Politiche Giovanili.

    Partecipa se
    * hai tra i 18 e i 30 anni (per i gruppi vale l’età media)
    * risiedi a Bergamo o provincia (per i gruppi: almeno uno dei componenti), oppure frequenti una scuola o un’università di Bergamo (per i gruppi: almeno uno dei componenti)

    Partecipa con
    * una singola opera
    * un progetto per una mostra personale o collettiva.

    Spazi espositivi
    * Spazio Espositivo di Polaresco,
    * BACO – Base Arte Contemporanea, presso il Palazzo della Misericordia in via Arena, 7
    * si accettano proposte per interventi in spazi pubblici della città di Bergamo che verranno realizzati in collaborazione con MAPS – Museum of Art in Public Space

    Per ogni mostra è previsto un budget di 500€

    Il bando scade il 20 marzo 2015

    A questo link http://giovani.bg.it/pubblicato-il-bando-per-polarexpo-2015/
    disponibili il bando e il modulo di adesione

    —
    L’Amministrazione Comunale di Bergamo promuove il settimo bando di concorso di POLAREXPO finalizzato alla realizzazione di 4 mostre che verranno realizzate tra aprile e dicembre 2015. La partecipazione al bando è rivolta ai giovani artisti con un’età compresa tra i 18 e 30 anni (per i gruppi si considera l’età media), residenti a Bergamo e provincia o che frequentino Istituti di Istruzione o Università di ogni ordine e grado con sede a Bergamo (per i gruppi, almeno un componente deve possedere queste caratteristiche).

    Per ognuna delle quattro mostre è previsto un corrispettivo di 500 € lordi per la produzione delle opere e l’allestimento.
    Con la finalità di ingaggiare un più proficuo dialogo tra la città e i giovani artisti, l’Amministrazione ha deciso di sperimentare un nuovo formato che si caratterizza per l’interazione con sedi espositive e progetti curatoriali no-profit presenti sul territorio bergamasco. Due delle quattro mostre saranno realizzate nell’usuale sede espositiva dello Spazio Polaresco in via Polaresco 15; una mostra verrà realizzata presso, e in collaborazione con, BACO – Base Arte Contemporanea, progetto curatoriale di Mauro Zanchi e Stefano Raimondi presso il Palazzo della Misericordia, ex sede del conservatorio musicale di Città Alta; un progetto verrà realizzato in uno spazio pubblico della città di Bergamo in collaborazione con MAPS – Museum of Art in Public Space piattaforma di promozione di progetti d’arte in spazi pubblici ideata e curata dal collettivo dyzerotre (Stefano Romano, Eri Çobo e Guido Affini).

    FONDAZIONE BERNAREGGI | CLARA LUISELLI. SE TREMO SULL'ORLO | 31.01-22.03.2015
    [=== FONDAZIONE == BERNAREGGI ==== CLARA == LUISELLI. === SE = TREMO ===== SULL === ORLO ====== 31.01 == 22.03.2015 ==]
    Photo Credit Maria Zanchi

    Photo Credit Maria Zanchi

    Photo Credit Maria Zanchi

    Photo Credit Maria Zanchi

    Photo Credit Maria Zanchi

    Photo Credit Maria Zanchi

    Clara Luiselli

    SE TREMO SULL’ORLO

    a cura di Giuliano Zanchi e Daniele Capra

     

    Ex oratorio di San Lupo

    Via San Tomaso, 7 – Bergamo

     

    31 gennaio – 22 marzo

    Ingresso gratuito

     

    INAUGURAZIONE

    Venerdì 30 gennaio, ore 18.00

     

    Orari di apertura

    da martedì  a venerdì ore 15.00 – 18.00

    sabato e d omenica ore 11.00 – 18.00

     

    Nello spazio centrale dell’Oratorio di San Lupo sarà installata l’Oracle Room, una vera e propria stanza nella stanza dalle pareti effimere (transitorie), il cui accesso corrisponde a quello principale dello spazio espositivo.

    L’ Oracle Room ha una struttura cubica, le sue pareti sono costituite da una fitta rete sulla quale sono appese tramite degli ami migliaia di piccole strisce di carta, ciascuna ritagliata da una rivista in un lungo tempo dedicato alla selezione.

    Ogni striscia presenta sul retro una parola o una frase, sul fronte è visibile un frammento di immagine.

    Nella Oracle Room si può accedere uno alla volta, all’ingresso una luce con temporizzatore rende visibili le vibranti pareti di carta colorata, che sono state pensate come se fossero un grande dipinto ambientale, lasciando celate sul retro le scritte.

    PER INFORMAZIONI

    Tel: +39 035 248772

    Email: info@fondazionebernareggi.it

    www.fondazionebernareggi.it

    ALICE RONCHI
    [= ALICE === RONCHI ===]
    NEWSLETTER FEBBRAIO 2015

    NL FEBBRAIO15_ALICE RONCHI_Alice, 2012 ombrelli, tubi in acciaio, dimensioni variabili_umbrellas, steel tubes, dimensions variable



        [== LINK ==]

    99 PAROLE CON ALICE RONCHI
    ALICE RONCHI, ALICE, 2012, OMBRELLI E TUBI IN ACCIAIO, DIMENSIONI VARIABILI

    Daniele Perra: Come far combaciare la vitalità, la trasformabilità e la mobilità della natura con la staticità della scultura?

    Alice Ronchi: La scultura può essere molto dinamica se la si pensa in termini di visione. Scultura è il momento che la precede e soprattutto è tutto ciò che accade dopo; è la prossima volta che vedrai un ombrello rovesciato dal vento, e penserai ad un fungo, ad un fiore, o qualsiasi altra cosa ti suggerisca. Questa è la scultura nel mio lavoro, una visione che si materializza e che torna a essere visione.
    Essa rappresenta per me una delle possibilità che è stata data a un oggetto o a un materiale di trasformarsi.* Il testo è stato scritto da Alice Ronchi in occasione di un intervista fatta da Daniele Perra per Artribune. Questa domanda/risposta non è mai stata pubblicata.

    STUDIO VANNA CASATI | LE MONDE | 31.01-14.03.2015
    [= STUDIO == VANNA ==== CASATI === LE === MONDE ==== 31.01 === 14.03.2015 =]

    GIANLUIGI ANTONELLI,  LE MONDE

    sabato 31 gennaio – 14 marzo  2015

    Inaugurazione:  sabato 31 gennaio   h.18,30 – 20

    Come nelle serie di lavori precedenti ,Gianluigi Antonelli , in questo ciclo dal titolo “Le Monde”ci introduce nel suo “mondo” fatto di giocosa provocazione,pirotecnica invenzione di linguaggi,rimescolamento  di materiali in un continuo rincorrersi di eventi a catena,imprevedibili ed improbabili che inducono l’osservatore  allo stupore.

    A cascats, come in un domino, si procede sfidando la capacità di associazione;”Le Monde”è il nome di un giornale francese,indica il mondo,il nostro inteso in senso occidentale,perché esistono infiniti mondi micro e macro, emerso e sommerso, visibile ed invisibile. Indagare il paradosso, evocare la magia delle cose,basta pronunciare “parola” e tutto si fa possibile. Abracadabra, Sinsalabim e l’ordine delle cose si inverte o si ristabilisce,l’alchimia trasforma la materia con la ragione della geometria come nell’icosaedro in carta esposto che riporta a grafite la mappa terrestre.

    Le vocali diventano esclamazioni  ah,eh,ih,oh,uh, esclamazioni, sottolineando la moltitudine delle diversità e lo stupore di fronte alle sorprese che il nostro mondo ci riserva. Piccole icone in rigorosa sequenza, disegni a matita ad evidenziare  che il disegno è la tecnica privilegiata e l’alternanza bianco –grigio la nota cromatica  della mostra.

    Un’unica  grande tela dipinta bianco su bianco con la scritta “Le Monde” interviene come ulteriore tocco scompaginante dell’allestimento insieme ad una scultura di carta, un dirigibile, aspirazione all’andare oltre al conosciuto,simbolo della curiosità di percorrere nuove vie per oltrepassare la meta preposta e scoprire per primi nuovi mondi.

    Studio Vanna Casati
    via Borgo Palazzo 42, Bergamo

    tel/fax  035 222333
    www.vannacasati.it                 vannacasati@fastwebnet.it

     

    UBI- BANCA POPOLARE DI BERGAMO | ART UP 2. ALIGHIERO BOETTI | 02.02-27.02.2015
    [=== UBI == BANCA ===== POPOLARE ==== DI === BERGAMO === ART === UP ==== 2. === ALIGHIERO ==== BOETTI === 02.02 = 27.02.2015 ===]

    ART UP 2/2015

    Incontri ravvicinati con la collezione d’arte di Banca Popolare di Bergamo, a cura di Enrico De Pascale

    2- 27 febbraio 2015

    Alighiero Boetti, Mappa, 1984
    Arazzo, cm 130×180
    Bergamo, Collezione Banca Popolare di Bergamo

    Tra le creazioni più popolari dell’artista, la serie degli Arazzi (o Mappe) travasa una rigorosa elaborazione di matrice concettuale entro una forma accattivante e di immediata identificazione: il planisfero rielaborato in base alle zone di influenza geopolitica dei diversi Stati e delle diverse potenze. l’opera è il risultato di una riflessione sul tema della delega, della collaborazione, della casualità nell’espressione creativa. l’arazzo infatti è stato eseguito in Afghanistan da maestranze locali di sesso femminile in base a precise indicazioni dell’artista. la scelta dell’arazzo
    ha il significato di valorizzare una tecnica artigianale dal glorioso passato che l’Occidente ha inspiegabilmente dimenticato. Al tempo stesso determina un’inedita congiunzione tra la sofisticata invenzione dell’artista e la tecnica, socialmente meno prestigiosa, della tessitura, praticata da una manodopera femminile (che in quanto tale è a tutti gli effetti co-autrice dell’opera). Un ruolo non meno importante è affidato al caso, misurabile dalle inevitabili difformità tra ie disposizioni dell’artista e gli esiti formali di chi, a migliaia di chilometri di distanza, ha affrontato l’arduo compito di tradurle nella paziente arte della tessitura.

     ALIGHiERO BOETTI (Torino 1940- Roma 1994)

    Esordisce con una personale presso la Galleria Christian Stein di Torino (1967) e con le successive esposizioni dell’Arte Povera, il movimento promosso dal critico Germano Celant. infaticabile sperimentatore, utilizza materiali extrartistici come il cemento, la carta, il legno, i tubi, l’eternit (Un metro cubo 1966). Col tempo il suo lavoro assume una marcata impronta concettuale che lo porta a interessarsi ai temi del doppio e della serialità, della delega e della collaborazione nonchè delle convenzioni classificatorie relative al mondo dei numeri, delle mappe, delle carte geografiche. Realizza gli Arazzi e il grandioso palinsesto a ricamo intitolato I mille fiumi più lunghi del mondo (1979) con la collaborazione di donne afghane. nel 1972 esegue Mettere al mondo il mondo che dà origine ad una serie di opere create con la penna biro. Ha esposto numerose volte alla Biennale d’Arte di Venezia (l’ultima, postuma, nel 2001).

    Banca Popolare di Bergamo promuove il progetto ART UP, un’iniziativa culturale finalizzata alla conoscenza del proprio patrimonio artistico. Ogni mese, un’opera d’arte diversa facente parte della collezione della Banca, verrà esposta al pubblico nell’atrio della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8. Non una semplice presentazione, ma un vero e proprio “invito” alla lettura e alla fruizione tramite schede storico-critiche illustrate e collezionabili, realizzate per l’occasione dallo storico dell’arte Enrico De Pascale, Curatore responsabile della collezione. Con il progetto ART UP vengono così rese visibili opere d’arte antica e contemporanea normalmente “inaccessibili” perché ubicate negli uffici, nelle filiali, nei caveaux della Banca.

    La collezione d’arte della Banca, che assomma diverse centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquant’anni, intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare l’attenzione per la produzione artistica locale e nazionale – da Baschenis a Fra’ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con l’interesse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il complesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.

     

    Banca Popolare di Bergamo, appartenente al Gruppo UBI Banca, opera attraverso 357 sportelli nelle province di Bergamo, Varese, Monza e Brianza, Como, Lecco, Milano, Brescia e Roma. Fondata nel 1869, la Banca ha costantemente svolto il ruolo di Istituto di riferimento per il territorio in cui opera, distinguendosi per il sostegno all’economia locale e per le iniziative di carattere sociale e culturale.

    Banca Popolare di Bergamo, Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo Orari dal lunedì al venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10

    GAMeC - SERVIZI EDUCATIVI | APPUNTAMENTI DI FEBBRAIO
    [=== GAMeC ====== SERVIZI === EDUCATIVI ==== APPUNTAMENTI = DI ===== FEBBRAIO =]
    1 febbraio, dalle ore 15:30 alle 17:00
    GAMeC Sunday Time
    Laboratorio gratuito per bambini dai 5 agli 11 anni

    La magia delle linee
    a cura di Selene Carboni

    Dopo una visita alla Collezione Permanente del museo alla scoperta dell’opera di Piero Dorazio, ci trasferiremo nello Spazio Ordine e Disordine, la nostra coloratissima aula didattica. I bambini saranno invitati a scegliere il loro colore preferito per realizzare un lavoro utilizzando strisce di cartoncino o tempere colorate per creare una fitta trama, proprio come fatto dal grande artista.

    Per informazioni e iscrizioni:
    Tel 035/270272 – int. 424
    e-mail:visiteguidate@gamec.it

    4 febbraio, dalle ore 16:45 alle 18:45
    Art Break!
    Laboratorio infrasettimanale per bambini dai 5 agli 11 anni

    Tutti in posa
    a cura di Raffaella Ferrari

    Nella storia dell’arte, dai ritratti alle opere futuriste – fino all’action painting, le scene cambiano, dalla posa al susseguirsi dei movimenti. I bambini potranno individuare differenze di espressione nelle opere della Collezione e creare insieme la loro opera…in movimento!

    L’iniziativa (a numero chiuso – max. 20 adesioni) ha un costo di € 8,00, e verrà attivato al raggiungimento di 7 iscritti.

    Non dimenticate la vostra merenda per una piccola pausa.
    A tutto il resto pensiamo noi!

    Per visualizzare il calendario completo degli appuntamenti di Art Break CLICCA QUI

    Per informazioni e iscrizioni:
    Tel. 035 270272 – int. 424
    E-mail: servizieducativi@gamec.it
    GALLERIA MARELIA | SAXON: POLY - DIMENSIONS | 6.12.2014 - 14.02.2015
    [=== GALLERIA == MARELIA ===== SAXON ===== POLY ==== DIMENSIONS ====== 6.12.2014 === 14.02.2015 =]
    Photo © Valentina Gamba

    Photo © Valentina Gamba

    Photo © Valentina Gamba

    Photo © Valentina Gamba

    Photo © Valentina Gamba

    Photo © Valentina Gamba

    La Galleria Marelia è lieta di inaugurare la mostra di:
    Saxon: Poly – Dimensions (a cura di Paola Silvia Ubiali)
    Inaugurazione: 6 Dicembre 2014 h. 18.30
    Dal 6 Dicembre 2014 al 14 Febbraio 2015

     

    Molte persone non amano la matematica in quanto, a prescindere dalla sua innegabile utilità, la considerano una fredda sequenza di simboli e formule poco attraenti. Ma un pensiero matematico astratto, sviluppato visivamente da un computer o dal gesto umano, può trasformare la matematica in un’arte creativa che trasuda eleganza e bellezza.

    Il matematico inglese Godfrey Harold Hardy (1877 – 1947) sosteneva che “il matematico, come il pittore e il poeta, è un creatore di forme”. E inoltre “le forme create dal matematico, come quelle create dal pittore o dal poeta, devono essere belle”.

    Arte e matematica sono forme di rappresentazione simbolica distanti soltanto in apparenza. Tutti sappiamo ad esempio che già nel Medioevo, tra le arti del quadrivio, oltre a musica ed astronomia si riunivano anche aritmetica e geometria; e uno dei rapporti più antichi per ottenere perfezione, bellezza, dimensione armonica era la Sezione Aurea o Divina Proporzione, una regola matematica usata ancor oggi in architettura, pittura, musica.

    Saxon lavora con forme geometriche modulari e colori primari organizzati matematicamente, combinati tra loro a formare un nuovo lessico. Il suo linguaggio applica le teorie matematiche all’arte e costruisce modelli che, sebbene privi di una funzione d’uso – altrimenti non si parlerebbe nemmeno di arte – sono connotati da un forte valore estetico. Ciò significa che chiunque può goderne, anche senza alcuna conoscenza delle formule sottostanti la composizione. Molto semplicemente: non è necessario essere matematici per apprezzare il lavoro dell’artista ungherese che accoglie in sé un’armonica fusione di rigore e fantasia.

    Da quasi venticinque anni Saxon si occupa dell’esplorazione delle forme geometriche e degli schemi creati dalla loro ripetizione in scala, utilizzando regole, rapporti e proporzioni che permettono il mantenimento delle stesse forme e modalità sia nell’ampliamento che nella riduzione, producendo una crescita/decrescita organico-strutturale teoricamente infinita dove nulla sembra rivelarsi casualmente. In questa sua ricerca Saxon ha inconsapevolmente utilizzato le leggi frattaliche, della cui esistenza egli si rende però conto solo alla metà anni novanta grazie alla storica dell’arte Géza Perneczky e solo dopo averli messi in pratica spontaneamente, autonomamente, in totale isolamento e averli chiamati con il nome di fantasia “universi poli-dimensionali”.

    Si tratta, in pratica, dell’applicazione di leggi universali, quelle stesse leggi che governano il cosmo dalle strutture infinitesimali alle enormi aggregazioni. Lo si vede molto chiaramente nella formazione del fiocco di neve che nasce come minuscolo prisma esagonale per poi espandersi in cristalli che si declinano in un’infinita, meravigliosa varietà di configurazioni.

    Una ricerca quindi nei campi poli-dimensionali, nelle forme in cui la materia si distribuisce geometricamente nello spazio e nelle architetture che governano la natura per creare, attraverso il linguaggio della matematica, della logica e dell’arte, infinite combinazioni e possibilità.

    Saxon (Tarpa, Ungheria, 1964) esordisce alla fine degli anni Settanta con lavori nell’ambito dell’astrattismo geometrico classico, con forme dipinte su un piano e circoscritte all’interno di un rettangolo o di un quadrato. Fino all’inizio degli anni Novanta si dedica individualmente alla ricerca nell’ambito dell’arte concreta e costruita e in particolare allo studio delle esperienze suprematiste di Malevič.

    Nel 1992 si reca a Parigi come rappresentante dell’Ungheria in occasione dell’evento Visions d’Europe e incontra Carmelo Arden Quin che lo invita ad aderire al Movimento Madi Internazionale. La filosofia Madi con gli studi nell’ambito del poligono, l’uscita dal limite imposto dalla cornice per un’estensione nello spazio, accompagnati dall’analisi dell’aspetto ludico nell’arte, risultano in perfetta sintonia con il lavoro dell’artista e lo stimolano ad ulteriori e personali riflessioni sulla forma geometrica.

    Nel 2010 infatti Saxon brevetta il Poly-Universe Toy Family, un gioco-lab intellettualmente stimolante, focalizzato sulle potenzialità dell’attività ludico-creativa nel quale partendo da un limitato numero di forme semplici (triangolo, quadrato, cerchio) e da quattro colori (blu, giallo, rosso e verde) chiunque può intuitivamente creare un numero pressoché illimitato di labirinti visivi, combinazioni ordinate, sequenze logiche esteticamente interessanti (http://poly-universe.com).

    Dal 2003 Saxon è membro dell’International Symmentry Association di Budapest e dal 2011 fa parte della European Society for Mathematics and Art di Parigi, istituzioni con le quali collabora al fine di sviluppare studi, rapporti e interazioni nell’ambito delle scienze e delle arti.

     

    Galleria Marelia | Saxon: Poly – Dimensions
    via Toretta, 4 | 24125 Bergamo
    Orari d’apertura: dal lunedì al sabato h. 15 – 19.30
    Si consiglia di verificare sempre sul sito o tramite telefonata
    Ingresso libero
    mailto: info@galleriamarelia.it
    tel. +39 347 8206829
    www.galleriamarelia.it

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    GALLERIA MARELIA | SAXON: POLY - DIMENSIONS | 6.12.2014 - 14.02.2015