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    TB BOARD | INTERVISTA ALL'ARTISTA - NOEL MCKENNA
    TB BOARD | INTERVISTA ALL'ARTISTA - NOEL MCKENNA
    [= TB ===== BOARD === INTERVISTA === ALL == ARTISTA ===== NOEL === MCKENNA ===]

    Noel McKenna
    2020
    Olio su compensato
    42 x 44 cm
    Courtesy the artist and Mothers Tankstation gallery Dublin and Niagara Galleries Melbourne



        [== LINK ==]


    INTERVISTA A NOEL MCKENNA

    Claudia Santeroni

     

    Claudia Santeroni – Se dovessi sintetizzare la tua ricerca in poche righe, come la descriveresti?

    Noel McKenna – La mia ricerca è semplicemente parte della mia vita quotidiana, quasi sempre come avessi una filosofia per cui l’ispirazione possa provenire da qualunque cosa. Le attività giorno dopo giorno spesso forniscono spunti per il lavoro.

     

    CS – L’immagine che hai scelto per la nostra newsletter è uno scorcio di strada da cui si intravede il mare: mentre scrivo queste domande in Italia imperversa la pandemia (mi auguro davvero che quando verrà pubblicata ne saremo usciti) e questo “sbocco” dietro la curva, questa visione marittima al termine della strada sembra ben augurante.

    NM – L’immagine Road by Sea deriva da una fotografia scattata a Wellington facendo un giro in macchina con un amico. Apprezzo il mare solo guardandolo, le persone non sono fatte per il mare, diversamente dai pesci, le balene e altre creature marine. Nel dipinto lo scorcio di strada che viene tagliato dalle rocce ha una visuale interessante: la composizione. Il mio metodo di lavoro è abbastanza veloce; i dipinti di queste dimensioni 42 x 44 cm sono per lo più realizzati in una sola seduta in cui faccio affidamento sull’istinto, mi piace catturare e mantenere una certa freschezza nell’immagine finale.

     

    CS – Che ruolo hanno gli animali nel tuo lavoro? Ho letto che la tua prima mostra era costituita da incisioni di animali, e tutt’ora sono molto presenti, compagni della quotidianità casalinga. In una mostra del 2001, se ho ben interpretato, hai trasporto su degli smalti su tavola vari cartelli di animali smarriti.

    NM – Fin da piccolo sono sempre stato vicino agli animali, ero un bambino introverso e piuttosto solitario. I primi animali a cui mi sono affezionato sono stati i gatti randagi della mia casa d’infanzia a Brisbane, che nutrivo con la mia paghetta comprando cibo in scatola. Ho visto nascere diverse generazioni di gattini, ne ho avuti una dozzina nel mio giardino, facendo arrabbiare i miei genitori.
    Ho degli amici, sono sposato e ho due figli ma è interessante notare come nonostante l'”isolamento sociale” che ora stiamo vivendo, la mia vita non sia cambiata così tanto, ho passato spesso lunghi periodi senza mai lasciare la casa e il mio studio se non per andare al supermercato.
    Nel mio lavoro gli animali sono presenti per diversi motivi, in primo luogo mi piace guardarli e studiarli, di solito sono in balia delle persone, mi riferisco alla mia esperienza che riguarda animali domestici come gatti cani e uccelli, ma pur non credendo che i loro pensieri siano complessi come i nostri credo che abbiano pensieri molto più rilevanti di quanto la gente pensi.
    Quando ho lasciato la casa dei miei genitori ho vissuto per 8 anni in diverse case senza avere animali domestici finché non ho sposato mia moglie Margaret. Da quando mi sono sposato ho avuto solo cani a causa dell’allergia di Margaret ai gatti. È molto difficile immaginare di non avere un cane nella mia vita. Ho fatto una mostra presentando manifesti di animali smarriti che prendeva spunto dai vari manifesti che le persone avevano affisso quando avevano perso i loro animali domestici. La maggior parte dei manifesti li avevo visti nel mio quartiere a Sydney e alcuni a Melbourne durante dei viaggi. Spesso il testo che le persone scrivono è piuttosto emotivo, e penso che la rapidità serva per far arrivare meglio il messaggio. Non ho mai cambiato il testo scritto dalle persone, ma ho chiamato per sapere se l’animale era stato trovato o meno e per chiedere il permesso di inserire il loro numero nel mio dipinto. La maggior parte delle persone non ha avuto nulla in contrario nel concederlo.

     

    CS – Mi è piaciuta la serie DOOR: i dipinti apposti su ciascuna, mi hanno fatto pensare a possibilità oltre la soglia.

    NM – La serie delle porte è un’estensione dei miei dipinti d’interni, che sono una parte importante del mio lavoro. I buchi che ho praticato nelle porte, poi coperti con immagini relative alla vita domestica e intima che si trova appunto dietro queste porte, prendono ispirazione da una visita fatta a mio nipote che sulla porta aveva affisso un cartello riportante “Ceep Out ” scritto a mano. Ho trovato divertente l’errore di ortografia e non gli ho mai chiesto se fosse intenzionale. Una stanza e una casa sono un rifugio dal mondo esterno e penso spesso a quello che succede a porte chiuse, potrebbe anche essere collegato al mio amore per il film La Finestra sul cortile di Hitchcock.

     

    CS – C’è un’opera che mi ha colpita moltissimo: Police helicopter, Central Park, N.Y., 1986. La maggior parte delle altre mi sembrano estratti della “straordinarietà dell’ordinarietà”, questa invece mi pare un caso a sé, in quanto mostra un evento eccezionale.

    NMPolice Helicopter Central Park è stato fatto dopo il mio primo viaggio a NY nel 1986 e proviene da una fotografia del NY Times che ho ritagliato e conservato. Ho perso il ritaglio e non riesco a ricordare la storia riguardo quella fotografia. Ho amato NY appena l’ho vista e ho continuato a visitarla annualmente per una decina d’anni circa. È una concentrazione di grandi musei e anche solo camminando per le strade si ha sempre la sensazione che ci sia qualcosa di interessante da vedere. La città purtroppo ha perso un po’ della vitalità che la caratterizzava, soprattutto a causa dell’imborghesimento delle zone, ma ne ha ancora abbastanza per essere interessante.

    © THE BLANK 2020
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