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    ART UP 9/16 - ALESSANDRA SPRANZI
    ART UP 9/16 - ALESSANDRA SPRANZI
    [= ART ===== UP === 9 == 16 ===== ALESSANDRA === SPRANZI ==]
    ART UP – BANCA POPOLARE DI BERGAMO
    01.09.16 - 30.09.16

    Orari: lunedì – venerdì: 8.20/13.20 – 14.40/16.10
    INGRESSO LIBERO
    Banca Popolare di Bergamo, Piazza Vittorio Veneto n. 8 – Bergamo



        [== LINK ==]

    ART UP 9/16 – ALESSANDRA SPRANZI
    a cura di Enrico De Pascale

    ALESSANDRA SPRANZI Tornando a casa
    1997, stampa a colori su alluminio, cm 120 x 150
    Collezione Banca Popolare di Bergamo

    Le fotografie di Spranzi rinunciano a ogni pretesa di naturalità e neutralità configurandosi come il prodotto di una manipolazione sottile e perturbante che ha origine nel montaggio di matrice dada-surrealista e nelle pratiche di certa arte concettuale. L’effetto di spaesamento è ottenuto tramite l’impiego di immagini preesistenti (nel caso specifico fotografie tratte da vecchie riviste di arredamento) che l’artista trasforma in scenari di sinistri accadimenti, micro-tragedie domestiche in cui protagonista è il fuoco, la vampa, l’incendio improvviso”. La fotografia, cioè, non registra cio’ che accade o che e’ accaduto, e’ piuttosto un’ipotesi di visione o un incantamento.
    “Da anni rifletto sul potenziale, spesso addormentato o consumato, presente nelle immagini, tornando a utilizzare materiale anacronistico o povero con progetti sempre diversi, che svelano il lato nascosto e irrazionale delle cose. Raccogliere, avvicinare, mettere insieme, far incontrare, è un modo per riorganizzare o sorprendere la visione e il pensiero, per rimettere in gioco la natura enigmatica delle immagini che continuamente ci interrogano” (A.S.).

    ALESSANDRA SPRANZI(Milano 1962)
    La maggior parte delle opere realizzate da Spranzi negli ultimi anni non propongono fotografie originali ma riciclano immagini altrui, provenienti da manuali pratici, libri scientifici, riviste di annunci economici. Sono fotografie che l’artista ha collezionato nel corso degli anni e quindi riutilizzato in vario modo: rifotografandole, ritagliandole, ingrandendole, talvolta impiegandole per dei collage.
    Ciò che le interessa è additare una bellezza che esisteva già, non vista, in immagini preesistenti: fotografie anonime e non professionali, o comunque realizzate senza preoccupazioni artistiche. Tra le esposizioni recenti più significative: Da Guarene all’Etna, 1999-2009, Fondazione Re Rebaudengo, Guarene 2009; Terzo paesaggio. Fotografia italiana oggi, GAM, Gallarate 2009; Cosa fa la mia anima quando sto lavorando?, Maga, Gallarate 2010; Riti del caso imperfetto: l’incanto. Sotto la buona stella, Festival della fotografia europea, Reggio Emilia 2010; Il corpo solitario. L’autoritratto nella fotografia contemporanea, MACT/CACT, Bellinzona 2013; Hans-Peter Feldmann, Peter Piller, Joachim Schmid, Alessandra Spranzi, Franco Vaccari. Lumpenfotografie. Per una fotografia senza vanagloria, Galleria P420, Bologna, 2013; Opere e progetti del Museo di Fotografia Contemporanea, Triennale di Milano 2014; Maraviglia, Galleria P420, Bologna, 2015.

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