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    [== SGUARDI ==]
    GALLERIA ELLENI
    14.10.17 - 19.11.17

    Via Broseta, 37-41, 24122, Bergamo
    tel. +39 035 243667
    mart-sab 9-13/15-20 | lun 9-13
    info@galleriaelleni.it
    www.galleriaelleni.it | www.elleniartconsulting.it



        [== LINK ==]

    a cura di Alessandro Villa

    Autori:
    Nobuyoschi Araki, Gianni Berengo Gardin, Gabriele Basilico, Maurizio Buscarino, Mario Cresci, Mario De Biasi, Franco Fontana, Mario Giacomelli, Nino Migliori, Mimmo Jodice, Massimo Vitali

    Una collezione di fotografia contemporanea ci restituisce un percorso che parte dagli albori della fotografia analogica del neo-realismo italiano fino ad arrivare alle grandi stampe digitali degli autori piu’ contemporanei.
    Il percorso inizia dagli autori del neo-realismo italiano: Nino Migliori (1926) apre simbolicamente questo percorso con la celebre fotografia del Tuffatore (1951) scattata dal molo di Rimini, “one shot”, un colpo di fortuna come lui stesso ha confidato, Gianni Berengo Gardin (1930) con alcuni celebri scatti di Venezia dove la presenza di Peggy Gugghenaim si puo’ quasi percepire, Mario De Biasi (1923-2013) i cui baci, scattati in rigoroso bianco e nero, hanno fissato, insieme ad altre sue celebri immagini, il boom economico Italiano del dopoguerra.
    La seconda parte della raccolta è composta da autori piu’ ermetici: Mario Giacomelli (1925-2000) suoi i “paesaggi scritti” vintage che ci introducono ai piu’ concettuali e rigorosi Maurizio Buscarino (1944) che ha percorso come fotografo il “territorio” del teatro, da quello europeo a quello americano e orientale. La sua opera è un imponente lavoro sul teatro contemporaneo e Mimmo Jodice (1934) testimone, in questo caso, delle “performances” degli artisti negli anni sessanta, Vettor Pisani, Jannis Kounellis.
    Gabriele Basilico (1944-2013) con gli scatti di una Beirut dilaniata dalla guerra ci proietta dentro grandi immagini, nella quale la presenza umana è quasi del tutto assente, ed in cui l’assordante silenzio si puo’ quasi percepire.
    Franco Fontana (1933) al contrario vive lo spazio della fotografia come la tavolozza di un pittore regalandoci scorci di una America di “Wimwendersiana” memoria, piena di luce e dai vasti orizzonti così come Massimo Vitali (1944) osservatore distaccato di alcuni paesaggi urbani che ci appaiono realmente “finti” o “fintamente” reali.
    Mario Cresci (1942) è un autore sperimentatore che utilizza l’immagine fotografica come un linguaggio, la sua è una colta e raffinata linea di ricerca antropologica che dura da dagli anni sessanta -senza soluzioni di continuità- ad oggi.
    Nobuyoschi Araki (1940) tratteggia le contraddizioni del Giappone contemporaneo, tradizione e modernità si fondono nelle sue grandi stampe dai colori accesi.
    La fotografia, insieme al cinema, il linguaggio delle arti visive piu’ vicino allo spirito del tempo degli ultimi 50 anni.

    ©THE BLANK 2017
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