Olmo Erba and Eleonora Molignani
Al posto delle fragole
2024
Video
54′, variable dimensions
Performance and video created in collaboration with The Blank Contemporary Art
Ph: Paolo Biava
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON OLMO ERBA E ELEONORA MOLIGNANI
In un’epoca lobotomizzata dalla circolarità di un eterno presente, ritagliare e acconciare a propria immagine e somiglianza lo zeitgeist di ere passate diventa un atto tanto poetico quanto politico.
Forse fuggire dalla storia è l’unico modo per rientrarvi.
La nostra “semiofagia” è l’onirismo torbido di una fiaba presa per vera, tramite cui immaginarsi interpreti di un tempo che, pur non appartenendoci, è capace di descriverci. E’ la perversione della danza dei simboli, attraverso l’immersione nell’alchimia nauseabonda di un banchetto saturnino che mischia il grottesco al sensuale, il piacere al disgusto, la dolcezza delle fragole al conato di vomito.
Adelisa Selimbašić
Pink orchid, Red orchid; Purple orchid (Flowers)
2025
Oil on canvas
132.8 x 76.2cm
Ph Riccardo Gasperoni
Courtesy of Tommaso Calabro gallery and the artist
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON ADELISA SELIMBAŠIĆ
Con il caldo mi sfilo delle protezioni
Che avevo messo per l’inverno,
Tanti strati sottili da rimuovere
Col tempo – se avrai pazienza
Diventerò morbida dentro
Come so esserlo fuori, sulla pelle
Interna delle nostre gambe, sulle
Nostre lingue che lentamente
Impareremo a parlare.
[Spogliarsi di Annachiara Vispi]
Almudena Romero
Family Identity
From the series Family Album, The Pigment Change
2020
Photograph printed on cress
180 x 120 cm
Courtesy of the artist and IPERCUBO Gallery
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON ALMUDENA ROMERO
Provengo da donne che coltivavano cose — arance, famiglie, conoscenza, cultura.
Il mio lavoro è iniziato nel loro giardino, dove il riconoscimento vacillava ma la luce persisteva.
Coltivo immagini — a volte in evoluzione e scomparsa, come loro. Come noi.
Non fisse. Respirano, svaniscono, si dispiegano.
Altre volte, fossilizzate. Radicate nel tempo.
La fotografia, per quello che è: trasformazione della luce.
Nel mio lavoro, una scrittura co-autrice con le piante.
Un atto performativo, artistico.
Uno strumento di auto-espressione.
Un gesto fragile di robusta resistenza.
Una critica all’archiviazione limitata.
Una difesa dell’effimero senza limiti.
Una conciliazione tra il bisogno di produrre —
e quello di esistere.
Ismaele Nones
A chi parlo quando parlo
2024
Acrylic painting on canvas
170×270 cm
Courtesy and ph: the artist
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON ISMAELE NONES
Dentro un’opera d’arte ci deve essere il tempo. A volte questo tempo è delimitato, oppure accennato e lasciato in balia della suggestione. Altre volte il tempo è infinito. Un infinito istante, un tempo che non passa ma è tutto compresso in un unico preciso momento. Quando ciò accade l’opera d’arte diventa eterna. Non conosce né vecchiaia né giovinezza, ma è sempre presente, appena nata, appena concepita, appena realizzata. Essa è fuori dal tempo poiché è sempre presente.
Sara Enrico, Cell Keepers, 2023
sublimation printing on polyester fabric, foam rubber, titanium
137 x 180 x 46 cm; 150 x 185 x 43 cm.
Sara Enrico, Tainted Lovers, OGR Torino, 2023
Courtesy: the artist and Vistamare Milano / Pescara
Photo: Floriana Giacinti
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON SARA ENRICO
Chi dorme chiude gli occhi per aprirli alla notte. Ciò che vede in se stesso – sotto le palpebre che cadono con il sonno e che erano lì, per tutta la durata del giorno, solo per permettere di evocare, abbassando a tratti i loro schermi, l’imminenza sempre possibile di una notte in pieno giorno (…) – non è altro che la notte stessa. (…). La notte identifica il fuori e il dentro, l’occhio vi vede il sotto delle cose, il risvolto delle palpebre, lo strato invisibile dei contrari, (…), delle pelli rivoltate.
(da Jean-Luc Nancy, Cascare dal sonno)
Eva Giolo
Becoming Landscape, 2024
video still
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON EVA GIOLO
Un paesaggio è uno stato d’animo, ma la tiepida felicità della frase è da sognatore debole. Dal momento che il paesaggio è paesaggio, non è più uno stato d’animo. Oggettivare è creare e nessuno dice che una poesia composta è uno stato dello stare pensando di farla. Vedere forse è sognare; ma se lo chiamiamo vedere invece di chiamarlo sognare, allora distinguiamo il sognare dal vedere. Sarebbe più corretto dire che uno stato d’animo è un paesaggio; vi sarebbe nella frase il vantaggio di non contenere la menzogna di una teoria, ma solo la verità di una metafora.
(Fernando Pessoa Il libro dell’inquietudine, 1982)
Untitled, 2020
digital print, 10 x 10 cm (framed 33 x 30cm)
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON SERJ
Note:
“Nulla è senza un segno” (Denn nichts ist ohne ein Zeichen)
“continuavo a credere fermamente che il tempo dei miracoli crudeli non fosse finito”
“ogni rito era azione e non mera «cerimonia»”
“Tende a una soddisfazione e la raggiunge pure. O meglio: non tende a niente; agiamo così e ci sentiamo poi soddisfatti”
“Domenica […] desinai in casa Bronzino certi crespelli mirabili”
“la piega […] come una scissione, ma una scissione che rinvia l’uno all’altro i due termini scissi”
“La macina comincia a rompersi sul collo della pittura”
Matter Temple 02_Palermo, 2014
Cappella dell’Incoronazione, Palermo
Materiali trovati, impianto di irrigazione
dimensioni determinate dall’ambiente
Installazione per la mostra Meteorite in Giardino, Museo Riso, Palermo
courtesy: gli artisti
photo credit: Caretto/Spagna
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON CARETTO/SPAGNA
Viviamo il fare arte come un’esperienza di auto-formazione attraverso la quale sperimentiamo modi diversi di stare al mondo e possibilità altre di coabitazione.
In questi anni abbiamo cercato il più possibile di essere fedeli al nostro desiderio, seguendolo, dandogli fiducia, fino a giungere talvolta al limite dell’assurdo.
Ed è proprio in prossimità di questo margine che può capitare di cogliere un bagliore improvviso, un affaccio fugace su quei nuclei di incandescenza dell’essere altrimenti difficilmente accessibili.
Ostinatamente tentiamo di confrontarci con l’irriducibile complessità del mondo, a volte trascinati nel caos; sull’orlo dell’abisso, sporgendoci, osserviamo con attenzione, colmi di curiosità.
Imagine, 2024
shaped brass flat bars
variable dimensions
exhibition view: MART | Galleria Civica di Trento
courtesy the artist and Galleria Studio G7, Bologna
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON JACOPO MAZZONELLI
[Imagine only one dreamer.
A brotherhood of greed.
Above us only possessions.
Sharing all the hell.]
Partendo dal presupposto che la lingua non sia da intendere come un insieme di codici convenzionali, ma al contrario evidenzi – come da studi recenti – ricche correlazioni nascoste tra suono e significato, ho ricollocato la posizione delle parole di una delle canzoni più iconiche della storia moderna, (“Imagine”, Lennon, ‘71) tentando di mantenere le sonorità fono-linguistiche originali, pur presentando nuove complementarietà tra soggetto e oggetto, metrica e contenuto. Riportando manualmente la curvatura di un carattere da me ideato su sottili profili di ottone, ho permesso ai versi di ricomporsi a terra, quasi emergendo naturalmente dalla superficie.
Marzia Migliora
Lo spettro di Malthus
2020
Disegno di progetto digitale
Courtesy: l’artista; Galleria Lia Rumma, Milano / Napoli
THE BLANK CONTEMPORARY ART
99 PAROLE CON MARZIA MIGLIORA
Il mio metodo di lavoro è paragonabile a un tentativo di dissotterramento: asportare in maniera progressiva strati di cronologia al fine di mostrare ciò che è nascosto, o poco visibile, e far riaffiorare ciò che è sommerso, mettendolo in relazione alla contemporaneità nel tentativo di generare riflessioni inedite.