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    What’s on
    Wunderkammer n. 1: OSCAR GIACONIA - OVERMAN
    [== Wunderkammer ==== n. == 1 ====== OSCAR == GIACONIA ======= OVERMAN =]
    THOMAS BRAMBILLA
    26.05.17 - 15.07.17
    photo@ Marco Ronzoni

    martedì – sabato: 14:00 – 19:00

    Via Casalino 25
    24121 Bergamo, Italia
    tel. +39 035 247418
    www.thomasbrambilla.com
    info@thomasbrambilla.com



        [== LINK ==]

    In questi momenti, in cui l’arte si manifesta come accumulo di spettacoli artistici, visti soprattutto
    come intrattenimento comunitario, sorge la necessità della sosta e della riflessione. Sia le grandi kermesse di Venezia e Kassel, che il proliferare di fiere ed aste, creano e moltiplicano un accesso, veloce e disinvolto, che non tiene conto delle peculiarità dell’opera e si limita a focalizzare l’attenzione sul contesto espositivo o sul prezzo.
    Per un ritorno ai fondamenti dell’arte, costituito di uno sguardo riflessivo e contemplativo, la galleria Thomas Brambilla è lieta di presentare il progetto Wunderkammer. Verrà scelta una singola opera di un artista ed esposta in uno apposito spazio; uno spazio in cui l’opera non cercherà né attirerà spettatori, bensì ammiratori e conoscitori. L’opera si presenterà alla sosta riflessiva dell’amatore, proponendosi come dialogo tra la propria esistenza e lo sguardo dell’appassionato d’arte.

    Il primo appuntamento del ciclo Wunderkammer ospita Overman, un’installazione di Oscar Giaconia. La messa in scena di un “tempo morto” attraverso il piccolo ritratto di un vecchio fisherman e di un guardiano di porci. Internati nei rispettivi reliquiari sintetici, questi sorveglianti trovano nell’isolamento la condizione necessaria all’esercizio della propria specializzazione.
    Sono immagini-ospite che si apprestano ad essere colonizzate dal proprio parassita: come “fori pilota”, si faranno attraversare da una concatenazione di ruoli destinati all’inabissamento, all’abbandono.

    Oscar Giaconia è nato nel 1978 a Milano, vive e lavora a Bergamo. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Brera. Ha partecipato a diverse collettive, fra le quali: Too big or not too big presso la galleria Thomas Brambilla, Fuori quadro. Follia e cratività fra arte, cinema e archivio, curata da Elio Grazioli, alla Sala di Porta Sant’Agostino, Bergamo, Peintures presso il Musée Saint-Loup a Troyes, e Happy Ending presso FRAC Champagne-Ardenne, Reims e molte altre.
    La sua prima mostra personale Alea si è tenuta presso la galleria Thomas Brambilla (2012), e successivamente ha tenuto personali presso lo spazio BACO ed National Museum of Natural History di Mdina, Malta.

    DAVIDE CONVENTI - LANDMARK
    [=== DAVIDE === CONVENTI ==== LANDMARK ===]
    VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
    27.05.17 - 17.06.17

    giovedì e venerdì: 16.00 – 19.00
    sabato: 16.00 – 19.00
    gli altri giorni su appuntamento.

    via G.B. Moroni 16/a
    24122 Bergamo
    tel.+39.3472415297
    info@viamoronisedici.it

     



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    Fotografie di Davide Conventi
    Racconto di Giulio Ferrari

    Cosa c’è di più sacro della volontà dell’ uomo che cerca tra gli anfratti e le infinite pieghe della realtà attimi di spiritualità?
    Davide Conventi non può fare a meno di notare e di fotografare, prima con forte disappunto, ma poi stregato e affascinato, abbandonati tra inopportuni rifiuti, divani abbandonati, ai margini dei campi, sui bordi delle strade, nei paesaggi piani e spesso velati di nebbia delle province di Modena, Reggio Emilia e Bologna.
    E’ affascinato dall’ aurea di questi relitti, custodi un tempo di calde intimità, di meritati riposi dalle fatiche quotidiane ed ora rifiuti inutili, strana metafora del nostro ineluttabile divenire.
    Il primo divano è del 2010, l’ultimo del 2015, scrive Davide Conventi, e la prima idea fu di provare a sedersi e fotografare ciò che vedevo, ma sarebbe stata una visione limitata, ristretta al reale, quindi ho pensato di “viaggiare”. Esorcizza così, con il “viaggio”, l’ ineluttabile nostro divenire, accompagnando ogni fotografia di divano abbandonato, ad una fotografia di un tratto di strada, lungo un cammino, durante un percorso, che diventa metafora del nostro vivere quotidiano. Le fotografie sono accompagnate dal racconto di Giulio Ferrari “ Di vani abbandonati e altre felicità minori “. Il testo, che si spalma con ritmo lento e cadenzato, adopera un gergo popolare incisivo e ruota attorno a situazioni ispirate dai divani abbandonati che mostrano senza pudore interiora e ossa rotte, come totem dimenticati.
    Maria Beatrice Bonzani

    …”che secondo me il punto sta lì, che su quei divani ne son passate così tante di storie e passioni e abbracci e risate e sudori e amplessi e lotte che nessuno ha poi più il cuore di liberarsene definitivamente, e allora li appoggia a bordo di una strada, lungo un fosso, in un parcheggio, lasciando a loro un ulteriore fatato scampolo di vita selvaggia, non più in cattività.”
    Giulio Ferrari

    SABINA SALA, VALERIO AMBIVERI - ORObasie ORObiche
    [=== SABINA == SALA ====== VALERIO == AMBIVERI ======= ORObasie == ORObiche ==]
    STUDIO VANNA CASATI
    27.05.17 - 10.06.17

    via Borgo Palazzo, 42 (interno)
    25125 – Bergamo
    tel. +39.035.222.333
    e-mail: vannacasati@fastwebnet.it



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    “ORObasie ORObiche”, è il titolo del video che Sabina Sala e Valerio Ambiveri presentano presso la Galleria Vanna Casati in occasione di Art Date 2017 e fa il verso al gioco di parole del tema proposto per questa edizione.
    Le derivazioni ed assonanze tra Sacro e Sagra, mettono in azione altri giochi di parole tra altre assonanze ed etimi: le dualità ed i raddoppi di senso di ORO, tengono insieme elementi sacri così spesso utilizzati nell’iconografia ad altri più prosaici ma non meno importanti.
    L’oro del mais, cibo che ha sfamato le bocche delle popolazioni dell’orografia bergamasca, alla base di ogni sagra orobica, e l’oro delle tavole che ha nutrito la spiritualità di generazioni di popoli; mani che dorano, bocche che orano e si riempiono dell’oro di polente/soli/aureole.
    Organo della parola e del gusto, la bocca è la soglia che dice della sapienza e del sacro e tace nel ricevere il piacere del cibo.

    ESTATE: TEMPO DI GAMeC TIME!
    [== ESTATE ==== TEMPO === DI === GAMeC === TIME == =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA

    Scoprite il calendario degli appuntamenti e scaricate il modulo di adesione



        [== LINK ==]

    Al via una nuova edizione di GAMeC Time, gli unici e inimitabili laboratori estivi dedicati a bambini e ragazzi che, da 8 anni, permettono a piccoli e giovani artisti di scoprire i “trucchi” del mestiere, divertendosi con proposte sempre diverse e originali!

    Per l’ottava edizione, i Servizi Educativi del museo offrono agli under 14 uno straordinario calendario di corsi, percorsi animati, laboratori a tema gestiti da educatori museali e da preparati professionisti: restauratori, architetti, videomaker, writer, illustratori, designer, programmatori e fotografi!
    E quest’anno, per i più grandi, anche un percorso in lingua inglese!

    Vi aspettiamo in museo dal 12 giugno al 28 luglioedal 28 agosto all’8 settembre.
    Le iscrizioni ai percorsi del mese di giugno chiudono il 5 giugno 2017.

    Tutte le proposte, dedicate a una specifica fascia d’età (per i bambini della scuola primaria e per i ragazzi della scuola secondaria di I grado), hanno una durata di 5 mezze giornate, al mattino o nel pomeriggio.
    I laboratori – a numero chiuso, a garanzia di qualità e cura (max. 20 bambini o 16 ragazzi) – vengono attivati al raggiungimento di 8 iscritti.

    Iniziativa a pagamento; iscrizione obbligatoria.

    DEUS SIVE NATURA
    [= DEUS ==== SIVE == NATURA =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    06.05.17 - 25.06.17

    Collezione Permanente, Spazio Caleidoscopio
    lunedì – domenica: 9.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00
    martedì chiuso
    INGRESSO LIBERO

    Via San Tomaso, 53
    24121 – Bergamo



        [== LINK ==]

    Premio Lorenzo Bonaldi per l’Arte, VIII Edizione / Sezione scuole curatoriali
    a cura di Elena Cardin

    Prendendo quale punto di partenza il quadro T1964-R9 (1964) di Hans Hartung, Deus sive Natura – espressione utilizzata dal filosofo olandese Baruch Spinoza per indicare la coincidenza di spirito e materia, trascendenza e immanenza – esplora il rapporto tra l’artista e la natura che lo circonda.
    La relazione di Hartung con il Cosmo e le energie che lo governano si rivela fondatrice non solo della sua pratica pittorica ma anche di un aspetto meno noto della sua opera: la fotografia.
    Attraverso il dialogo con le opere di due artisti contemporanei – Bruno V. Roels e Špela Volčič – il progetto espositivo intende aprire uno spiraglio sulla prolifica produzione fotografica di Hans Hartung, invitando a considerare la natura, in accordo con la filosofia monista di Spinoza, come materia vivente, intelligente e autogestita.

    ARTISTS’ FILM INTERNATIONAL, IX Edizione
    [= ARTISTS ==== FILM ==== INTERNATIONAL ===== IX ==== Edizione ==]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    06.05.17 - 30.07.17

    Via San Tomaso, 53
    24121 – Bergamo



        [== LINK ==]

    a cura di Sara Fumagalli e Stefano Raimondi

    Continua la partecipazione della GAMeC ad Artists’ Film International, il principale network internazionale legato alla videoarte che, dal 2008, coinvolge prestigiose istituzioni d’arte contemporanea e artisti provenienti da tutto il mondo, alcuni dei quali hanno ottenuto, negli anni, grande successo e importanti riconoscimenti.

    Per la nona edizione della rassegna, GAMeC ha selezionato l’artista Adrian Paci e l’opera The Column (2013), che ha aperto il calendario delle proiezioni ed è rimasto in visione fino al 29 maggio.

    Nelle prossime settimane saranno presentati i lavori degli artisti proposti dalle altre istituzioni coinvolte
    quest’anno:

    Dario Azzellini e Oliver Ressler / Video-Forum of Neuer Berliner Kunstverein, Berlino
    Desire Machine Collective / Project 88, Mumbai
    Ane Hjort Guttu / Tromsø Kunstforening, Tromsø
    Laura Horelli, Nina Lassila, Agnese Luse, Angela Melitopoulos, Eléonore de Montesquiou, Tanja Ostojić, Meggie
    Schneider, Isabell Spengler e Gitte Villesen / Belgrade Cultural Centre, Belgrado
    Mikhail Karikis / Whitechapel Gallery, Londra
    Arjuna Neuman e Denise Ferreira Da Silva / Ballroom Marfa, Texas
    Mary Reid Kelley con Patrick Kelley / Hammer Museum, Los Angeles
    Cengiz Tekin / Istanbul Modern, Istanbul
    Wojciech Bąkowski / Museum of Modern Art, Varsavia

    L’ARTE DI ALLEGRO NON TROPPO
    [== L ==== ARTE ===== DI ==== ALLEGRO == NON === TROPPO ==]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    22.06.17 - 02.07.17

    GAMeC, Spazio ParolaImmagine

    Via San Tomaso, 53
    24121 – Bergamo



        [== LINK ==]

    In occasione del Festival internazionale del cinema di animazione BergamoTOONS, lo Spazio ParolaImmagine della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita la mostra L’Arte di Allegro non troppo: oltre 20 artwork originali, la maggior parte mai esposti prima e ordinati in mostra dalle curatrici Anita Bozzetto e Irene Bozzetto, conservatrici dell’archivio storico del padre Bruno.
    Questi fondali dipinti a mano e rodovetri (o “cels”) sono selezionatissimi tesori realizzati a metà anni Settanta dal team di Bruno Bozzetto per creare quello che è ritenuto il capolavoro del cineasta bergamasco: Allegro non troppo (1976).

    La GAMeC ospita dunque questa piccola preziosa mostra, visitabile a ingresso libero fino al 2 luglio. Una rara opportunità di godere degli spettacolari disegni ripresi “a passo uno” per creare la magia dell’immortale Allegro non troppo, ancora oggi considerato a oltre 40 anni dall’uscita al cinema uno dei capolavori dell’animazione di ogni tempo.

    L’esposizione sarà inaugurata giovedì 22 giugno alle ore 17:00, alla presenza del regista Bruno Bozzetto cui seguirà, alle 18:00, anche questa a ingresso libero, la proiezione del film-documentario Bozzetto non troppo (2016) di Marco Bonfanti e un incontro con regista e artista, moderato da Lorenzo Rossi (Università degli Studi di Bergamo, rivista «Cineforum»).

    CON AMORE PIU CHE CON AMORE
    [= CON ===== AMORE = PIU = CHE = CON ===== AMORE =]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    06.05.17 - 30.07.17
        [== LINK ==]

    a cura di Giacinto Di Pietrantonio

    La mostra offre al pubblico una nuova occasione per ammirare le opere non esposte della Collezione Permanente: lavori donati dal 2000 ad oggi che – come suggerisce il titolo – testimoniano l’amore per la GAMeC da parte di artisti, collezionisti, enti pubblici e privati.
    Una mostra con cui la GAMeC ricorda al suo pubblico quanto la propria attività espositiva sia intimamente legata allo sviluppo della Collezione Permanente, un orientamento mirato che permette al museo di conservare la memoria della propria attività e di accrescere il valore del proprio patrimonio nel tempo.
    Numerosi i linguaggi – dai dipinti alle fotografie, dai disegni ai video – che consentono una panoramica che attraversa decenni e, persino, due secoli (da Sironi, nato nel 1885, a Marcon, nato nel 1985).
    Artisti italiani e provenienti da ogni parte del mondo – da New York a Ghent, a Tel Aviv, a San Paolo – che raccontano, nelle loro opere, la società dello spettacolo, le relazioni amicali, la poesia malinconica dei paesaggi, la rievocazione dell’Eden, il peso della memoria, la forza del segno grafico, la ricerca spirituale o il dibattito politico, tra discriminazione e affermazione della propria identità.
    Sono cosi esposti autori a cui, negli anni, la GAMeC ha dedicato la propria attenzione attraverso mostre e momenti di studio, ponendo in dialogo figure come Italo Cremona, Achille Funi, Ottone Rosai e Mario Sironi con artisti contemporanei quali Gabriele Basilico, Vanessa Beecroft, Latifa Echakhch, Jan Fabre, Giuseppe Gabellone, Marcello Maloberti, Victor Man, Kris Martin, Ryan McGinley e Adrian Paci, tra gli altri.

    ANDY WARHOL - L’OPERA MOLTIPLICATA: WARHOL E DOPO WARHOL
    [= ANDY = WARHOL ======= L ==== OPERA === MOLTIPLICATA == WARHOL ===== E == DOPO === WARHOL ===]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    06.05.17 - 30.07.17

    Lunedì – Domenica: ore 10:00 – 19:00
    Giovedì: ore 10:00 – 22:00 / martedì chiuso

    Via San Tomaso, 53 – Bergamo
    Tel. + 39 035 270272



        [== LINK ==]

    a cura di Giacinto Di Pietrantonio

    E ancora, un’opera emblematica dell’attenzione di Warhol per la cinematografia: Empire (1964), il celebre lungometraggio costituito da un piano sequenza con inquadratura fissa dell’Empire State Building, che è ancora oggi oggetto di interesse di migliaia di persone – come conferma il numero di visualizzazioni del video su YouTube – e fonte di ispirazione per diversi artisti e che, proprio per questo, acquisisce a tutti gli effetti il titolo di “opera moltiplicata”.

    Completa il percorso espositivo una serie di fotografie documentarie che contribuisce a sottolineare l’unicità del rapporto tra arte e vita, che per Warhol erano fuse in una sola entità.

    In mostra, le opere prodotte da Warhol sono accostate, in maniera forse provocatoria, a quelle realizzate dopo la sua scomparsa e che, benché non autorizzate né riconosciute ufficialmente, alimentano il mito e il mercato, continuando, allo stesso tempo, quell’opera di fruizione massiva iniziata dall’artista stesso.
    Senza voler esprimere un’opinione sulla legittimità di queste produzioni postume, l’esposizione intende sottolinearne l’esistenza chiedendosi se anche queste non siano parte dell’eredità warholiana.

    I visitatori sono guidati lungo il percorso da celebri citazioni di Warhol, e possono utilizzare le “opere moltiplicate” di un grande autore contemporaneo debitore della sua arte: Damien Hirst. Nelle sale della mostra, infatti, sono presenti le sedie sdraio del marchio Other Criteria, ideate da Hirst – su cui è possibile sedersi per ammirare le opere esposte –, a ulteriore dimostrazione di quanto, anche oggi, l’arte si avvalga del concetto di riproduzione e di “opera moltiplicata”.

    La mostra è accompagnata da un catalogo, edito da GAMeC Books, studiato per ricordare i romanzi di narrativa divenuti best-seller. Accanto al testo del curatore, Giacinto Di Pietrantonio, il volume presenta testimonianze di oltre 60 artisti italiani e internazionali che hanno esposto alla GAMeC nel corso degli anni, chiamati a riflettere sull’eredità lasciata da Warhol nel mondo dell’arte e nel campo della comunicazione.
    Sono presenti, tra i numerosi altri, contributi di Vanessa Beecroft, Stefano Boeri, Cory Arcangel, Maurizio Cattelan, Enzo Cucchi, Jan Fabre, Alberto Garutti, Emilio Isgrò, Victor Man, Alessandro Mendini, Mimmo Paladino, Tim Rollins, Marinella Senatore, Ian Tweedy, Vedovamazzei, Sislej Xhafa, che raccontano la storia “alternativa” di un’icona e della sua creazione.

    ANDY WARHOL
    (Pittsburgh, 1928 – New York, 1987)

    Dopo aver concluso gli studi in pictorial design presso il Carnegie Institute of Technology, Warhol si trasferisce a New York, dove trova lavoro presso la rivista Glamour come illustratore e disegnatore di scarpe e allo stesso tempo cura l’allestimento delle vetrine di Tiffany.
    All’inizio degli anni Sessanta, dopo un viaggio in Europa e Asia, si avvicina alla pittura e realizza i primi quadri con immagini tratte dai fumetti e dalla pubblicità: Popeye, Dick Tracy, Superman. Nel 1962 realizza le prime opere seriali, i cui soggetti sono icone del suo tempo (Coca-Cola, lattine della zuppa Campbell’s, dollari), immagini di personaggi famosi (Mao Tse-Tung, Marilyn Monroe, Liz Taylor), ed eventi tragici (incidenti d’auto o sedie elettriche). Lungo tutta la carriera artistica Warhol si serve di un immaginario pop. L’obiettivo che si pone è quello di demistificare la pittura, l’opera d’arte e il concetto di pezzo unico.
    Nello stesso anno partecipa alla mostra newyorkese The New Realists e apre a Manhattan la Factory, luogo di incontro e di lavoro per artisti, entrato nel mito.
    Nel 1963 inizia l’attività cinematografica, che porta alla realizzazione di lungometraggi a carattere sperimentale. Un’altra passione dell’eclettico Warhol è stata la musica: ha sostenuto alcuni gruppi, tra cui i Velvet Underground, per cui ha disegnato la famosissima copertina dell’album d’esordio. Dopo il fallito attentato subito nel 1968, fonda con John Wilcock la rivista Interview, che si occupa di cinema, moda, arte e vita mondana, e si dedica nuovamente alla pittura, in particolare ai ritratti. Muore nel febbraio 1987 per una banale operazione chirurgica.

    PAMELA ROSENKRANZ - ALIEN CULTURE
    [=== PAMELA == ROSENKRANZ === ALIEN === CULTURE ==]
    GAMEC – GALLERIA D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA
    06.05.17 - 30.07.17

    Lunedì – domenica: 10.00 – 19.00
    giovedì: 10:00-22:00 / martedì chiuso
    La biglietteria chiude un’ora prima.

    Via San Tomaso, 53 – Bergamo
    tel. + 39 035 270272



        [== LINK ==]

    Dal 6 maggio al 30 luglio 2017, la GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo ospita la personale dell’artista Pamela Rosenkranz (1979, Uri, Svizzera; vive e lavora a Zurigo), curata da Sara Fumagalli e Stefano Raimondi.
    Questo progetto site specific rimanda alla storia spirituale dell’edificio che ospita il museo, un ex convento di cui l’artista ha ripreso le finestre ad arco con repliche che irradiano un forte blu RGB. I LED luminosi che brillano nelle sette Alien Blue Windows producono un’esperienza spaziale di grandissimo impatto visivo, che evoca un oceano primordiale e cieli simbolici preminenti in molta iconografia religiosa.
    Composta di schermi retroilluminati senza immagini, questa nuova serie è un ibrido di dipinti e installazione di luce. L’ambiente immersivo che produce evoca un colore digitale prevalente su internet, che qui genera un’esperienza al contempo spirituale e sensuale, trascendendo così la fisicità cromatica. Permeando lo Spazio Zero, l’intensa luce blu ricrea la vista da una finestra che si apre su cieli artificiali in cui si intrecciano allegoria e tecnologia.

    L’installazione di luce è completata da una nuova serie di dipinti intitolata Creation, Deterioration, Conservation, che approfondiscono l’interesse dell’artista per la pittura rinascimentale, sviluppato inizialmente nel 2015, mentre compiva ricerche per la sua opera Our Product per la Biennale di Venezia. La base di questa serie è il Miracolo della croce caduta nel canale di San Lorenzo di Gentile Bellini (1500 ca.), un quadro che raffigura la sacra reliquia tratta in salvo dalle acque veneziane. L’artista ha lavorato a partire da riproduzioni del dipinto originale di Bellini, che ha trovato attraverso una ricerca su Google Immagini. Sulle stampe ottenute da questi file sono applicati strati di vernice trasparente color carne, che producono una “pelle” tridimensionale e trasparente di pigmenti e polimeri. Il colore della vernice fa riferimento alla carnagione centroeuropea — un colore che l’artista ha utilizzato in opere precedenti come le emblematiche bottiglie d’acqua marchiate e l’installazione per la Biennale di Venezia 2015, per cui ha riempito lo spazio principale di un denso liquido rosa chiaro.

    In occasione della mostra, Pamela Rosenkranz ha realizzato Water under the Bridge of San Lorenzo, una litografia in edizione limitata (30 esemplari) che rispecchia la sua continua ricerca sull’opera di Gentile Bellini Miracle of the Cross at the Bridge of San Lorenzo.

    A conclusione della mostra sarà pubblicato un catalogo monografico, edito da GAMeC Books, che includerà le vedute dell’allestimento alla GAMeC.

    Si ringrazia GAMeC Club, Karma International (Zurigo/Los Angeles), Sprüth Magers (Berlino, Londra, Los Angeles) e Miguel Abreu Gallery (New York) per il loro contributo alla mostra e al catalogo.

    La mostra è stata realizzata grazie al contributo di Dielle Ceramiche S.p.A.

    La personale di Pamela Rosenkranz è parte di una serie di mostre dedicate al collezionista Arturo Toffetti, la cui donazione ha contribuito, dal 2008, a realizzare alcune delle mostre di arte contemporanea della GAMeC, permettendo inoltre al museo di arricchire di nuove opere il proprio patrimonio artistico.
    A conclusione della mostra, infatti, una delle opere dell’artista entrerà a far parte della Collezione del museo.

    ©THE BLANK 2017
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