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    What’s on
    LUDOVICO BOMBEN - CON FINE
    [= LUDOVICO == BOMBEN ====== CON == FINE =]
    GALLERIA MARELIA
    05.04.17 - 20.05.17

    opening: mercoledì 5 aprile, h. 18:30
    martedì – sabato: 15.30 – 19.30

    via Torretta, 4 – 24125 Bergamo
    www.galleriamarelia.it
    info@galleriamarelia.it
    tel. + 39 347 8206829

     



        [== LINK ==]

    a cura di Paola Silvia Ubiali e Francesca Panseri

    Attraverso la composizione nello spazio di figure geometriche piane e solide, Ludovico Bomben realizza simboli di grande potenza.
    Un cerchio sovrapposto verticalmente ad un rettangolo crea la sagoma di una pala d’altare; un cono innestato all’interno di una sfera tagliata a metà ci restituisce la forma di un’acquasantiera; una serie di grani da rosario allineati in sezione aurea compone le navate di una chiesa vista in prospettiva; una semplice, lunga retta verticale intersecata con tre corte rette orizzontali evoca la ferula papale.
    Gli strumenti della devozione e della liturgia appartenenti alla millenaria tradizione del culto occidentale emergono nella loro essenza e purezza formale, asciugati da tutto ciò che nei secoli vi si è depositato, quasi che, nell’attuale civiltà delle immagini, fossero stati toccati da una nuova ondata iconoclasta.
    Un’operazione concettuale di sottrazione, che arriva a mostrarci la “cosità” degli oggetti nella loro tangibilità materiale e formale, nella dimensione di bellezza e armonia degli archetipi, nelle matrici che rispecchiano l’operare di leggi di ordine e proporzione rivelando un significato altro e universale evocato attraverso le forme che stanno alla base di tutto ciò che rappresenta la nostra conoscenza sensibile, dove materia e spiritualità sono l’una l’espressione dell’altra.

    La personale di Ludovico Bomben esprime i punti fondamentali della sua ricerca negli ultimi sette anni. In questo non breve intervallo temporale l’artista ha progressivamente concentrato l’interesse verso argomenti legati alla spiritualità, alla religione e alla dimensione del sacro, sviluppando in particolare un’analisi multiforme, sfaccettata e mai banale sugli elementi tangibili della tradizione artigianale-artistica cristiana: gli oggetti liturgici legati al culto, dal reliquiario all’acquasantiera, dall’altarolo da viaggio al rosario, dal polittico alla pala d’altare, esaminandoli nei loro molteplici aspetti strutturali, linguistici, estetici, emotivi, rituali.
    Di volta in volta il lavoro, sempre in fase di studio e approfondimento, indaga le forme pure liberate dagli apparati decorativi, ne isola gli elementi enfatizzandoli, reitera le rispettive configurazioni riproponendole serialmente, manipola le diverse componenti restituendole sostanzialmente modificate, alterate. Il tutto viene elaborato in chiave contemporanea grazie alla collaborazione con aziende del territorio, all’ausilio di strumenti, tecnologie e materiali dell’attualità, dai software di modellazione in 3D, ai centri di lavoro a controllo numerico, al corian industriale, senza peraltro dimenticare l’uso sapiente degli attrezzi tradizionali come il bulino, di materiali preziosi quali la foglia oro e riprendendo concetti complessi come la sezione aurea.

    GIOVANNI DE LAZZARI - RAPPORTI DI FORZA (A ESTER)
    [= GIOVANNI == DE == LAZZARI ==== RAPPORTI ==== DI == FORZA ==== A == ESTER = =]
    ARS ARTE+LIBRI
    31.03.17 - 15.04.17

    via Pignolo 116, 24121 Bergamo
    tel. +39 035247293
    ars.libri@teletu.it



        [== LINK ==]

    a cura di Luciano Passoni

    Sublime.
    Il Sublime appartiene alle categorie dell’Estetica.
    È uno stadio del Sentire. Lo stadio più alto in cui l’uomo conosce emotivamente (esperisce) gli aspetti e i fenomeni della Natura (e non solo).
    Non è un superlativo di Bello.
    Più complesso di questo, in esso convivono stupore e timore, piacere e paura, appagamento e turbamento…
    È questa la stessa dicotomia che riflette il sentire dell’uomo verso la Natura, madre e matrigna, egli ne è attratto e respinto, in essa vorrebbe acquietarsi, ma dalla quale si sente diverso.
    Bella e crudele è la Natura, ma di questo lei non si dà pensiero, Lei è.
    Chi pensa è l’uomo, che di tutto cerca un senso.
    Nella scia delle riflessioni sul Bello l’uomo poi ragionerà anche di Buono e di Bene, ma seguire questa strada ci porterebbe troppo lontano…
    Noi abbiamo qui di fronte sette disegni (opere) di Giovanni De Lazzari.
    Raffinatissimi ed eleganti sono aspetti di una Natura indagata ed interpretata sino all’esasperazione.
    Prima pensati e poi raffigurati essi sono forzati nella direzione di una trasmissione di senso offerta all’osservatore.
    Precisi e cristallini questi lavori hanno bisogno di occhi attenti per essere riconosciuti nella loro purezza diamantina e non confusi, con una lettura superficiale, con degli Swarovski.
    Eseguiti con un segno della preziosità dell’orafo, con la precisione e la minuzia del miniatore, raffigurano aspetti poco indagati di elementi naturali che diventano nello stesso tempo immagini e metafore, simboli.
    Un serpente e un aspide si contorcono in un groviglio di spire armoniose.
    Privi delle teste questi tre grovigli suggeriscono uno sviluppo più complesso del “serpente che si morde la coda”. Qui non c’è né testa né coda a simboleggiare l’inizio e la fine nell’inesorabile continuazione del tempo, bensì c’è l’eterno groviglio di forze che si contrappongono e che cercano l’annientamento dell’altro in un “abbraccio”, in una morsa mortale.
    Tre gusci d’uovo sono “lenticolarmente” riprodotti in uno spazio vuoto.
    Rotti nella parte superiore sono attraversati da crepe. (alcuni frammenti sono ancora trattenuti dalla membrana interna).
    Reali e generici, bianchi non rimandano a nessuna specie particolare di volatile.
    La nascita è già avvenuta, oppure l’interno è già stato mangiato…
    In essi a malapena sopravvive l’Idea della Forma Pura.
    La purezza e la perfezione non è più, ne rimane solo la testimonianza e di questo ci parlano.
    L’ultimo lavoro è un bosco.
    Ci sono 2 disegni di Durer bellissimi tra i suoi bellissimi; bellissimi anche nei titoli: “Piccola zolla” e “Grande zolla”.
    In pochi cm2, in uno, e in pochi dm2, nell’altro, c’è tutto l’incanto degli occhi di Durer per la Natura. Due micropaesaggi a testimonianza della grandezza dell’Universo, ciò che dell’Universo l’occhio umano conosce e ama. (il micro per il macro).
    Il disegno di Giovanni potremmo chiamalo “Piccola pertica”. Lo stesso amore, la stessa attenzione per gli elementi naturali, ma la scala si è fatta più ampia e l’incanto dell’occhio non è più lo stesso.
    In Durer ogni singola erba, ogni singolo fiore trova posto nella celebrazione della Natura, in Giovanni ogni singolo albero si confonde nell’insieme del bosco, in esso si annulla e si confonde. (individualismo e massa).
    E il bosco diventa luogo dell’ansia, è il bosco delle fiabe che ci accompagna in ogni stagione della nostra vita. È il luogo impenetrabile in cui l’uomo è in balia della natura e in cui la ragione si confonde.
    È il luogo dell’attraversamento, dentro e fuori di noi.
    Di cos’altro ci parlano queste cose Ester?

    Luciano Passoni

    CAMILLA MARINONI - A MERET
    [=== CAMILLA === MARINONI ====== A == MERET ===]
    MUSEO BERNAREGGI
    08.03.17 - 02.04.17

    martedì – domenica: 15:00 – 18:00

    info:
    info@fondazionebernareggi.it
    tel. 035 24 87 72



        [== LINK ==]

    a cura di Don Giuliano Zanchi

    A MERET è l’acronimo delle 6 protagoniste della mostra di Camilla Marinoni in occasione della Giornata Internazionale della donna. Si tratta di una riflessione, il cui titolo è dedicato all’artista svizzera Meret Oppenheim, dove video, strutture polimateriche, proiezioni e audio collaborano nella presentazione di 6 icone femminili della Sacra Scrittura.

    MARCO GRIMALDI - IL POSTO E LO SPAZIO. ANIME IN CERCA DI UN LUOGO
    [= MARCO === GRIMALDI ===== IL = POSTO == E == LO === SPAZIO. === ANIME = IN === CERCA === DI = UN = LUOGO ===]
    MUSEO BERNAREGGI
    21.04.17 - 23.06.17

    opening: 21 aprile, ore 18:00
    martedì – domenica: 15:00 – 18:00

    Info:
    info@fondazionebernareggi.it
    tel. 035 24 87 72



        [== LINK ==]

    Le opere di Marco Grimaldi sono una meditazione sulla presenza e sullo spazio attraverso gli strumenti della sua pittura informale e rarefatta. Ma dietro questa ricerca formale agisce la ricerca interiore di un posto della vita di cui l’artista va misurando le dimensioni. Gli oggetti fluttuanti della pittura di Grimaldi sono vibrazioni dell’anima che cerca un luogo per definirsi.

    GRUPPO II - ROCCIACASTELLO
    [= GRUPPO = II ===== ROCCIACASTELLO =]
    ACCADEMIA DI BELLE ARTI G. CARRARA
    13.04.17 - 29.04.17

    opening: martedì 11 aprile 2017, ore 18.00
    giovedì – sabato: 16.00 – 18.30
    c/o Giacomo, Via G. Quarenghi, 48 c/d, Bergamo

    info:

    segreteria@accademiabellearti.bg.it
    www.accademiabellearti.bg.it



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    L’Accademia di belle arti G. Carrara è lieta di presentare Rocciacastello, il secondo dei cinque progetti selezionati tramite bando rivolto a studenti e diplomati dell’Accademia che verranno ospitati negli spazi di Giacomo nel corso del 2017.

    Il progetto Rocciacastello nasce dal comune desiderio di vivere un’esperienza di confronto: dal 26 marzo al 2 aprile il gruppo || – collettivo composto da otto studenti dell’Accademia di belle arti G. Carrara – soggiornerà in residenza all’interno dello spazio Giacomo di via Quarenghi.
    Nel corso dell’intera residenza il gruppo || si autoimporrà la regola di non abbandonare mai la via, in modo da raccogliere materiali e stringere relazioni che siano riconducibili esclusivamente alle specificità del contesto.
    Il periodo limitato della permanenza garantisce un distacco critico verso il luogo, ponendo il gruppo nella posizione del conoscitore/raccoglitore piuttosto che in quella del possessore.
    Al termine della residenza tutto ciò che verrà ritenuto e riconosciuto come valido sarà presentato pubblicamente, le opere verranno infine consegnate alla via in forma di dono o intervento artistico. L’apertura di un Blog annesso al progetto accompagnerà l’intera durata della permanenza.

    Il gruppo || è composto da Laura Baffi, Erika Bonfanti, Ylenia De Rocco, Valentina Goretti, Diego Gualandris, Umberto Meroni, Giorgio Pagani e Anna Pezzoli

    STENDARDI D'AUTORE
    [=== STENDARDI == D ===== AUTORE ==]
    ALT – ARTE CONTEMPORANEA
    08.04.17

    via Gerolamo Acerbis, 14 – 24022 Alzano Lombardo (BG)

    Maggiori info:
    tel. +39 334 9233010



        [== LINK ==]

    8 aprile
    Laboratorio didattico e merenda per bambini dai 4 agli 11 anni. “Stendardi d’autore”.
    Ore 16.00
    Costi: € 12 non tesserati / € 8 tesserati

    chiusure mese di aprile (causa festività e allestimenti in corso):
    sabato 15, 22 e 29 aprile

    DOMENICHE IN SANTA MARTA - CATERINA COMEGLIO
    [= DOMENICHE == IN == SANTA ==== MARTA ==== CATERINA === COMEGLIO =]
    LADIES SINGS THE BLUES
    02.04.17

    Ogni prima domenica del mese, da aprile a settembre 2017
    Ore 17.00
    Chiostro di Santa Marta – Piazza Vittorio Veneto 8, Bergamo
    INGRESSO LIBERO

    DOWNLOAD PROGRAMMA COMPLETO



        [== LINK ==]

    a cura di Enrico De Pascale e Claudio Angeleri

    Per il terzo anno consecutivo il Chiostro di Santa Marta apre alla cittadinanza per ospitare un’importante rassegna musicale. In sintonia con la vocazione originaria del luogo – il Convento delle suore domenicane di Santa Marta, fondato nel 1340 – il programma prevede l’esibizione di sei formazioni imperniate sulla vocalità femminile. Gruppi che offrono una panoramica delle attuali tendenze della musica blues e jazz, valorizzando giovani musicisti e differenti tipi di ensemble: dal duo alla big band. Promossa e patrocinata da UBI Banca, a cura di Enrico De Pascale e Claudio Angeleri, elaborata dal Centro Didattico Produzione Musica (CDpM), la rassegna è dedicata anche quest’anno alla memoria di Silvia Infascelli (Bergamo 1958-2015), splendida voce jazz nonché compositrice, autrice e docente, che proprio in Santa Marta ha tenuto uno dei suoi ultimi, applauditissimi concerti. L’apertura eccezionale del Chiostro è anche un’imperdibile occasione per ammirare le importanti sculture che vi si conservano: dalla monumentale Untitled (2003) dell’artista anglo-indiano Anish Kapoor, alle Suore che comunicano (1971) di Elia Ajolfi, al Grande cardinale seduto (1984) di Giacomo Manzù.​

    ART UP 4/17 - DAVIDE TRANCHINA
    [== ART ==== UP == 4 === 17 ==== DAVIDE === TRANCHINA ===]
    ART UP – BANCA POPOLARE DI BERGAMO
    03.04.17 - 28.04.17

    lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO

    Banca Popolare di Bergamo,
    Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART UP 4/17 – DAVIDE TRANCHINA
    a cura di Enrico De Pascale

    Davide Tranchina, 40 notti a Montecristo
    2012-2013, stampa true giclée, cm 70×100 cad.
    Collezione UBI Banca Popolare di Bergamo

    40 notti a Montecristo è un ciclo realizzato da Tranchina dopo una residenza artistica (estate 2012) trascorsa a Montecristo, una delle isole più inaccessibili del pianeta, e in quanto tale sinonimo di lontananza, irraggiungibilità, magìa. Le immagini che ne sono scaturite si collocano a metà tra la realtà e il sogno, la verità e la finzione, mescolando senza soluzione di continuità elementi autentici ad altri costruiti. Per la realizzazione di questo lavoro l’artista ha scelto di rappresentare gli scenari effettivamente visti sull’isola in un momento successivo, dopo il ritorno a casa. Utilizzando una tecnica antica come il cliché verre, sagome di cartone e spruzzi di colore bianco, ha ricreato direttamente sulla carta fotosensibile “finte” fotografie notturne in cui profili di paesaggi, alberi, rocce, animali si stagliano come enigmatiche silhouettes sullo sfondo di meravigliosi cieli stellati.

    DAVIDE TRANCHINA (Bologna 1972).La sua ricerca artistica è documentata in alcune importanti pubblicazioni di settore come Future Images a cura di M. Cresci (24ORE Cultura), Laboratorio Italia. La fotografia nell’arte contemporanea, a cura di M. Paderni (Johan & Levi Editore), e Tre strade per la fotografia a cura di L. Panaro (APM Edizioni). E’ uno dei vincitori dell’edizione 2010 del Premio Terna 03 per l’arte contemporanea. Sue opere sono nelle collezioni permanenti della Galleria Civica di Modena, UniCredit e MART di Rovereto. Dal 2006 insegna Fotografia presso l’Accademia di Brera a Milano, e presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna.

    FRANCO VACCARI
    [= FRANCO ==== VACCARI ==]
    NEWSLETTER MARZO 2017
        [== LINK ==]

    FRANCO VACCARI, ESPOSIZIONE IN TEMPO REALE N.45, 2017
    Courtesy the artist and P420 Gallery, Bologna

    FRANCO VACCARI, PROVVISTA DI RICORDI PER IL TEMPO DELL’ALZHEIMER, 2003, DIGITAL FILM FROM VHS, 21’57’’
    Courtesy the artist and P420 Gallery, Bologna

    Quando sono andato a visitare il posto mi sono trovato di fronte ad una costruzione massiccia perfettamente conservata, con un vasto ambiente nella parte rialzata che una volta fungeva da camerata per i soldati di guardia della Città. Ho pensato subito di ricreare una situazione analoga dove, al posto dei soldati, andassero a passare la notte non solo i valorosi visitatori di mostre sempre alla scoperta di nuove esperienze, ma anche il variegato popolo dei curiosi che rappresenta la versione attuale dei picari, dei pitocchi, dei cantastorie, dei frati mendicanti del ‘600.

    Franco Vaccari

    POESIA VISIVA - OMAGGIO A MARIO RONDI
    [=== POESIA === VISIVA ===== OMAGGIO == A ===== MARIO === RONDI ==]
    VIAMORONISEDICI SPAZIOARTE
    18.03.17 - 08.04.17

    Opening: sabato 18 marzo, h. 18.00

    martedì – sabato: 16.00 – 19.30

    Via Moroni, 16 24121 Bergamo
    tel. +39 347 2415297
    info@viamoronisedici.it
    www.viamoronisedici.it



        [== LINK ==]

    a cura di Stefania Burnelli

    Autore poliedrico e infaticabile, Mario Rondi ha al suo attivo fenomenali peregrinazioni letterarie dalla poesia al poema alla filastrocca, dalla prosa magica alla fiaba. La sua scrittura, che oscilla tra la memoria delle tradizioni e del territorio in cui è cresciuto e le personalissime invenzioni della sua fantasia, è attraversata da una “vena di umorismo dolceamaro” e rappresenta “un riuscito esempio di drammatizzazione dei nonsensi della vita moderna”, come gli ha riconosciuto la giuria del premio “I Murazzi” di Torino nel 2015.
    Non nuovo a collaborazioni con le arti visive, una per tutte l’organizzazione nel luglio 2013 dell’evento “Libro d’artista” all’Ex Ateneo di Bergamo, Mario Rondi presenta in Viamoronisedici/spazioarte suoi lavori recenti di poesia visiva, realizzati su carta, su stoffa, su lastre trasparenti di plexiglass.
    Si tratta di raffinate contaminazioni verbo-visive fondate sulla ricchezza semantica della parola poetica e sulla valenza emozionale del colore e delle superfici scrittorie: fitti collage di carte, scampoli di stoffe, trasparenze in metacrilato.
    Dall’“ut pictura poiesis” di Orazio, venti secoli sono trascorsi e la discussione è ancora aperta sul rapporto specifico tra poesia ed arti visive. Dai carmi figurati del greco Teocrito, ai calligrammi di Apollinaire definiti dallo stesso loro autore “la via più breve per costringere l’occhio a una visione globale della parola scritta”, agli esperimenti di Mallarmé di collocazione rigorosamente spaziale di parole su superfici bianche, alle tavole “parolibere” dei futuristi, ai collage e alle installazioni verbali dei Fluxartisti negli anni Sessanta, ai dipinti concettuali degli inglesi “Art and language”, alle frontiere della poesia elettronica e della computer poetry che integra testo poetico e arte dei nuovi media: la dialettica poesia-pittura, evidentemente, è tutt’altro che esaurita. Anzi, continua a seguire strade multiple, per nulla a senso unico, tuttora vitali e aperte, perché si fonda su un gioco di linguaggio, quindi di pensiero, che parte dalla parola – la quale è la matrice stessa delle idee.
    Nel solco di queste ricerche, le opere di poesia visiva di Mario Rondi – esplorando con vena inesausta gli ambigui territori che si aprono tra significante e significato – inseguono la magia del linguaggio tra avventurosi fonosimbolismi delle parole e imprevedibili riflessi della tridimensione.

    Stefania Burnelli

    ©THE BLANK 2017
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