Opening: Sabato 15 Ottobre 2016 – h. 18.30 – 20.30
Via San Giovanni 14, 24121 Bergamo
a cura di Marco Fioretti
Artisti: Ben Vautier, Ben Patterson, Niki Cooper, Dorothy Bhawl, Andrea Cicala Pozzuoli, Mr. Savethewall.
Ore 18.00
Costi:
5 euro ad incontro o 20 euro per l’intero ciclo.
2 euro ad incontro per gli studenti, ai quali verrà rilasciato attestato di frequenza per l’intero ciclo per ottenere crediti formativi.
Per i sacerdoti della Diocesi il ciclo di incontri è gratuito.
museo Bernareggi
Sala Ipogea – via Pignolo, 76 – Bergamo
tel. +39 035 248772
info@fondazionebernareggi.it
www.fondazionebernareggi.it
Cinque incontri per comprendere come la realtà e la figura umana possono essere variamente lette e interpretate, piegate a differenti bisogni creativi ed espressivi, soggetti sempre validi per parlare della complessità dell’uomo e del suo stare nel mondo.
PROGRAMMA:
27 Ottobre 2016
Amedeo Modigliani
La linea e l’enigma della forma
3 Novembre 2016
Alberto Giacometti
Figure nell’ossessione del vuoto
10 Novembre 2016
Edward Hopper
Figure del reale e luce del vero
17 Novembre 2016
William Kentridge
Le ferite della storia, le cicatrici dell’inconscio
24 Novembre 2016
Jan Fabre
Fabre e Faber, metamorfosi e alchimia dell’arte
Il ciclo di incontri è tenuto da Silvia Gervasoni, docente di storia dell’arte, educatrice museale presso l’Accademia Carrara di Bergamo e curatrice.
Giovedì – Sabato: h. 16.00 – 19.00
via G.B. Moroni 16/A, Bergamo
tel.+39.3472415297
info@viamoronisedici.it
a cura di Alexandra Russi
Con il termine YAMANA si identificano gli abitanti dei territori dell’arcipelago della Terra del Fuoco. Ma YAMANA, in lingua Yaghan, significa anche semplicemente “essere umano”. L’abuela Cristina Calderon, dichiarata patrimonio umanitario dell’UNESCO nel 2016, è l’ultima della stirpe Yamana.
Il progetto HALA YELLA adiós/addio è il risultato di un “dispositivo di volontà”: tre intensi mesi di residenza e di ricerca in “culo al mondo”, nella regione antartica di Capo Horn, hanno permesso a Elena Bellantoni di farsi attraversare dall’esperienza dell’incontro con l’alterità. La parola è filtrata dalle immagini, in un difficile atto di traduzione che sfiora il paradosso tra l’impossibile e la necessità che diventi possibile.
Elena Bellantoni (Vibo Valentia, 1975) vive e lavora tra Berlino e l’Italia. Dopo essersi laureata in Arte Contemporanea all’Università La Sapienza di Roma, studia a Parigi e Londra, dove nel 2007 ottiene un MA in Visual Art al WCA University of Arts London; approfondisce poi il teatro-danza e le arti performative con workshop e corsi di alta formazione in Italia ed all’estero. Nel 2007 costituisce Platform Translation Group e nel 2008 è cofondatrice di 91MqartprojectspaceBerlin.
Selezione di mostre personali: 2015: Lucciole Spazio Alviani, curated by Antonello Tolve, Pescara; Hala Yella at the end of the world, Set Up Plus Art Fair, Bologna; Passo a Due, Careof DOCVA, Milano; 2014: Fondazione Filiberto Menna al Museo Archelogico di Salerno Tempo Imperfetto, Salerno. 2013: My name is… elena bellantoni [.BOX] videoart project space , Milano. 2012 Looking for E.B., Galleria Muratcentoventidue, Bari. 2012: Hala Yella presentation, Caja Negra, Santiago de Chile. 2008: Is it Real? 91mQ art project space, Berlin. 2007: Transparentz, Weisser Elephant Galerie, Berlin.
Selezione di mostre collettive. 2016: Brave New World, curata da Nicolas Vamvouklis, Lesbo, Grecia; Soma Mexico Final Show, Soma Residency, curata da Carla H. Parts, Città del Messico, Messico; Progetto Eremi, curato da Silvano Manganaro in collaborazione con Accademia Belle Arti dell’Aquila, Abruzzo; Gran Palazzo, curated by Wunderbar Cultural Project, Palazzo Rospigliosi, Zagarolo, Italy; The Picutre Club, American Academy in Rome, curated by Ilaria Gianni, Rome, Italy; No Place, Archive, curated by 22:37 and Peninsula, Berlin; Confluenze Antico Contemporaneo, curated by Nicoletta Cardano and Francesca Gallo, Classic Art Museum, Rome; From The City, Curated by School of Curatorial Studies, A plus A Gallery, Venice; Lo Sguardo Sospeso #3, Ca Foscari University, Short Film Fest Cà Foscari, curated by Elisabetta Di Sopra, Venice; Silenzio Per Favore, Accademia Albertina, Turin curated by Adina Pugliese; La Forma del Pathos step two, Teatro dell’Orologio, curated by Ginaluca Brogna, Rome, Italy; NO Place 2, Castello di Fombio, curated by Giancarlo Norese, Fombio Milan. 2015: “Capolavori dalla Collezione Farnesina. Uno sguardo sull’arte italiana dagli anni Cinquanta ad oggi”, Museo Nazionale di Bosnia Erzegovina Sarajevo, Sarajevo, Bosnia Erezegovina: Il MAXXI esce dal MAXXI ed entra in Stazione, Progetto Inchiostro, in collaborazione con il MAXXI, stazione Ostiense, Roma.; La Forma del Pathos, Teatro dell’Orologio, Roma; The Nationless Pavilion Nation 25, Magazzini del Sale, 56th Biennale di Venezia, Venezia; Exploring Resilience, Mila Kunstgalerie, Berlino. 2014: Farnesina porte aperte mostra artisti MAE nuove acquisizioni, Ministero degli Affari Esteri alla Farnesina, Roma. Talent Prize 2014 mostra finalisti Acquario Romano, Roma. White Canvas, University of Oradea, Faculty of Arts, Romania. Video Art Year Book at Bologna Universty of Visual Arts, Bologna. African Fabbers, Marrakech Biennale, L’Blassa, Marrakech, Marocco. Exodus Centro Cultural Recoleta, Buenos Aires, Argentina. Spazi di percezione tra intangibile e tangibile, Galleria Nazionale d’Arte Moderna, Roma. 2013: 55th Biennale di Venezia, presentazione project Italiens, Ca’ Giustinian, Venezia. Ikono Video Festival in streaming: Visioni Domestiche, Collegium Hungaricum, Berlino; Archive tellers, MAXXI B.A.S.E., Roma; Visioni d’arte Galleria A+A, Venezia; C’è una piccola radice che, se la masticate, vi spuntano le ali immediatamente, MAC Museo, Lissone; Exodus Italia, MUMI Museo de las Migraciones, Montevideo Uruguay.
Martedì – Sabato: 14:00 – 19:00
Via Casalino 25 – 24121 Bergamo
Tel. +39 035 247418
www.thomasbrambilla.com
info@thomasbrambilla.com
La galleria Thomas Brambilla è orgogliosa di presentare la prima mostra personale in Italia dell’artista americana Lynda Benglis intitolata Benglis and the Baroque.
La mostra include una selezione di lavori recenti in carta e gesso, alcune ceramiche colorate e una serie di grandi Torsi marmorei, appositamente realizzati dall’artista.
Per la prima volta nella sua carriera, la Benglis ha sperimentato le proprietà di questo emblematico materiale in quattro varietà, rievocando così il legame con l’arte di Gian Lorenzo Bernini, ed in particolar modo il Monumento funebre di Papa Alessandro VII. Durante la sua carriera, l’artista aveva già stabilito alcuni evidenti parallelismi con l’opera di Bernini, come ad esempio la serie delle Pieghe, richiamanti gli svolazzanti e leggiadri drappi scultorei barocchi, nonché la monumentale fontana North, South, East, West, una versione contemporanea della Fontana dei Quattro Fiumi di Bernini.
Sebbene nell’Arte contemporanea il marmo sia utilizzato nella sua varietà bianca, come nel celebre cubo di Sol Lewitt, la serie di Torsi Benglis and the Baroque è composta da sculture colorate in cui le venature marmoree, con i loro differenti dettagli e sfumature, amplificano le capacità materiche e divengono segni biografici e simbolici. Questi nuovi lavori sono opere con un corpo fisico, catturato in un preciso gesto e momento, metaforicamente definito dall’artista “the frozen gesture”. In essi la Benglis è riuscita a dar risalto a forme sinuose e dettagli brillanti, le quali donano alle opere, quello che l’Arte Barocca prediligeva: uno straordinario “movimento d’animo”.
Nelle opere di Lynda Benglis, l’attenzione ai materiali e la costante ricerca dell’elemento “stravagante”, in pieno accordo con la poetica barocca, sono caratteristiche determinanti e fondanti, tanto da essere state ricercate e stravolte lungo tutta la sua carriera. L’artista è soprattutto nota per i suoi dipinti in cera e le sue sculture create tramite colate di lattice sul pavimento, pur avendo sperimentato un enorme quantità di materiali, dai più innovativi come la gomma, il silicone e il poliuretano, ai tradizionali, gesso, bronzo e carta.
Lynda Benglis è un artista americana con origini greche. Ѐ attualmente considerate una delle artiste donna più influenti al mondo. La sua carriera è iniziata negli anni Sessanta quando il movimento artistico predominante era il Minimalismo, caratterizzato da linee e figure geometriche e una dogmatica intransigenza. In quella comunità artistica prettamente maschile, Lynda Benglis sentì che la sua poetica, caratterizzata da opere colorate e stravaganti, non fosse valorizzata e compresa, tanto da portarla a promuovere una serie di lavori in cui satirizzava lo stereotipo della donna pin-up, fino alla celeberrima fotografia per la copertina di Artforum del 1974, dove si fece ritrarre nuda con solo un paio di occhiali da sole un enorme dildo di latex.
Lynda Benglis(1941) vive e lavora fra New York, Santa Fe e Ahmedabad, India. I lavori di Lynda Benglis sono conservati in svariate collezioni pubbliche: Guggenheim Museum; Los Angeles County Museum of Art; Museum of Modern Art, New York; The National Gallery of Victoria, Melbourne, Australia; San Francisco Museum of Modern Art; Walker Art Center, Minneapolis and the Whitney Museum of American Art, New York. Recentemente il lavoro di Lynda Benglis è stato soggetto di una retrospettiva internazionale: The Irish Museum of Modern Art, Dublin; The Van Abbemuseum, Eindhoven; Le Consortium, Dijon; Museum of Art, Rhode Island School of Design, Providence; New Museum, New York; Museum of Contemporary Art, Los Angeles, Bergen Kunsthall, Bergen.
h. 20.00 – 24.00
Via Quarenghi 33, 48c/d – Bergamo
Dal cinque luglio abitiamo via Quarenghi in uno spazio idoneo al terziario, dove due griglie parallele fermano colonne che paiono voler togliere il disturbo. Al suo interno due scale, una per salire ed una per scendere. Agli ingressi saracinesche e fessure che permettono al fuori di entrare sotto forma di spiffero. Dalla finestra si vede la strada a senso unico: gli autobus sembrano passare più spesso di quanto facciano in realtà; negli orari di punta le automobili si incolonnano fin oltre questo civico; qualche bicicletta viaggia contromano; di frequente macchine della polizia locale s’appostano tra linee gialle.
I pedoni camminano dritti su e giù, alcuni sembra lo facciano di mestiere. Stando in piedi davanti alla porta a vetri guardiamo i loro profili da molto vicino, siamo invisibili di giorno e nelle notti a luci spente; le lampadine, se accese, ci rendono un acquario. Dei tre mesi trascorsi qui la gran parte è stata spesa di fronte a dei monitor, intenti a disegnare immagini tridimensionali per scadenze improrogabili. Abbandonate le scrivanie l’estate era passata senza che ce ne rendessimo conto. Le alte temperature, il progressivo accorciarsi dei periodi naturalmente luminosi ed il loro alternarsi con quelli teoricamente bui sono passati inosservati al di là delle vetrine di questo non-ufficio tra aria condizionata e luce al neon. Lo sapevamo, ma non ce ne siamo accorti. Con noi le nostre piante d’appartamento.
Per riposizionare questo spazio galleggiante sul suolo sentiamo i piedi piantarsi a terra anche se stiamo sottosopra. Per sincronizzarci con il fuso orario UTC +1 dobbiamo stare attenti al Sole oltre il soffitto. Ci aggrappiamo alle interazioni fondamentali fuori e dentro le pareti, fingiamo di ignorare variazioni nella convenzione temporale e grazie a macchine inadeguate rallentiamo il moto di rotazione terrestre.
Aspetto stasera, open studio postridimensionale mostra bilanciamenti e ricalibrature attraverso dispositivi di evidenza gravitazionale e dubbio temporale, canzoni dall’umore storto, luci per inibizione retinica, qualche comodità per fare tira-e-molla e alcuni ritratti in omaggio.
Abbiamo chiesto ai lavori di nuovi e vecchi amici d’alloggiare qui: Sedia da parto di Diego Ferrari, vecchia seduta di legno dotata di foro per la caduta dell’atteso e basi ricurve per dondolare prima e dopo l’evento; Bergamo is alive and doing well – Bergamo è viva e sta bene di Sermin Kardestuncer: “For Five weeks this past summer and one week in September when I was in Bergamo I took over 500 photographs. I walked in different parts of the city, Città Alta, Longuelo, Astino, Valverde, just to name a few. I had been using ?just aim and shoot? approach to photography, with my small lightweight camera from near and far away, of people and places. Of the interesting, beautiful, eye catching things. Sometimes I would see the same person at the same place weeks later. I enjoyed fallowing them, seeing where they go and what they do. Peeked into their doorways and windows.” ed un mistero di Simone Tormento.
Aspetteranno sera con noi per casi e per volontà.
Tutti gli eventi su prenotazione:
info@altartecontemporanea.it
tel. +39 334 9233010
01/10: STRADE D’ARTE E STORIA
Tour culturale alla scoperta dei luoghi storici di Alzano Lombardo. Partenza ore 15.00 dal Comune di Alzano Lombardo (Palazzo Pellicioli), arrivo alle ore 17.00 ad ALT.
08/10: GOURM-ALT/visita guidata e aperitivo
Un brindisi all’arte contemporanea e all’archeologia industriale. ALT propone una visita guidata alla collezione permanente e alle opere di Francesca Pasquali (Driing) e Laura Renna (Stormo Vulgaris), in esposizione temporanea fino al 30/10. Al termine della visita sarà offerto uno speciale aperitivo.
Inizio visita: 16.30
Evento organizzato con [Settecento] – ristorante gourmet
15/10: ARTE CINETICA A MERENDA
Per la Giornata del contemporaneo ALT propone un laboratorio creativo per bambini alla scoperta dell’arte in movimento. Le opere di Francesca Pasquali (Driing) e Laura Renna (Stormo Vulgaris), in esposizione temporanea fino al 30/10, saranno le muse ispiratrici delle attività creative dedicate ai bambini di tutte le età.
29/10: GOURM-ALT/visita guidata e aperitivo
Un brindisi all’arte contemporanea e all’archeologia industriale. ALT propone una visita guidata alla collezione permanente e alle opere di Francesca Pasquali (Driing) e Laura Renna (Stormo Vulgaris), in esposizione temporanea fino al 30/10. Al termine della visita sarà offerto uno speciale aperitivo.
Inizio visita: 16.30
Evento organizzato con [Settecento] – ristorante gourmet
30/10: GOURM-ALT/visita guidata e brunch al museo
Per il finissage della mostra KINESIS, che presenta le opere di Francesca Pasquali (Driing) e Laura Renna (Stormo Vulgaris), in esposizione temporanea fino al 30/10, ALT propone una domenica alternativa con visita guidata alle mostre e uno sfizioso brunch preparato da [Settecento] – ristorante gourmet.
Evento organizzato con [Settecento] – ristorante gourmet
martedì – domenica: 15.00 – 18.30
(chiusura biglietteria ore 18.00)
Lunedì chiuso
Via Pignolo, 76 – 24121 Bergamo
tel. +39 035 248772
A cura di Simone Facchinetti e Carlo Pirovano
Il 27 settembre 2016 è stato il centesimo compleanno di Trento Longaretti, e la Fondazione Adriano Bernareggi celebra il maestro bergamasco con un grande evento espositivo: Longaretti. Lungo un secolo.
L’esposizione, organizzata da Fondazione Adriano Bernareggi, progettata con Associazione Longaretti, promossa da Ufficio Beni Culturali e Ufficio Pastorale della Cultura della Diocesi di Bergamo, in collaborazione con Fondazione Credito Bergamasco e con il sostegno di Fondazione della Comunità Bergamasca, con il patrocinio di Regione Lombardia, dei Comuni di Bergamo e Treviglio, rappresenta il coronamento delle manifestazioni dedicate quest’anno al centenario dell’artista.
La mostra offre un’antologica delle opere del maestro attraverso quarantadue dipinti che ne documentano il lungo percorso artistico in un periodo compreso tra gli anni Trenta e i primi anni Duemila. Se le manifestazioni più recenti hanno messo in luce aspetti meno noti o capitoli circoscritti della sua produzione artistica, Longaretti. Lungo un secolo ripercorre le tappe principali del lavoro dell’artista per far emergere i tratti che lo hanno reso, insieme alle sue opere, uno dei più significativi esponenti della storia artistica di Bergamo e uno dei protagonisti dell’arte del Novecento che ha saputo raccontare la centralità e la complessità della condizione umana.
L’omaggio del Museo Bernareggi alla carriera dell’artista non deriva solo dall’importante ruolo che Longaretti ha rivestito nell’aggiornare la cultura figurativa dell’arte sacra, testimoniata ampiamente dalle numerose commissioni ricevute. Esso è dovuto soprattutto come debito di gratitudine che l’intera città e le istituzioni accademiche – che Longaretti ha retto e servito per molti decenni – hanno nei suoi confronti.
L’originalità del taglio interpretativo della mostra consiste nel far emergere la natura complessivamente spirituale del lavoro del maestro visibile nei dipinti a soggetto profano che compongono il corpus delle opere esposte. La mostra, infatti, non propone la recensione delle opere a esplicito soggetto religioso, ma si pone l’obiettivo di ricercare ed evidenziare la densità religiosa dell’opera di Longaretti che si esprime con maggiore profondità nei soggetti profani in cui il pittore ha generato una originale iconografia, quasi un catalogo tematico.
Il frutto di questo esercizio, paziente e metodico, sta nel far affiorare tutta la grazia e la tenerezza di un umanesimo concepibile solo da un uomo del Novecento, nel quale attraverso gli strumenti della pittura viene messa in luce la “differenza spirituale” che è propria dell’essere umano. Sacre e spirituali sono le dinamiche originarie della vita umana che trovano eloquente espressone nei molti soggetti immaginati dalla poetica di Trento Longaretti.
Accompagna la mostra un catalogo edito con il contributo di Fondazione Credito Bergamasco con testi di Enzo Bianchi, priore della Comunità monastica di Bose e di Carlo Pirovano, storico dell’arte e un’intervista di Simone Facchinetti, storico dell’arte a Trento Longaretti.
Orari: lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
INGRESSO LIBERO
Banca Popolare di Bergamo
Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo
ART UP 10/16 – RUDOLF STINGEL
a cura di Enrico De Pascale
RUDOLF STINGEL Untitled
1992, olio su tela, cm 60×60
Collezione Banca Popolare di Bergamo
Il dipinto risale a una fase della ricerca di Stingel il cui tema principale era la riflessione sulla cultura artistica del XX secolo, in particolare su quella astratta. Come altri artisti della sua generazione, Stingel reinterpreta i canoni della tradizione non figurativa con ironia e distacco, dipingendo quadri in cui è lasciato ampio margine al fattore casuale. In questo specifico caso l’artista ha prima appoggiato sulla tela un velo di tulle; quindi ha spruzzato della vernice rossa e argento. I diversi passaggi del colore hanno dato vita a un’immagine in qualche modo “trovata” e curiosamente evocativa, che del linguaggio astratto costituisce il fantasma e la reliquia. In modo analogo nella mostra Where are we going? a Palazzo Grassi (Venezia 2006) l’artista ha interamente foderato una sala con pannelli di cellotex e alluminio così da permettere a ogni visitatore di lasciare un segno del proprio passaggio: scritte, disegni, impronte, oggetti, frammenti di realtà. In tal modo l’artista ha realizzato l’obiettivo di trasformare il pubblico da soggetto passivo a co-protagonista del processo creativo, creando un’opera per così dire “autogenerata”. Come nel dipinto qui esposto, il lavoro da un lato dialogava con la tradizione dell’Espressionismo astratto americano, dall’altro, tramite i segni lasciati dai visitatori, si proponeva come testimonianza di accadimenti espressivi indipendenti dalla volontà dell’artista.
RUDOLF STINGEL (1956 Merano)
L’artista esordisce negli anni Ottanta con opere in bilico tra pittura e scultura con l’obiettivo di far coincidere l’opera d’arte con la vita quotidiana. Nel 1993, alla sezione “Aperto” della Biennale d’Arte di Venezia, propone un’interpretazione radicale della monocromia tipica della tradizione astratta e modernista rivestendo le pareti di una sala con morbida moquette rosso-arancio. Si misura spesso anche col linguaggio della scultura, che articola in una dimensione ambientale con installazioni volte a stimolare l’interazione col pubblico. Attualmente è considerato tra gli artisti più importanti del panorama internazionale. Nel 2003 ha preso parte alla collettiva Ritardi e rivoluzioni nell’ambito della Biennale d’Arte di Venezia. Tra le sue ultime esposizioni più recenti si segnalano le personali presso Museum für Modern Kunst, Francoforte (2004), Museum of Contemporary Art, Chicago e Whitney Museum, New York (2006), Neue National Galerie, Berlino (2010), Palazzo Grassi, Venezia, (2013), Palazzo Belgioioso, Milano (2016).
Abbiamo ricevuto più di cento application per Project Proposal Residency.
Ringraziamo caldamente tutti coloro che hanno risposto a questa call.
Ulteriori informazioni sul progetto sono disponibili su www.theblank.it/residency/
Le risposte dei partecipanti al primo round stanno arrivando!
Grazie a Claudia Losi, Gabriela Vaisencher, Neve Mazzoleni, Liliana Orbach.
Gli aggiornamenti sul progetto trasversale a cura di Claudia Santeroni e Olga Vanoncini sono disponibili su www.theblank.it/tb-transit-message/
The Blank TR – Transit Message è stato selezionato per partecipare ad Art Verona | Art Project Fair nella sezione i7 – spazi indipendenti (14-17 ottobre 2016).