Romano di Lombardia (Bg), Museo d’Arte e Cultura e Sacra
Sabato, domenica e festivi: 9.30 – 12.00 e 16.00 – 19.00
Opere di Ugo Riva
Prima tappa della mostra itinerante pensata e realizzata dalla Fondazione Credito Bergamasco con disegni e sculture di Ugo Riva che approfondiscono i temi esistenziali dell’Uomo, (il suo destino, la sua fragilità, la brevità dell’esistenza, la morte e il post mortem, la materia, lo spirito).
Bergamo, Palazzo Storico Credito Bergamasco
Da lunedì a venerdì, 8.20 – 13.20 – 14.50 – 15.50
Opere di Francesco Betti
La mostra ripercorre la vicenda biblica di Giobbe – archetipo dell’uomo sofferente che risponde agli interrogativi fondamentali dell’esistenza – proiettandone il senso ai giorni nostri.
INGRESSO LIBERO
Banca Popolare di Bergamo, Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo
Orari dal lunedì al venerdì: dalle 8.20 alle 13.20 – dalle 14.40 alle 16.10
ART UP 2016 – mostra n.1
4-29 gennaio 2016
a cura di Enrico De Pascale
IMI KNOEBEL (Dessau 1940)
Canapè Monochrome Terre d’Ombre Bruléé
1990
acrilico su legno
Collezione UBI-Banca Popolare di Bergamo
Oltrepassando i tradizionali confini tra scultura e pittura Imi Knoebel realizza “dipinti-oggetto” di varie misure e forme, per lo più monocromi o con contrasti di colore molto violenti. Raramente i suoi lavori hanno uno sviluppo esclusivamente bidimensionale e pittorico; al contrario, tendono ad aprirsi e ad espandersi sulla superficie della parete sino a diventare strutture scatolari e installative che si articolano nello spazio in un continuo dialogo tra pittura e scultura, tra colore e strutture geometriche, come nelle Shaped Canvases dell’americano Frank Stella e come in molte opere del suo maestro Joseph Beuys. Nel caso in questione la tavola, dipinta con un profondo e suggestivo colore scuro, presenta una sagomatura davvero inusuale, con nove angoli acuti che le conferiscono un dinamismo addirittura esplosivo. Al tempo stesso, coi suoi impliciti riferimenti al mondo dei cartoons e del fumetto, l’opera sembra prendersi gioco, con sottile ironia, del linguaggio serioso e intransigente dei minimalisti e degli astrattisti americani.
IMI KNOEBEL (Klaus Wolf Knoebel) Dessau 1940
Dal 1964 al 1971 frequenta l’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf dove è allievo di Joseph Beuys. La sua opera aderisce a uno specifico filone dell’arte tedesca contemporanea che privilegia il metodo rispetto all’opera, il processo più che l’oggetto, come nello spettacolare “In onore di Kasimir Severinowitsch Malewitch” (1991). Il suo è un linguaggio eclettico di matrice minimalista, solo apparentemente astratto, denso di citazioni liberamente tratte dalla storia dell’arte, dal Suprematismo al Costruttivismo, dalla cultura alta e da quella popolare. Ha partecipato quattro volte a Documenta di Kassel (1972, 1977, 1982, 1987). Nel 2014 ha allestito una mostra antologica, Imi Knoebel. Works 1966 – 2014, presso il Kunstmuseum di Wolfsburg.
Banca Popolare di Bergamo
Banca Popolare di Bergamo promuove il progetto ART UP, un’iniziativa culturale finalizzata alla conoscenza del proprio patrimonio artistico. Ogni mese, un’opera d’arte diversa facente parte della collezione della Banca, verrà esposta al pubblico nell’atrio della Sede Centrale di Piazza Vittorio Veneto 8. Non una semplice presentazione, ma un vero e proprio “invito” alla lettura e alla fruizione tramite schede storico-critiche illustrate e collezionabili, realizzate per l’occasione dallo storico del- l’arte Enrico De Pascale, Curatore responsabile della collezione. Con il progetto ART UP vengono così rese visibili opere d’arte antica e contemporanea normalmente “inaccessibili” perché ubicate negli uffici, nelle filiali, nei caveaux della Banca.
La collezione d’arte della Banca, che assomma diverse centinaia di opere di età compresa tra il XIV e il XXI secolo (dipinti, sculture, disegni, fotografie, stampe, ecc.), si è formata nel corso di quasi centocinquant’anni, intrecciando le proprie vicende con quelle della Banca stessa, fondata nel lontano 1869. Una raccolta ampia e variegata capace di coniugare l’attenzione per la produzione artistica locale e nazionale – da Baschenis a Fra’ Galgario, da Piccio a Manzù, da Ghirri a Boetti – con l’interesse per le proposte più sperimentali della scena internazionale: da Kapoor a Buren, da Armleder a Gillick, da Halley a Yan Pei Ming. Una varietà di opzioni linguistiche ed espressive che è frutto di precise scelte collezionistiche orientate a rappresentare al meglio il com- plesso e articolato panorama della cultura artistica passata e contemporanea.
CICLO DI CONFERENZE 2015-2016
HOMO SUM – humani nihil a me alienum puto
«Sono un uomo, e nulla di ciò che è umano mi è estraneo»
Martedì 12 gennaio
Auditorium Liceo Scientifico “L. Mascheroni”, Bergamo – ore 20.00
NESSUNO È INFELICE SE NON PER COLPA PROPRIA
Armando Massarenti – Logica ed Epistemologia; responsabile della pagina «Scienza e filosofia» del supplemento culturale de Il Sole 24 Ore; membro dell’Osservatorio di Bioetica della Fondazione Einaudi.
Martedì 19 gennaio
Auditorium Liceo Scientifico “L. Mascheroni”, Bergamo – ore 20.00
IDENTITÀ E DIVERSITÀ NELLE METAMORFOSI DI EUROPA
Mauro Ceruti –Filosofia della Scienza; direttore del Dipartimento di Studi classici, umanistici e geografici, IULM Milano.
Martedì 26 gennaio
Auditorium Liceo Scientifico “L. Mascheroni”, Bergamo – ore 20.00
MAGNUM MIRACULUM EST HOMO. SPUNTI DAL RINASCIMENTO
Marco Pellegrini – Storia moderna e Storia del Rinascimento, Università degli Studi di Bergamo; collaboratore in una ricerca internazionale sul Collegio cardinalizio tra Medioevo e Rinascimento.
“Questo lavoro è un sogno ad occhi aperti, un viaggio dell’immaginazione nei luoghi amati: la montagna, il mare. C’è un’andata e un ritorno. C’è un mezzo di locomozione: la mia inquietudine. E ci sono anch’io nei panni di un uomo, a volte solo un piccolo punto indistinto. Come in un sogno nulla è abbastanza chiaro, nitido. Come in un sogno ad occhi aperti ogni immagine è stata ripassata (dalla grana), nella velleità di aggiungere elementi che siano utili a comprendere, a ridefinire. Nato per descrivere la mia rinuncia, la mia necessità di lasciar cadere, di abbandonare è diventato per lungo tempo un rifugio e un nascondiglio. E’ diventato la mia solitudine. Il mio ultimo viaggio, quello della rinuncia. Non la morte, ma l’oblio. Non la morte, ma la liberazione. L’indecifrabile bellezza interiore della vita. L’oscurità di un mondo parallelo. Il Sogno”.
Patrizia Riviera nasce a Milano e dal maggio del 2000 vive a Bergamo. Inizia a fotografare nel 1992 frequentando la scuola “Donna Fotografa” di Giuliana Traverso. E’ una fotografa di reportage sociale e di ricerca creativa, interessata soprattutto all’emarginazione, alla solitudine, al senso di non appartenenza di tutti coloro di cui generalmente non si parla, di coloro che non contano. Docente e conduttrice di laboratori espressivi, educativi e terapeutici di fotografia. Arteterapaeuta in formazione.
lunedì, martedì, mercoledì, giovedì 14-19
venerdì e sabato 10-13/ 14-19
via Pignolo, 116 – Bergamo
GIUSY LA LICATA
MANZANA
Inaugurazione: Venerdì 8 gennaio, ore 18.00
Nella cabala ebraica צמצום – tzimtzum – è ciò che rende possibile la creazione del mondo da parte di Dio. Il suo significato, difficile da rendere in italiano, corrisponde all’atto del ritrarsi, come all’onda che indietreggia per riuscire a coprire la sabbia nel moto successivo, e indica l’atto con il quale Dio si ritrae in se stesso per “fare spazio” a ciò che vuole creare.
L’intero lavoro di Paolo Facchinetti si gioca su questo, sulla dialettica composta, silenziosa, perseguita con un lavoro di ricerca in continua tensione, tra la materia e l’idea anche se, guardando i suoi lavori, emergono una rarefazione e una contrazione tali da non fare affiorare al pensiero il peso e la fatica di un grumo materico.
Le opere in mostra possono, seppure nella loro diversità di tecniche e supporti, essere definite come “paesaggi” o, meglio ancora, “landscapes”, parola che parla di terre e di fuga, di spazio in cui perdersi ed evadere, con un’ansia di superamento della finitudine delle frontiere.
In ogni suo lavoro è presente la partenza dal dato figurativo, che però è un avvio, e non un approdo: l’attimo fermato dallo sguardo, o da una fotografia, imprigiona un frammento di spazio, ma non può essere meta o fine: l’artista deve appropriarsene e imprimere la sua poetica alla materia, avviando il processo di una vera e propria metamorfosi, di una reale creazione, sorretto da una strenua volontà di sperimentazione tecnica. Paolo Facchinetti aggira la materia, la elabora, procede a tentoni, convinto che la verità artistica stia in questa profonda ricerca di corrispondenza tra l’opera e ciò che vi si vorrebbe vedere, vedere per davvero.
Questi paesaggi dell’anima, ottenuti per via di levare, sono riconoscibili perché attraversati dalla luce e, nell’ascetica e inesausta ricerca dell’artista, è proprio nello sfrondamento dell’opera dai colori che la luce si fa davvero visibile grazie allo tzimtzum, al contrarsi e il ritrarsi dell’immagine per accogliere il concetto primigenio affiorato nella visione mentale dell’artista: la luce arriva levando la materia e dilaga facendo vuoto.
Così l’opera parla di qualcosa attraverso la sua assenza: della luce attraverso le ombre, del colore attraverso il monocromo, di quanto è terreno attraverso un linguaggio immateriale, dello spazio infinito attraverso la bidimensionalità della superficie, diventa una porta, un elemento ambiguo, che può aprirsi o chiudersi, farsi varco o barriera, senza mai rinunciare ad essere un invito.
Giovanna Brambilla
Opening: Venerdì 4 Dicembre, ore 18.00
lun-sab 16,30 – 18,30 martedì chiuso
via Borgo Palazzo, 42 – Bergamo
tel 035 222333
vannacasati@fastwebnet.it
www.vannacasati
Perché questo titolo preso in prestito da una delle maggiori poetesse italiane d’oggi, Antonella Anedda, perché mi pare renda lo spirito della mostra ,lo sguardo acuto ed indagatore con cui Margherita Leoni scandaglia il brulicante mondo della natura nel suo manifestarsi nella forma più intima, meno appariscente che spesso non cattura lo sguardo, il mondo dei semi . Nel loro aspetto ora etereo ora carnale ora bizzarro sono il filo conduttore dei disegni esposti in mostra, semi accompagnati da una mano che li conduce allo splendore futuro della fioritura , che ne suggerisce la funzione di generare vita. Una adesione poetica guida l’artista nell’esecuzione dei disegni ricchi di passaggi di chiaroscuri, di sfumature dettate dalla luce , il soggetto acquisisce quindi un’autonomia compositiva che lo sottrae alla rigida classificazione degli erbari di storica memoria.
L’artista, in un omaggio all’opulenza della natura brasiliana,terra in cui vive , presenta inoltre due grandi opere di recente esecuzione. In esse l’elemento natura si fonde in simbiosi con l’uomo: a coronamento del volto di un indio fioriscono ,come capigliatura, serto di classica memoria, due tra le più diffuse piante delle foreste tropicali la Pau Brasil e la Victoria regia , rese nella loro opulenta cromia.
SPECCHIO ATTRAVERSATO
Giovanni De Lazzari, Oscar Giaconia, Francesco Pedrini
28 novembre – 20 dicembre 2015
opening: sabato 28 novembre 2015, h.18.30
Ex Oratorio di San Lupo via S.Tomaso, 7 – Bergamo
Orari d’apertura : martedì – venerdì 15.00 – 18.00
sabato – domenica 11.00 – 13.00 – 15.00 – 18.00
Visite guidate:
sabato 5 dicembre, h.15.30
sabato 12 dicembre, h.15.30
sabato 19 dicembre, h.15.30
Per info e per prenotare il catalogo: lospecchioattraversato@outlook.it
Ufficio Stampa: Spensierando spensierando.press@gmail.com www.spensierando.it
Pagina Facebook fb/lospecchioattraversato
LO SPECCHIO ATTRAVERSATO
Giovanni De Lazzari, Oscar Giaconia, Francesco Pedrini
a cura di Claudia Santeroni
in collaborazione con Fondazione Adriano Bernareggi
Dal 28 novembre al 20 dicembre 2015, lo spazio espositivo dell’Ex Oratorio di San Lupo ospita la collettiva Lo Specchio Attraversato.
Lo specchio Attraversato è l’occasione per trasformare l’Ex Oratorio di San Lupo in un contenitore di dimensioni possibili, in cui ogni livello corrisponde ad una diversa chiave percettiva, psicologica, estetica.
I tre artisti si confrontano con i tre livelli architettonici (matronei – corte interna – cripta) suggerendo, con poetiche differenti, il modo per andare “attraverso”. Ogni piano coincide, così, con una differente possibilità di fruizione, veicolata dai tre mondi dentro cui abitano gli artisti. In questo modo la mostra crea una fortissima relazione di senso e percezione fra le opere e il luogo, diventando un contenitore di visioni, suggestioni e suggerimenti che trasformano i limiti architettonici dell’edificio in una risorsa.
Il percorso espositivo suggerisce un viaggio dove ciascun stadio fisico diviene luogo psichico, in cui i concetti di alto e basso si fondono a quelli di distanza e tempo. La riflessione si innesca fra spettatore e opera e a quest’ultimo torna, quasi rimbalzata, per invitarlo a esplorare lo stadio successivo in un’ideale passaggio fra testa, torace, ventre.
Gli artisti e le opere. Francesco Pedrini, Giovanni De Lazzari e Oscar Giaconia animano lo spazio attraverso la loro ricerca, innestando opere inedite studiate appositamente per interagire con ciò che le circonda. Un giardino accennato, un simbolico roseto emerge in Untitled, 2015 di Giovanni De Lazzari, permettendo allo spettatore di trasformarsi, di riscoprire dentro di sé un modo differente di guardare la realtà per andare oltre il visibile e riscoprire il fascino dell’esperienza. Dopo questo passaggio Nulla o Infinito, (2014) il video di Francesco Pedrini, trasporta la mostra ai limiti del mondo sperimentabile e visibile proiettando lo sguardo verso le stelle. All’opera di Oscar Giaconia il compito di rendere la cripta un nuovo luogo di riflessione e confronto, oscillando tra spazio, tempo e corpo, attraverso la sua opera Ginnungagap – (The Machinist), 2014. “Il macchinista” è colui che aspetta, conosce, muove e osserva. Uno sguardo indagatore che attraversa lo spettatore costringendolo a riflettere sulla propria essenza, proprio come di fronte a uno specchio.
Il catalogo
Il catalogo della mostra Lo specchio Attraversato sarà edito da Lubrina Editore in un’edizione limitata di 33 copie, numerate e firmate. Ogni artista ne avrà a disposizione 11 copie, di cui ne personalizzerà una pagina con un intervento dedicato.