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    POESIA VISIVA - OMAGGIO A MARIO RONDI
    POESIA VISIVA - OMAGGIO A MARIO RONDI
    [=== POESIA ==== VISIVA ===== OMAGGIO === A === MARIO ==== RONDI =]
    VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
    18.03.17 - 08.04.17

    Opening: sabato 18 marzo, h. 18.00

    martedì – sabato: 16.00 – 19.30

    Via Moroni, 16 24121 Bergamo
    tel. +39 347 2415297
    info@viamoronisedici.it
    www.viamoronisedici.it



        [== LINK ==]

    a cura di Stefania Burnelli

    Autore poliedrico e infaticabile, Mario Rondi ha al suo attivo fenomenali peregrinazioni letterarie dalla poesia al poema alla filastrocca, dalla prosa magica alla fiaba. La sua scrittura, che oscilla tra la memoria delle tradizioni e del territorio in cui è cresciuto e le personalissime invenzioni della sua fantasia, è attraversata da una “vena di umorismo dolceamaro” e rappresenta “un riuscito esempio di drammatizzazione dei nonsensi della vita moderna”, come gli ha riconosciuto la giuria del premio “I Murazzi” di Torino nel 2015.
    Non nuovo a collaborazioni con le arti visive, una per tutte l’organizzazione nel luglio 2013 dell’evento “Libro d’artista” all’Ex Ateneo di Bergamo, Mario Rondi presenta in Viamoronisedici/spazioarte suoi lavori recenti di poesia visiva, realizzati su carta, su stoffa, su lastre trasparenti di plexiglass.
    Si tratta di raffinate contaminazioni verbo-visive fondate sulla ricchezza semantica della parola poetica e sulla valenza emozionale del colore e delle superfici scrittorie: fitti collage di carte, scampoli di stoffe, trasparenze in metacrilato.
    Dall’“ut pictura poiesis” di Orazio, venti secoli sono trascorsi e la discussione è ancora aperta sul rapporto specifico tra poesia ed arti visive. Dai carmi figurati del greco Teocrito, ai calligrammi di Apollinaire definiti dallo stesso loro autore “la via più breve per costringere l’occhio a una visione globale della parola scritta”, agli esperimenti di Mallarmé di collocazione rigorosamente spaziale di parole su superfici bianche, alle tavole “parolibere” dei futuristi, ai collage e alle installazioni verbali dei Fluxartisti negli anni Sessanta, ai dipinti concettuali degli inglesi “Art and language”, alle frontiere della poesia elettronica e della computer poetry che integra testo poetico e arte dei nuovi media: la dialettica poesia-pittura, evidentemente, è tutt’altro che esaurita. Anzi, continua a seguire strade multiple, per nulla a senso unico, tuttora vitali e aperte, perché si fonda su un gioco di linguaggio, quindi di pensiero, che parte dalla parola – la quale è la matrice stessa delle idee.
    Nel solco di queste ricerche, le opere di poesia visiva di Mario Rondi – esplorando con vena inesausta gli ambigui territori che si aprono tra significante e significato – inseguono la magia del linguaggio tra avventurosi fonosimbolismi delle parole e imprevedibili riflessi della tridimensione.

    Stefania Burnelli

    ©THE BLANK 2017
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