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    L’artista del mese
    OSCAR SANTILLAN
    [=== OSCAR ==== SANTILLAN ==]
    NEWSLETTER DICEMBRE 2017
        [== LINK ==]

    OSCAR SANTILLÁN | HAIR OF SAINT CATERINA VOLPICELLI FOUND IN AN ENVELOPE, 2016
    photo credit Vibeke Mascini

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON OSCAR SANTILLÁN

    I crimini di passione sono sempre un errore e la ragione è piuttosto semplice: non restituiscono alcun potere all’assassino.
    Mentre prepara la stanza in cui ha intenzione di uccidere suo marito, una donna confessa al suo complice, “il mio unico rimpianto è che non saprà mai che l’ho ucciso.” Il film è Diabolique.
    A volte, tuttavia, una vittima riconosce la propria morte. Questo è stato il caso di Bernardo Jaramillo, un militante comunista che era candidato alla presidenza della Colombia. Una mattina del 1990, all’aeroporto con sua moglie, Bernardo fu colpito più volte da sicari paramilitari. Mentre gli assassini fuggivano, cercava serenamente lo sguardo della sua compagna:
    – Stringimi, quei figli di puttana mi hanno ucciso.

    Oscar Santillán

    VINCENZO SIMONE
    [=== VINCENZO == SIMONE ==]
    NEWSLETTER NOVEMBRE 2017
        [== LINK ==]

    VINCENZO SIMONE – SENZA TITOLO | OIL ON LINEN | 25×35 CM | 2017
    photo credit Vera Roveda

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON VINCENZO SIMONE

    Mi sono suonate strane le tue parole sulla sobrieta’ olandese; oh grappoli deliziosi,
    pesche e
    mele, verdure e pesci – anche se si chiamano naturalistici, non sono forse una
    metafisica?
    Certo, certo che lo sono – ecco l’idea del grappolo, l’idea della mela, ecc. E tutto in
    maniera
    perfettamente rembrandtiana si illumina da se…
    Il momento dell’autoilluminazione non lo nego in queste nature morte; ma in
    contrasto
    Rembrandt, questa frutta e verdura mi sembra che abbia un giusto rapporto con il
    mondo: in
    essa c’è qualcosa della pittura d’icona, qualcosa che è opera della luce.

    Pavel Florenskij
    Le porte regali

    APPARATUS 22
    [== APPARATUS === 22 ==]
    NEWSLETTER OTTOBRE 2017
        [== LINK ==]

    APPARATUS 22 – ESTRATTO DALLA SCENEGGIATURA DI ALL (A TUTTI GLI ARTISTI CHE HANNO LAVORATO NEL XXI
    SECOLO) | 2017 | INSTALLAZIONE AUDIO

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON APPARATUS 22

    Crystal memo 8
    3 luglio

    Black hats
    Black market
    Black sheep
    Black book
    Black day
    Black-and-blue
    Black mark
    Black look
    Black eye
    Black mirrors
    Blackmail
    Black magic – anche se qui sembra che ci sia una tensione bellissima

    quasi ogni cosa associata alla parola nero significa qualcosa di negativo.
    Questo è razzista? qualcuno chiede.
    Beh, credo che l’atto razzista non sia consistito nel coniare queste nozioni, ma nell’attribuire il termine “black” – con i suoi significati figurativi di scuro, straniero e altro e “white” – con i suoi significati figurativi di noto, conosciuto e chiaro, a gruppi di persone la cui pelle è rispettivamente “marrone” o “crema”.

    NAVID NUUR
    [=== NAVID === NUUR ==]
    NEWSLETTER SETTEMBRE 2017
        [== LINK ==]

    NAVID NUUR, MIND MAP, 2013, GAS ARGON, VETRO

    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON NAVID NUUR

    Se mi prendo del tempo per guardare uno degli oggetti nel mio studio, questo tempo esiste in relazione a quell’oggetto come un insieme di passato, presente e futuro che risulta focalizzato sulla sua posizione e sulla luce che mi assicura di vedere l’oggetto nella sua interezza. Non sono certo del motivo, ma mi irritava che tutte queste relazioni co-esistessero mentre stavo realizzando l’oggetto. Dopotutto, io stavo lavorando sull’oggetto e non su luce, tempo, passato, presente e futuro. Avevo bisogno di isolare tutti questi ingredienti per avvicinarmi all’oggetto reale. Dopo aver osservato per un lungo periodo il mio oggetto, scoprii che il presente non esiste, perché il presente è già passato nel momento in cui ti fermi a pensarci, né tantomeno esiste una relazione tra il momento presente e l’oggetto. Questo significa che non esiste al mondo un orologio che corre in modo sincronico con il tempo effettivo, ad eccezione di quello che è stato fermato, l’unico tipo che permette di avere il tempo esatto due volte al giorno. Perciò, in quale momento ho la possibilità di vedere l’oggetto? Dopo averlo di nuovo guardato a lungo, lentamente ho compreso che per vedere il momento presente, costantemente lo si ricostruisce sulla retina. Su una scala più piccola, è la stessa cosa che facciamo con le parole e i significati. Poiché abbiamo convenuto che “tazza” è la parola per una tazza e non “sulpt”, così virtualmente ogni cosa è soggetta all’approvazione collettiva. Penso che si faccia lo stesso fisicamente e mentalmente con le cose che si vedono. Così, non appena la luce cade sull’oggetto, mi consente di vederlo e posso riconoscere il lavoro ripetutamente, veloce come i singoli frame dei film che sono riprodotti in rapida successione in modo da darci una conferma fluente o una rapida dissipazione del dubbio. Ma, supponiamo che io sia stato in grado di vedere il mio oggetto alla velocità della luce: in quel caso troverei me stesso nel momento presente e farei esperienza dell’oggetto. Dunque, questo era il problema: la differenza tra la mia velocità e la velocità della luce implica che non posso vedere l’oggetto nel presente, sono troppo lento per questo, ma solo in una costante pre-assenza del futuro. Ora che ho calibrato il mio ritmo visivo delle cose, posso finalmente capire quello che vedo e quando lo vedo, nella pre-assenza del futuro. Con questi nuovi punti di vista, ho potuto rivedere i lavori e gli oggetti nel mio studio e valutare come usare a mio vantaggio il legame tra questo fenomeno e la luce. A quel punto dovevo ancora trovare le forme che mi permettessero di isolare o estendere la luce dal tempo o estrarne un’immagine successiva. Quando avrò realizzato ancora qualche lavoro, mi occuperò di questo problema in modo più dettagliato.

    Navid Nuur

    GUIDO VAN DER WERVE
    [= GUIDO = VAN ==== DER === WERVE ==]
    NEWSLETTER APRILE 2017
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    99 PAROLE CON GUIDO VAN DER WERVE

    GUIDO VAN DER WERVE, NUMMER DERTIEN, EFFUGIO B: PORTRAIT OF THE ARTIST AS A MOUNTAINEER, 2010, DUE C-PRINTS DIGITALI, UN TESTO CON CORNICE, OGNI STAMPA: 58.1 X 44.13 cm
    Courtesy dell’artista

    Il 19 gennaio 2010 ho raggiunto la cima dell’Aconcagua, in Argentina, alta 6.962 metri.

    Ero alla ricerca di saggezza in quel periodo e speravo di trovarla sulla vetta. Avevo sentito storie come “se lo fai sulla cima, ne sarà valsa la pena” e “sali da ragazzo e scendi da uomo”.

    Dopo due mesi di pene e sofferenze, finalmente abbiamo raggiunto la sommità. A parte essere completamente esauto, non ho sentito nulla.

    Guido van der Werve

    FRANCO VACCARI
    [= FRANCO ==== VACCARI ==]
    NEWSLETTER MARZO 2017
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    FRANCO VACCARI, ESPOSIZIONE IN TEMPO REALE N.45, 2017
    Courtesy the artist and P420 Gallery, Bologna

    FRANCO VACCARI, PROVVISTA DI RICORDI PER IL TEMPO DELL’ALZHEIMER, 2003, DIGITAL FILM FROM VHS, 21’57’’
    Courtesy the artist and P420 Gallery, Bologna

    Quando sono andato a visitare il posto mi sono trovato di fronte ad una costruzione massiccia perfettamente conservata, con un vasto ambiente nella parte rialzata che una volta fungeva da camerata per i soldati di guardia della Città. Ho pensato subito di ricreare una situazione analoga dove, al posto dei soldati, andassero a passare la notte non solo i valorosi visitatori di mostre sempre alla scoperta di nuove esperienze, ma anche il variegato popolo dei curiosi che rappresenta la versione attuale dei picari, dei pitocchi, dei cantastorie, dei frati mendicanti del ‘600.

    Franco Vaccari

    DAN REES
    [== DAN ==== REES ==]
    NEWSLETTER FEBBRAIO 2017
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    DAN REES, RUIN’S OF THE CAMBRIAN AGE, 2016, SABBIA, ARGILLA, AGGREGATO, CALCE, PIGMENTO
    COURTESY DELL’ARTISTA E TANYA LEIGHTON GALLERY

    Terra depressa
    Più vecchio diventi, più la vita diventa infelice, tutte le persone con cui sei cresciuto muoiono, i tuoi genitori e i tuoi nonni muoiono, il tuo cane muore, la tua energia diminuisce, ci sono meno libri da leggere, non ci sono più gruppi da scoprire, finisci in un deserto arido alla ricerca qualcosa di nuovo che in realtà non succederà mai. Ti ritrovi, come faccio ogni volta io, ad apprezzare gruppi su cui avresti sputato due o tre anni prima, è deprimente, voglio dire, sto entrando a Buffalo Springfield, che è un inferno.
    Richey Edwards

    Sotto i piedi dei Siluri, le paludi Carbonifere, fango, sedimento e materia organica, compressi nel corso di milioni di anni, sono trasformati in antracite di alta qualità. Questa scura e preziosa arteria corre serpentina dalla Spagna sotto il Golfo di Biscaglia alla Gran Bretagna e attraverso l’Atlantico alla Pennsylvania. Il passaggio orizzontale sotterraneo di fanghi di carbonio solidificato è un presagio infausto dei tumultuosi vincoli che uniscono i popoli e le istituzioni sociali nate dal suo sfruttamento. Sulle spiagge dorate di Langland Bay, 2500 anni fa… un bambino Siluro sta costruendo castelli di sabbia e li abbatte.

    ROCHELLE GOLDBERG
    [= ROCHELLE === GOLDBERG ==]
    NEWSLETTER GENNAIO 2017

    Photo Courtesy Rochelle Goldberg



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    THE BLANK CONTEMPORARY ART
    99 PAROLE CON ROCHELLE GOLDBERG

    Il Ciclope:
    La visione binoculare è la combinazione degli impulsi visivi che arrivano dai due occhi separati e che rendono possibile la percezione tridimensionale. Il Ciclope ha un solo oculo e abita quindi un mondo a due dimensioni dove il condizionamento di una coscienza tridimensionale avviene attraverso un modo appreso di percepire le cose. La vista sensoriale è poi re-impostata come un incontro tattile. Lo sguardo focalizzato anticipa il tatto per rendere concreto il campo visivo.

    Rochelle Goldberg

    RICCARDO BERETTA
    [=== RICCARDO == BERETTA =]
    NEWSLETTER DICEMBRE 2016
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    99 PAROLE CON RICCARDO BERETTA

    RICCARDO BERETTA, ARAZZETTO GQ, RICAMO E FILI SU VELLUTO COTONE DIPINTO, 32X32 CM, 2016.
    COURTESY L’ARTISTA E GALLERIA FRANCESCA MININI, MILANO

    In occasione di The Blank Benefit 2016, appuntamento annuale a sostegno delle attività del network dell’associazione, Riccardo Beretta ha realizzato una serie di cinquanta arazzetti in velluto ricamati, ciascuno reso unico da un intervento pittorico e una lavorazione manuale.
    Ogni opera, Arazzetto GQ, rende omaggio alla figura di Giacomo Quarenghi (1744 – 1817), in concomitanza delle celebrazioni per il bicentenario della morte.
    Durante la Benefit Dinner, in programma giovedì 15 dicembre nella cornice dello Spazio ALT, un clavicembalista proporrà un repertorio di brani riconducibili all’epoca quarenghiana, avvalendosi del clavicembalo Birba (2009 – 2011), strumento che è anche opera d’arte, realizzata da Riccardo Beretta.

    FATMA BUCAK
    [=== FATMA == BUCAK =]
    NEWSLETTER NOVEMBRE 2016
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    99 PAROLE CON FATMA BUCAK

    FATMA BUCAK, THERE MAY BE DOUBTS, 2015, FROM THE SERIES A STUDY OF EIGHT LANDSCAPE, DIGITAL ARCHIVIAL PIGMENT PRINT, 110×140 cm

    Varna 1951

    Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare
    mi porto un po’ della tua ghiaia
    un po’ del tuo sale azzurro
    un po’ della tua infinità
    e un pochino della tua luce
    e della tua infelicità.
    Ci hai saputo dir molte cose
    sul tuo destino di mare
    eccoci con un po’ più di speranza
    eccoci con un po’ più di saggezza
    e ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare

    Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
    arrivederci fratello mare.

    In Esilio
    Nâzım Hikmet (Ran Salonicco, 20 Novembre 1901 – Mosca, 3 Giugno 1963)

    ©THE BLANK 2017
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    NEWSLETTER NOVEMBRE 2016 | FATMA BUCAK